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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-08-10 01:09:432026-08-10 01:09:43Strategic Markets Bulletin del 10 agosto 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
In settimana abbiamo aperto il quinto trade con la strategia Short Straddle / Strangle su IWM, con scadenza al 16 ottobre 2026.
Non sono state aperte nuove posizioni con la strategia Short Term Reversal Stock Options.
Sono state aperte invece nuove posizioni di tipo Earning Trading, di cui potete vedere il dettaglio qui sotto.
A proposito di Earning Trading, avendo chiuso il primo anno di attività abbiamo ritenuto che fosse tempo di bilanci.
Ma come si fa a fare il bilancio di una strategia che – non essendo diffusa come servizio operativo – non ha regole codificate e immutabili?
L’unico modo di quantificare l’efficacia delle decisioni e poter quindi tracciare una equity line sensata consiste nel codificare la strategia in un modo univoco, il che richiede:
- una precisa politica di money management;
- una regola precisa per la scelta univoca delle operazioni laddove vi siano segnali multipli sugli stessi sottostanti;
- una regola precisa per le scadenze;
- la definizione di una strategia definitiva in materia di operazioni che si chiuderebbero con l’assegnazione del sottostante.
Ecco quindi le regole che abbiamo seguito per poter tracciare una contabilità puntuale delle operazioni discusse, e arrivare ad una equity line incontestabile, oltre ad una indicazione affidabile in materia di capitale minimo necessario:
- si scalano tutte le posizioni a 10 mila dollari di controvalore dello strike (come se si fosse esercitati ogni volta sul sottostante);
- si opta sempre per lo strike più alto capace di offrire probabilità di successo non inferiori al 70% secondo tutti i modelli della piattaforma Trade AI;
- si opera soltanto su opzioni settimanali, sulla prima scadenza disponibile post-earning (quindi, massimo 5 giorni);
- se si perde, si chiude in perdita; se si subisce esercizio anticipato, si attende la scadenza e si chiude il titolo al prezzo di chiusura del giorno di scadenza.
Qui sotto, potete vedere i trade selezionati come da regole qui sopra per la settimana del 24 luglio 2026 e l’equity line risultante dal 23 luglio 2025 al 31 luglio 2026.
Ed ecco anche le metriche di strategia:
- numero di trade: 55
- average profit: 183.53$
- percent win: 76.4%
- average win: 492.81$
- average loss: -815.69$
- profit factor: 1.95
- max drawdown storico: -2340$
- max trade simultanei: 7
- capitale minimo consigliato in modalità cash secured: 70 mila $ (ne bastano 20 su un conto leverage standard di IB)
- valore finale dell’equity: 10094$
- profitto finale lordo: 14.4%
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 27 luglio 2026 in sintesi
Economia USA: la crescita rallenta, l’inflazione si raffredda e la Fed resta alla finestra
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 27 luglio
Ordini di beni durevoli, mese su mese, giugno
Precedente -4% (rivisto da -4.5%) | Consensus 2.5% (rivisto da 1.6%) | Previsione 2.2% (rivista da 1.8%) | Dato ufficiale 0.3%
Ex trasporti
Precedente 1.8% (rivisto da 1.3%) | Consensus 0.8% (rivisto da 0.9%) | Previsione 1.0% | Dato ufficiale 0.6%
Dopo il brusco calo registrato a maggio, gli ordini di beni durevoli tornano in territorio positivo, ma il recupero risulta decisamente più contenuto rispetto alle aspettative del mercato.
L’incremento dello 0.3% segnala che il comparto manifatturiero statunitense mantiene una certa resilienza, ma evidenzia anche una domanda di beni d’investimento ancora prudente.
Anche la componente al netto dei trasporti, generalmente considerata un indicatore più rappresentativo della dinamica sottostante perché elimina la forte volatilità legata agli ordini di aeromobili e altri mezzi di trasporto, cresce dello 0.6%.
Anche in questo caso, però, il dato si colloca al di sotto sia del consensus sia delle nostre previsioni, indicando un ritmo di espansione moderato e inferiore a quello osservato nel mese precedente.
Nel complesso, i dati delineano un quadro coerente con un’economia che continua a crescere, ma senza mostrare un’accelerazione significativa degli investimenti produttivi.
Le imprese sembrano mantenere un atteggiamento cauto, probabilmente ancora influenzate dal livello elevato dei tassi di interesse e dall’incertezza sulle prospettive economiche dei prossimi trimestri.
Per la Federal Reserve, il report non rappresenta un elemento tale da modificare il quadro di fondo: l’attività manifatturiera resta positiva, ma non abbastanza forte da alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
Per approfondimenti:
U.S. Census Bureau
Indice manifatturiero della Fed di Dallas
Precedente 0 | Previsione -1 | Dato ufficiale 1.3
L’indice manifatturiero della Federal Reserve di Dallas torna in territorio positivo, sorprendendo leggermente rispetto alle attese.
Dopo il valore neutrale registrato nel mese precedente, il dato di 1.3 segnala una modesta ripresa dell’attività manifatturiera nel Texas e negli Stati limitrofi coperti dall’indagine.
Pur trattandosi di un miglioramento contenuto, il risultato suggerisce che il comparto industriale continua a mostrare una discreta capacità di tenuta nonostante un contesto ancora caratterizzato da condizioni finanziarie restrittive e da una domanda non particolarmente dinamica.
Il dato si inserisce inoltre in un quadro più ampio nel quale gli indicatori regionali della manifattura statunitense stanno mostrando segnali contrastanti, senza delineare una direzione univoca.
Nel complesso, il report conferma un settore manifatturiero che continua a muoversi vicino alla soglia di equilibrio, alternando brevi fasi di espansione e contrazione.
Un segnale incoraggiante, ma ancora troppo debole per poter parlare di una vera accelerazione del ciclo industriale americano.
Per approfondimenti:
Federal Reserve Bank of Dallas
Martedì 28 luglio
Fiducia dei consumatori del Conference Board, luglio
Precedente 92.2 (rivisto da 91.2) | Consensus 92.3 (rivisto da 92.1) | Previsione 92.0 | Dato ufficiale 90.8
La fiducia dei consumatori statunitensi torna a diminuire nel mese di luglio, interrompendo le aspettative di un lieve miglioramento.
Il calo a 90.8 punti, inferiore sia al consensus sia alle nostre previsioni, conferma che le famiglie americane continuano a guardare con prudenza all’evoluzione del quadro economico.
Il peggioramento è riconducibile soprattutto a una valutazione meno favorevole delle condizioni economiche attuali e del mercato del lavoro, mentre le aspettative sui prossimi mesi rimangono sostanzialmente stabili, pur su livelli storicamente contenuti.
Il dato suggerisce quindi che, nonostante l’economia continui a mostrare una discreta resilienza, i consumatori non percepiscono ancora un miglioramento sufficiente da rafforzare la propria fiducia.
Per i mercati il report rappresenta un segnale di moderato rallentamento del sentiment delle famiglie, ma non tale da modificare significativamente lo scenario macroeconomico.
La spesa per consumi potrebbe mantenersi positiva, pur in presenza di un atteggiamento più selettivo da parte delle famiglie, mentre la Federal Reserve continua a osservare con attenzione l’evoluzione del mercato del lavoro e della domanda interna prima di valutare eventuali cambiamenti nella politica monetaria.
Per approfondimenti:
The Conference Board
Mercoledì 29 luglio
Decisione della Fed sui tassi, e conferenza stampa
Precedente 3.75% | Consensus 3.75% | Previsione 3.75% | Dato ufficiale 3.75%
Come ampiamente previsto, la Federal Reserve mantiene invariato il tasso sui Fed Funds al 3.75%, confermando l’approccio attendista adottato negli ultimi mesi.
La decisione riflette un’economia che continua a mostrare una buona capacità di tenuta, ma anche un’inflazione ancora superiore all’obiettivo del 2%.
Durante la conferenza stampa, il presidente Kevin Warsh ha evitato di fornire indicazioni sulle prossime mosse della banca centrale, ribadendo che ogni decisione continuerà a dipendere dall’evoluzione dei dati macroeconomici.
Warsh ha sottolineato che il processo di rientro dell’inflazione non può ancora considerarsi concluso e che la Federal Reserve resta pronta ad adeguare la politica monetaria qualora le condizioni lo rendessero necessario.
Un elemento rilevante della riunione è rappresentato dalla presenza di tre voti dissenzienti all’interno del FOMC, con altrettanti membri favorevoli a un rialzo di 25 punti base.
Si tratta di un segnale che evidenzia come, pur prevalendo la scelta di mantenere invariati i tassi, all’interno del Comitato rimangano sensibilità differenti sull’intensità delle pressioni inflazionistiche.
Nel complesso, il messaggio della Fed mantiene un’impostazione prudente e leggermente restrittiva.
L’assenza di una forward guidance rafforza l’idea che saranno i prossimi dati su inflazione e mercato del lavoro a determinare le future decisioni di politica monetaria.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Giovedì 30 luglio
Core PCE Price Index, mese su mese, giugno
Precedente 0.3% | Consensus 0.2% (rivisto da 0.1%) | Previsione 0.1% | Dato ufficiale 0.1%
L’indice Core PCE, la misura dell’inflazione maggiormente monitorata dalla Federal Reserve perché esclude le componenti più volatili di alimentari ed energia, registra a giugno un incremento mensile dello 0.1%, in netto rallentamento rispetto allo 0.3% del mese precedente.
Il dato risulta inferiore alle attese del mercato e conferma che le pressioni inflazionistiche di fondo continuano ad attenuarsi.
Si tratta di un segnale incoraggiante per la banca centrale, che vede rafforzarsi l’ipotesi di un graduale ritorno dell’inflazione verso il target del 2%, pur mantenendo un approccio prudente nelle proprie decisioni di politica monetaria.
Il rallentamento del Core PCE si inserisce in un quadro macroeconomico caratterizzato da un’economia ancora resiliente, ma con una dinamica dei prezzi sempre meno intensa.
Per i mercati, il dato rappresenta un elemento favorevole, poiché riduce il rischio di un irrigidimento della politica monetaria nel breve termine e rafforza l’aspettativa che eventuali future decisioni della Fed possano essere orientate verso un progressivo allentamento, qualora il percorso disinflazionistico dovesse proseguire nei prossimi mesi.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Stima preliminare del PIL, trimestre su trimestre, secondo trimestre
Precedente 2.1% | Consensus 2.1% (rivisto da 2.3%) | Previsione 2.2% | Dato ufficiale 1.5%
La stima preliminare del PIL statunitense per il secondo trimestre evidenzia una crescita annualizzata dell’1.5%, nettamente inferiore sia alle attese del mercato sia alle previsioni.
Il dato conferma un rallentamento dell’economia americana rispetto al trimestre precedente, pur mantenendosi ancora in territorio positivo.
L’espansione dell’attività economica continua a essere sostenuta dai consumi delle famiglie, ma emerge un contributo più debole da parte degli investimenti privati e della domanda estera.
Il risultato suggerisce che gli effetti della politica monetaria restrittiva stanno progressivamente frenando il ritmo di crescita, senza tuttavia determinare un’inversione del ciclo economico.
Per la Federal Reserve, il dato rappresenta un elemento coerente con uno scenario di raffreddamento graduale dell’economia, accompagnato da un contestuale rallentamento dell’inflazione osservato negli ultimi mesi.
Pur non indicando un rischio imminente di recessione, la crescita inferiore alle attese rafforza l’idea che i margini per ulteriori restrizioni monetarie siano sempre più limitati e che le prossime decisioni continueranno a dipendere dall’evoluzione dei dati macroeconomici.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Redditi personali, mese su mese, giugno
Precedente 0.7% | Consensus 0.3% | Previsione 0.4% | Dato ufficiale 0.2%
I redditi personali degli americani aumentano dello 0.2% nel mese di giugno, evidenziando un rallentamento significativo rispetto al mese precedente e un risultato inferiore alle attese degli analisti.
Il dato suggerisce che la crescita del reddito disponibile delle famiglie sta progressivamente perdendo slancio, riflettendo una dinamica meno favorevole sia sul fronte delle retribuzioni sia su quello delle altre fonti di reddito.
Pur continuando a crescere, il reddito disponibile mostra quindi un ritmo più moderato, coerente con un mercato del lavoro che resta solido ma meno dinamico rispetto ai trimestri precedenti.
Questo rallentamento potrebbe tradursi in una maggiore prudenza nei consumi nei prossimi mesi, soprattutto se accompagnato da un’ulteriore moderazione dell’occupazione.
Dal punto di vista della Federal Reserve, il dato contribuisce a delineare uno scenario di graduale raffreddamento dell’economia, riducendo il rischio che una crescita sostenuta dei redditi possa alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
Si tratta quindi di un elemento coerente con il processo di normalizzazione dell’economia statunitense, pur senza rappresentare un segnale di debolezza tale da modificare significativamente le prospettive di crescita.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Spese personali, mese su mese, giugno
Precedente 0.9% (rivisto da 0.7%) | Consensus 0.3% (rivisto da 0.4%) | Previsione 0.2% | Dato ufficiale 0.3%
Le spese personali dei consumatori statunitensi aumentano dello 0.3% nel mese di giugno, in netto rallentamento rispetto al mese precedente ma sostanzialmente in linea con le aspettative del mercato.
Dopo la forte crescita registrata a maggio, il dato suggerisce una normalizzazione della domanda interna, senza evidenziare segnali di brusca frenata.
Il risultato appare coerente con il rallentamento osservato nella crescita dei redditi personali e conferma che le famiglie continuano a sostenere i consumi, ma con un approccio più prudente.
La spesa resta quindi uno dei principali motori dell’economia americana, pur mostrando un ritmo di espansione più moderato rispetto ai mesi precedenti.
Per la Federal Reserve, il dato rappresenta un ulteriore elemento a favore dello scenario di soft landing: la domanda interna continua infatti a crescere, ma senza mostrare un’intensità tale da alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
Nel complesso, il report conferma un’economia che continua a espandersi, sostenuta dai consumi privati, ma con un ritmo più equilibrato e compatibile con il graduale raffreddamento dell’inflazione.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Venerdì 31 luglio
Chicago PMI, luglio
Precedente 56.7 | Consensus 56.0 (rivisto da 57.5) | Previsione 57.2 | Dato ufficiale 57.6
L’indice Chicago PMI sale a 57.6 punti nel mese di luglio, superando sia il valore del mese precedente sia le attese degli analisti.
Il dato conferma il mantenimento dell’indicatore in territorio di espansione, ben al di sopra della soglia dei 50 punti che separa crescita e contrazione dell’attività economica.
Il miglioramento suggerisce un rafforzamento del settore manifatturiero nell’area di Chicago, sostenuto da una maggiore attività produttiva e da un andamento ancora favorevole dei nuovi ordini.
Pur trattandosi di un indice regionale, il Chicago PMI è spesso considerato un buon indicatore anticipatore della dinamica del comparto manifatturiero statunitense nel suo complesso.
Nel contesto macroeconomico attuale, il dato si affianca ad altri indicatori che descrivono un’economia ancora resiliente nonostante il progressivo rallentamento osservato in alcune componenti della domanda.
La sorpresa positiva riduce i timori di un indebolimento troppo rapido del ciclo industriale e conferma che, almeno in alcune aree del Paese, il settore manifatturiero continua a mostrare una discreta capacità di espansione.
Per approfondimenti:
Institute for Supply Management
Sentiment dei consumatori dell’Università del Michigan, dato finale, luglio
Precedente 49.5 | Consensus 54.0 (rivisto da 54.4) | Previsione 54.4 | Dato ufficiale 55.2
Il dato finale dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan sale a 55.2 punti, superando sia la rilevazione preliminare sia le attese degli analisti.
Il recupero rispetto al minimo del mese precedente è significativo e suggerisce un miglioramento del sentiment delle famiglie americane.
Il rialzo riflette principalmente una percezione meno negativa delle prospettive economiche e un lieve miglioramento delle aspettative sull’inflazione nel breve termine.
Tuttavia, il livello assoluto dell’indice rimane ancora storicamente contenuto, segno che i consumatori continuano a essere penalizzati dall’elevato costo della vita e dalla perdita di potere d’acquisto accumulata negli ultimi anni.
Nel complesso, il dato conferma che la fiducia delle famiglie sta gradualmente recuperando terreno, senza però indicare un ritorno a un clima di pieno ottimismo.
Per la Federal Reserve si tratta di un segnale moderatamente favorevole, poiché un miglioramento della fiducia accompagnato da aspettative di inflazione in calo è coerente con uno scenario di rallentamento ordinato dell’economia, senza alimentare nuove pressioni sui prezzi.
Per approfondimenti:
Surveys of Consumers
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
Il quadro di sintesi: la forza della disciplina
La settimana trascorsa ha confermato pienamente la bontà della nostra impostazione prudente: l’improvviso picco di volatilità e il temporaneo sbandamento del mercato hanno dimostrato quanto il contesto di fondo fosse carico di tensione.
L’invito alla massima disciplina e al temporaneo congelamento dell’operatività si è rivelato la scelta vincente per tutelare il capitale ed evitare le trappole di una fase estremamente nervosa.
Il pronto recupero registrato nelle battute finali, con il rientro delle tensioni, dimostra che la strategia di attendere la tenuta delle strutture paga sempre: osservare il mercato “a bocce ferme” ha permesso di gestire lo scossone a rischio zero, garantendo la serenità necessaria per valutare le prossime mosse solo in presenza di contesti davvero solidi.
VIX – Segnali strutturali sotto la superficie
Nelle prime tre sedute della settimana, l’indice di volatilità VIX ha progressivamente superato un livello soglia particolarmente delicato.
Sebbene sui grafici tradizionali non si sia assistito a una fiammata plateale o a un’impennata vistosa, i nostri modelli di analisi proprietaria hanno rilevato il superamento di una linea di demarcazione strutturalmente pericolosa, oltrepassata la quale la qualità del quadro tecnico avrebbe potuto deteriorarsi in modo significativo.
La successiva contrazione e il rientro al di sotto di tale livello critico hanno mostrato una risposta di tenuta da parte del mercato, ma sarebbe un errore cedere a un facile ottimismo.
Una temporanea frenata della tensione non è sufficiente per considerare del tutto riassorbito il rischio: si tratta soltanto di un primo segnale di assestamento.
La priorità resta la cautela, in attesa che il quadro generale offra conferme più solide e durature prima di modificare l’impostazione strategica.
S&P 500 – Rimbalzo tecnico, ma attenzione alle braci
Il deciso recupero dell’S&P 500 registrato nelle ultime due sessioni ha agito come una pioggia provvidenziale in grado di estinguere l’incendio scoppiato a metà settimana.
Tuttavia, sebbene le fiamme più visibili siano state temporaneamente domate, l’esperienza insegna che al di sotto delle ceneri possono ancora covare braci pronte a rialimentare nuove tensioni.
La prudenza rimane pertanto il faro della nostra operatività.
Non va dimenticato che, al di là dell’impetuoso rimbalzo tecnico, il trend di breve termine ha subito un progressivo deterioramento che si trascina ormai da diverse settimane, intaccando la forza relativa della struttura di fondo.
Non possiamo escludere che l’indice possa aver intercettato un minimo di periodo idoneo a sostenere un’ulteriore estensione del movimento riflessivo nel brevissimo termine; ciononostante, fino a quando non giungeranno conferme strutturali di ben altro spessore, l’unica condotta ragionevole resta la vigile attesa.
Stagionalità – Una parentesi di stabilizzazione
Sul fronte della stagionalità, la mappa statistica proietta per la prossima settimana una fase di stabilità, caratterizzata da un andamento laterale e da una generale stagnazione della volatilità.
Questo temporaneo congelamento delle oscillazioni si inserisce perfettamente nel quadro attuale: una parentesi di assestamento in cui il mercato prende il respiro, senza che ciò vada scambiato per una reale ripartenza strutturale.
Conclusioni operative
L’evoluzione recente del mercato conferma che la strada della massima prudenza rimane l’unica percorribile.
Se da un lato il tempestivo riassorbimento della volatilità e la reazione dell’S&P 500 dalle battute d’arresto di metà settimana hanno scongiurato un deterioramento immediato, dall’altro la fragilità strutturale di fondo non è affatto superata.
La finestra di stabilità e lateralità prospettata dalla stagionalità per la prossima settimana ci offre un momento ideale di decantazione: una pausa in cui il mercato potrà riassestarsi senza forzature.
In questo scenario, la nostra linea strategica non cambia: nessuna rincorsa ai rimbalzi e mantenimento della disciplina.
Rimanere alla finestra a difesa del capitale ci permetterà di valutare eventuali riposizionamenti solo quando il quadro generale esprimerà conferme strutturali davvero solide e prive di ambiguità.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 3 al 7 agosto 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Settimana decisiva: riflettori su lavoro e attività economica dopo la Fed
Dopo una settimana dominata dalla riunione della Federal Reserve e dai primi segnali di rallentamento della crescita, l’attenzione dei mercati si sposta su due temi chiave: la tenuta del mercato del lavoro e lo stato di salute dell’economia americana.
La settimana si apre con l’ISM Manifatturiero, un indicatore importante per valutare se il settore industriale stia consolidando i recenti segnali di ripresa.
Mercoledì sarà invece la volta dell’ISM Servizi, decisivo per misurare l’andamento del comparto che rappresenta la quota predominante dell’economia statunitense.
Martedì arriveranno anche i dati sulle offerte di lavoro JOLTs, che forniranno nuove indicazioni sull’equilibrio tra domanda e offerta di lavoro.
Dopo i recenti segnali di raffreddamento dell’occupazione, gli investitori cercheranno di capire se il mercato del lavoro stia rallentando in modo ordinato oppure stia mostrando i primi sintomi di un indebolimento più marcato.
Il momento più atteso sarà però venerdì, quando verranno pubblicati i Non Farm Payrolls e il tasso di disoccupazione di luglio.
Dopo il deludente incremento di appena 57 mila nuovi posti di lavoro registrato a giugno, il consenso si attende un rimbalzo a circa 91 mila unità, mentre le nostre stime sono leggermente più prudenti.
Questi dati potrebbero influenzare in modo significativo le aspettative sui prossimi passi della Federal Reserve, soprattutto se dovessero confermare un ulteriore raffreddamento del mercato del lavoro.
Sul fronte degli earning, la settimana offre numerose opportunità operative.
Tra i titoli che hanno superato i nostri filtri figurano Gilead Sciences, Toast, CVS Health, DoorDash, Occidental Petroleum, Block, CF Industries, APA, Dutch Bros, Duolingo, Kenvue, Oscar Health, Airbnb, Twilio, Maplebear (Instacart), Lyft e nLight.
Si tratta di un calendario particolarmente ricco, che potrebbe generare interessanti occasioni per le strategie di Earning Trading.
Nel complesso, ci attende una settimana capace di fornire risposte importanti sullo stato dell’economia americana.
Se i dati confermeranno un rallentamento graduale dell’attività economica e dell’occupazione, senza evidenziare un deterioramento improvviso, lo scenario di soft landing continuerà a rappresentare l’ipotesi di riferimento per i mercati.
Al contrario, eventuali sorprese, soprattutto sul fronte del lavoro, potrebbero aumentare sensibilmente la volatilità già osservata nelle ultime settimane.






