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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-07-19 23:23:022026-07-19 23:23:02Strategic Markets Bulletin del 20 luglio 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Ancora una settimana di inattività per il trading di brevissimo termine in opzioni su azioni.
La penuria di aziende che rilasciano earning in questo periodo rende molto difficile individuare candidati ottimali per il trading basato su questi eventi.
Nel numero precedente, avevamo stilato una lista di candidati interessanti per operazioni “extra”.
Abbiamo monitorato la situazione per tutta la settimana ma i premi delle opzioni settimanali erano troppo risicati per poter affrontare il rischio di potenziali assegnazioni, quindi abbiamo desistito.
Nella settimana entrante, integreremo nell’Academy una nuova strategia sperimentale, denominata STRSO – Short Term Reversal Stock Options.
Si tratta di una strategia che cerca punti di entrata a basso rischio in opzioni su azioni con scadenze da una a quattro settimane, e che ci permetterà di integrare l’earning trading e le altre strategie che compongono il pacchetto di offerta della Testata.
A breve, realizzeremo una pagina dedicata, per illustrare le caratteristiche salienti della strategia e fornire alcune indicazioni operative.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 29 giugno 2026 in sintesi
Mercato del lavoro in frenata, economia ancora resiliente: la Fed entra nella fase più delicata
La settimana macroeconomica del 29 giugno consegna agli investitori un quadro più articolato rispetto a quello osservato negli ultimi mesi.
Da un lato, l’economia americana continua a mostrare una discreta capacità di tenuta; dall’altro, iniziano ad emergere segnali sempre più evidenti di un raffreddamento del mercato del lavoro, proprio mentre la Federal Reserve ribadisce la volontà di mantenere un approccio rigorosamente dipendente dai dati.
I primi indicatori regionali, dal Dallas Fed Manufacturing Index al Chicago PMI, descrivono un settore manifatturiero ancora in espansione ma con un ritmo meno brillante rispetto ai mesi precedenti.
La stessa indicazione arriva dall’ISM Manifatturiero, che pur restando sopra la soglia dei 50 punti evidenzia una moderazione della crescita industriale.
Sul fronte dei consumi, la fiducia rilevata dal Conference Board migliora solo marginalmente e resta inferiore alle aspettative, segnale che le famiglie continuano a beneficiare di un mercato del lavoro ancora favorevole ma mantengono un atteggiamento prudente a causa dei tassi elevati e dell’incertezza economica.
Proprio il mercato del lavoro rappresenta il tema centrale della settimana.
Le JOLTs Job Openings sorprendono ancora una volta al rialzo, indicando che la domanda di lavoro rimane sostenuta.
Tuttavia, il successivo rapporto ADP e soprattutto i Non-Farm Payrolls raccontano una storia diversa: le nuove assunzioni rallentano in modo significativo e la revisione al ribasso del dato del mese precedente rafforza l’idea che il processo di raffreddamento sia già in corso.
Il calo del tasso di disoccupazione al 4.2% evita però di trasformare questa moderazione in un segnale di vera debolezza.
Il mercato del lavoro continua infatti a mantenere caratteristiche di solidità, suggerendo che l’economia stia rallentando senza entrare in una fase recessiva.
In questo contesto si inserisce il primo importante intervento pubblico del nuovo Presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, che conferma una linea estremamente prudente.
Nessuna apertura a un obiettivo di inflazione superiore al 2%, nessuna indicazione preventiva sui tassi e piena centralità dei dati macroeconomici nelle future decisioni di politica monetaria.
Nel complesso, la settimana rafforza l’ipotesi di un’economia statunitense che continua a crescere, ma a un ritmo più contenuto rispetto ai trimestri precedenti.
Per i mercati questo rappresenta un equilibrio delicato: un rallentamento sufficientemente graduale da ridurre le pressioni inflazionistiche, ma non così intenso da compromettere la crescita.
Saranno ora i dati sull’inflazione di luglio a determinare se questo scenario di soft landing potrà realmente consolidarsi.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 29 giugno
Indice manifatturiero della Fed di Dallas, giugno
Dato precedente: 0.4 | Previsione: 2.0 | Dato ufficiale: 0.0
L’indice manifatturiero della Federal Reserve di Dallas resta sostanzialmente fermo, interrompendo il lieve miglioramento osservato nel mese precedente ma senza evidenziare un deterioramento significativo del quadro economico.
Il valore pari a 0.0 si colloca al di sotto delle attese degli analisti, che prevedevano un’accelerazione a 2.0, segnalando un settore manifatturiero del Texas ancora in una fase di stagnazione.
È importante ricordare che questo indicatore misura il sentiment delle imprese manifatturiere del distretto della Fed di Dallas, una delle aree più rilevanti per l’industria energetica e per numerosi comparti ciclici statunitensi.
Un valore prossimo allo zero indica che il numero di aziende che riportano un miglioramento delle condizioni operative è pressoché equivalente a quello delle imprese che segnalano un peggioramento.
Per i mercati il dato ha un impatto limitato, trattandosi di un indicatore regionale.
Tuttavia, contribuisce a rafforzare il quadro emerso nelle ultime settimane: il manifatturiero statunitense continua a mostrare una crescita molto moderata, senza segnali convincenti di una nuova fase espansiva ma anche senza evidenze di una contrazione marcata.
Per la Federal Reserve questo tipo di letture conferma che il settore industriale non rappresenta, almeno per ora, una fonte di particolari pressioni inflazionistiche.
L’attenzione degli investitori resta quindi concentrata soprattutto sui dati nazionali relativi a occupazione, consumi e inflazione, che continuano ad avere un peso decisamente maggiore nelle future decisioni di politica monetaria.
Per approfondimenti:
Federal Reserve Bank of Dallas
Martedì 30 giugno
Chicago PMI, giugno
Dato precedente: 62.7 | Consensus: 58.1 (rivisto da 60.0) | Previsione: 61.0 | Dato ufficiale: 56.7
Il Chicago PMI registra una brusca frenata nel mese di giugno, scendendo a 56.7 dopo il sorprendente balzo a 62.7 del mese precedente.
Il dato risulta inferiore sia al consenso sia alla previsione interna, indicando che l’accelerazione osservata a maggio non trova conferma e che l’attività manifatturiera dell’area di Chicago torna su ritmi di crescita più contenuti.
Nonostante il calo, l’indice rimane ampiamente sopra la soglia dei 50 punti, livello che separa l’espansione dalla contrazione dell’attività economica.
Questo significa che il settore continua a crescere, ma con un’intensità decisamente inferiore rispetto al mese precedente.
La lettura è coerente con il quadro che emerge da altri indicatori regionali pubblicati negli ultimi giorni: l’industria americana continua a espandersi, ma in modo disomogeneo e con una dinamica meno brillante rispetto a quanto sperato dagli operatori.
La forte volatilità mostrata dal Chicago PMI negli ultimi mesi suggerisce inoltre cautela nell’interpretazione del singolo dato, poiché questo indice tende storicamente a registrare oscillazioni più marcate rispetto agli indicatori nazionali come l’ISM manifatturiero.
Dal punto di vista della politica monetaria, il dato non modifica in modo sostanziale lo scenario.
Una manifattura che cresce senza accelerare riduce il rischio di nuove pressioni inflazionistiche provenienti dal comparto produttivo, lasciando alla Federal Reserve il compito di valutare soprattutto l’evoluzione di inflazione, mercato del lavoro e consumi, che restano gli elementi determinanti per le prossime decisioni sui tassi di interesse.
Per approfondimenti:
Institute for Supply Management
JOLTs Job Openings, maggio
Dato precedente: 7.585M (rivisto da 7.618M) | Consensus: 7.30M (rivisto da 7.28M) | Previsione: 7.4M | Dato ufficiale: 7.594M
Le offerte di lavoro negli Stati Uniti sorprendono nuovamente al rialzo.
A maggio il rapporto JOLTs registra 7.594 milioni di posizioni aperte, un valore sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente ma nettamente superiore sia alle attese del mercato sia alla nostra previsione.
Il dato conferma che il mercato del lavoro americano continua a mostrare una notevole capacità di tenuta.
Nonostante i tassi di interesse restino elevati da tempo, le imprese mantengono una domanda di lavoro robusta, segnale che l’attività economica continua a sostenere le esigenze di assunzione.
Per la Federal Reserve questa lettura rappresenta un elemento di attenzione.
Un numero elevato di posti vacanti suggerisce infatti che il mercato del lavoro rimane relativamente teso, condizione che può alimentare pressioni salariali e, indirettamente, contribuire alla persistenza dell’inflazione nei servizi.
Pur essendo inferiore ai picchi registrati negli anni successivi alla pandemia, il livello delle vacancy resta storicamente elevato e indica che il riequilibrio tra domanda e offerta di lavoro procede solo gradualmente.
Per gli investitori il messaggio è chiaro: l’economia statunitense continua a dimostrare una resilienza superiore alle aspettative.
Allo stesso tempo, un mercato del lavoro ancora forte riduce la probabilità che la Federal Reserve possa adottare una politica monetaria significativamente più accomodante nel breve periodo.
L’attenzione si sposta ora sui dati relativi all’occupazione di giugno, che permetteranno di verificare se questa solidità si traduce anche in una crescita sostenuta delle assunzioni e dei salari.
Per approfondimenti:
U.S. Bureau of Labor Statistics
Fiducia dei consumatori secondo CB, giugno
Dato precedente: 90.6 (rivisto da 93.1) | Consensus: 94.7 (rivisto da 94.2) | Previsione: 94.0 | Dato ufficiale: 91.2
La fiducia dei consumatori statunitensi registra un lieve miglioramento nel mese di giugno, salendo a 91.2 dai 90.6 del mese precedente.
Il recupero, tuttavia, è decisamente più contenuto rispetto alle aspettative degli analisti, che prevedevano un ritorno dell’indice ben al di sopra di quota 94.
Il dato suggerisce che le famiglie americane continuano a guardare all’economia con una certa cautela.
Se da un lato il mercato del lavoro rimane solido e sostiene il reddito disponibile, dall’altro persistono fattori di incertezza legati all’elevato livello dei tassi di interesse, al costo della vita e alle aspettative sull’andamento futuro dell’economia.
L’indagine del Conference Board è particolarmente importante perché la fiducia dei consumatori rappresenta uno dei principali indicatori anticipatori della spesa delle famiglie, componente che da sola costituisce circa i due terzi del PIL statunitense.
Una fiducia stabile, ma ancora relativamente contenuta rispetto alle medie storiche, lascia intendere che i consumi potrebbero continuare a crescere, ma senza imprimere una forte accelerazione all’attività economica.
Per la Federal Reserve il dato è sostanzialmente neutrale.
Non segnala un deterioramento della domanda interna, ma neppure evidenzia quell’entusiasmo dei consumatori che potrebbe alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
Nel complesso, la pubblicazione rafforza l’idea di un’economia che continua a espandersi con una crescita moderata, sostenuta dall’occupazione ma frenata dalle condizioni finanziarie ancora restrittive.
Per approfondimenti:
Conference Board
Mercoledì 1 luglio
Discorso del Presidente della FED Warsh
Il primo intervento internazionale di Kevin Warsh da Presidente della Federal Reserve conferma una linea di politica monetaria improntata alla massima prudenza.
Nel suo intervento al forum annuale delle banche centrali di Sintra, il Presidente ribadisce che l’obiettivo di inflazione del 2% resta pienamente invariato e che la Federal Reserve non intende allentare la propria credibilità modificando il target o anticipando un ritorno a una politica monetaria espansiva.
Warsh sottolinea inoltre come i recenti progressi sul fronte dell’inflazione siano incoraggianti, ma non ancora sufficienti per dichiarare conclusa la battaglia contro il caro prezzi.
La banca centrale continuerà quindi a valutare attentamente ogni nuovo dato macroeconomico prima di intervenire sui tassi di interesse.
Uno dei passaggi più significativi del discorso riguarda la comunicazione della Federal Reserve.
Warsh conferma la volontà di limitare il ricorso alla forward guidance, preferendo che siano i dati economici, e non le dichiarazioni dei membri del FOMC, a guidare le aspettative dei mercati.
Questo approccio rende ancora più rilevanti le future pubblicazioni su inflazione, occupazione e consumi, che diventeranno il principale riferimento per valutare le prossime mosse della banca centrale.
Infine, il Presidente ribadisce con decisione il principio di indipendenza della Federal Reserve, sottolineando che le scelte di politica monetaria continueranno a essere prese esclusivamente sulla base delle condizioni economiche, senza condizionamenti di natura politica.
Nel complesso, il messaggio è coerente con quello emerso dopo l’ultima riunione del FOMC: la Fed mantiene un atteggiamento prudente, resta focalizzata sulla stabilità dei prezzi e non intende fornire indicazioni anticipate sull’evoluzione dei tassi di interesse.
Per approfondimenti:
Reuters
ISM Manifatturiero PMI, giugno
Dato precedente: 54.0 | Consensus: 54.0 (rivisto da 53.7) | Previsione: 53.6 | Dato ufficiale: 53.5
L’ISM Manifatturiero registra una lieve flessione nel mese di giugno, scendendo a 53.5 dai 54.0 di maggio.
Il dato risulta leggermente inferiore sia al consenso sia alla nostra previsione, ma continua a collocarsi ben al di sopra della soglia dei 50 punti, confermando che il settore manifatturiero statunitense rimane in una fase di espansione.
La moderata frenata suggerisce che il ritmo di crescita dell’industria sta rallentando dopo il recupero osservato nei mesi precedenti, senza però evidenziare segnali di inversione del ciclo economico.
La domanda continua a sostenere l’attività produttiva, anche se le imprese sembrano adottare un atteggiamento più prudente alla luce di condizioni finanziarie ancora restrittive e di un contesto internazionale caratterizzato da elevata incertezza.
Dal punto di vista della politica monetaria, il dato offre un messaggio rassicurante.
Un comparto manifatturiero che continua a crescere, ma senza accelerare, è coerente con uno scenario di raffreddamento graduale dell’economia, compatibile con l’obiettivo della Federal Reserve di riportare l’inflazione sotto controllo senza compromettere la crescita.
Per gli investitori, la pubblicazione rafforza l’idea di un’economia statunitense ancora resiliente, nella quale l’attività industriale mantiene un andamento positivo pur mostrando un fisiologico rallentamento rispetto ai mesi più dinamici.
L’attenzione del mercato resta ora concentrata sui prossimi dati relativi al mercato del lavoro, chiamati a confermare se questa moderazione si estenda anche agli altri comparti dell’economia.
Per approfondimenti:
Institute for Supply Management
Variazione degli occupati di ADP, giugno
Dato precedente: 122K | Consensus: 113K (rivisto da 118K) | Previsione: 105K | Dato ufficiale: 98K
Il rapporto ADP Employment evidenzia un rallentamento della crescita dell’occupazione nel settore privato statunitense.
A giugno vengono creati 98 mila nuovi posti di lavoro, un dato inferiore sia al consenso degli analisti sia alla nostra previsione, oltre che in calo rispetto ai 122 mila del mese precedente.
La pubblicazione suggerisce che il mercato del lavoro inizia a risentire dell’effetto cumulativo dei tassi di interesse elevati.
Le imprese continuano ad assumere, ma con un ritmo più contenuto rispetto ai mesi precedenti, segnale di una maggiore prudenza nelle decisioni di espansione degli organici.
È importante ricordare che il rapporto ADP non coincide necessariamente con i dati ufficiali del Non-Farm Payrolls pubblicati dal Bureau of Labor Statistics.
Negli ultimi anni la correlazione tra i due indicatori si è dimostrata piuttosto variabile, motivo per cui il mercato tende a considerare il dato ADP soprattutto come un’indicazione preliminare delle condizioni del mercato del lavoro, piuttosto che come un’anticipazione affidabile del dato governativo.
Per la Federal Reserve, una moderazione delle assunzioni rappresenta un elemento coerente con l’obiettivo di raffreddare gradualmente l’economia senza provocare un brusco deterioramento dell’occupazione.
Se questa tendenza dovesse trovare conferma anche nei dati ufficiali, potrebbe rafforzare l’ipotesi di un progressivo riequilibrio del mercato del lavoro, riducendo le pressioni salariali e, di conseguenza, quelle inflazionistiche.
Gli investitori attendono ora il rapporto ufficiale sull’occupazione di giugno, che avrà un peso decisamente maggiore nella valutazione delle prossime decisioni di politica monetaria della Federal Reserve.
Per approfondimenti:
ADP Research
Giovedì 2 luglio
Non Farm Payrolls, giugno
Dato precedente: 129K (rivisto da 172K) | Consensus: 110K (rivisto da 114K) | Previsione: 110K | Dato ufficiale: 57K
Il mercato del lavoro statunitense rallenta bruscamente nel mese di giugno.
I Non-Farm Payrolls mostrano la creazione di appena 57 mila nuovi posti di lavoro, il dato più debole degli ultimi mesi e nettamente inferiore sia alle aspettative del mercato sia alla nostra previsione.
A rendere il quadro ancora più fragile contribuisce la significativa revisione al ribasso del dato di maggio, portato da 172 mila a 129 mila occupati.
La pubblicazione suggerisce che gli effetti della politica monetaria restrittiva iniziano a riflettersi con maggiore evidenza sull’economia reale.
Dopo un lungo periodo caratterizzato da un mercato del lavoro sorprendentemente resiliente, le imprese sembrano adottare un atteggiamento più prudente nelle assunzioni, probabilmente in risposta al rallentamento della domanda e al costo ancora elevato del capitale.
Per la Federal Reserve il dato rappresenta un segnale importante.
Un raffreddamento dell’occupazione riduce il rischio di ulteriori pressioni salariali, elemento considerato cruciale per riportare l’inflazione verso il target del 2%.
Naturalmente, un singolo dato non è sufficiente per modificare l’orientamento della banca centrale, ma questa lettura aumenta l’importanza delle prossime pubblicazioni su inflazione e mercato del lavoro, che dovranno confermare se si tratta dell’inizio di una tendenza oppure di una temporanea debolezza.
Per gli investitori il messaggio è duplice.
Da un lato cresce la probabilità che la Fed possa assumere un atteggiamento meno restrittivo nei prossimi mesi qualora il rallentamento dell’occupazione trovasse conferma; dall’altro, un indebolimento troppo rapido del mercato del lavoro alimenta i timori di un raffreddamento più marcato dell’economia.
La reazione dei mercati dipenderà quindi dall’equilibrio tra il beneficio derivante da una possibile politica monetaria più accomodante e il rischio di una crescita economica meno robusta.
Per approfondimenti:
U.S. Bureau of Labor Statistics
Tasso di disoccupazione, giugno
Dato precedente: 4.3% | Consensus: 4.3% | Previsione: 4.3% | Dato ufficiale: 4.2%
Il tasso di disoccupazione sorprende leggermente al ribasso nel mese di giugno, scendendo al 4.2% dal 4.3% registrato a maggio.
Il dato si colloca al di sotto delle attese del mercato e offre una lettura apparentemente in contrasto con la forte delusione dei Non-Farm Payrolls, che hanno evidenziato una crescita dell’occupazione decisamente inferiore alle aspettative.
Questa divergenza non è insolita, poiché i due indicatori derivano da indagini differenti.
I Non-Farm Payrolls sono calcolati attraverso un’indagine sulle imprese, mentre il tasso di disoccupazione proviene da un’indagine sulle famiglie.
Nel breve periodo le due rilevazioni possono quindi seguire dinamiche diverse, soprattutto in presenza di variazioni della partecipazione alla forza lavoro o di oscillazioni statistiche.
Nel complesso, il dato conferma che il mercato del lavoro statunitense resta ancora solido.
Sebbene il ritmo delle nuove assunzioni mostri segnali di rallentamento, il numero delle persone in cerca di occupazione continua a rimanere relativamente contenuto in termini storici.
Questo suggerisce che il raffreddamento dell’economia, almeno per il momento, non si sta traducendo in un aumento significativo della disoccupazione.
Per la Federal Reserve il quadro resta quindi articolato.
Da un lato, il rallentamento delle assunzioni potrebbe contribuire ad attenuare le pressioni inflazionistiche; dall’altro, un tasso di disoccupazione ancora basso indica che il mercato del lavoro non ha subito un deterioramento tale da giustificare un rapido cambio di orientamento nella politica monetaria.
Nel complesso, i dati di giugno delineano uno scenario di raffreddamento graduale, più che di vera debolezza del mercato del lavoro, lasciando aperta la possibilità che la Fed continui a mantenere un approccio fortemente dipendente dall’evoluzione dei prossimi dati macroeconomici.
Per approfondimenti:
U.S. Bureau of Labor Statistics
Venerdì 3 luglio
Mercati chiusi per festività
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
Verifica dello scenario della scorsa settimana
Nel corso dell’ultima ottava, l’evoluzione della microstruttura di mercato si è sviluppata in linea con lo scenario delineato nella precedente analisi.
Dopo un iniziale arretramento dell’S&P 500 fino a 7354.02 punti, il progressivo calo della volatilità implicita, con il VIX sceso fino a 16.15 punti, ha favorito un miglioramento del sentiment e il riassorbimento delle pressioni ribassiste.
La successiva riduzione del premio al rischio ha sostenuto i flussi di vanna e charm, contribuendo all’estensione del movimento rialzista fino a 7483.24 punti.
In questo contesto, l’approccio prudente suggerito la scorsa settimana si è rivelato coerente con una fase inizialmente incerta, consentendo di attendere la conferma del miglioramento del quadro tecnico prima di incrementare l’esposizione.
Volatilità implicita e mercato delle opzioni
Dal punto di vista della microstruttura del mercato delle opzioni, l’ultima settimana è stata caratterizzata da una marcata riduzione del premio al rischio.
Il VIX ha proseguito il proprio movimento discendente, segnalando un progressivo ridimensionamento della domanda di copertura da parte degli operatori.
Per consolidare un contesto favorevole al proseguimento del trend rialzista sarà però necessario osservare ulteriori segnali di normalizzazione.
In particolare, sarà importante verificare il progressivo appiattimento della skew e una struttura a termine dei futures più regolare.
Solo in questo scenario i flussi di vanna e charm potranno continuare a sostenere il mercato con maggiore continuità.
Quadro tecnico dell’S&P 500
Dal punto di vista tecnico, l’S&P 500 continua a muoversi all’interno di un ampio canale laterale che dura ormai da diverse settimane.
Il recente test della parte inferiore del range aveva fatto emergere il rischio di una correzione più profonda, ma il rapido recupero ha riportato l’indice nella parte alta della congestione.
Il mercato si trova ora in prossimità di un livello tecnico importante.
L’eventuale superamento delle resistenze potrebbe favorire una nuova fase di espansione, mentre un ritorno della volatilità riporterebbe probabilmente l’indice all’interno del range.
In questa fase riteniamo quindi opportuno mantenere un approccio selettivo, evitando di anticipare movimenti che non abbiano ancora trovato conferma nei flussi e nell’azione dei prezzi.
Indicazioni della stagionalità
Sotto il profilo statistico, la stagionalità continua a mostrare un’impostazione favorevole.
I modelli storici indicano infatti una probabilità relativamente elevata di prosecuzione del movimento rialzista anche nella settimana entrante.
Affinché questo scenario trovi conferma sarà tuttavia necessario che la volatilità implicita continui a diminuire.
Un ulteriore calo del VIX favorirebbe infatti la stabilizzazione dei flussi di vanna e charm, creando un contesto tecnico più favorevole alla prosecuzione del trend.
Scenario operativo
Nel complesso, il quadro tecnico resta moderatamente costruttivo.
La combinazione tra una stagionalità favorevole e una volatilità implicita in graduale riduzione continua a sostenere lo scenario rialzista, pur in presenza di un mercato ancora inserito in un’importante fase di consolidamento.
Le prossime sedute saranno decisive per capire se l’S&P 500 riuscirà a uscire definitivamente dal canale laterale che caratterizza gli ultimi mesi.
Una conferma oltre le principali resistenze, accompagnata da una struttura della volatilità ancora favorevole, aumenterebbe la probabilità di un’estensione del movimento verso nuovi massimi.
Fino ad allora, riteniamo opportuno mantenere un approccio disciplinato, lasciando che siano i flussi e la conferma dei livelli tecnici a guidare eventuali incrementi dell’esposizione.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 6 al 10 luglio 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Tra verbali della Fed e primi earning: una settimana di attesa prima della stagione delle trimestrali
La settimana del 6 luglio propone un calendario macroeconomico relativamente contenuto, ma con alcuni appuntamenti che potrebbero contribuire a definire le aspettative degli investitori in vista della seconda metà del mese.
L’attenzione si aprirà lunedì con la pubblicazione dell’ISM Servizi di giugno, uno degli indicatori più importanti per valutare lo stato di salute dell’economia statunitense.
Dopo i recenti segnali di moderazione emersi dal mercato del lavoro, gli operatori cercheranno di capire se anche il settore dei servizi mostri un rallentamento oppure continui a sostenere la crescita.
Mercoledì sarà invece la volta dei verbali dell’ultima riunione del FOMC, dai quali il mercato proverà a ricavare maggiori dettagli sul dibattito interno alla Federal Reserve riguardo a inflazione, crescita e politica monetaria.
Anche se i verbali descrivono una riunione già passata, rappresentano spesso un utile complemento al comunicato ufficiale.
Nella seconda parte della settimana saranno monitorate le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, che continuano a rappresentare uno degli indicatori più tempestivi sullo stato del mercato del lavoro, insieme alle vendite di case esistenti, utili per valutare l’evoluzione del comparto immobiliare in un contesto di tassi ancora elevati.
Sul fronte dell’earning trading, anche questa settimana il numero di opportunità rimane limitato.
I nostri modelli individuano Bitmine Immersion Technologies (BMNR) dopo la chiusura di lunedì e Delta Air Lines (DAL) prima dell’apertura di venerdì come i due titoli di maggiore interesse operativo.
Privo di opzioni settimanali, ma comunque interessante da monitorare, anche Levi Strauss & Co. (LEVI), che comunica gli utili mercoledì dopo la chiusura
Nel complesso, i prossimi giorni dovrebbero offrire soprattutto indicazioni sul quadro macroeconomico e sulla posizione della Federal Reserve, mentre sul fronte societario l’attenzione resta concentrata su pochi appuntamenti selezionati in attesa che la stagione delle trimestrali entri progressivamente nel vivo.
Dati macro principali
ISM Servizi PMI, giugno
Dato precedente 54.5 | Consensus 54.2 | Previsione 54.0
Top picks per Earning Trading
Dopo la chiusura del mercato
Bitmine Immersion Technologies (BMNR)
Dati macro principali
Variazione settimanale dell’occupazione secondo ADP
Dato precedente 30.75K
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Tasso trentennale dei mutui al 3 luglio 2026
Dato precedente 6.57% | Range delle ultime 52 settimane 6.09%-6.98%
Minute del FOMC
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Richieste settimanali di sussidi di disoccupazione iniziali al 4 luglio 2026
Dato precedente 215K | Consensus 219K | Previsione 220K
Range degli ultimi 12 mesi 190K-259K
Vendite di case esistenti, giugno
Dato precedente 4.17M | Consensus 4.20M | Previsione 4.07M
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Non é previsto il rilascio di dati significativi
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Delta Air Lines (DAL)
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Ne parliamo nel prossimo numero!
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Il focus settoriale della settimana
Trasporto aereo: Delta apre la stagione delle trimestrali di un settore chiave
Con la pubblicazione dei risultati di Delta Air Lines (DAL), il settore del trasporto aereo torna al centro dell’attenzione degli investitori.
Pur rappresentando solo uno dei primi appuntamenti della stagione degli earning, i conti della compagnia americana sono spesso osservati con particolare interesse perché offrono indicazioni preziose sull’andamento della domanda di viaggi, sia per turismo sia per lavoro, oltre che sull’evoluzione dei costi operativi.
Negli ultimi anni le compagnie aeree hanno dovuto confrontarsi con un contesto estremamente variabile, caratterizzato da oscillazioni del prezzo del carburante, problemi nella catena di fornitura degli aeromobili, carenza di personale e cambiamenti nelle abitudini dei viaggiatori.
Per questo motivo, le indicazioni fornite dal management di Delta vengono spesso considerate un utile riferimento anche per l’intero comparto.
L’earning di Delta non determinerà da solo la direzione del settore, ma potrebbe fornire le prime indicazioni sulla solidità della domanda nella stagione estiva e sulle prospettive delle principali compagnie aeree per la seconda parte dell’anno.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
- U.S. Global Jets ETF (JETS) è il principale ETF dedicato al trasporto aereo. Investe in compagnie aeree statunitensi e internazionali, oltre a società collegate all’industria dell’aviazione, offrendo un’esposizione diretta all’andamento del comparto.
- Industrial Select Sector SPDR Fund (XLI) offre invece un’esposizione più ampia al settore industriale statunitense. Oltre ai trasporti, comprende aziende attive nei comparti aerospaziale, della difesa, dei macchinari industriali e dei servizi logistici, rappresentando una scelta più diversificata per chi vuole investire nella crescita dell’economia reale.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Ancora un nuovo record settimanale per la strategia CFM Cash Flow Mensile, che mantiene un distacco di circa dodici punti percentuali rispetto al benchmark.
Ancora in lieve profitto teorico la posizione su TLT con la strategia TCMR, nonostante la discesa del sottostante al di sotto dello strike della put venduta.
In lieve gain teorico anche la posizione long call su SPY, sempre nell’ambito della TCMR.
Si difende ancora bene anche lo short strangle scadenza agosto su IWM, in utile teorico a sua volta.
Per il momento è tutto!




