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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-08-10 01:09:432026-08-10 01:09:43Strategic Markets Bulletin del 10 agosto 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
La scorsa settimana abbiamo avuto ancora una volta zero segnali in ambito earning trading, ma abbiamo attivato la strategia Short Term Reversal Stock Options, come anticipato nello Strategic Markets Bulletin precedente.
Abbiamo analizzato tre possibili operazioni, sui titoli BIRK, LRN e SSRM.
Per i dettagli della strategia si rimanda alla pagina dedicata.
Il portafoglio delle operazioni in essere è riservato agli abbonati a QuantOptions Academy.
L’equity line al momento non esiste ancora: trattandosi di una strategia sperimentale, non c’è backtest, e quindi nemmeno uno storico In Sample.
Questo non è altro che un ulteriore avvertimento in merito al non seguire in reale le operazioni consigliate, perché non abbiamo una analisi statistica che ci possa dire quanto capitale possa essere necessario allocare a questa specifica strategia per poter stare tranquilli anche in fasi negative.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 6 luglio 2026 in sintesi
Economia resiliente, ma senza accelerare: la Fed resta in attesa mentre emergono i primi segnali di raffreddamento
La settimana macroeconomica restituisce un quadro nel complesso equilibrato, nel quale l’economia statunitense continua a espandersi senza mostrare segnali di recessione imminente, ma evidenzia alcuni primi elementi di moderazione che potrebbero diventare più rilevanti nella seconda parte dell’anno.
Il settore dei servizi, principale motore dell’economia americana, rimane in territorio espansivo con un ISM Services PMI pari a 54.0.
Pur registrando un lieve rallentamento rispetto al mese precedente, l’indice continua a indicare una crescita solida dell’attività economica.
All’interno del report spicca il ritorno in espansione dell’occupazione, mentre le pressioni sui prezzi mostrano un moderato allentamento.
Anche il mercato del lavoro continua a confermare la propria resilienza.
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione scendono a 215 mila, mantenendosi su livelli storicamente contenuti e suggerendo che le imprese continuano a limitare i licenziamenti.
Allo stesso tempo, il dato ADP segnala una crescita dell’occupazione privata ancora positiva, ma meno brillante rispetto ai mesi precedenti, coerente con una graduale normalizzazione del mercato del lavoro.
Le minute del FOMC rappresentano probabilmente l’evento più importante della settimana.
Dai verbali emerge una Federal Reserve ancora fortemente concentrata sul rischio che l’inflazione possa rimanere elevata più a lungo del previsto.
Pur avendo lasciato invariati i tassi a giugno, diversi membri del Comitato ritengono che ulteriori rialzi non possano essere esclusi qualora il processo disinflazionistico dovesse interrompersi.
Il settore immobiliare continua invece a mostrare maggiore debolezza.
Le vendite di case esistenti scendono a 4.09 milioni di unità annualizzate, evidenziando come i tassi ipotecari prossimi al 6.6% continuino a frenare la domanda di abitazioni.
Nel complesso, la settimana rafforza uno scenario ormai consolidato: l’economia americana continua a crescere, ma senza accelerare.
La domanda resta sufficientemente robusta da sostenere l’attività economica, mentre alcuni comparti iniziano a risentire del livello ancora elevato dei tassi di interesse.
In questo contesto, la Federal Reserve mantiene un atteggiamento prudente e continua a subordinare ogni futura decisione all’evoluzione dei dati macroeconomici, lasciando aperta sia l’ipotesi di una pausa prolungata sia quella di un eventuale nuovo irrigidimento della politica monetaria qualora l’inflazione dovesse tornare a sorprendere al rialzo.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 6 luglio
ISM Servizi PMI, giugno
Dato precedente 54.5 | Consensus 54.0 (rivisto da 54.2) | Previsione 54.0 | Dato ufficiale 54.0
L’indice ISM dei servizi scende da 54.5 a 54.0, centrando perfettamente consensus e previsione.
Il dato segnala quindi una moderazione del ritmo di crescita, ma non modifica il quadro generale: il settore terziario statunitense rimane chiaramente in espansione e registra il ventiquattresimo mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti.
La composizione del report restituisce però indicazioni meno lineari rispetto al dato principale.
L’indice relativo all’attività economica arretra da 57.7 a 55.4, mentre i nuovi ordini scendono da 57.3 a 55.1.
Entrambi restano su livelli compatibili con una crescita solida, ma mostrano una perdita di slancio rispetto a maggio.
Il segnale più favorevole arriva dall’occupazione, che risale da 47.9 a 51.2 e torna in area espansiva dopo tre mesi consecutivi di contrazione.
Il dato suggerisce che le imprese dei servizi stanno ricominciando ad aumentare, seppure con prudenza, i livelli occupazionali.
Sul fronte inflazionistico, l’indice dei prezzi pagati scende da 71.3 a 67.7, il livello più basso da febbraio.
La pressione sui costi rimane elevata e diffusa, ma la decelerazione rappresenta un segnale marginalmente rassicurante per la Federal Reserve.
Nel complesso, il report descrive un’economia dei servizi ancora resistente, con domanda in rallentamento ma non debole, occupazione in miglioramento e pressioni inflazionistiche meno intense.
È un quadro coerente con una crescita moderata, ma ancora insufficiente a giustificare un rapido allentamento della politica monetaria.
Per approfondimenti:
Institute for Supply Management
Martedì 7 luglio
Variazione settimanale dell’occupazione secondo ADP
Dato precedente 24.25K (rivisto da 30.75K) | Dato ufficiale 21.0K
L’indicatore settimanale elaborato da ADP mostra una nuova lieve diminuzione dell’occupazione nel settore privato, con 21.0 mila nuovi posti di lavoro, in calo rispetto ai 24.25 mila della settimana precedente (rivisti da 30.75 mila).
Pur trattandosi di un dato su base settimanale, quindi fisiologicamente più volatile rispetto al tradizionale report mensile ADP, il rallentamento conferma una dinamica già emersa negli ultimi rilevamenti: il mercato del lavoro privato continua a creare occupazione, ma a un ritmo decisamente più contenuto rispetto ai mesi precedenti.
Il dato è coerente con un mercato del lavoro che resta solido ma sta progressivamente perdendo slancio.
Le imprese sembrano mantenere un atteggiamento prudente nelle nuove assunzioni, in un contesto caratterizzato da tassi d’interesse ancora elevati, crescita economica moderata e maggiore attenzione ai costi.
Dal punto di vista della Federal Reserve, un raffreddamento graduale dell’occupazione rappresenta uno sviluppo compatibile con l’obiettivo di riportare l’inflazione sotto controllo senza provocare un deterioramento improvviso del mercato del lavoro.
Se questa tendenza dovesse consolidarsi anche nei prossimi mesi, potrebbe contribuire ad attenuare le pressioni salariali, pur lasciando l’economia su un sentiero di crescita ancora positivo.
Per gli investitori, il messaggio resta quindi di normalizzazione, più che di debolezza: la domanda di lavoro rallenta, ma non mostra al momento segnali riconducibili a una fase recessiva.
Per approfondimenti:
ADP Research
Mercoledì 8 luglio
Tasso trentennale dei mutui al 3 luglio 2026
Dato precedente 6.57% | Range delle ultime 52 settimane 6.09%-6.98% | Dato ufficiale 6.58%
Il tasso medio dei mutui trentennali negli Stati Uniti rimane sostanzialmente invariato, passando dal 6.57% al 6.58%.
La variazione è trascurabile e conferma una fase di stabilizzazione dei costi di finanziamento, che da diverse settimane oscillano all’interno di un intervallo ristretto.
Nonostante la recente volatilità dei rendimenti obbligazionari, il mercato dei mutui continua a mostrare una notevole resilienza.
I tassi restano infatti ben al di sopra della media osservata negli anni precedenti alla stretta monetaria della Federal Reserve, ma ancora al di sotto dei massimi annuali del 6.98% registrati negli ultimi dodici mesi.
Per il mercato immobiliare, un livello prossimo al 6.6% continua a rappresentare un freno all’accessibilità delle abitazioni, soprattutto per gli acquirenti al primo ingresso.
Allo stesso tempo, la stabilità dei tassi riduce l’incertezza e consente a famiglie e operatori di pianificare le proprie decisioni con maggiore prevedibilità rispetto alle forti oscillazioni osservate nel biennio precedente.
Dal punto di vista macroeconomico, il dato conferma che le condizioni finanziarie rimangono restrittive, ma non stanno subendo un ulteriore irrigidimento.
L’evoluzione dei mutui nelle prossime settimane continuerà a dipendere soprattutto dall’andamento dei rendimenti dei Treasury e dalle aspettative del mercato riguardo ai futuri interventi della Federal Reserve.
Per approfondimenti:
Freddie Mac
Minute del FOMC – riunione del 16-17 giugno 2026
Le minute del FOMC confermano un orientamento più restrittivo rispetto a quanto lasciava trasparire il comunicato diffuso al termine della riunione di giugno.
Pur avendo mantenuto invariato il tasso sui Fed Funds nell’intervallo 3.50%-3.75%, emerge un Comitato sempre più concentrato sui rischi di un’inflazione persistente.
Il passaggio probabilmente più rilevante riguarda il fatto che alcuni membri ritenevano già giustificato un rialzo dei tassi nella riunione di giugno.
Alla fine è prevalsa la scelta di attendere ulteriori evidenze, ma la discussione evidenzia una crescente disponibilità a intervenire qualora il processo disinflazionistico dovesse interrompersi.
Le minute mostrano inoltre un Comitato diviso in due scenari principali.
La maggioranza continua a ritenere possibile un graduale ritorno dell’inflazione verso il target del 2%, ma molti partecipanti riconoscono che esistono rischi concreti di una permanenza delle pressioni sui prezzi.
Tra i fattori citati figurano le tensioni geopolitiche, i dazi commerciali e la forte domanda legata agli investimenti in intelligenza artificiale, che continua ad alimentare gli investimenti in semiconduttori, infrastrutture energetiche e data center.
Per contro, il mercato del lavoro viene descritto come ancora stabile e compatibile con una crescita economica moderata, elemento che concede alla Federal Reserve un certo margine di manovra senza l’urgenza di sostenere l’economia attraverso tagli dei tassi.
Nel complesso, le minute rafforzano il messaggio già emerso dalla riunione di giugno: la Fed non considera conclusa la lotta all’inflazione e mantiene un approccio fortemente data dependent.
Le future decisioni continueranno a dipendere dall’evoluzione dei dati su inflazione, occupazione e crescita economica, senza alcun percorso prestabilito per la politica monetaria.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Giovedì 9 luglio
Richieste settimanali di sussidi di disoccupazione iniziali al 4 luglio 2026
Dato precedente 217K (rivisto da 215K) | Consensus 218K (rivisto da 219K) | Previsione 220K | Dato ufficiale 215K
Range degli ultimi 12 mesi: 190K-259K
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione scendono a 215 mila, tornando sul livello della settimana precedente dopo la revisione dei dati e risultando inferiori sia al consenso sia alle previsioni degli analisti.
Il dato conferma che il mercato del lavoro statunitense continua a mostrare una notevole solidità.
Nonostante il rallentamento osservato negli ultimi mesi in alcuni indicatori dell’occupazione, il numero di nuovi lavoratori che richiedono il sussidio resta vicino ai minimi del range registrato negli ultimi dodici mesi e ben lontano dai livelli normalmente associati a un deterioramento significativo del ciclo economico.
La stabilità delle richieste suggerisce che le imprese continuano a limitare i licenziamenti, preferendo mantenere la forza lavoro anche in presenza di una crescita economica più moderata.
Questo comportamento riflette sia la persistente difficoltà nel reperire personale qualificato sia l’aspettativa che il rallentamento dell’attività possa rimanere contenuto.
Dal punto di vista della politica monetaria, il dato offre un ulteriore elemento a sostegno dell’approccio prudente della Federal Reserve.
Un mercato del lavoro ancora robusto riduce infatti la necessità di interventi espansivi nel breve termine e lascia alla banca centrale maggiore flessibilità nel mantenere i tassi su livelli restrittivi fino a quando l’inflazione non mostrerà segnali più convincenti di convergenza verso il target del 2%.
Per approfondimenti:
Department of Labor
Vendite di case esistenti, giugno
Dato precedente 4.19M (rivisto da 4.17M) | Consensus 4.20M | Previsione 4.2M (rivista da 4.07M) | Dato ufficiale 4.09M
Le vendite di case esistenti scendono a 4.09 milioni di unità annualizzate, deludendo le aspettative del mercato, che prevedeva un lieve incremento rispetto al mese precedente.
Il calo interrompe il miglioramento osservato a maggio e conferma come il mercato immobiliare statunitense continui a risentire di condizioni finanziarie ancora restrittive.
Il principale fattore di debolezza resta il livello dei tassi ipotecari, che continua a limitare l’accessibilità delle abitazioni, soprattutto per gli acquirenti alla prima esperienza.
A ciò si aggiungono prezzi delle case ancora molto elevati, che mantengono sotto pressione l’accessibilità economica nonostante una graduale ripresa dell’offerta.
Il dato suggerisce che la domanda immobiliare rimane estremamente sensibile anche a modeste variazioni del costo del credito.
Dopo il rimbalzo di maggio, molti potenziali acquirenti sembrano aver rinviato nuovamente le decisioni d’acquisto, in attesa di condizioni di finanziamento più favorevoli.
Dal punto di vista macroeconomico, il settore immobiliare continua quindi a rappresentare uno dei comparti più penalizzati dall’attuale livello dei tassi di interesse.
Tuttavia, la flessione delle compravendite non appare tale da modificare il quadro complessivo dell’economia statunitense, sostenuta da un mercato del lavoro ancora robusto e da consumi relativamente resilienti.
Per la Federal Reserve, il dato costituisce un segnale di raffreddamento della domanda interna, ma difficilmente sarà sufficiente, da solo, a modificare l’attuale orientamento della politica monetaria.
Per approfondimenti:
National Association of Realtors
Venerdì 10 luglio
Nessun dato rilevante a calendario
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
Il quadro della settimana: breakout confermato, ma servono ancora i volumi
La settimana appena conclusa ha confermato lo scenario costruttivo delineato nell’analisi precedente.
La progressiva discesa della volatilità implicita ha rappresentato il fattore determinante per l’uscita dell’S&P 500 dalla fase di congestione che lo accompagnava ormai da metà maggio.
Dopo aver difeso con successo l’area di supporto nella seduta di mercoledì (minimo a 7482.71 punti), l’indice ha ripreso vigore fino a chiudere la settimana sui massimi di periodo a 7575.39 punti, mentre il VIX è sceso fino a 15.03, confermando il ritorno di un contesto favorevole agli asset rischiosi.
L’unico elemento che invita ancora alla prudenza riguarda i volumi di scambio.
Il breakout si è infatti sviluppato con volumi progressivamente in diminuzione, scesi a 4006 miliardi nella seduta di venerdì rispetto ai circa 5 miliardi registrati all’inizio della settimana.
La struttura tecnica migliora sensibilmente, ma un consolidamento accompagnato da volumi crescenti aumenterebbe ulteriormente l’affidabilità del movimento.
VIX: la volatilità torna sotto controllo
Il VIX prosegue la fase di rientro iniziata nelle settimane precedenti, confermando una struttura ormai orientata verso livelli di volatilità più contenuti.
La discesa fino a 15.03 indica una riduzione della domanda di coperture da parte degli investitori istituzionali e riflette un mercato che continua a privilegiare gli asset rischiosi.
Pur non trattandosi di livelli estremamente bassi in termini storici, il movimento rappresenta un deciso miglioramento rispetto alle tensioni osservate nei mesi precedenti.
Dal punto di vista operativo, una volatilità implicita in diminuzione tende a favorire la prosecuzione del trend rialzista, poiché riduce il premio richiesto dal mercato per il rischio e rende meno probabili movimenti improvvisi di natura difensiva.
Finché il VIX rimarrà stabilmente sotto area 16, il quadro tecnico continuerà a favorire i compratori.
S&P 500: superata la congestione, ora il mercato guarda ai massimi
L’S&P 500 compie probabilmente il passo tecnico più importante delle ultime settimane.
Pur non avendo ancora aggiornato formalmente i massimi storici, l’indice ha violato al rialzo la struttura laterale-ribassista sviluppatasi dalla seconda metà di maggio, riportandosi a ridosso dei record assoluti con un massimo intraday di 7579.93 punti.
Dal punto di vista della price action, il mercato esce quindi da una lunga fase di consolidamento e torna a costruire una sequenza di massimi e minimi crescenti.
Questo cambio di struttura rafforza sensibilmente il quadro di breve periodo e riporta il controllo nelle mani dei compratori.
L’ostacolo principale rimane ora rappresentato dalla conferma del breakout.
Una permanenza stabile sopra i livelli appena conquistati, possibilmente accompagnata da un incremento dei volumi, costituirebbe un segnale di forza decisamente più convincente.
Stagionalità: i modelli continuano a favorire il trend
Anche i modelli quantitativi di stagionalità rimangono coerenti con il miglioramento osservato sul grafico.
Le statistiche storiche indicano che il mercato entra in una fase dell’anno generalmente favorevole all’azionario statunitense, con una probabilità storicamente elevata di prosecuzione del movimento rialzista nelle prossime settimane.
Naturalmente la stagionalità, da sola, non rappresenta mai un segnale operativo.
Tuttavia, quando si allinea con un miglioramento della struttura tecnica e con una volatilità implicita in diminuzione, contribuisce ad aumentare la probabilità statistica che il trend possa proseguire.
Sintesi operativa: scenario positivo, ma senza abbassare la guardia
Il quadro tecnico continua a migliorare. La combinazione tra breakout dell’S&P 500, discesa del VIX e stagionalità favorevole crea un contesto che resta costruttivo per l’azionario americano nel breve periodo.
L’unico elemento che merita ancora attenzione riguarda la partecipazione del mercato.
Il breakout si è sviluppato con volumi inferiori rispetto a quelli osservati nelle sedute precedenti e questo suggerisce di evitare facili entusiasmi.
La configurazione tecnica rimane favorevole, ma un’espansione dei volumi nelle prossime sessioni rappresenterebbe la conferma definitiva della forza del movimento.
Fino ad allora, lo scenario resta moderatamente rialzista, con un approccio che privilegia il mantenimento delle posizioni già aperte piuttosto che un incremento aggressivo dell’esposizione.
Questo consente di beneficiare del momentum positivo senza trascurare un principio fondamentale dell’analisi quantitativa: la qualità di un breakout si misura anche dalla partecipazione del mercato.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 13 al 17 luglio 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Inflazione sotto i riflettori, al via la stagione delle trimestrali, con i bancari in prima linea.
La settimana del 13 luglio segna uno dei passaggi più importanti dell’estate per i mercati finanziari.
L’attenzione degli investitori sarà concentrata soprattutto sull’inflazione di giugno, che martedì offrirà nuove indicazioni sulla velocità del processo disinflazionistico e, di conseguenza, sulle prossime mosse della Federal Reserve.
Nella stessa giornata, e nuovamente mercoledì, il presidente della Fed Kevin Warsh sarà chiamato a testimoniare davanti al Congresso, offrendo al mercato ulteriori spunti sulla visione della banca centrale.
Il calendario macro rimane particolarmente ricco anche nella seconda parte della settimana.
Dopo il PPI di mercoledì, giovedì saranno pubblicate le vendite al dettaglio, un indicatore chiave per valutare la tenuta dei consumi americani, insieme all’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia.
Venerdì arriveranno invece i dati sul mercato immobiliare, sulla produzione industriale e sulla fiducia dei consumatori rilevata dall’Università del Michigan, completando un quadro macroeconomico che potrebbe modificare sensibilmente le aspettative sui tassi d’interesse.
Sul fronte dell’Earning Trading, prende ufficialmente il via la stagione delle trimestrali dei grandi gruppi bancari statunitensi.
Tuttavia, nessuno degli istituti finanziari in calendario supera i filtri quantitativi utilizzati dalle nostre strategie.
Nella maggior parte dei casi, infatti, i titoli quotano oltre i 200 dollari, soglia massima prevista dai nostri algoritmi di selezione.
In altri casi manca invece un ulteriore requisito per noi importante: la disponibilità di opzioni settimanali, fondamentali per gestire in modo efficiente eventuali assegnazioni.
Le opportunità operative si concentrano quindi su un numero limitato di società.
Tra i titoli più interessanti figurano Aehr Test Systems (AEHR), Cintas (CTAS), Conagra Brands (CAG), Kinder Morgan (KMI), United Airlines (UAL), Abbott Laboratories (ABT), US Bancorp (USB), Alcoa (AA) e soprattutto Netflix (NFLX), che come di consueto rappresenterà uno degli appuntamenti più seguiti dell’intera stagione delle trimestrali.
Nel complesso, si prospetta una settimana nella quale i dati macroeconomici avranno probabilmente un impatto superiore rispetto agli earnings.
Se l’inflazione dovesse confermare un raffreddamento delle pressioni sui prezzi senza evidenziare segnali di indebolimento dell’economia, il contesto potrebbe continuare a sostenere il sentiment positivo osservato nelle ultime settimane.
Al contrario, eventuali sorprese sull’inflazione o dichiarazioni particolarmente aggressive della Federal Reserve potrebbero riportare volatilità su un mercato che si presenta ai nuovi appuntamenti vicino ai massimi storici.
Dati macro principali
Non ci sono dati di particolare rilievo a calendario
Top picks per Earning Trading
Dopo la chiusura del mercato
Bitmine Immersion Technologies (BMNR)
Dati macro principali
Tasso di inflazione, mese su mese e anno su anno, giugno
Dati Headline
Precedente MoM 0.5% | Consensus -0.1% | Previsione 0.0%
Precedente YoY 4.2% | Previsione 3.9%
Dati Core
Precedente MoM 0.2% | Consensus 0.3% | Previsione 0.2%
Precedente YoY 2.9% | Consensus 2.9% | Previsione 2.9%
Testimonianza del Presidente della Fed Warsh
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Aehr Test Systems (AEHR)
Dati macro principali
PPI mese su mese, giugno
Dati Headline
Precedente 1.1% | Consensus 0.2% | Previsione 0.1%
Dati Core
Precedente 0.4% | Consensus 0.4% | Previsione 0.2%
Indice Manifatturiero di NY Empire State, luglio
Dato precedente 5.7 | Consensus 8.7 | Previsione 6.2
Testimonianza del Presidente della Fed Warsh
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Cintas Corporation (CTAS)
Conagra Brands (CAG)
Dopo la chiusura del mercato
Kinder Morgan (KMI)
United Airlines (UAL)
Dati macro principali
Prezzi al dettaglio, mese su mese, giugno
Dato precedente 0.9% | Consensus 0.3% | Previsione 0.5%
Indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, luglio
Dato precedente 10.2 | Consensus 12.0 | Previsione 11.0
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Abbott Laboratories (ABT)
US Bancorp (USB)
Dopo la chiusura del mercato
Alcoa (AA)
Netflix (NFLX)
Dati macro principali
Permessi di costruire, dato preliminare di giugno
Dato precedente 1.41M | Consensus 1.42M | Previsione 1.40M
Avviamenti di nuove costruzioni, giugno
Dato precedente 1.177M | Consensus 1.33M | Previsione 1.2M
Produzione industriale, mese su mese, giugno
Dato precedente 0.1% | Consensus 0.2% | Previsione 0.4%
Michigan Consumer Sentiment, preliminare di luglio
Dato precedente 49.5 | Consensus 51.0 | Previsione 50.4
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Ne parliamo nel prossimo numero!
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa tutti i nostri criteri di filtraggio
Il focus settoriale della settimana
Banche USA, la stagione delle trimestrali parte dal cuore della finanza
La settimana che inaugura la stagione delle trimestrali vede tradizionalmente protagoniste le grandi banche statunitensi.
Sebbene nessuna rientri questa volta tra i candidati delle nostre strategie di Earning Trading, i risultati del settore saranno comunque fondamentali per valutare lo stato di salute dell’economia americana e le prospettive dei mercati.
I bilanci delle principali banche rappresentano infatti un vero e proprio termometro dell’attività economica.
Oltre alla crescita degli utili, gli investitori guarderanno con particolare attenzione all’andamento del margine di interesse (Net Interest Income), all’evoluzione della domanda di credito, alla qualità dei portafogli prestiti e agli accantonamenti per perdite future.
Un eventuale incremento delle rettifiche su crediti potrebbe infatti segnalare un deterioramento del quadro economico, mentre indicazioni positive sulla domanda di finanziamenti rafforzerebbero la narrativa di un’economia ancora resiliente.
Quest’anno il settore arriva all’appuntamento in una posizione particolarmente interessante.
Dopo il ciclo di rialzi dei tassi degli ultimi anni, le banche continuano a beneficiare di margini ancora elevati, ma iniziano a confrontarsi con una crescita del credito più moderata e con una concorrenza crescente sul fronte della raccolta.
Saranno quindi soprattutto le indicazioni fornite dai management sulle prospettive per la seconda parte dell’anno a determinare la reazione del mercato.
Anche per chi non opera direttamente sugli earnings bancari, i risultati delle principali istituzioni finanziarie rappresentano spesso un importante indicatore anticipatore del sentiment complessivo del mercato.
Trimestrali superiori alle attese tendono infatti a sostenere l’intero comparto finanziario e, più in generale, a rafforzare la fiducia sulla tenuta dell’economia statunitense.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
- SPDR S&P Regional Banking ETF (KRE)
ETF dedicato alle banche regionali statunitensi. È particolarmente sensibile all’andamento dell’attività creditizia domestica e alle aspettative sui tassi d’interesse. Molto liquido e dotato di un mercato delle opzioni tra i più attivi del comparto. - Financial Select Sector SPDR Fund (XLF)
Il principale ETF sul settore finanziario dell’S&P 500. Include le maggiori banche, compagnie assicurative e società di servizi finanziari statunitensi. Offre elevata liquidità, spread contenuti e un mercato delle opzioni estremamente efficiente, risultando uno degli strumenti più utilizzati per assumere esposizione sull’intero comparto finanziario.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Sempre inarrestabile la crescita del portafoglio CFM Cash Flow Mensile, che segna nuovi massimi e allunga il distacco rispetto al benchmark.
Questo venerdì avremo la scadenza delle posizioni High Probability Naked Put Selling di luglio, e a meno di sorprese dell’ultimo minuto dovremmo marcare un nuovo massimo anche nell’equity di questa strategia.
Ritorna in terreno leggermente negativo la posizione su TLT nell’ambito della strategia Triple Class Mean Reversion, che però vede un ottimo profitto teorico sulla posizione su SPY.
Buon profitto teorico anche per lo short strangle su IWM, che per ora non soffre il movimento direzionale dell’ETF sottostante.



