https://quantoptions.it/wp-content/uploads/2025/03/Strategic-Markets-Weekly-Bullettin-v1.jpg
832
1472
Redazione QuantOptions
https://quantoptions.it/wp-content/uploads/2020/09/quantoptions-logo.png
Redazione QuantOptions2026-08-10 01:09:432026-08-10 01:09:43Strategic Markets Bulletin del 10 agosto 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Nella settimana del 13 luglio 2026 abbiamo chiuso le prime tre operazioni della strategia Short Term Reversal Stock Options, con un loss complessivo di 657$ lordi (cioè non comprensivi di commissioni).
La perdita è dovuta soprattutto al titolo SSR Mining, che ha corretto verso la media mobile semplice a 252 giorni dopo il test fallito di appoggio sulla 150.
Abbiamo aperto anche altre tre posizioni, sui titoli Accelerant Holdings, Amer Sports e Tecnoglass, con la scadenza di agosto in tutti e tre i casi, non essendo disponibili le opzioni settimanali su questi sottostanti.
L’elenco completo delle operazioni, sia quelle chiuse che quelle in corso, è visibile agli abbonati alla testata QuantOptions Academy, nella pagina dedicata.
Qui sotto, l’elenco aggiornato a venerdì 17 luglio delle sole operazioni chiuse.
Non abbiamo fatto operazioni di tipo Earning Trading.
La settimana entrante sarà finalmente ricca di opportunità anche in questo senso, confidiamo di poter individuare qualche operazione interessante.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 13 luglio 2026 in sintesi
Inflazione in frenata, economia ancora solida: prende forma lo scenario del soft landing
La settimana macroeconomica appena conclusa consegna ai mercati un quadro complessivamente molto favorevole.
I dati mostrano infatti un’economia statunitense che continua a crescere, mentre le pressioni inflazionistiche si attenuano con maggiore decisione rispetto a quanto previsto dagli analisti.
Il segnale più importante arriva dall’inflazione.
Sia l’indice dei prezzi al consumo (CPI) sia quello dei prezzi alla produzione (PPI) sorprendono al ribasso, indicando che il processo di disinflazione prosegue senza compromettere la tenuta dell’attività economica.
In particolare, il rallentamento dell’inflazione core, osservata con particolare attenzione dalla Federal Reserve, rappresenta un elemento incoraggiante per chi attende un graduale allentamento della politica monetaria.
Nel corso della testimonianza semestrale davanti al Congresso, il presidente della Fed Kevin Warsh mantiene tuttavia un atteggiamento prudente.
Pur riconoscendo i progressi sul fronte dell’inflazione, ribadisce che la banca centrale continuerà a basare le proprie decisioni esclusivamente sull’evoluzione dei dati macroeconomici, evitando conclusioni affrettate dopo un singolo report particolarmente favorevole.
Nel frattempo, l’economia reale continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta.
Gli indici manifatturieri della Fed di New York e Philadelphia registrano un’accelerazione ben superiore alle attese, segnalando un deciso miglioramento del clima tra le imprese.
La produzione industriale cresce invece a un ritmo più moderato, mentre il mercato immobiliare offre indicazioni contrastanti: gli avviamenti di nuove costruzioni sorprendono positivamente, ma il calo dei permessi di costruire suggerisce che i costruttori rimangono prudenti sui nuovi progetti.
Anche i consumatori continuano a sostenere l’espansione economica.
Le vendite al dettaglio rallentano rispetto al forte dato del mese precedente, ma restano in territorio positivo, mentre l’indice preliminare di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan registra un deciso miglioramento, favorito dal rallentamento dell’inflazione e dalla solidità del mercato del lavoro.
Nel complesso, la settimana rafforza lo scenario di un possibile soft landing dell’economia statunitense: la crescita rimane resiliente, l’inflazione continua a diminuire e, almeno per il momento, non emergono segnali di un deterioramento significativo del ciclo economico.
Per la Federal Reserve si tratta probabilmente del contesto più favorevole possibile, anche se saranno necessarie ulteriori conferme nei prossimi mesi prima di poter considerare conclusa la fase restrittiva della politica monetaria.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 13 luglio
Nessun dato rilevante a calendario oggi
Martedì 14 luglio
Tasso di inflazione (CPI), giugno
Headline CPI
- Mensile (MoM): precedente 0.5% | consensus -0.1% | previsione 0.0% | dato ufficiale -0.4%
- Annua (YoY): precedente 4.2% | consensus 3.8% | previsione 3.9% | dato ufficiale 3.5%
Core CPI
- Mensile (MoM): precedente 0.2% | consensus 0.2% (rivisto da 0.3%) | previsione 0.2% | dato ufficiale 0.0%
- Annua (YoY): precedente 2.9% | consensus 2.8% (rivisto da 2.9%) | previsione 2.9% | dato ufficiale 2.6%
L’inflazione statunitense sorprende nettamente al ribasso e offre ai mercati uno dei segnali più incoraggianti degli ultimi mesi.
L’indice Headline CPI registra una contrazione mensile dello 0.4%, ben al di sotto delle attese che prevedevano una sostanziale stabilità, dopo il +0.5% di maggio.
Anche su base annua il rallentamento è significativo: il tasso passa dal 4.2% al 3.5%, superando in positivo sia il consensus sia le nostre previsioni.
Ancora più importante è il comportamento dell’inflazione Core, osservata con particolare attenzione dalla Federal Reserve perché esclude le componenti più volatili di energia e alimentari.
Su base mensile i prezzi rimangono invariati (0.0%), contro un incremento dello 0.2% atteso, mentre il dato annuale scende dal 2.9% al 2.6%, confermando che le pressioni inflazionistiche di fondo continuano ad attenuarsi.
Per la Federal Reserve si tratta di un dato particolarmente favorevole.
Dopo mesi nei quali la resilienza dell’economia aveva alimentato il timore che il processo disinflazionistico potesse interrompersi, il report di giugno suggerisce invece che il raffreddamento dei prezzi torna su un percorso coerente con l’obiettivo di lungo periodo.
Per gli investitori il messaggio è chiaro: aumentano le probabilità che la banca centrale possa adottare un orientamento più accomodante nei prossimi mesi.
Di conseguenza, il mercato obbligazionario potrebbe beneficiare di rendimenti in calo, mentre le asset class più sensibili ai tassi di interesse potrebbero ricevere un ulteriore sostegno.
Per approfondimenti:
U.S. Bureau of Labor Statistics
Testimonianza del Presidente della Fed Warsh
Si riporta un commento unico per martedì 14 e mercoledì 15 al paragrafo successivo
Mercoledì 15 luglio
Testimonianza semestrale del Presidente della Fed Warsh
La tradizionale testimonianza semestrale del presidente della Federal Reserve davanti al Congresso non introduce particolari novità sul fronte della politica monetaria, ma offre alcuni spunti importanti per interpretare l’orientamento della banca centrale dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione di giugno.
Pur riconoscendo che il recente rallentamento dell’inflazione rappresenta un segnale incoraggiante, il presidente Kevin Warsh invita a non trarre conclusioni affrettate.
Secondo il numero uno della Fed, un singolo dato favorevole non è sufficiente per dichiarare conclusa la battaglia contro l’inflazione, e saranno necessari ulteriori mesi di conferme prima di poter modificare con convinzione l’impostazione della politica monetaria.
Warsh ribadisce inoltre che la stabilità dei prezzi resta la priorità assoluta della Federal Reserve e sottolinea come la banca centrale intenda mantenere un approccio pienamente data dependent, evitando di fornire indicazioni preventive sul percorso dei tassi di interesse.
Viene inoltre riaffermata l’indipendenza dell’istituzione rispetto alle pressioni politiche e l’impegno a perseguire il duplice mandato di controllo dell’inflazione e massima occupazione.
Per i mercati il messaggio è quindi equilibrato.
Il forte rallentamento dell’inflazione apre certamente la strada a un possibile atteggiamento più accomodante nei prossimi mesi, ma la Federal Reserve non sembra intenzionata a modificare la propria strategia sulla base di un solo report.
La traiettoria futura dei tassi continuerà quindi a dipendere dall’evoluzione dei dati macroeconomici delle prossime settimane.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Indice dei prezzi alla produzione (PPI), giugno
Headline PPI
- Mensile (MoM): precedente 0.6% (rivisto da 1.1%) | consensus 0.0% (rivisto da 0.2%) | previsione 0.1% | dato ufficiale -0.3%
Core PPI
- Mensile (MoM): precedente 0.1% (rivisto da 0.4%) | consensus 0.4% | previsione 0.2% | dato ufficiale 0.2%
Dopo il netto rallentamento dell’inflazione al consumo, anche i prezzi alla produzione confermano un significativo raffreddamento delle pressioni inflazionistiche, pur con alcune sfumature che meritano attenzione.
L’indice Headline PPI registra una flessione mensile dello 0.3%, sorprendendo positivamente il mercato dopo il +0.6% di maggio (dato rivisto).
Il risultato è inferiore sia alle previsioni sia alle attese del consenso e suggerisce che, nel complesso, i costi sostenuti dai produttori stiano diminuendo anziché aumentare.
Meno netto, invece, il messaggio proveniente dall’indice Core PPI, che esclude le componenti più volatili.
Il dato cresce dello 0.2% su base mensile, in linea con le nostre previsioni ma inferiore al consenso dello 0.4%.
Questo indica che le pressioni di fondo sui costi di produzione non sono ancora completamente scomparse, pur mantenendosi su livelli decisamente più contenuti rispetto ai mesi precedenti.
Nel complesso, il report rafforza il quadro delineato dal CPI pubblicato il giorno precedente.
La combinazione tra prezzi al consumo e prezzi alla produzione in rallentamento alimenta l’idea che il processo di disinflazione stia proseguendo lungo un percorso favorevole, riducendo il rischio di nuove accelerazioni inflazionistiche nel breve periodo.
Per i mercati si tratta di un ulteriore elemento a sostegno dell’ipotesi di una Federal Reserve meno restrittiva nei prossimi mesi, anche se la banca centrale continuerà verosimilmente a richiedere ulteriori conferme prima di modificare in modo significativo il proprio orientamento.
Per approfondimenti:
U.S. Bureau of Labor Statistics
Indice manifatturiero NY Empire State, luglio
Dato precedente: 5.7 | Consensus: 8.8 (rivisto da 8.7) | Previsione 6.2 | Dato ufficiale: 15.6
L’attività manifatturiera nello Stato di New York accelera ben oltre le aspettative, offrendo un segnale di ritrovata vitalità per il comparto industriale statunitense.
L’Empire State Manufacturing Index balza a 15.6, quasi triplicando il valore del mese precedente e superando nettamente il consensus.
Il dato indica che un numero significativamente maggiore di imprese segnala un miglioramento delle condizioni operative rispetto a quelle che riportano un deterioramento, suggerendo un’espansione dell’attività manifatturiera nella regione.
Il miglioramento riflette un incremento degli ordini e della produzione, accompagnato da un clima di maggiore fiducia tra le aziende.
Sebbene il distretto di New York rappresenti soltanto una parte dell’economia statunitense, questo indice viene osservato con attenzione perché costituisce uno dei primi indicatori congiunturali disponibili ogni mese e può offrire indicazioni preliminari sull’andamento del settore manifatturiero nazionale.
Per i mercati il dato rappresenta un segnale positivo sulla tenuta dell’economia americana.
In un contesto caratterizzato da un’inflazione in rallentamento, una manifattura più dinamica rafforza l’idea di un possibile soft landing, ovvero di un rallentamento dell’inflazione senza una significativa contrazione dell’attività economica.
Per approfondimenti:
Federal Reserve Bank of New York
Giovedì 16 luglio
Vendite al dettaglio, mese su mese, giugno
Dato precedente: 1.0% (rivisto da 0.9%) | Consensus: 0.2% (rivisto da 0.3%) | Previsione 0.5% | Dato ufficiale: 0.2%
Le vendite al dettaglio rallentano sensibilmente a giugno, ma il dato conferma che i consumatori statunitensi continuano a sostenere la crescita economica nonostante il raffreddamento della domanda.
Dopo il forte incremento dell’1.0% registrato a maggio, le vendite crescono dello 0.2% su base mensile, in linea con il consensus.
Il rallentamento era ampiamente atteso e riflette una normalizzazione della spesa delle famiglie dopo il robusto dato del mese precedente, più che un improvviso indebolimento dei consumi.
Il risultato suggerisce che i consumatori mantengono un atteggiamento prudente ma ancora favorevole alla spesa.
Il mercato del lavoro continua infatti a fornire un sostegno importante ai redditi delle famiglie, mentre il recente rallentamento dell’inflazione contribuisce a preservare il potere d’acquisto.
Per la Federal Reserve, il dato è coerente con uno scenario di crescita moderata dei consumi, privo sia di segnali di surriscaldamento sia di evidenti indicazioni di contrazione.
In combinazione con i recenti dati sull’inflazione, il report rafforza l’ipotesi di un’economia che continua a espandersi senza alimentare nuove pressioni sui prezzi.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, luglio
Dato precedente: 10.3 (rivisto da 10.2) | Consensus: 13.0 (rivisto da 12.0) | Previsione 11.0 | Dato ufficiale: 41.4
Il settore manifatturiero del distretto della Federal Reserve di Philadelphia accelera con forza a luglio, facendo registrare uno dei migliori risultati degli ultimi anni.
L’indice sale a 41.4, oltre tre volte il valore del mese precedente e ampiamente al di sopra delle aspettative del mercato.
Un livello di questa entità segnala un’espansione molto sostenuta dell’attività manifatturiera nell’area coperta dalla Fed di Philadelphia, che comprende parte della Pennsylvania, del New Jersey e del Delaware.
L’ampio miglioramento suggerisce un rafforzamento della domanda e della produzione industriale, confermando che il comparto manifatturiero continua a beneficiare di un contesto economico favorevole.
Pur trattandosi di un indicatore regionale, il Philadelphia Fed Manufacturing Index è considerato uno dei principali anticipatori dell’andamento del settore manifatturiero statunitense e viene osservato con particolare attenzione dagli investitori.
Il dato assume un significato ancora più rilevante perché arriva pochi giorni dopo il forte rialzo dell’Empire State Manufacturing Index.
La contemporanea accelerazione dei due principali indicatori regionali rafforza l’ipotesi che il manifatturiero statunitense stia attraversando una fase di rinnovata espansione, contribuendo alla resilienza complessiva dell’economia americana.
Per approfondimenti:
Federal Reserve Bank of Philadelphia
Venerdì 17 luglio
Permessi di costruire, dato preliminare di giugno
Dato precedente: 1.41M | Consensus: 1.40M (rivisto da 1.42M) | Previsione 1.40M | Dato ufficiale: 1.367M
I permessi di costruire tornano a diminuire a giugno, segnalando un rallentamento dell’attività pianificata nel settore residenziale statunitense.
Il dato scende a 1.367 milioni di unità annualizzate, al di sotto sia del valore del mese precedente sia delle attese del mercato.
Poiché i permessi rappresentano uno dei principali indicatori anticipatori del comparto immobiliare, la flessione suggerisce che le imprese di costruzione mantengono un atteggiamento prudente nei confronti dei nuovi progetti.
Tra i fattori che continuano a frenare il settore figurano il livello ancora elevato dei tassi di interesse, i costi di costruzione e un contesto di domanda che, pur rimanendo solido, non mostra ancora un’accelerazione sufficiente a sostenere un’espansione più marcata dell’offerta.
Il dato si inserisce in un quadro nel quale il mercato immobiliare continua a procedere a velocità moderata.
Sebbene non rappresenti di per sé un segnale di deterioramento significativo, la diminuzione dei permessi suggerisce che la ripresa del comparto residenziale rimane graduale e ancora sensibile alle condizioni finanziarie.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Avviamenti di nuove costruzioni, giugno
Dato precedente: 1.199M (rivisto da 1.177M) | Consensus: 1.31M (rivisto da 1.33M) | Previsione 1.2M | Dato ufficiale: 1.427M
Gli avviamenti di nuove costruzioni sorprendono nettamente al rialzo a giugno, evidenziando una ripresa ben più robusta del previsto nel mercato immobiliare statunitense.
Il dato sale a 1.427 milioni di unità annualizzate, in forte aumento rispetto agli 1.199 milioni del mese precedente e ben al di sopra del consensus.
Si tratta di un segnale che indica una significativa accelerazione dell’attività edilizia, nonostante il contesto di tassi d’interesse ancora relativamente elevati.
Il risultato appare particolarmente interessante se confrontato con il calo dei permessi di costruire registrato nello stesso mese.
Mentre le autorizzazioni per nuovi progetti mostrano una maggiore prudenza da parte dei costruttori, l’impennata degli avviamenti suggerisce che molte iniziative già approvate nei mesi precedenti stanno finalmente entrando nella fase operativa.
Nel complesso, i due indicatori delineano un quadro articolato: l’attività corrente del settore immobiliare mostra una chiara accelerazione, ma le intenzioni di investimento per i prossimi mesi appaiono più caute.
Sarà quindi necessario osservare i dati dei prossimi mesi per capire se il forte incremento degli avviamenti rappresenti l’inizio di una nuova fase espansiva oppure il recupero di progetti precedentemente rinviati.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Produzione industriale, mese su mese, giugno
Dato precedente: 0.1% | Consensus: 0.2% | Previsione 0.4% | Dato ufficiale: 0.1%
La produzione industriale statunitense cresce anche a giugno, ma conferma un ritmo di espansione ancora contenuto.
L’indice registra un incremento dello 0.1% su base mensile, replicando il risultato di maggio e rimanendo leggermente al di sotto delle attese del mercato.
Il dato suggerisce che il settore industriale continua a espandersi, ma senza mostrare un’accelerazione significativa.
Il risultato appare coerente con il quadro delineato dagli altri indicatori macroeconomici.
Da un lato, gli indici manifatturieri regionali della Fed di New York e di Philadelphia evidenziano un deciso miglioramento del sentiment tra le imprese; dall’altro, la produzione effettiva cresce con maggiore gradualità, segno che il rafforzamento della fiducia non si traduce ancora in un aumento altrettanto marcato dell’attività produttiva.
Per la Federal Reserve il dato non modifica in modo sostanziale il quadro congiunturale.
L’industria continua a contribuire positivamente alla crescita economica, ma lo fa con un ritmo compatibile con un’economia in espansione moderata e priva di evidenti pressioni inflazionistiche sul lato dell’offerta.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Michigan Consumer Sentiment, preliminare di luglio
Dato precedente: 49.5 | Consensus: 51.0 | Previsione: 50.4 | Dato ufficiale: 54.4
La fiducia dei consumatori statunitensi migliora sensibilmente a luglio, raggiungendo il livello più elevato degli ultimi mesi e superando con ampio margine le attese del mercato.
L’indice preliminare elaborato dall’Università del Michigan sale a 54.4 dai 49.5 di giugno.
Il risultato è superiore sia al consensus sia alle previsioni e segnala un deciso miglioramento del sentiment delle famiglie.
Pur rimanendo su livelli storicamente inferiori alla media di lungo periodo, il recupero dell’indicatore suggerisce che i consumatori guardano con maggiore ottimismo ai prossimi mesi.
Un miglioramento della fiducia tende infatti a favorire la propensione alla spesa, che rappresenta il principale motore della crescita economica statunitense.
Nel contesto attuale, il dato rafforza l’idea di un’economia che continua a mostrare una buona capacità di tenuta.
La combinazione di inflazione in rallentamento, consumi ancora solidi e fiducia in ripresa alimenta lo scenario di una crescita moderata, riducendo il rischio di un brusco deterioramento del ciclo economico nel breve termine.
Per approfondimenti:
Surveys of Consumers
Outlook tecnico settimanale: analisi micro-strutturale e flussi di mercato
Verifica dello scenario della scorsa settimana
L’invito alla prudenza formulato nella precedente analisi trova conferma nell’evoluzione del mercato durante l’ultima ottava.
Per gran parte della settimana l’S&P 500 si è mosso all’interno di un intervallo di oscillazione contenuto, senza fornire indicazioni direzionali convincenti.
La fase laterale non ha infatti prodotto elementi sufficienti a confermare la prosecuzione del movimento rialzista.
La seduta di venerdì ha infine interrotto questo equilibrio con una correzione significativa, confermando che il quadro tecnico rimane caratterizzato da un elevato grado di incertezza, nonostante il progressivo ridimensionamento della volatilità implicita osservato nei giorni precedenti.
Nel complesso, il comportamento del mercato conferma che la fase di consolidamento non può ancora considerarsi conclusa.
VIX – Microstruttura del mercato delle opzioni
Sul fronte della volatilità implicita, la settimana non mostra un percorso lineare di normalizzazione.
Dopo una fase iniziale relativamente stabile, in linea con il movimento laterale dell’S&P 500, il VIX ha registrato un deciso incremento nella seduta di venerdì, accompagnando l’aumento della pressione ribassista sul mercato azionario.
Questo comportamento suggerisce che gli operatori continuano a mantenere un atteggiamento prudente.
Sebbene i livelli della volatilità implicita restino inferiori a quelli osservati nelle fasi di maggiore tensione dei mesi precedenti, il rialzo di fine settimana indica che la domanda di coperture può riemergere rapidamente quando il quadro tecnico si deteriora.
Sarà quindi importante osservare l’evoluzione della skew e della struttura a termine del VIX nelle prossime sedute.
Un loro progressivo riequilibrio favorirebbe la prosecuzione dei flussi tecnici associati a vanna e charm, mentre un nuovo irrigidimento della curva della volatilità rappresenterebbe un segnale di maggiore cautela.
S&P 500 – Struttura tecnica
Dal punto di vista grafico, l’S&P 500 continua a muoversi all’interno del canale laterale che caratterizza l’andamento dell’indice ormai da oltre un mese.
Nelle ultime sedute i prezzi hanno testato la parte inferiore di questa fascia di oscillazione, senza però generare un breakout ribassista.
Il successivo recupero ha infatti consentito all’indice di mantenersi all’interno dell’area di consolidamento, lasciando invariato un quadro tecnico ancora privo di una direzione prevalente.
L’S&P 500 si trova ora in prossimità di un’area tecnica particolarmente significativa.
Un’eventuale uscita dal canale, accompagnata da un adeguato supporto dei volumi, potrebbe fornire indicazioni più affidabili sulla direzione del prossimo movimento di medio termine.
Fino a quando ciò non avverrà, la struttura grafica continua a descrivere un mercato in equilibrio tra compratori e venditori.
Stagionalità – Rimane il bias moderatamente favorevole
Dal punto di vista statistico, la stagionalità continua a indicare un bias moderatamente favorevole per il mercato azionario nel periodo attuale.
Le serie storiche evidenziano infatti una prevalenza di settimane positive, suggerendo una maggiore probabilità di prosecuzione del trend rispetto a un’inversione immediata.
Come sempre, si tratta di un’indicazione puramente probabilistica e non di un segnale operativo autonomo.
La validità dello scenario stagionale dovrà quindi trovare conferma nell’evoluzione della struttura tecnica e della microstruttura del mercato nelle prossime sedute.
Scenario operativo
Le evidenze attualmente disponibili non delineano ancora uno scenario direzionale definitivo.
La stagionalità continua a suggerire un contesto favorevole al comparto azionario, mentre la struttura tecnica dell’S&P 500 resta inserita in una fase di consolidamento che, finora, non ha prodotto segnali di breakout né al rialzo né al ribasso.
In questo contesto, il principale elemento da monitorare sarà la capacità dell’indice di uscire dall’attuale canale laterale con il supporto di volumi adeguati.
Un breakout convincente rafforzerebbe lo scenario rialzista delineato dai modelli statistici; al contrario, il permanere della congestione o una violazione dei supporti imporrebbero una rivalutazione dello scenario.
Fino a quando il mercato non fornirà indicazioni più chiare, appare opportuno mantenere un approccio operativo disciplinato, evitando di anticipare movimenti che non abbiano ancora trovato conferma nei prezzi.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 20 al 24 luglio 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Dai dati macro alle trimestrali: il mercato sposta il focus sugli utili societari
Dopo una settimana dominata da un calendario macroeconomico particolarmente intenso, l’attenzione degli investitori si sposta progressivamente sulla earning season, che entra nel vivo con numerose società di primo piano appartenenti ai settori finanziario, industriale, tecnologico ed energetico.
L’inizio della settimana sarà privo di dati macro di rilievo, lasciando spazio alle prime trimestrali.
Martedì riflettori puntati su Charles Schwab, D.R. Horton, Halliburton e Interactive Brokers, risultati che offriranno indicazioni importanti sullo stato di salute dei servizi finanziari, del mercato immobiliare e del comparto energetico.
Mercoledì il principale appuntamento macro sarà rappresentato dal dato sui mutui trentennali, utile per monitorare l’evoluzione delle condizioni finanziarie, mentre giovedì saranno pubblicate le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, uno degli indicatori più seguiti per valutare la tenuta del mercato del lavoro statunitense.
La stessa giornata concentrerà anche numerose trimestrali di grande interesse, tra cui RTX, Blackstone, Nasdaq, STMicroelectronics, Freeport-McMoRan, Intel, SAP, Deckers Outdoor e Summit Therapeutics, offrendo numerose opportunità per il nostro approccio di Earning Trading.
La settimana si concluderà con i PMI Flash di luglio e le vendite di nuove abitazioni, dati che contribuiranno ad aggiornare il quadro sulla crescita economica e sulla domanda interna.
Pur in presenza di un calendario macro meno ricco rispetto all’ottava appena conclusa, questi indicatori potrebbero comunque influenzare il sentiment degli operatori in una fase in cui saranno soprattutto gli utili societari a guidare l’andamento dei mercati.
Dati macro principali
Non ci sono dati rilevanti in programma
Top picks per Earning Trading
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Non ci sono dati rilevanti in programma
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
The Charles Schwab Corporation (SCHW)
D.R. Horton (DHI)
Halliburton Company (HAL)
Dopo la chiusura del mercato
Interactive Brokers (IBKR)
EQT Corporation (EQT)
Annaly Capital Management (NLY)
Dati macro principali
Tasso dei mutui trentennali al 17 luglio
Dato precedente 6.65% | Range degli ultimi 12 mesi 6.09%-6.98%
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
PulteGroup (PHM)
Dopo la chiusura del mercato
Service Now (NOW)
Kinder Morgan (KMI)
Southwest Airlines (LUV)
Dati macro principali
Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione iniziali al 18 luglio
Dato precedente 208K | Consensus 212K | Previsione 210K
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
RTX Corporation (RTX)
Blackstone (BX)
Freeport-McMoRan (FCX)
Nokia Oyj (NOK)
STMicroelectronics (STM)
Nasdaq Inc. (NDAQ)
Teck Resources Limited (TECK)
Tractor Supply Company (TSCO)
Harley-Davidson (HOG)
Dopo la chiusura del mercato
Intel Corporation (INTC)
SAP SE (SAP)
Newmont Mining (NEM)
Digital Realty Trust (DLR)
Deckers Outdoor Corporation (DECK)
Summit Therapeutics (SMMT)
Dati macro principali
S&P Global PMI Flash, luglio
Composite
Dato precedente 51.0 | Previsione 51.5
Manifatturiero
Dato precedente 53.9 | Consensus 54.5 | Previsione 53.0
Servizi
Dato precedente 51.2 | Consensus 51.0 | Previsione 51.0
Vendite di nuove case, giugno
Dato precedente 0.58M | Consensus 0.62M | Previsione 0.60M
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
SLB N.V. (SLB)
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri requisiti di filtraggio
Dati macro principali
Ne parliamo nel prossimo numero!
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Southern Copper Corporation (SCCO)
Il focus settoriale della settimana
Chi guadagna davvero quando i mercati si muovono?
Quando si parla di settore finanziario, il pensiero corre quasi sempre alle grandi banche commerciali.
In realtà, esiste un comparto altrettanto importante, ma spesso meno considerato: quello delle società che forniscono le infrastrutture dei mercati finanziari, come broker, piattaforme di negoziazione, gestori di patrimoni ed exchange.
Proprio questo segmento sarà protagonista della settimana con le trimestrali di Charles Schwab, Interactive Brokers, Nasdaq e Blackstone.
Aziende con modelli di business molto diversi, ma accomunate da un elemento fondamentale: gran parte dei loro ricavi dipende dall’attività dei mercati.
Volumi di negoziazione elevati, maggiore interesse per gli investimenti e una crescita dell’operatività su azioni, ETF e opzioni tendono infatti a favorire broker ed exchange attraverso commissioni, servizi di clearing, market data e gestione patrimoniale.
Allo stesso tempo, un contesto di tassi ancora relativamente elevati continua a sostenere alcune fonti di redditività legate alla liquidità dei clienti.
Per questo motivo le trimestrali del settore rappresentano spesso un utile termometro non solo della salute delle singole aziende, ma anche del livello di partecipazione degli investitori ai mercati finanziari.
Dopo settimane dominate dai dati macroeconomici, gli utili di queste società offriranno indicazioni preziose sull’evoluzione dell’attività finanziaria nella seconda parte dell’anno.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
- XLF – Financial Select Sector SPDR Fund
L’ETF di riferimento per il settore finanziario statunitense. Comprende banche, assicurazioni, società finanziarie e gestori patrimoniali, offrendo un’esposizione ampia ai principali operatori del comparto. - IAI – iShares U.S. Broker-Dealers & Securities Exchanges ETF
ETF più specializzato, focalizzato su broker, investment bank, società di trading ed exchange. Rappresenta uno strumento interessante per seguire l’andamento delle aziende maggiormente esposte ai volumi di negoziazione e all’attività dei mercati.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Nella giornata di venerdì 17 sono scadute le posizioni di luglio della strategia High Probability Naked Put Selling, che segna un nuovo massimo storico e conferma rendimenti molto superiori a quelli previsti.
Questo grazie al lungo lavoro di ampliamento della base dei titoli lavorabili, che ci permette di individuare, ogni mese, operazioni ad alto rendimento e a basso rischio.
Molto bene anche la strategia CFM Cash Flow Mensile, che continua la sua corsa verso nuovi massimi e aumenta il distacco dal benchmark.
È ritornata in zona di profitto anche l’operazione short strangle su IWM, che si trova ora molto vicina al take profit.
In settimana, avremo anche la chiusura delle posizioni aperte con la strategia TCMR.







