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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-10-04 18:28:062026-10-04 18:42:07Strategic Markets Bulletin del 5 ottobre 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Non abbiamo effettuato nuove operazioni nel corso della settimana del 17 agosto, limitandoci a monitorare quelle in scadenza.
La strategia STRSO Short Term Reversal Stock Options ha dimostrato quanto non si debba mai abbassare la guardia nel trading: è bastato un semplice errore a vanificare un mese di lavoro di ottima qualità.
Il titolo Klarna, infatti, ha rilasciato gli earning in settimana, subendo una perdita di oltre il 26% (con un picco massimo infra-settimanale del -29% rispetto alla chiusura di lunedì 17 agosto).
Questo ha portato ad un risultato finale, su questo singolo titolo, di -1315$, sufficiente ad azzerare il profitto complessivo delle altre sei operazioni aperte, pari a 1225$, causando addirittura una lieve perdita netta.
Lezione imparata, comunque: abbiamo modificato lo screener di mercato, includendo nel report (che estraiamo e controlliamo quotidianamente) anche la data dei prossimi earning, così eviteremo di ripetere lo stesso errore un’altra volta.
Una delle condizioni operative della strategia in oggetto, infatti, è che i titoli su cui si opera non abbiano in previsione annunci di utili (altrimenti si entra nel campo della strategia Earning Trading).
Molto bene, invece, la strategia High Probability Naked Put Selling, che ha messo a segno un ottimo profitto, pari a 872.7$, andando così a marcare un nuovo massimo storico di performance.
Si noti (vedi sotto) come l’equity Out of Sample stia accelerando rispetto al passo medio di salita dell’equity In Sample.
Questo, lo ricordiamo, è il risultato di un ampliamento della base dei titoli lavorabili e di un efficientamento del processo di selezione dei sottostanti scelti di volta in volta.
Va detto, per onor di cronaca, che la posizione su SMCI (short put 33, aperta a maggio) è stata in sofferenza per diverse settimane, esponendoci al rischio di esercizio anticipato (oltre che di loss alla scadenza!).
Se fosse successo, comunque, avremmo mantenuto il titolo fino alla scadenza, così da avere lo stesso risultato in ogni caso (e avremmo fatto covered call writing, se ci fosse stata l’opportunità!).
Ancora in corso l’operazione short strangle su IWM, per ora in buon profitto teorico (circa 800$), ma ancora ben lontano dal target profit.
Lista completa delle operazioni concluse ad oggi con la strategia STRSO Short Term Reversal Stock Options
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 17 agosto 2026 in sintesi
Servizi in sprint, casa al palo: l’economia USA corre a due velocità
La settimana del 17 agosto restituisce un quadro macro statunitense in netta accelerazione, ma con velocità molto diverse tra i settori.
Il comparto manifatturiero regionale sorprende positivamente su più fronti.
L’Empire State Index balza a 20.6, il livello più alto da fine 2021, mentre il Philadelphia Fed Index vola a 47.4, il dato migliore degli ultimi cinque anni.
Le attese a sei mesi rilevate dalla Fed di Philadelphia toccano addirittura il massimo dal 1983.
Anche la produzione industriale nazionale conferma una crescita solida, seppur più contenuta, con un +0.2% mensile.
Il vero traino della settimana arriva però dai PMI flash di S&P Global: l’indice composito sale a 56.0, massimo da 20 mesi, trainato da un comparto servizi in forte accelerazione (56.8), mentre il manifatturiero rallenta leggermente pur restando in espansione.
Il mercato immobiliare mostra invece segnali più contrastanti.
I permessi di costruzione sorprendono al rialzo (1.443 milioni), ma i cantieri avviati crollano del 12.4%, mentre le vendite in sospeso (pending home sales) deludono nettamente, scendendo al livello più basso da gennaio.
I tassi sui mutui, fermi al 6.77%, continuano a pesare sulla domanda abitativa.
Sul fronte della politica monetaria, le minute del FOMC relative alla riunione di fine luglio rivelano la spaccatura interna più marcata degli ultimi anni.
Tre presidenti regionali della Fed hanno votato per un rialzo dei tassi, mentre diversi altri membri hanno segnalato la necessità di un inasprimento qualora l’inflazione non scendesse.
Il voto finale, 9 contro 3, mantiene comunque il costo del denaro invariato nel range 3.50%-3.75%.
Nel complesso, la settimana rafforza l’immagine di un’economia USA che accelera più del previsto, con il traino dei servizi e della fiducia delle imprese a compensare le difficoltà persistenti del settore immobiliare.
Il mercato dovrà ora valutare quanto questa forza economica possa alimentare le pressioni inflazionistiche, proprio mentre all’interno della Fed cresce il dibattito su un possibile rialzo dei tassi nei prossimi mesi.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 17 agosto
NY Empire State Manufacturing Index, agosto
Precedente 15.6 | Consensus 11.0 (10.2) | Previsione 12.0 | Dato ufficiale 20.6
L’indice Empire State, che misura le condizioni generali di business nel settore manifatturiero dello Stato di New York, sorprende nettamente al rialzo.
Il dato si attesta a 20.6, ben oltre il consensus di 11.0 e la previsione di 12.0.
Si tratta del livello più alto da fine 2021, con l’attività manifatturiera in espansione per il quinto mese consecutivo.
I nuovi ordini salgono a 17.3 e le spedizioni a 11.7, segnalando una domanda solida.
Anche gli ordini inevasi aumentano in modo significativo, un segnale di backlog produttivo in accumulo.
Restano tuttavia alcune criticità sul lato dell’offerta: i tempi di consegna si allungano e la disponibilità di fornitura peggiora ulteriormente.
L’occupazione continua comunque a crescere, seppur in modo modesto, così come la settimana lavorativa media.
Il dato rafforza il quadro di un settore manifatturiero regionale in accelerazione, in controtendenza rispetto ad alcune letture più deboli osservate nei mesi precedenti, e va monitorato in relazione al prossimo rilascio del Philadelphia Fed Manufacturing Index, spesso utilizzato come conferma incrociata.
Per approfondimenti:
New York Fed
NAHB Housing Market Index, agosto
Precedente 34 | Consensus 33 | Previsione 34 | Dato ufficiale 35
L’indice di fiducia dei costruttori edili, elaborato dalla NAHB (National Association of Home Builders) insieme a Wells Fargo, sale a 35 in agosto, un punto sopra il dato di luglio e al di sopra sia del consensus di 33 sia della previsione degli operatori di 34.
Il miglioramento resta comunque marginale: l’indice rimane sotto la soglia di 40 per il sedicesimo mese consecutivo, ben lontano dal livello di 50 che separerebbe un sentiment positivo da uno negativo.
La componente delle vendite correnti guida il recupero, salendo di due punti a 39.
Restano invece invariate sia le attese di vendita a sei mesi, ferme a 43, sia il traffico di potenziali acquirenti, fermo a 23.
La quota di costruttori che taglia i prezzi scende leggermente al 35%, dal 37% di luglio, con una riduzione media che resta al 6%.
Il quadro regionale è disomogeneo: il Midwest si conferma l’area più solida, mentre il South mostra il calo più marcato.
Pesano ancora i tassi ipotecari elevati, i costi di costruzione in aumento e un’incertezza economica diffusa, fattori che continuano a frenare la domanda di nuove abitazioni unifamiliari nonostante il lieve rimbalzo mensile.
Per approfondimenti:
National Association of Home Builders
Martedì 18 agosto
Permessi di costruire, dato preliminare di luglio
Precedente 1.374M | Consensus 1.37M | Previsione 1.39M | Dato ufficiale 1.443M
I permessi di costruzione, l’indicatore anticipatore dell’attività edilizia rilasciato dal Census Bureau insieme al HUD (Department of Housing and Urban Development), sorprendono nettamente al rialzo a luglio.
Il dato si attesta a 1.443 milioni su base annua destagionalizzata, ben oltre sia il consensus di 1.37 milioni sia la previsione degli operatori di 1.39 milioni.
Si tratta di un aumento del 5.0% rispetto al dato di giugno, rivisto a 1.374 milioni, e di un incremento del 3.1% rispetto a luglio 2025.
Le autorizzazioni per abitazioni unifamiliari salgono del 2.5% a 894K unità, mentre i permessi per edifici con cinque o più unità raggiungono 490K.
Il miglioramento risulta trasversale tra le due componenti, con il comparto multifamiliare a mostrare la spinta relativamente più marcata.
Il dato segnala una pipeline potenzialmente più solida per i prossimi mesi, anche se, come sempre per questo tipo di indicatore, resta soggetto a revisioni nei rilasci successivi.
Il quadro va comunque interpretato con cautela, dal momento che i permessi rappresentano un’autorizzazione e non una garanzia di avvio effettivo dei cantieri, aspetto che dipende in larga parte dall’evoluzione dei tassi ipotecari e dei costi di costruzione nei mesi a venire.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Avviamenti di nuovi cantieri, luglio
Precedente 1.415M (rivisto da 1.427M) | Consensus 1.35M | Previsione 1.36M | Dato ufficiale 1.239M
Gli avviamenti di nuovi cantieri residenziali, rilasciati dal Census Bureau insieme al HUD (Department of Housing and Urban Development), deludono nettamente le attese a luglio.
Il dato si attesta a 1.239 milioni su base annua destagionalizzata, ben al di sotto sia del consensus di 1.35 milioni sia della previsione degli operatori di 1.36 milioni.
Si tratta di un calo del 12.4% rispetto al dato di giugno, rivisto a 1.415 milioni (dal precedente 1.427 milioni), e di una flessione del 13.5% rispetto a luglio 2025.
Il comparto unifamiliare scende del 9.9% a 808K unità, mentre gli avviamenti in edifici con cinque o più unità calano in modo ancora più marcato, di quasi il 16.8%.
Il calo risulta quindi diffuso tra le due componenti, senza particolari eccezioni regionali di segno positivo.
Il dato contrasta nettamente con il balzo dei permessi di costruzione dello stesso mese, un divario che segnala prudenza da parte dei costruttori nell’avviare nuovi progetti nonostante le autorizzazioni in aumento.
Pesano ancora i tassi ipotecari su livelli elevati, i costi di costruzione crescenti e un’offerta di nuove abitazioni già ampia rispetto al ritmo delle vendite, fattori che continuano a frenare l’attività edilizia effettiva nonostante segnali di pipeline più solida in prospettiva.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Produzione industriale mese su mese, luglio
Precedente 0.3% (rivisto da 0.1%) | Consensus 0.3% | Previsione 0.2% | Dato ufficiale 0.2%
La produzione industriale statunitense, rilasciata dalla Federal Reserve attraverso il report G.17, cresce dello 0.2% a luglio, in linea con la previsione degli operatori ma sotto il consensus di 0.3%.
Il dato di giugno viene rivisto sensibilmente al rialzo, da 0.1% a 0.3%, un aggiustamento significativo che ridimensiona parzialmente la portata del rallentamento di luglio.
La produzione manifatturiera cresce anch’essa dello 0.2%, dopo il 0.3% di giugno.
Al netto del comparto auto, la produzione manifatturiera segna un incremento più robusto, pari allo 0.4%.
Le utility mostrano l’espansione più marcata tra i tre comparti, con un +0.5%, mentre l’attività mineraria cresce dello 0.2%.
L’indice complessivo si porta al 103% della media 2017, risultando 1.1% superiore rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Il tasso di utilizzo della capacità produttiva sale leggermente al 76.3%, un livello che resta comunque 3.1 punti percentuali sotto la propria media di lungo periodo.
Il quadro complessivo descrive un settore industriale in crescita moderata ma costante, senza segnali di brusca accelerazione né di contrazione, coerente con un’economia che continua ad espandersi a un ritmo contenuto.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Vendite di case in sospeso (erroneamente indicate come “esistenti”, nel numero precedente, ndr), mese su mese, luglio
Precedente -4.8% (rivisto da -5.4%) | Consensus 0.3% (rivisto da 0.5%) | Previsione 0.9% | Dato ufficiale -2.3%
L’indice delle vendite in sospeso (Pending Home Sales), elaborato dalla NAR (National Association of Realtors) sulla base dei compromessi firmati per l’acquisto di abitazioni esistenti, delude nettamente le attese a luglio.
Il dato si attesta a -2.3% su base mensile, in netto contrasto sia con il consensus di 0.3% sia con la previsione degli operatori di 0.9%, che indicavano un possibile rimbalzo.
Il calo segue quello di giugno, rivisto a -4.8% dal -5.4% originario, portando l’indice al livello più basso da gennaio 2026.
Il declino risulta diffuso: tutte e quattro le macroregioni statunitensi registrano una flessione mensile, guidata dal West.
Su base annua, il dato peggiora ulteriormente, con un calo del 2.2% rispetto a luglio 2025.
Secondo l’economista capo della NAR, Lawrence Yun, i tassi ipotecari, saliti ai massimi dell’anno proprio nel cuore dell’estate, hanno frenato le nuove sottoscrizioni di contratti.
Trattandosi di un indicatore anticipatore delle vendite di case esistenti, con un ritardo tipico di uno o due mesi tra compromesso e chiusura, il dato suggerisce debolezza per l’attività di compravendita nei prossimi rilasci, salvo un’inversione dei tassi.
Per approfondimenti:
National Association of Realtors
Mercoledì 19 agosto
Tasso dei mutui trentennali al 14 agosto
Precedente: 6.77% | Range degli ultimi 12 mesi: 6.09%-6.81% | Dato ufficiale 6.77%
Il tasso medio dei mutui trentennali a tasso fisso, rilevato settimanalmente dalla MBA (Mortgage Bankers Association) attraverso la sua Weekly Mortgage Applications Survey, rimane invariato al 6.77% nella settimana chiusa il 14 agosto, sui saldi conformi fino a 832750$.
Il dato conferma una fase di stabilizzazione dopo settimane di rialzi, restando comunque vicino alla parte alta del range degli ultimi dodici mesi, compreso tra 6.09% e 6.81%.
Il tasso sui mutui jumbo, per importi superiori alla soglia conforme, sale invece leggermente al 6.71% dal 6.68% della settimana precedente.
Anche il tasso sui mutui FHA (Federal Housing Administration) aumenta, portandosi al 6.45% dal 6.43%.
In controtendenza, il tasso sui mutui quindicennali scende al 6.08% dal 6.10%.
Sul fronte della domanda, le richieste di mutuo complessive calano dello 0.4% su base settimanale, con gli acquisti in flessione del 2% e i rifinanziamenti in lieve aumento del 2%.
Il quadro descrive quindi una domanda ancora frenata dai tassi elevati, con gli acquirenti con importi di mutuo più consistenti meno propensi a rifinanziare alle condizioni attuali.
Per approfondimenti:
Realtor.com
Minute del FOMC
Le minute della riunione del FOMC (Federal Open Market Committee), rilasciate dalla Federal Reserve tre settimane dopo la decisione di politica monetaria, rivelano un livello di divisione interna tra i più marcati degli ultimi anni.
Il Comitato ha mantenuto il tasso sui Fed Funds invariato nel range 3.50%-3.75%, con un voto di 9 contro 3.
I tre presidenti delle Fed regionali dissenzienti, Beth Hammack (Cleveland), Neel Kashkari (Minneapolis) e Lorie Logan (Dallas), avrebbero preferito un rialzo di un quarto di punto, il primo caso dal 2016 di tre dissensi allineati nella stessa direzione.
Le minute chiariscono che il sentiment restrittivo si estendeva oltre i tre dissenzienti, con diversi partecipanti che ritenevano necessario un inasprimento qualora l’inflazione non fosse scesa, e alcuni che giudicavano le condizioni finanziarie non ancora sufficientemente restrittive per riportarla al target del 2%.
Il documento riporta inoltre una discussione, avviata dal presidente Kevin Warsh, sulla possibilità di ridurre le riunioni annuali del FOMC da otto a sei, senza però giungere ad alcuna decisione per l’anno in corso.
Il mercato ha interpretato il tono come relativamente restrittivo, pur trattandosi di informazioni retrospettive già in parte superate dai dati macro pubblicati nelle settimane successive.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Giovedì 20 agosto
Indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, agosto
Precedente 41.4 | Consensus 25.0 (rivisto da 25.3) | Previsione 25.0 | Dato ufficiale 47.4
L’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, rilevato dalla Federal Reserve Bank of Philadelphia attraverso la Manufacturing Business Outlook Survey su circa 250 aziende del terzo distretto, sorprende nettamente al rialzo ad agosto.
Il dato balza a 47.4, ben oltre sia il consensus di 25.0 sia la previsione degli operatori, segnando il livello più alto degli ultimi cinque anni.
Quasi il 57% delle aziende intervistate riporta un aumento dell’attività corrente, contro appena il 10% che segnala un calo.
Le componenti di nuovi ordini e spedizioni, pur restando su livelli elevati, si ridimensionano leggermente rispetto al mese precedente.
L’indice sull’occupazione sale invece di 18 punti, toccando il livello più alto da aprile 2022, con un terzo delle aziende che riporta assunzioni in crescita.
Il dato più sorprendente riguarda però le attese a sei mesi: l’indice sull’attività futura balza di 39 punti a 73.6, il valore più alto dall’agosto 1983, con quasi tre aziende su quattro che si aspettano un’espansione nei prossimi sei mesi.
Il quadro conferma un momentum manifatturiero regionale in netta accelerazione, coerente con le sorprese positive già registrate nei giorni precedenti da Empire State e ISM (Institute for Supply Management).
Per approfondimenti:
Philadelphia Fed
Venerdì 21 agosto
S&P Global PMI Flash, agosto
Composito
Precedente 54.5 | Previsione 53.2 | Dato ufficiale 56.0
Manifatturiero
Precedente 53.9 | Consensus 53.9 (rivisto da 53.7) | Previsione 53.5 | Dato ufficiale 53.2
Servizi
Precedente 54.6 | Consensus 54.0 (rivisto da 53.9) | Previsione 53.8 (rivista da 53.4) | Dato ufficiale 56.8
I PMI (Purchasing Managers’ Index) flash, elaborati da S&P Global su un campione di circa l’85% delle risposte totali al sondaggio, confermano l’accelerazione dell’attività economica statunitense in agosto.
L’indice composito balza a 56.0, il livello più alto degli ultimi 20 mesi, ben oltre la previsione degli operatori di 53.2.
La spinta arriva interamente dal comparto dei servizi, che sorprende con un balzo a 56.8, il dato più alto da dicembre 2024.
Il manifatturiero, al contrario, rallenta leggermente a 53.2, sotto sia il consensus sia la previsione, penalizzato da una minore ricostituzione delle scorte di sicurezza e da ritardi nelle consegne.
Tutti e tre gli indici restano comunque saldamente sopra la soglia di 50 che separa l’espansione dalla contrazione.
L’occupazione complessiva sale al livello più alto da gennaio 2025, trainata dai servizi ma con un contributo positivo anche del manifatturiero.
Secondo Chris Williamson, capo economista di S&P Global Market Intelligence, i dati suggeriscono una crescita annualizzata del terzo trimestre vicina al 3.0%, in netta accelerazione rispetto all’1.5% del secondo trimestre.
Le pressioni sui prezzi, sia in entrata sia in uscita, si moderano leggermente pur restando elevate.
Per approfondimenti:
S&P Global
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
Tra consolidamento di forza e nuova finestra d’ingresso
La settimana appena conclusa ha confermato la view espressa la settimana scorsa.
Avevamo infatti previsto una fisiologica fase di stallo e assestamento attorno ai massimi, invitando a non rincorrere gli eccessi in una finestra stagionale poco propensa agli allunghi lineari: l’S&P 500 ha seguito questa dinamica, prendendosi una pausa di riflessione contenuta e ordinata (-1.4% complessivo, da area 7785 a 7674 punti).
VIX – La docilità che libera la strada al rialzo
Il comportamento della volatilità si conferma un elemento centrale per la lettura dell’attuale struttura di mercato.
La perdurante compostezza del VIX, stabilmente confinato in una fascia di oscillazione contenuta tra i 14 e i 16 punti e priva di spike direzionali, riflette un quadro di sostanziale compiacenza e un’assenza di coperture sintomatiche di panico tra gli operatori istituzionali.
Questa dinamica “docile” dell’indice della paura non va interpretata semplicemente come una fase di stasi, bensì come un catalizzatore implicito: una volatilità repressa riduce il costo del capitale e il rischio percepito sui portafogli, creando condizioni favorevoli per il proseguimento del trend rialzista.
Fintanto che la struttura a termine dei futures sulla volatilità mantiene una configurazione fisiologica e il VIX non mostra strappi impulsivi al di sopra delle resistenze chiave di breve periodo, il quadro intermarket continua a fornire un chiaro “via libera” operativo, favorendo il mantenimento delle posizioni long e l’assorbimento delle periodiche fasi di consolidamento tecnico.
S&P 500 – L’opportunità tattica sul supporto
Dal punto di vista grafico, l’S&P 500 si attesta sulla fascia inferiore del canale rialzista, un’area che offre una buona asimmetria tra rischio e rendimento (R:R) per impostare ingressi long sulla debolezza e intercettare il rimbalzo.
L’operatività in questa zona richiede tuttavia la consueta disciplina: un’eventuale rottura ribassista dei supporti imporrebbe il rigoroso contenimento della posizione, limitando il rischio a una quota marginale del capitale.
Ricordiamo che la resa del portafoglio non si misura mai sul singolo trade, ma sulla costante applicazione di operazioni a valore atteso positivo, dove la qualità del Risk/Reward garantisce la profittabilità nel tempo.
Stagionalità – Rotta lateral-rialzista con un occhio al VIX
Guardando all’imminente ottava, i dati storici di stagionalità delineano un profilo tendenzialmente laterale-rialzista.
Sebbene la struttura lasci presagire una prosecuzione composta del movimento, la volatilità richiede una vigilanza costante.
L’esperienza insegna che il VIX, pur apparendo dormiente, conserva la capacità di reagire in modo repentino a variazioni improvvise sulle dinamiche di hedging.
Conclusioni operative
Ci affacciamo alla nuova settimana con un quadro tecnico solido e coordinate operative ben definite.
Sfrutteremo il posizionamento sulla parte bassa del canale per accompagnare la forza del mercato con metodo, mantenendo la flessibilità necessaria per gestire le fisiologiche fluttuazioni senza mai perdere di vista il controllo del rischio.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 24 al 28 agosto 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Settimana clou tra PCE, PIL e retail: Wall Street naviga tra dati e trimestrali
La settimana entrante si apre con un avvio relativamente leggero sul fronte macro, ma si arricchisce rapidamente di appuntamenti rilevanti a partire da metà settimana.
Il primo riferimento della settimana riguarda l’attività economica nazionale complessiva, seguito martedì da un doppio focus su fiducia dei consumatori e mercato immobiliare residenziale.
Il fulcro macro della settimana si concentra però mercoledì, giornata che raccoglie diversi rilasci di primo piano: l’indice dei prezzi PCE (Personal Consumption Expenditures), la misura d’inflazione preferita dalla Fed, insieme alla seconda stima del PIL (Prodotto Interno Lordo) del secondo trimestre, agli ordini di beni durevoli e ai dati su redditi e spese personali.
Giovedì risulta invece privo di rilasci macro significativi, lasciando spazio alla sola stagione degli utili.
Venerdì chiude la settimana con il Chicago PMI, un intervento pubblico del presidente della Fed Warsh, la revisione annuale preliminare dei Non Farm Payrolls e la lettura finale della fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.
Sul fronte degli earnings, la settimana propone diversi titoli di rilievo per la strategia Earning Trading.
Martedì sera si segnala Zoom Communications, mentre mercoledì è la giornata più densa, con Abercrombie & Fitch prima dell’apertura e un terzetto interessante dopo la chiusura composto da CrowdStrike, Okta e Urban Outfitters.
Giovedì porta in scena i risultati di Bilibili, Dollar General e Best Buy prima dell’apertura, seguiti in serata da The Gap.
Lunedì e venerdì non presentano invece candidati che soddisfino i criteri di filtraggio della strategia.
Una settimana quindi densa sia sul fronte macro sia su quello societario, con il dato PCE di mercoledì destinato a catalizzare l’attenzione degli operatori in vista dei prossimi orientamenti di politica monetaria della Fed.
Dati macro principali
Chicago Fed National Activity Index, luglio
Precedente -0.02 | Previsione 0.1
Top picks per Earning Trading
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
CB Consumer confidence, agosto
Precedente 90.8 | Consensus 91.2 | Previsione 90.9
Vendite di nuove case, luglio
Precedente 0.628M | Consensus 0.62M | Previsione 0.62M
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Zoom Communications (ZM)
Dati macro principali
PCE Price Index, mese su mese, luglio
Headline
Precedente -0.1% | Consensus 0.1% | Previsione 0.2%
Core
Precedente 0.1% | Consensus 0.2% | Previsione 0.3%
Ordini di beni durevoli, mese su mese, luglio
Dato totale
Precedente 0.3% | Consensus 0.7% | Previsione 0.5%
Ex-trasporti
Precedente 0.6% | Consensus 0.5% | Previsione 0.3%
Tasso di crescita del PIL nel secondo trimestre, seconda stima, trimestre su trimestre
Precedente 2.1% | Consensus 1.5% | Previsione 1.5%
Redditi personali, mese su mese, luglio
Precedente 0.2% | Consensus 0.3% | Previsione 0.2%
Spese personali, mese su mese, luglio
Precedente 0.3% | Consensus 0.2% | Previsione 0.3%
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Abercrombie & Fitch (ANF)
Dopo la chiusura del mercato
CrowdStrike Holdings (CRWD)
Okta (OKTA)
Urban Outfitters (URBN)
Dati macro principali
Non sono previsti rilasci di dati significativi
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Bilibili (BILI)
Dollar General (DG)
Best Buy (BBY)
Dopo la chiusura del mercato
The Gap Inc. (GAP)
Dati macro principali
Chicago PMI, agosto
Precedente 57.6 | Consensus 57.0 | Previsione 56.1
Discorso del presidente della Fed Warsh
Non Farm Payrolls, revisione annuale preliminare
Precedente -911K
Michigan consumer sentiment, finale
Precedente 55.2 | Consensus 51.0 | Previsione 51.0
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Ne parliamo nel prossimo numero!
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Il focus settoriale della settimana
Cybersecurity, la difesa diventa offesa nei portafogli
La settimana entrante porta in primo piano il comparto della sicurezza informatica, con due rilasci di peso mercoledì sera: CrowdStrike e Okta.
Il settore arriva a questo appuntamento con un momentum solido.
Gli investimenti aziendali in sicurezza restano tra le voci di spesa più difensive del budget IT, sostenuti dalla proliferazione di attacchi sempre più sofisticati, spesso potenziati dall’IA (Intelligenza Artificiale) generativa, sia lato attacco sia lato difesa.
Gartner stima una spesa globale in cybersecurity vicina ai 215 miliardi di dollari nel 2026, con la sicurezza delle identità e la protezione degli ambienti cloud tra i motori di crescita più rilevanti.
CrowdStrike continua a mostrare tassi di crescita dei ricavi superiori al 20% annuo, trainata dall’adozione del modello Falcon Flex e dall’espansione verso soluzioni di rilevamento basate su IA.
Okta, dal canto suo, punta sulla gestione delle identità come nuovo perimetro di sicurezza, un tema centrale mano a mano che le aziende affidano sempre più processi ad agenti IA autonomi.
Resta il tema delle valutazioni, tra le più elevate dell’intero comparto software, che lasciano poco margine di errore in caso di guidance deludente.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
-
First Trust NASDAQ Cybersecurity ETF (CIBR): replica un paniere ampio di società attive nella sicurezza informatica, con buona liquidità e un book di opzioni sufficientemente profondo per strategie di copertura o di generazione di reddito.
-
Amplify Cybersecurity ETF (HACK): tra i più longevi del comparto, offre esposizione sia ai grandi player consolidati sia a realtà più piccole e specializzate, mantenendo comunque volumi adeguati per l’operatività in opzioni.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Piccola correzione per la strategia CFM Cash Flow Mensile, che non intacca significativamente la performance cumulata ad oggi.
In perdita teorica la posizione aperta sulla strategia STD SP Short Term Directional Standard & Poor’s 500.
Nella giornata di lunedì 24 agosto apriremo una nuova posizione in parallelo a quella in essere.
Molto bene, invece, le due posizioni in corso con la strategia TCMR Triple Class Mean Reversion: long SPY e long GLD.
Per il momento c’è poco altro da aggiungere!








