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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-10-04 18:28:062026-10-04 18:42:07Strategic Markets Bulletin del 5 ottobre 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Settimana priva di spunti interessanti sul fronte Earning Trading.
Del resto, l’unico titolo che aveva superato i nostri filtri, Lennar (LEN), aveva un quadro tecnico che disincentivava qualsiasi decisione operativa.
Venerdì 18 è scaduta l’ultima operazione in essere secondo la strategia Short Term Reversal Stock Options – STRSO: avevamo una put 68 venduta su ACM Research (ACMR), che è stata debordata per alcuni giorni verso la scadenza, per poi recuperare all’ultimo e chiudersi con profitto pieno.
Giova ricordare, in questo ambito, che l’andamento ad oggi dell’equity è zavorrato da un’unica decisione errata, nel senso di incompatibile con la strategia, quindi fatta per errore: quella che ha causato un drawdown di 1315$.
Quel trade avrebbe dovuto essere fatto insieme alle altre operazioni di Earning Trading, ma amen.
Abbiamo uno short strangle aperto su IWM, per ora lontano sia dal take profit che dallo stop loss (ma del resto è stato aperto pochi giorni fa).
Inoltre, sono scadute due posizioni nell’ambito della strategia High Probability Naked Put Selling, che hanno generato un valore totale di profitto pari a 500$.
Ancora un nuovo massimo storico per questa strategia!
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 14 settembre 2026 in sintesi
La Fed alza i tassi al 3.75%-4.00% tra consumi solidi e settore immobiliare debole
La settimana è dominata dalla decisione della Federal Reserve (Fed) di alzare il range dei tassi di 25 punti base, a 3.75%-4.00%, con voto unanime e per la prima volta dal 2023.
Le proiezioni indicano una mediana dei tassi al 4.1% a fine 2026, con 16 partecipanti su 18 che vedono almeno un ulteriore rialzo entro l’anno, e un’inflazione misurata dall’indice PCE (Personal Consumption Expenditures) al 3.7%.
I consumi restano solidi. Le vendite al dettaglio di agosto crescono dell’1.2%, contro il consensus di 0.8%, e dell’1.4% al netto dell’auto, con negozi online e carburanti tra i comparti più dinamici.
Il settore immobiliare è invece in difficoltà. Il tasso sui mutui trentennali sale al 6.97%, il livello più alto da maggio 2025, la fiducia dei costruttori scende a 32, il minimo da settembre 2025, e sia i permessi di costruire (1.394M) sia i cantieri avviati (1.275M) restano sotto le attese.
Sul fronte manifatturiero i segnali sono contrastanti.
L’indice di New York rallenta a 7.6, molto sotto il consensus di 14.75, mentre quello di Philadelphia scende a 37.8 ma supera le attese.
La produzione industriale è invariata e la produzione manifatturiera cala dello 0.3%.
In entrambe le indagini regionali i prezzi pagati salgono ancora, a 63.1 e 48.6.
Nel complesso emerge una banca centrale concentrata sull’inflazione, consumi che reggono e un comparto immobiliare che sconta costi del credito più alti, mentre la manifattura appare stabile, con pressioni sui prezzi in aumento.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 14 settembre
Nessun dato rilevante a calendario
Martedì 15 settembre
New York Manufacturing Index, settembre
Precedente 20.6 | Consensus 14.75 (rivisto da 15.0) | Previsione 14.0 | Dato ufficiale 7.6
L’indice generale delle condizioni di business dello Stato di New York scende a 7.6 da 20.6, un calo di 13 punti che resta ben sotto la previsione di 14.0 e sotto il consensus di 14.75.
Il dato resta però sopra la soglia di 0, che separa espansione e contrazione, e la Federal Reserve Bank of New York parla di una crescita modesta dopo i forti guadagni di agosto.
Sotto la superficie il quadro è sfumato: i nuovi ordini salgono appena a 2.0, mentre le spedizioni scivolano a -3.2.
I tempi di consegna si allungano sensibilmente, con l’indice a 18.8, e la disponibilità di forniture peggiora ancora, a -11.9.
Il lato occupazionale regge, con l’indice dei dipendenti a 10.6 e la settimana lavorativa media a 17.0, il livello più alto da quasi cinque anni.
Le pressioni sui prezzi si intensificano: l’indice dei prezzi pagati sale di 5 punti a 63.1, sopra il massimo quadriennale di maggio, e quello dei prezzi ricevuti a 28.1.
Le aspettative a sei mesi restano ottimistiche, con l’indice delle condizioni future a 29.0.
Nel complesso la frenata è marcata, ma la domanda non si deteriora e la pressione sui costi resta il fattore da monitorare.
Per approfondimenti:
New York Fed
Mercoledì 16 settembre
Tasso dei mutui trentennali al 11 settembre
Precedente 6.85% | Range degli ultimi 12 mesi 6.09%-6.85% | Dato ufficiale 6.97%
Il tasso medio sui mutui trentennali a tasso fisso rilevato dalla Mortgage Bankers Association (MBA) sale al 6.97% dal 6.85%, un rialzo di 12 punti base che porta il dato al livello più alto da maggio 2025.
Il valore supera l’estremo superiore del range degli ultimi 12 mesi e si avvicina alla soglia psicologica del 7%.
Anche i punti pagati per i mutui con anticipo del 20% aumentano, a 0.72 da 0.67, e questo rincara ulteriormente il costo effettivo del finanziamento.
I mutui jumbo, cioè di importo superiore ai limiti dei prestiti conformi, salgono al 7.03% dal 6.74%, a conferma di un rincaro diffuso su tutte le fasce.
La spinta arriva dal mercato obbligazionario: i rendimenti dei Treasury decennali si avvicinano al 5%, in un contesto di inflazione elevata e di incertezza sulla politica monetaria, e i tassi ipotecari li seguono.
Per chi acquista casa, un tasso prossimo al 7% riduce il potere d’acquisto e appesantisce la rata mensile a parità di capitale.
Chi valuta un rifinanziamento trova invece sempre meno convenienza rispetto ai livelli di inizio anno.
Il dato indica quindi un costo del credito immobiliare che continua a frenare il mercato.
Per approfondimenti:
Housing Wire
Vendite al dettaglio, mese su mese, agosto
Dato completo
Precedente -0.5% (rivisto da -0.6%) | Consensus 0.8% (rivisto da 0.9%) | Previsione 0.7% (rivista da 0.3%) | Dato ufficiale 1.2%
Dato ex-auto
Precedente -0.2% (rivisto da -0.3%) | Consensus 0.5% | Previsione 0.4% (rivista da 0.1%) | Dato ufficiale 1.4%
Le vendite al dettaglio crescono dell’1.2% mese su mese, a $773.9 miliardi, un dato ben superiore alla previsione di 0.7% e al consensus di 0.8%.
Il Census Bureau rivede il calo di luglio a -0.5% da -0.6%, mentre la crescita su base annua sale al 6.0%.
Al netto dell’auto l’aumento è più marcato, con un +1.4%, perché veicoli e ricambi avanzano solo dello 0.6%, e il dato supera di un punto percentuale la previsione di 0.4%.
La spinta arriva dai negozi online (+2.6%) e dai distributori di carburante (+3.1%).
Crescono anche elettronica ed elettrodomestici (+1.6%) e ristorazione (+1.2%), mentre grandi magazzini (-0.8%) e materiali edili (-0.2%) restano indietro.
I dati sono nominali, cioè non corretti per l’andamento dei prezzi, quindi il rincaro dei carburanti pesa in parte sul risultato.
Nel complesso la spesa rimbalza in modo diffuso dopo il calo di luglio e offre un segnale solido sui consumi di fine estate.
Per approfondimenti:
U.S. Census
NAHB Housing Market Index, settembre
Precedente 35 | Consensus 34 | Previsione 34 | Dato ufficiale 32
La fiducia dei costruttori di case unifamiliari scende a 32 da 35, sotto la previsione e il consensus, entrambi a 34.
Il calo di tre punti porta l’indice al livello più basso da settembre 2025 e lo tiene lontano dalla soglia di 50, sopra la quale prevalgono i giudizi favorevoli sulle condizioni del mercato.
Tra le componenti pesa soprattutto il calo delle aspettative di vendita a sei mesi, che perdono 6 punti a 37, mentre le condizioni correnti di vendita scendono di 4 punti a 35 e il traffico di potenziali acquirenti resta fermo a 23.
I costruttori attribuiscono la domanda debole soprattutto all’aumento dei tassi sui mutui, a cui si aggiungono costi dei materiali più alti e carenza di manodopera.
Per sostenere le vendite il 38% dei costruttori taglia i prezzi, contro il 35% di agosto, con una riduzione media del 6% per il sesto mese consecutivo.
Il 66% offre inoltre incentivi alle vendite, la quota più alta da dicembre.
In sintesi la fiducia resta sotto quota 40 da oltre un anno e il dettaglio indica un settore residenziale ancora sotto pressione.
Per approfondimenti:
National Association of Home Builders
Decisione della Fed sui tassi
A seguire, conferenza stampa e proiezioni economiche del FOMC
Precedente 3.75% | Consensus 4.0% | Previsione 4.0% | Dato ufficiale 4.0%
La Federal Reserve (Fed) alza il range dei tassi di 25 punti base a 3.75%-4.00%, con il limite superiore a 4.0%, in linea con previsione e consensus, ed è il primo rialzo dal 2023.
Il voto del Federal Open Market Committee (FOMC) è unanime, 12 a 0, e il comunicato, molto sintetico, descrive un’attività economica in espansione a ritmo solido e un’inflazione ancora elevata.
Nelle proiezioni economiche la mediana dei tassi a fine 2026 sale a 4.1% da 3.8%, e 16 partecipanti su 18 prevedono almeno un ulteriore rialzo entro l’anno.
L’inflazione PCE (Personal Consumption Expenditures) 2026 è vista al 3.7%, mentre il prodotto interno lordo cresce del 2.3% e la disoccupazione si ferma al 4.1%.
La conferenza stampa dura appena 30 minuti, la più breve dal 2011, e il presidente Warsh indica tre cambiamenti dall’ultima riunione: economia più solida, inflazione non in rallentamento e tensioni geopolitiche in aumento.
Warsh non offre indicazioni sulla traiettoria futura dei tassi e non presenta proprie proiezioni, coerentemente con la sua linea di comunicazione minimale.
Il messaggio è di una banca centrale che mette la stabilità dei prezzi in cima alle priorità.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Giovedì 17 settembre
Permessi di costruire, preliminare, agosto
Precedente 1.433M | Consensus 1.41M | Previsione 1.41M | Dato ufficiale 1.394M
I permessi di costruire preliminari di agosto scendono a 1.394M in ragione annua destagionalizzata, sotto la previsione e il consensus, entrambi a 1.41M.
Il calo è del 2.7% rispetto a luglio, rivisto a 1.433M da 1.443M, mentre su base annua il dato resta in crescita del 3.5%.
Le autorizzazioni per abitazioni unifamiliari scendono dell’1.8%, a 878K da 894K, e segnalano la cautela dei costruttori.
Le autorizzazioni per edifici con cinque o più unità si attestano a 467K, contro i 490K della prima stima di luglio.
I permessi sono un indicatore anticipatore dell’attività edilizia, perché precedono l’avvio dei cantieri di alcuni mesi.
Il contesto resta poco favorevole, con costi di costruzione elevati, carenza di manodopera e tassi sui mutui in rialzo che frenano la domanda.
Nel complesso la pipeline dei nuovi cantieri si indebolisce, pur restando sopra i livelli di un anno fa.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Avviamento di nuove costruzioni, agosto
Precedente 1.309M (rivisto da 1.239M) | Consensus 1.31M (rivisto da 1.32M) | Previsione 1.35M | Dato ufficiale 1.275M
Gli avviamenti di nuove costruzioni scendono a 1.275M in ragione annua destagionalizzata, sotto il consensus di 1.31M e sotto la previsione di 1.35M.
Il calo è del 2.6% rispetto a luglio, rivisto al rialzo a 1.309M da 1.239M, e dell’1.2% su base annua, ma il Census Bureau precisa che entrambe le variazioni non sono statisticamente significative.
Le abitazioni unifamiliari avanzano del 7.6%, a 918K, mentre gli edifici con cinque o più unità scendono a 344K, un -22.5% che pesa sul totale.
A livello regionale il Nord-est cede il 44.5%, a 96K, e il Midwest il 12.0%, a 198K, mentre l’Ovest cresce del 32.4%, a 323K.
Il dato resta superiore alla prima stima di luglio a 1.239M, ma la volatilità mensile è elevata e, secondo il Census, servono circa sei mesi per individuare un trend affidabile.
Il quadro complessivo è quello di un settore frenato da costi elevati e domanda debole.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, settembre
Precedente 47.4 | Consensus 30.5 (rivisto da 30.0) | Previsione 37.0 (rivista da 47.0) | Dato ufficiale 37.8
L’indice dell’attività generale della Federal Reserve Bank of Philadelphia scende a 37.8 da 47.4, ma resta leggermente sopra la previsione di 37.0 e nettamente sopra il consensus di 30.5.
Il calo di 9.6 punti riporta l’indice su un livello ancora molto elevato, con il 45% delle aziende che segnala aumenti dell’attività e solo l’8% che segnala diminuzioni.
I nuovi ordini scendono di un punto a 29.2 e le spedizioni restano invariate a 27.7, a conferma di una domanda solida.
Il mercato del lavoro rallenta: l’indice dell’occupazione perde 16 punti, a 11.8, ma resta in territorio positivo, mentre il 72% delle aziende indica l’offerta di lavoro come vincolo alla capacità produttiva.
I prezzi pagati salgono di 8 punti a 48.6 e i prezzi ricevuti di 14 punti a 31.3, il livello più alto da aprile.
Le aspettative a sei mesi restano positive, ma l’indice dell’attività futura cala di 21 punti, a 52.9, il minimo da luglio.
Il quadro è quello di un settore manifatturiero regionale in espansione robusta, con pressioni sui costi in aumento.
Per approfondimenti:
Federal Reserve Bank di Philadelphia
Venerdì 18 settembre
Produzione industriale, mese su mese, agosto
Precedente 0.2% | Consensus 0.3% | Previsione 0.3% (rivista da 0.1%) | Dato ufficiale 0.0%
La produzione industriale è invariata ad agosto, sotto la previsione e il consensus di 0.3%, dopo il +0.2% di luglio.
Su base annua l’indice cresce dell’1.4%, a 103.1 rispetto alla media del 2017, e la stabilità nasconde andamenti opposti tra i comparti.
La produzione manifatturiera cala dello 0.3%, interrompendo sette rialzi consecutivi, con i beni durevoli in flessione dello 0.5% e i beni non durevoli invariati.
Tra i beni strumentali scendono i macchinari per le imprese (-0.5%) e il comparto difesa e spazio (-1.2%), mentre le forniture per le costruzioni cedono lo 0.7%.
A compensare provvedono le utenze, con un +1.8% trainato dalla fornitura di elettricità, mentre l’attività estrattiva sale dello 0.1%.
Il 24 novembre 2026 la Federal Reserve pubblicherà la revisione annuale dell’indice, con nuovo anno base 2022, che potrà modificare i dati attuali.
Il quadro è quello di un settore manifatturiero che frena, sostenuto solo dalle utenze.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
La disciplina operativa indicata la scorsa settimana si è rivelata coerente con l’evoluzione del mercato.
Nella prima parte dell’ottava si è sviluppato il ritracciamento atteso, con un aumento della volatilità che ha suggerito prudenza ed evitato ingressi prematuri.
Il recupero di fine settimana, accompagnato dal rientro del VIX sotto quota 15, indica che la fase correttiva si sta avviando verso la conclusione e ci avvicina a finestre operative con un rapporto rischio-rendimento più favorevole, che continuiamo a monitorare.
VIX – Calma apparente o cambio di passo?
La seconda parte della settimana ha visto una netta decompressione della volatilità implicita, che ha favorito il recupero degli indici.
La salita del VIX nelle prime sedute resta però un segnale di sensibilità del mercato, che invita a non lasciarsi andare a facili entusiasmi.
Nonostante l’attenuarsi degli indicatori di stress, i rischi strutturali non si possono considerare del tutto rientrati.
La volatilità può riattivarsi all’improvviso anche in fasi di apparente tranquillità, e questa lettura si basa sui dati e sulle metriche statistiche, non su sensazioni.
Il rientro del VIX offre un momento di respiro, ma la priorità resta la protezione del capitale attraverso una gestione attenta del rischio.
S&P 500 – Dinamiche dei prezzi e postura operativa
L’indice guida statunitense si muove da oltre quattro settimane all’interno di una configurazione laterale a inclinazione ribassista.
Dal punto di vista tecnico, la sequenza dei prezzi non offre garanzie sufficienti per giustificare un posizionamento direzionale a basso profilo di rischio.
Le nostre metriche proprietarie indicano un quadro tatticamente neutrale.
Non ci sono le condizioni per un’operatività di tipo trend following, e l’ampiezza dell’attuale movimento correttivo non basta a individuare un punto di minimo ottimale da cui ipotizzare un pullback rialzista con un buon rapporto rischio/rendimento.
In questa fase l’attesa vigile è l’opzione tattica più adatta.
Astenersi dal mercato quando la struttura dei prezzi non offre un chiaro vantaggio statistico è parte integrante di una buona gestione del capitale.
Stagionalità – Quadro tattico immutato
Il fattore stagionale conferma quanto indicato la scorsa settimana: siamo in una finestra storicamente poco favorevole allo sviluppo di trend rialzisti solidi e strutturati.
Le metriche di lungo periodo e i pattern di frequenza continuano a indicare una debolezza statistica tipica di questo periodo dell’anno.
In assenza di catalizzatori in grado di invertire la tendenza, la stagionalità resta un elemento di freno e suggerisce cautela, senza forzature operative.
Conclusioni operative
Il quadro d’insieme continua a richiedere una postura tattica prudente e disciplinata.
La combinazione di volatilità latente, di una struttura dell’S&P 500 priva di una direzione chiara e di una stagionalità sfavorevole sconsiglia qualsiasi forzatura operativa.
Continuiamo a monitorare l’evoluzione del mercato, in attesa che la configurazione tecnica e le metriche proprietarie indichino un chiaro vantaggio statistico.
In questa fase la pazienza è la risorsa migliore per preservare il capitale e farsi trovare pronti quando si presenteranno le giuste finestre operative.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 21 al 25 settembre 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Settimana più leggera sul fronte macro: PMI, immobiliare e beni durevoli al centro dell’agenda
La settimana entrante offre un calendario macroeconomico meno fitto di quello appena concluso, con un solo spunto per l’Earning Trading.
Si parte lunedì con il Chicago Fed National Activity Index di agosto, mentre mercoledì sono attesi il tasso dei mutui trentennali e i PMI flash (Purchasing Managers’ Index) di S&P Global per settembre, con il composito precedente a 56.0.
Giovedì tocca alle vendite di nuove case, un dato che permette di verificare lo stato del settore immobiliare, mentre venerdì chiudono gli ordini di beni durevoli di agosto, con il consensus a -0.5% dopo il +1.1% precedente, e la lettura finale del Michigan Consumer Sentiment, attesa a 47.8.
Sul fronte Earning Trading l’unico titolo che supera i nostri filtri è Cintas (CTAS), che riporta mercoledì prima dell’apertura.
Dati macro principali
Chicago Fed National Activity Index, agosto
Dato precedente -0.08 | Previsione 0.2
Top picks per Earning Trading
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Nessun dato rilevante a calendario
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Tasso dei mutui trentennali al 18 settembre
Dato precedente 6.97% | Range ultimi 12 mesi 6.09%-6.97%
S&P Global PMI, settembre
Composite
Dato precedente 56.0 | Previsione 55.2
Manufacturing
Dato precedente 53.9 | Consensus 53.6 | Previsione 53.0
Services
Dato precedente 56.5 | Consensus 56.0 | Previsione 56.4
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Cintas (CTAS)
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Vendite di nuove case, agosto
Dato precedente 0.607M | Consensus 0.61M | Previsione 0.626M
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Ordini di beni durevoli, mese su mese, agosto
Dato completo
Dato precedente 1.1% | Consensus -0.5% | Previsione -0.4%
Dato ex-trasporti
Dato precedente 0.4% | Consensus 0.5% | Previsione 0.1%
Michigan Consumer Sentiment, dato finale, settembre
Dato precedente 51.7 | Consensus 47.8 | Previsione 47.8
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Ne parliamo nel prossimo numero!
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Settimana negativa per la strategia TCMR Triple Class Mean Reversion, che ha visto entrambe le operazioni in essere chiudersi con una perdita, dopo aver visto profitti teorici ragguardevoli in corsa.
Peccato davvero, ma è un rischio che fa parte del gioco, purtroppo.
Ci sono, però, due nuove posizioni aperte, sempre su SPY e GLD.
Lieve correzione per la strategia CFM Cash Flow Mensile, che aumenta però sensibilmente il distacco dal benchmark, in correzione molto più marcata.
Non ci sono altri eventi da segnalare, per il momento.







