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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-10-04 18:28:062026-10-04 18:42:07Strategic Markets Bulletin del 5 ottobre 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Settimana di attività su più fronti per i lettori di QuantOptions Academy.
Lunedì 24 agosto abbiamo creato il portafoglio per l’operatività di tipo High Probability Naked Put Selling per la scadenza di novembre 2026, dopo l’ottima chiusura della scadenza di agosto.
Nella giornata di mercoledì 26 abbiamo pubblicato due contenuti, uno per la rubrica High Probability Earning Trading, sul titolo Urban Outfitters (URBN), scadenza del 28 agosto, e uno per la rubrica Short Term Reversal Stock Options, su ACM Research (ACMR), scadenza 18 settembre.
Venerdì 28, infine, un nuovo contenuto per la rubrica Short Term Reversal Stock Options, sul titolo Riot Platforms (RIOT), scadenza 4 settembre.
L’unica operazione scaduta in settimana è stata quella su URBN, quindi ecco qui sotto l’equity line aggiornata della strategia High Probability Earning Trading.
Alla pagina di descrizione della strategia trovate anche l’elenco completo delle operazioni contabilizzate ad oggi.
Target raggiunto per la posizione short strangle su IWM, che nella giornata di lunedì 31 verrà chiusa.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 24 agosto 2026 in sintesi
Un’economia che rallenta senza fermarsi, tra inflazione ostinata e segnali di fatica
La settimana appena conclusa restituisce il ritratto di un’economia statunitense in fase di raffreddamento, ma non ancora in affanno conclamato.
Il PIL del secondo trimestre conferma, nella seconda stima, una crescita dell’1.5%, in netto rallentamento rispetto al 2.1% del primo trimestre, mentre il Chicago PMI crolla in modo brusco a 47.1 punti, tornando sotto la soglia di contrazione dopo tre mesi di espansione.
Anche il settore immobiliare mostra debolezza, con le vendite di nuove case scese a 0.607 milioni di unità, e la fiducia dei consumatori si deteriora su più fronti: sia l’indice del Conference Board sia quello dell’Università del Michigan calano rispetto al mese precedente.
Sul fronte dei prezzi, il PCE Price Index (Personal Consumption Expenditures Price Index) segna un’accelerazione mensile allo 0.2% sia nella componente headline sia in quella core, mentre l’inflazione tendenziale resta ferma al 3.7%.
Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, coglie l’occasione del simposio di Jackson Hole per segnalare preoccupazione sulle tendenze di fondo dell’inflazione, aprendo la porta a un possibile rialzo dei tassi nei prossimi mesi.
Non mancano tuttavia note più solide: gli ordini di beni durevoli sorprendono al rialzo, il reddito personale cresce più della spesa, spingendo il tasso di risparmio al 3.0%, e la revisione annuale dei Non Farm Payrolls, attesa con grande apprensione dopo il taglio record dello scorso anno, si rivela questa volta contenuta, appena -79000 unità.
Il quadro complessivo suggerisce un’economia che rallenta in modo selettivo, con il settore manifatturiero e immobiliare sotto pressione mentre i consumatori, pur nervosi, continuano a disporre di risorse.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 24 agosto
Chicago Fed National Activity Index, luglio
Precedente 0.06 (rivisto da -0.02) | Previsione -0.05 | Dato ufficiale -0.08
Il Chicago Fed National Activity Index (CFNAI) di luglio si attesta a -0.08, in peggioramento rispetto al dato di giugno, rivisto al rialzo a 0.06 da -0.02.
Il risultato risulta inoltre inferiore alla previsione, fissata a -0.05.
L’indice, costruito come media ponderata di 85 indicatori economici, misura la crescita dell’attività nazionale rispetto al proprio trend storico, dove il valore zero rappresenta la crescita media di lungo periodo.
Tre delle quattro categorie che compongono l’indice mostrano un deterioramento mensile.
La componente relativa a consumi e abitazioni risulta la più debole, passando da un contributo positivo di 0.04 punti a uno negativo di -0.09.
Anche la media mobile a tre mesi, il CFNAI-MA3, scende a -0.04 da +0.01 di giugno, segnalando una crescita moderatamente sotto il trend.
Il dato resta comunque distante dalla soglia di -0.70 storicamente associata a fasi recessive, e va letto come un ulteriore segnale di raffreddamento graduale, più che di un’inversione preoccupante del ciclo.
Per approfondimenti:
Chicago Fed
Martedì 25 agosto
CB Consumer confidence, agosto
Precedente 90.2 (rivisto da 90.8) | Consensus 90.2 (rivisto da 91.2) | Previsione 90.9 | Dato ufficiale 89.4
L’indice di fiducia dei consumatori elaborato dal Conference Board (CB, Conference Board) scende a 89.4 punti in agosto, contro un precedente di 90.2, a sua volta rivisto da 90.8.
Il dato si posiziona al di sotto sia del consensus di 90.2 (rivisto da 91.2) sia della previsione di 90.9, segnando il minimo degli ultimi sette mesi.
La componente relativa alla situazione attuale migliora, salendo a 121.2 da 114.4, sostenuta da una percezione più favorevole del mercato del lavoro.
Le aspettative, al contrario, peggiorano sensibilmente: l’indice scende a 68.2 da 74.0, con un deterioramento diffuso su tutte le componenti principali.
Le attese nette sulle condizioni di business calano di 2.5 punti percentuali a -6.3%, mentre quelle sul mercato del lavoro scendono di 2.6 punti a -11.5%.
Anche le attese sul reddito familiare si indeboliscono, pur restando positive a +3.8%.
Tra le determinanti principali segnalate dai consumatori nelle risposte aperte al sondaggio spiccano i prezzi elevati di benzina e carburanti, oltre a un aumento dei riferimenti a tensioni geopolitiche e commercio internazionale.
Il quadro complessivo conferma un consumatore ancora prudente, sensibile ai costi energetici e incerto sulle prospettive di breve termine.
Per approfondimenti:
Conference Board
Vendite di nuove case, luglio
Precedente 0.678M (rivisto da 0.628M) | Consensus 0.62M | Previsione 0.62M | Dato ufficiale 0.607M
Le vendite di nuove case unifamiliari (new home sales) scendono a luglio a un ritmo annualizzato destagionalizzato di 0.607 milioni di unità, in calo del 10.5% rispetto al dato di giugno, rivisto al rialzo a 0.678 milioni da 0.628 milioni.
Il risultato si posiziona al di sotto sia del consensus sia della previsione, entrambi fissati a 0.62 milioni.
Il dato conferma la debolezza del comparto immobiliare, condizionato da tassi ipotecari ancora elevati e da un potere d’acquisto compresso per le famiglie.
Le scorte di case invendute salgono a 488000 unità, in aumento dell’1.9% rispetto a giugno, portando la scorta disponibile a 9.6 mesi al ritmo di vendita corrente, un livello significativo se confrontato con l’8.5 mesi di giugno.
Il prezzo mediano delle case vendute scende a $393800, in flessione del 2.3% rispetto ai $403100 di giugno.
Su base annua, le vendite risultano inferiori del 6.3% rispetto a luglio 2025.
Il quadro complessivo suggerisce un mercato immobiliare ancora frenato, con gli acquirenti che restano ai margini in attesa di condizioni di finanziamento più favorevoli.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Mercoledì 26 agosto
PCE Price Index, mese su mese, luglio
Headline
Precedente -0.1% | Consensus 0.1% | Previsione 0.2% | Dato ufficiale 0.2%
Core
Precedente 0.1% | Consensus 0.2% | Previsione 0.3% | Dato ufficiale 0.2%
Il PCE Price Index (Personal Consumption Expenditures Price Index), la misura di inflazione preferita dalla Federal Reserve, sale dello 0.2% su base mensile a luglio, dopo il calo dello 0.1% di giugno.
Il dato headline supera sia il consensus sia la previsione, fissati rispettivamente a 0.1% e 0.2%.
Su base tendenziale l’inflazione resta stabile al 3.7%.
Il PCE core, che esclude le componenti più volatili di alimentari ed energia, sale invece dello 0.2% mensile, in linea con il consensus ma al di sotto della previsione dello 0.3%.
Su base annua il PCE core si conferma al 3.3%, invariato rispetto a giugno.
L’accelerazione mensile del dato headline riflette soprattutto la componente dei servizi, salita allo 0.3% dallo 0.1% precedente, mentre i beni registrano una flessione dello 0.1%.
Il reddito personale cresce dello 0.4%, il doppio della spesa per consumi, ferma allo 0.2%, con il tasso di risparmio che sale al 3.0%.
Il quadro complessivo mostra un consumatore che accumula reddito più di quanto spenda, un segnale che la Federal Reserve continuerà a monitorare con attenzione nelle prossime decisioni di politica monetaria.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Ordini di beni durevoli, mese su mese, luglio
Dato totale
Precedente 0.5% (rivisto da 0.3%) | Consensus 0.5% (rivisto da 0.7%) | Previsione 0.5% | Dato ufficiale 1.1%
Ex-trasporti
Precedente 1.1% (rivisto da 0.6%) | Consensus 0.6% (rivisto da 0.5%) | Previsione 0.3% | Dato ufficiale 0.4%
Gli ordini di beni durevoli (durable goods orders) salgono dell’1.1% a luglio, superando sia il consensus sia la previsione, entrambi fissati a 0.5%.
Il dato segue un incremento di giugno rivisto al rialzo a 0.5% da 0.3%.
In valore assoluto gli ordini raggiungono $339.3 miliardi, con un aumento di $3.6 miliardi rispetto al mese precedente.
La componente dei trasporti guida il rialzo, con un incremento di $2.6 miliardi, pari al 2.3%, trainato principalmente dagli ordini nel comparto aerospaziale.
Al netto dei trasporti, componente più volatile e meno rappresentativa del trend sottostante, gli ordini crescono dello 0.4%, un dato inferiore alla previsione dello 0.3% ma sopra al consensus rivisto a 0.6% da 0.5%.
Il confronto con il precedente, anch’esso rivisto (1.1% da 0.6%), mostra comunque una decelerazione nella componente core rispetto al mese di giugno.
Al netto della difesa gli ordini salgono dell’1.3%, confermando una solidità diffusa della domanda manifatturiera.
Il quadro complessivo indica un settore industriale ancora resiliente, sostenuto soprattutto dal comparto dei trasporti, mentre la componente sottostante mostra una crescita più contenuta ma pur sempre positiva.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Tasso di crescita del PIL nel secondo trimestre, seconda stima, trimestre su trimestre
Precedente 2.1% | Consensus 1.5% | Previsione 1.5% | Dato ufficiale 1.5%
Il prodotto interno lordo (PIL) statunitense cresce dell’1.5% su base trimestrale annualizzata nel secondo trimestre, secondo la seconda stima diffusa dal Bureau of Economic Analysis (BEA).
Il dato conferma esattamente sia il consensus sia la previsione, e risulta invariato rispetto alla stima preliminare di fine luglio.
La crescita rallenta significativamente rispetto al 2.1% registrato nel primo trimestre.
La revisione principale riguarda la spesa per consumi, corretta al rialzo grazie soprattutto al comparto sanitario dei servizi, mentre i beni vengono rivisti al ribasso.
Le vendite finali reali ai acquirenti privati domestici, un indicatore che esclude le componenti più volatili di commercio estero, scorte e spesa pubblica, salgono al 4.2%, il livello più solido degli ultimi tre anni.
L’indice dei prezzi per gli acquisti interni lordi sale al 5.8%, con una revisione al rialzo di 0.1 punti percentuali.
Il reddito lordo interno reale (GDI, Gross Domestic Income) cresce invece del 2.2%, accelerando rispetto all’1.2% del primo trimestre.
Il rallentamento del PIL riflette principalmente una contrazione della spesa pubblica e un raffreddamento degli investimenti, parzialmente compensati da una domanda privata ancora resiliente.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Redditi personali, mese su mese, luglio
Precedente 0.2% | Consensus 0.2% (rivisto da 0.3%) | Previsione 0.2% | Dato ufficiale 0.4%
Il reddito personale degli americani sale dello 0.4% su base mensile a luglio, secondo il rapporto Personal Income and Outlays diffuso dal Bureau of Economic Analysis (BEA).
Il dato supera sia il consensus, rivisto a 0.2% da 0.3%, sia la previsione, entrambe ferme allo 0.2%.
In valore assoluto l’incremento corrisponde a $115.1 miliardi, il doppio rispetto al ritmo di crescita di giugno.
L’aumento riflette principalmente il rialzo dei redditi da lavoro dipendente, dei sussidi governativi e dei proventi da attività finanziarie.
Il reddito disponibile, ovvero il reddito personale al netto delle imposte correnti, cresce dello 0.5%, un ritmo superiore rispetto alla spesa per consumi, ferma allo 0.2% nello stesso mese.
Questo divario tra crescita del reddito e della spesa spinge il tasso di risparmio personale al 3.0%, con un accantonamento complessivo di $712 miliardi.
Il quadro che emerge descrive un consumatore che preferisce accumulare risorse piuttosto che spenderle, un comportamento che la Federal Reserve osserva con attenzione per valutare la tenuta della domanda interna nei prossimi mesi.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Spese personali, mese su mese, luglio
Precedente 0.3% | Consensus 0.1% (rivisto da 0.2%) | Previsione 0.3% | Dato ufficiale 0.2%
La spesa per consumi personali (PCE, Personal Consumption Expenditures) sale dello 0.2% su base mensile a luglio, secondo il rapporto Personal Income and Outlays del Bureau of Economic Analysis (BEA).
Il dato si posiziona al di sopra del consensus, rivisto a 0.1% da 0.2%, ma al di sotto della previsione, fissata a 0.3%.
La crescita rallenta rispetto allo 0.3% registrato a giugno.
In valore assoluto la spesa aumenta di $36.3 miliardi, riflettendo un incremento di $86.2 miliardi nei servizi, parzialmente compensato da un calo di $49.9 miliardi negli acquisti di beni.
In termini reali, cioè al netto dell’inflazione, la spesa risulta sostanzialmente stabile, con un incremento inferiore allo 0.1%, un forte rallentamento rispetto al +0.4% reale di giugno.
Il reddito personale, cresciuto nel frattempo dello 0.4%, supera ampiamente il ritmo della spesa, spingendo il tasso di risparmio al 3.0%.
Il quadro complessivo suggerisce un consumatore americano che incassa un aumento di reddito reale ma preferisce non tradurlo in maggiori consumi, un segnale di cautela che merita attenzione in vista dei prossimi dati sulla fiducia e sui consumi al dettaglio.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Giovedì 27 agosto
Nessun dato significativo a calendario
Venerdì 28 agosto
Chicago PMI, agosto
Precedente 57.6 | Consensus 58.3 (rivisto da 57.0) | Previsione 56.1 | Dato ufficiale 47.1
Il Chicago PMI (Purchasing Managers’ Index) crolla a 47.1 punti in agosto, segnando un brusco ribaltamento rispetto al 57.6 di luglio.
Il dato manca nettamente sia il consensus di 58.3 sia la previsione di 56.1, con uno scarto di oltre dieci punti che rappresenta uno dei cali mensili più marcati degli ultimi anni.
La flessione riporta l’indice sotto la soglia dei 50 punti, quella che separa l’espansione dalla contrazione dell’attività manifatturiera nell’area di Chicago.
Il mese precedente aveva invece segnato la terza espansione consecutiva, alimentando le attese di una stabilizzazione del settore.
Il calo appare diffuso tra le principali componenti del sondaggio, che comprendono nuovi ordini, produzione, occupazione, arretrati d’ordine e tempi di consegna dei fornitori.
Nonostante il forte deterioramento dell’attività, gli operatori segnalano un’accelerazione delle pressioni sui prezzi pagati, un combinato che alimenta i timori di un contesto di stagflazione.
Il dato si inserisce in una settimana di rilasci macro contrastanti, con la fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan scesa nello stesso giorno a 51.7 punti da 55.2.
Il quadro complessivo suggerisce un possibile indebolimento più ampio dell’attività industriale statunitense, un segnale che i mercati vorranno verificare con il prossimo ISM Manufacturing PMI nazionale.
Per approfondimenti:
MTS Insights
Discorso del presidente della Fed Warsh
Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, interviene venerdì al simposio annuale di Jackson Hole, nel suo primo intervento esteso da quando ha assunto la guida della banca centrale lo scorso maggio.
Warsh si dice impressionato dalla tenuta complessiva dell’economia, ma segnala preoccupazione per il fatto che le tendenze di fondo dell’inflazione non mostrino ancora un miglioramento convincente.
Pur riconoscendo un rallentamento delle assunzioni, lo attribuisce a un appiattimento dell’offerta di lavoro piuttosto che a un deterioramento della domanda.
Il presidente evita deliberatamente di fornire indicazioni esplicite (forward guidance) sulla direzione dei tassi, ribadendo la sua linea di non voler ancorare i mercati a un preciso reaction function.
Nonostante questa cautela comunicativa, il tono generale segna un irrigidimento rispetto alle uscite precedenti, al punto che la maggioranza degli operatori rivede al rialzo le probabilità di un aumento dei tassi nella riunione di settembre.
Warsh sottolinea la necessità di avere fiducia che l’inflazione si stia muovendo verso l’obiettivo del 2% con sufficiente rapidità, prima di poter escludere ulteriori strette monetarie.
Il discorso arriva in un contesto di mercato teso, con il rendimento del Treasury trentennale salito nelle settimane precedenti al livello più alto dal 2007.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Non Farm Payrolls, revisione annuale preliminare
Precedente -911K | Dato ufficiale -79K
Il Bureau of Labor Statistics (BLS) diffonde venerdì la revisione annuale preliminare (benchmark revision) dei Non Farm Payrolls per il periodo di dodici mesi terminato a marzo 2026, correggendo l’occupazione totale di -79000 unità, pari a -0.1%.
Il dato risulta nettamente inferiore all’entità della revisione dello scorso anno, quando il BLS aveva tagliato l’occupazione di marzo 2025 di 911000 unità, la più ampia mai registrata.
La correzione di quest’anno segna comunque la settima revisione al ribasso negli ultimi otto anni, portando il totale cumulato delle correzioni in questo periodo a circa -2.5 milioni di posti di lavoro.
Il dettaglio mostra una revisione di -178000 per l’occupazione privata, parzialmente compensata da una correzione al rialzo di +99000 per l’occupazione pubblica.
Gli economisti interpellati da Bloomberg si attendevano invece una revisione positiva, di circa +183000 unità, rendendo il dato una sorpresa negativa significativa rispetto alle attese.
Questa revisione preliminare, va ricordato, non modifica immediatamente le stime ufficiali già pubblicate: la correzione definitiva sarà incorporata nei dati storici soltanto con il rapporto sull’occupazione di gennaio 2027, atteso a febbraio 2027.
Il quadro complessivo conferma comunque un mercato del lavoro più debole di quanto inizialmente rappresentato dalle rilevazioni mensili, un elemento che si aggiunge al contesto già fragile emerso dal report di luglio, quando i libri paga non agricoli erano scesi di 23000 unità.
Per approfondimenti:
Bureau of Labor Statistics
Michigan consumer sentiment, finale, agosto
Precedente 55.2 | Consensus 51.0 | Previsione 51.0 | Dato ufficiale 51.7
L’indice finale della fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan si attesta a 51.7 punti in agosto, leggermente sopra sia il consensus sia la previsione, entrambi fissati a 51.0.
Il dato conferma sostanzialmente la lettura preliminare diffusa a inizio mese, con un miglioramento marginale rispetto ai 51.0 punti iniziali.
Rispetto a luglio l’indice arretra comunque del 6.3%, interrompendo due mesi consecutivi di miglioramento e portandosi 11.2% sotto il livello di un anno fa.
La componente relativa alle condizioni economiche attuali scende a 51.9 da 54.8, mentre quella delle aspettative cala a 51.5 da 55.4.
Le attese di inflazione a un anno si allentano leggermente, scendendo al 4.0% dal 4.2% precedente, mentre quelle a cinque-dieci anni restano stabili al 3.3% per il terzo mese consecutivo.
La direttrice del sondaggio, Joanne Hsu, sottolinea che i consumatori restano preoccupati per la persistenza dell’inflazione su livelli elevati.
Il calo del sentiment risulta diffuso tra tutti gli orientamenti politici, con un deterioramento particolarmente marcato tra i consumatori più anziani, a reddito medio-basso e privi di investimenti azionari, categorie più esposte all’erosione del potere d’acquisto.
Per approfondimenti:
Surveys of Consumers
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
Il mercato allunga, la volatilità si ritira
La settimana appena conclusa ha confermato il quadro di fondo già delineato.
Dopo alcuni giorni di attesa e assestamento nella prima parte dell’ottava, il mercato ha mostrato forza con l’allungo di giovedì, portando l’S&P 500 a chiudere in positivo attorno a quota 7711.
Anche la volatilità, dopo un temporaneo assestamento iniziale, ha ritracciato verso area 14,4, confermando che il controllo del rischio e un’impostazione metodica restano la strada corretta per accompagnare il trend in corso.
VIX – Una belva ancora addormentata
L’indice di volatilità VIX continua a muoversi lungo una traiettoria stabile, riflettendo un contesto finanziario caratterizzato da bassa tensione e da un orientamento di fondo rialzista.
Dal punto di vista della struttura di mercato, la contrazione della volatilità implicita segnala un clima di relativa tranquillità tra gli operatori, in cui il pricing del rischio di coda resta contenuto.
I livelli correnti indicano l’assenza di tensioni significative sulle coperture (hedging demand) e un posizionamento coerente con una fase di prosecuzione del trend direzionale.
Fino a quando non interverranno shock esogeni, macroeconomici o geopolitici, in grado di alterare l’equilibrio attuale e innescare ricoperture di volatilità (volatility spike), il quadro operativo continua a favorire strategie di accompagnamento della forza in un contesto tecnico relativamente sereno.
S&P 500 – Massimi in costruzione, non in esaurimento
L’indice S&P 500, mantenendosi in prossimità dei massimi storici, sta consolidando la propria struttura tecnica in vista di un’eventuale estensione del trend primario verso nuovi target al rialzo.
L’impostazione del movimento in atto si conferma solida: la sequenza di minimi e massimi crescenti evidenzia una struttura rialzista, sostenuta da una partecipazione ordinata del mercato e dall’assenza di pressioni distributive rilevanti.
Nel breve termine, l’azione dei prezzi potrebbe attraversare una fase di accumulazione o di lateralizzazione temporanea, utile a riassorbire l’ipercomprato di breve termine e ricaricare il momentum prima di eventuali nuovi impulsi direzionali.
Stagionalità – La stagionalità rema a favore
Anche sul fronte della ciclicità, le dinamiche della volatilità risultano coerenti con la lettura strutturale dell’azionario.
I pattern di stagionalità mostrano un quadro coerente, prefigurando una contrazione progressiva del VIX associata a una fase di consolidamento e lateralizzazione dei prezzi.
In questo contesto, il calo della volatilità implicita tende ad agire da cuscinetto per il mercato, assorbendo le tensioni di breve termine e favorendo una dinamica di time decay positiva per i posizionamenti rialzisti.
Questa compressione dei range operativi crea un contesto favorevole a una stabilizzazione tecnica, propedeutica a un eventuale successivo allungo direzionale.
Conclusioni operative – Accompagnare la forza, senza abbassare la guardia
L’S&P 500 ha chiuso la settimana in rialzo a quota 7711 punti, confermando il trend primario dopo una breve fase di assestamento.
L’impostazione tecnica resta rialzista, con i prezzi che potrebbero consolidare temporaneamente per ricaricare il momentum prima di puntare a nuovi massimi.
In linea con questo quadro, il VIX è sceso in area 14,4, riflettendo la contrazione della volatilità e l’assenza di tensioni significative sulle coperture.
Questa combinazione tra prezzi sui massimi, volatilità contenuta e stagionalità favorevole supporta la prosecuzione del movimento: accompagniamo la forza del mercato con metodo e disciplina, sfruttando le pause di lateralizzazione e mantenendo un costante presidio del rischio.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 3 al 7 agosto 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Una settimana densa di dati, con il mercato del lavoro sotto i riflettori
La settimana entrante propone un calendario macro particolarmente fitto, con il mercato del lavoro americano che catalizzerà l’attenzione degli operatori.
Si parte lunedì con l’indice manifatturiero della Fed di Dallas, seguito martedì dal doppio appuntamento con l’ISM Manifatturiero PMI e le offerte di lavoro JOLTs, entrambi utili per misurare lo stato di salute dell’economia reale.
Mercoledì l’attenzione si sposta sul fronte immobiliare con l’aggiornamento sui tassi dei mutui trentennali, mentre giovedì tocca all’ISM Servizi PMI fotografare l’andamento del comparto terziario.
Il momento clou arriva venerdì, con la pubblicazione dei Non Farm Payrolls e del tasso di disoccupazione di agosto: due dati che, dopo un luglio già debole e una revisione annuale contenuta, saranno osservati con particolare attenzione per capire se il rallentamento del mercato del lavoro sia destinato a proseguire.
Sul fronte degli earning, la settimana si presenta relativamente leggera in termini di titoli che rispettano i nostri criteri di ingaggio per l’earning trading, con qualche nome di rilievo che emerge soprattutto a metà settimana, tra cui spiccano alcune realtà tecnologiche e del software attese a riportare i risultati trimestrali.
Il quadro complessivo suggerisce una settimana potenzialmente movimentata, in cui i dati sul lavoro potrebbero incidere in modo significativo sulle aspettative relative alla prossima riunione della Federal Reserve.
Dati macro principali
Indice manifatturiero della Fed di Dallas, agosto
Dato precedente 1.3 | Previsione 0.7
Top picks per Earning Trading
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
ISM Manifatturiero PMI
Dato precedente 55.6 | Consensus 55.3 | Previsione 55.0
Offerte di lavoro di JOLTs, luglio
Dato precedente 7.359M | Consensus 7.39M | Previsione 7.4M
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Medtronic (MDT)
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Tasso dei mutui trentennali al 28 agosto
Dato precedente 6.78% | Range annuale 6.09%/6.81%
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Hewlett Packard Enterprise (HPE)
Dati macro principali
ISM Servizi PMI, agosto
Dato precedente 54.1 | Consensus 54.1 | Previsione 53.8
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
DocuSign (DOCU)
Samsara (IOT)
Lululemon Athetica (LULU)
UiPath (PATH)
Zscaler (ZS)
Dati macro principali
Non Farm Payrolls, agosto
Dato precedente -23K | Consensus 45K | Previsione 12K
Tasso di disoccupazione, agosto
Dato precedente 4.1% | Consensus 4.2% | Previsione 4.2%
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Ne parliamo nel prossimo numero!
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Il focus settoriale della settimana
Bitcoin torna a correre, e con lui l’intero comparto cripto
Il ritorno della propensione al rischio sui mercati digitali offre lo spunto per il focus settoriale di questa settimana, dedicato al comparto delle criptovalute.
Bitcoin ha vissuto un mese di agosto movimentato, passando da circa 60000 a un massimo di tre mesi sopra 81000 dollari, per poi ripiegare verso area 78000 dopo il discorso hawkish del presidente della Fed Warsh a Jackson Hole.
Il rally è stato alimentato principalmente da flussi istituzionali robusti verso gli ETF spot su Bitcoin, con afflussi settimanali record per il 2026, e dall’ottimismo legato al Clarity Act, la proposta di legge che punta a fornire una cornice regolamentare chiara al settore digitale negli Stati Uniti.
Il sentiment di mercato è tornato in territorio di “extreme greed” per la prima volta da fine 2024, un segnale che invita comunque a mantenere cautela sul breve termine, considerata la volatilità storicamente elevata dell’asset.
Le prossime settimane saranno condizionate soprattutto dall’evoluzione del quadro macro e dalle mosse della Federal Reserve, dato che un contesto di tassi più restrittivi tende a penalizzare gli asset più speculativi come le criptovalute.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
- IBIT (iShares Bitcoin Trust): ETF spot che replica direttamente il prezzo di Bitcoin, con circa 47 miliardi di dollari di patrimonio in gestione, la più ampia liquidità del comparto e la catena di opzioni più profonda tra gli ETF su criptovalute.
- BITO (ProShares Bitcoin Strategy ETF): ETF basato su contratti future su Bitcoin anziché sull’esposizione diretta al sottostante, anch’esso ampiamente scambiato sul mercato delle opzioni, ma soggetto a un possibile decadimento di rendimento (contango) nel lungo periodo per via del meccanismo di rollover dei future.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Questa settimana abbiamo chiuso le due posizioni long call su SPY generate dalla strategia Short Term Directional SP500.
In loss la prima, in gain la seconda, con un saldo complessivo leggermente negativo, 375$ per l’esattezza.
Sotto, l’equity line aggiornata In Sample + Out of Sample, aggiornata ad oggi.
Ancora una lieve flessione per il portafoglio CFM Cash Flow Mensile, che riprende però un minimo di terreno rispetto al benchmark.
Non c’è molto da dire al riguardo, almeno per ora.
Sempre bene le posizioni aperte con la strategia Triple Class Mean Reversion, che hanno ancora un paio di settimane di vita utile davanti, e per ora, tra alti e bassi, producono entrambe ottimi profitti teorici.






