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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-07-19 23:23:022026-07-19 23:23:02Strategic Markets Bulletin del 20 luglio 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Ancora una settimana priva di qualsiasi spunto operativo, a causa della estrema scarsità di aziende importanti in procinto di rilasciare gli earning.
Per la settimana entrante avremo ancora lo stesso problema, dato che le uniche due aziende capaci di superare i nostri filtri di natura fondamentale e di efficienza delle chain – AVAV e NKE – hanno quadri grafici molto poco incoraggianti.
Abbiamo quindi scandagliato il mercato alla ricerca di titoli potenzialmente interessanti anche senza earning in arrivo, e abbiamo stilato un elenco di quelli che monitoreremo alla ricerca di opportunità:
– RKLB
– GPRE
– INMD
– HIMS
– MARA
– NOV
– SBLK
– HPQ
L’unica incognita, fuori dai momenti di earning, è rappresentata dai premi delle opzioni che soddisfano i nostri requisiti probabilistici.
In settimana, comunque, terremo d’occhio i titoli di cui sopra e vi segnaleremo prontamente eventuali occasioni.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 22 giugno 2026 in sintesi
L’economia americana cambia marcia: crescita, consumi e inflazione tengono la Fed in attesa
La settimana macroeconomica restituisce un messaggio chiaro: l’economia statunitense continua a sorprendere per resilienza, rendendo sempre più difficile ipotizzare un rapido cambio di rotta della Federal Reserve.
Il dato più significativo arriva dalla revisione finale del PIL del primo trimestre, che sale al 2.1%, ben oltre le attese.
Una crescita di questa entità conferma che la domanda interna rimane il principale motore dell’economia americana e che il rallentamento osservato nei mesi scorsi è stato meno intenso di quanto inizialmente stimato.
Anche gli indicatori congiunturali si muovono nella stessa direzione.
I PMI S&P Global sorprendono positivamente in tutte le componenti, con un manifatturiero che continua a espandersi a ritmi sostenuti e un settore dei servizi che torna a rafforzarsi.
Sul fronte delle imprese, gli ordini di beni durevoli mostrano una flessione dell’indice generale, ma il dato al netto dei trasporti cresce dell’1.3%, oltre il doppio delle attese, segnalando investimenti aziendali ancora solidi.
Le famiglie confermano il proprio ruolo centrale nel sostenere la crescita.
I redditi personali accelerano allo 0.7% e le spese personali aumentano della stessa entità, evidenziando una capacità di consumo che continua a sorprendere nonostante il costo del denaro rimanga elevato.
Anche la fiducia dei consumatori migliora sensibilmente rispetto al mese precedente, pur restando su livelli storicamente contenuti.
L’unica vera nota stonata proviene dal mercato immobiliare, dove le vendite di nuove abitazioni scendono a 0.58 milioni, deludendo le aspettative e confermando che il settore residenziale resta quello maggiormente penalizzato dai tassi ipotecari elevati.
Sul fronte dell’inflazione, il Core PCE si mantiene allo 0.3% su base mensile e il dato del mese precedente viene rivisto al rialzo.
È un’ulteriore conferma che il processo disinflazionistico procede, ma con una lentezza che continua a richiedere prudenza.
Nel complesso, i dati pubblicati questa settimana rafforzano uno scenario di crescita ancora robusta, consumi solidi e inflazione persistente.
Una combinazione che rende sempre meno probabile un allentamento imminente della politica monetaria e che lascia la Federal Reserve nella posizione di poter attendere ulteriori evidenze prima di intervenire sui tassi.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 22 giugno
Nessun dato rilevante a calendario
Martedì 23 giugno
S&P Global PMI Flash, giugno
Composite
Dato precedente 51.5 | Previsione 50.8 | Dato ufficiale 52.2
Manufacturing
Dato precedente 55.1 | Consensus 54.7 | Previsione 54.5 | Dato ufficiale 55.7
Services
Dato precedente 50.7 | Consensus 51.0 | Previsione 50.9 | Dato ufficiale 51.3
I dati S&P Global di giugno restituiscono un quadro migliore delle attese e confermano che l’economia statunitense continua a mostrare una buona capacità di tenuta.
Il Composite PMI sale a 52.2, ben al di sopra della previsione di 50.8, indicando un’accelerazione dell’attività economica rispetto al mese precedente.
Il contributo principale arriva ancora una volta dal settore manifatturiero, il cui indice passa da 55.1 a 55.7, superando sia il consensus sia la nostra previsione.
Il dato suggerisce che la produzione industriale continua a beneficiare di una domanda ancora sostenuta, nonostante un contesto di tassi d’interesse elevati.
Anche il comparto dei servizi sorprende leggermente in positivo, con un indice pari a 51.3 contro una previsione di 50.9.
Pur rimanendo meno dinamico del manifatturiero, il settore continua a espandersi e conferma il proprio ruolo di principale motore dell’economia americana.
Nel complesso, il report rafforza l’idea di un’economia che continua a crescere a un ritmo moderato ma stabile.
Per la Federal Reserve si tratta di un ulteriore elemento a favore della prudenza: un’attività economica che si mantiene solida rende infatti meno urgente un allentamento della politica monetaria e sostiene lo scenario di tassi elevati ancora per qualche tempo.
Per approfondimenti:
S&P Global
Mercoledì 24 giugno
Vendite di nuove case, maggio
Dato precedente 0.626M (rivisto da 0.622M) | Consensus 0.64M | Previsione 0.64M | Dato ufficiale 0.58M
Le vendite di nuove abitazioni registrano una frenata più marcata del previsto e rappresentano uno dei pochi segnali di debolezza emersi questa settimana dall’economia statunitense.
Il dato scende a 0.58 milioni di unità annualizzate, ben al di sotto sia del consensus sia della nostra previsione di 0.64 milioni.
La flessione suggerisce che il mercato immobiliare continua a risentire del livello ancora elevato dei tassi ipotecari, che limitano l’accessibilità economica per molte famiglie e rallentano la domanda di nuove costruzioni.
Nonostante il miglioramento osservato in altri segmenti del comparto immobiliare negli ultimi mesi, il mercato delle abitazioni di nuova costruzione mostra quindi una maggiore sensibilità al costo del credito.
Il dato va tuttavia interpretato con cautela.
Le vendite mensili di nuove case sono tradizionalmente caratterizzate da una volatilità elevata e vengono spesso riviste nei mesi successivi.
Inoltre, il precedente è stato rivisto al rialzo da 0.622 a 0.626 milioni, attenuando in parte il deterioramento osservato nel confronto mensile.
Nel complesso, la pubblicazione introduce un elemento di cautela sul fronte immobiliare, ma non è sufficiente, da sola, a modificare il quadro macroeconomico generale, che continua a essere caratterizzato da una crescita ancora resiliente e da condizioni economiche complessivamente solide.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Giovedì 25 giugno
Core PCE Price Index, mese su mese, maggio
Dato precedente 0.3% (rivisto da 0.2%) | Consensus 0.3% | Previsione 0.2% | Dato ufficiale 0.3%
L’indice Core PCE, la misura dell’inflazione maggiormente osservata dalla Federal Reserve, conferma a maggio una crescita mensile dello 0.3%, in linea con il consensus ma superiore alla nostra previsione dello 0.2%.
A rendere il dato leggermente meno rassicurante contribuisce anche la revisione del mese precedente, portato dallo 0.2% allo 0.3%.
Nel complesso, il report suggerisce che le pressioni inflazionistiche di fondo continuano a mantenersi su livelli ancora superiori a quelli compatibili con un ritorno rapido all’obiettivo del 2%.
Pur non trattandosi di un’accelerazione rispetto al mese precedente, la mancata decelerazione conferma che il processo disinflazionistico procede con lentezza.
Per la Federal Reserve il dato rappresenta un’ulteriore conferma della necessità di mantenere un approccio prudente.
Un’inflazione core che continua a crescere dello 0.3% su base mensile, accompagnata da un’economia ancora resiliente, riduce infatti la pressione per un allentamento della politica monetaria nel breve termine.
Nel contesto dei dati pubblicati questa settimana, il Core PCE rafforza quindi lo scenario di una banca centrale orientata ad attendere ulteriori segnali di raffreddamento prima di valutare eventuali riduzioni dei tassi di interesse.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Ordini di beni durevoli, mese su mese, maggio
Dato precedente 8.5% (rivisto da 7.9%) | Consensus -4.5% (rivisto da -4.7%) | Previsione -4.0% (rivisto da -3.2%) | Dato ufficiale -4.5%
Gli ordini di beni durevoli registrano a maggio una contrazione del 4.5%, in linea con il consensus e leggermente inferiore alla previsione di -4.0%.
Il dato segue però un incremento eccezionalmente elevato del mese precedente, rivisto al rialzo da 7.9% a 8.5%, circostanza che rende il confronto mensile poco rappresentativo del trend di fondo.
La lettura cambia sensibilmente osservando il dato al netto dei trasporti, generalmente considerato un indicatore più affidabile della domanda sottostante.
Gli ordini ex trasporti crescono infatti dell’1.3%, in lieve rallentamento rispetto all’1.4% del mese precedente, ma più che doppi rispetto sia al consensus sia alla previsione, entrambi pari allo 0.6%.
Si tratta di un segnale incoraggiante, che evidenzia una domanda ancora robusta per i beni strumentali e gli investimenti delle imprese.
La forte flessione del dato aggregato è quindi riconducibile soprattutto alla componente dei trasporti, tradizionalmente molto volatile e influenzata dagli ordini di aeromobili commerciali, che possono determinare oscillazioni significative da un mese all’altro.
Nel complesso, il report appare decisamente meno debole di quanto suggerisca il dato headline.
La solidità della componente ex trasporti conferma infatti che il ciclo degli investimenti rimane ben impostato e contribuisce a rafforzare il quadro di un’economia statunitense ancora resiliente.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Crescita del PIL nel primo trimestre, dato finale
Dato precedente 0.5% | Consensus 1.6% | Previsione 1.6% | Dato ufficiale 2.1%
La stima finale del PIL del primo trimestre sorprende nettamente al rialzo e restituisce l’immagine di un’economia statunitense molto più solida di quanto il mercato si aspettasse.
La crescita viene infatti rivista al 2.1%, ben al di sopra sia del consensus sia della previsione, entrambi pari all’1.6%, e in deciso miglioramento rispetto alla precedente stima dello 0.5%.
La revisione suggerisce che i consumi privati e gli investimenti hanno mantenuto una dinamica più favorevole del previsto, compensando gli elementi di debolezza emersi in altri comparti dell’economia.
Il risultato conferma come la domanda interna continui a rappresentare il principale motore della crescita statunitense.
Un dato di questa entità riduce ulteriormente i timori di un rallentamento dell’attività economica e si inserisce in un quadro che, nel corso della settimana, ha visto diversi indicatori sorprendere in positivo, dai PMI agli ordini di beni durevoli al netto dei trasporti.
Per la Federal Reserve si tratta di un elemento che rafforza l’approccio attendista già adottato negli ultimi mesi.
Un’economia che cresce oltre le aspettative, accompagnata da un’inflazione di fondo ancora persistente, rende infatti meno pressante la necessità di un allentamento della politica monetaria nel breve periodo.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Redditi personali, mese su mese, maggio
Dato precedente 0.0% | Consensus 0.4% | Previsione 0.3% | Dato ufficiale 0.7%
I redditi personali accelerano nettamente a maggio, registrando un incremento dello 0.7%, ben superiore sia al consensus dello 0.4% sia alla previsione dello 0.3%.
Dopo la sostanziale stagnazione del mese precedente, il dato segnala un rafforzamento della capacità di spesa delle famiglie americane.
L’aumento dei redditi rappresenta un indicatore importante della tenuta dell’economia, poiché alimenta il potenziale di consumo delle famiglie, principale motore della crescita negli Stati Uniti.
In un mercato del lavoro che continua a mostrare condizioni solide, l’espansione del reddito disponibile contribuisce a sostenere la domanda interna e riduce il rischio di un rallentamento improvviso dell’attività economica.
Allo stesso tempo, una dinamica reddituale così robusta può contribuire a mantenere una certa pressione sui prezzi, soprattutto nel settore dei servizi, dove il costo del lavoro rappresenta una componente rilevante.
Per questo motivo il dato viene osservato con particolare attenzione anche dalla Federal Reserve, che continua a valutare l’equilibrio tra crescita economica e processo di disinflazione.
Nel complesso, la pubblicazione conferma il quadro di un’economia ancora resiliente, con famiglie che dispongono di maggiori risorse finanziarie e che, almeno nel breve termine, continuano a sostenere l’espansione dell’attività economica.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Spese personali, mese su mese, maggio
Dato precedente 0.4% (rivisto da 0.5%) | Consensus 0.6% | Previsione 0.7% | Dato ufficiale 0.7%
Le spese personali accelerano a maggio, crescendo dello 0.7%, in aumento rispetto allo 0.4% del mese precedente e al di sopra del consensus dello 0.6%, centrando la previsione.
Il dato conferma che i consumatori americani continuano a sostenere la domanda interna nonostante un contesto caratterizzato da tassi di interesse ancora elevati.
L’incremento dei consumi è coerente con il forte aumento dei redditi personali, anch’essi pubblicati questa settimana, che hanno registrato una crescita dello 0.7%.
La combinazione tra maggiori entrate e maggiore propensione alla spesa suggerisce che le famiglie dispongono ancora di una buona capacità di assorbire il costo del credito e di mantenere elevati i livelli di consumo.
Dal punto di vista macroeconomico, il dato rappresenta un ulteriore segnale della solidità dell’economia statunitense.
Allo stesso tempo, consumi così dinamici possono contribuire a mantenere vive le pressioni inflazionistiche, soprattutto nei comparti legati ai servizi, rendendo più complesso il percorso di rientro dell’inflazione verso l’obiettivo della Federal Reserve.
Nel complesso, la pubblicazione rafforza il quadro emerso dagli altri indicatori della settimana: la crescita economica continua a poggiare su una domanda interna robusta, elemento che giustifica il mantenimento di un approccio prudente da parte della banca centrale.
Per approfondimenti:
Bureau of Economic Analysis
Venerdì 26 giugno
Michigan Consumer Sentiment Index, dato finale, giugno
Dato precedente 44.8 | Consensus 50.0 (rivisto da 48.9) | Previsione 50.0 (rivisto da 48.9) | Dato ufficiale 49.5
La fiducia dei consumatori statunitensi continua a recuperare terreno nel mese di giugno, con l’indice dell’Università del Michigan che sale a 49.5 dai 44.8 del mese precedente.
Pur attestandosi leggermente al di sotto del consensus e della previsione, entrambi pari a 50.0, il dato conferma il miglioramento del clima di fiducia osservato nelle ultime settimane.
L’incremento dell’indice suggerisce che le famiglie percepiscono un contesto economico meno sfavorevole rispetto ai mesi precedenti.
Il mercato del lavoro ancora solido, la crescita dei redditi e la resilienza dell’economia contribuiscono probabilmente a sostenere il morale dei consumatori, nonostante i tassi di interesse rimangano elevati e l’inflazione non sia ancora pienamente rientrata.
Va inoltre ricordato che il livello assoluto dell’indice resta storicamente contenuto.
Sebbene il recupero sia significativo, la fiducia delle famiglie rimane inferiore ai valori medi registrati negli anni precedenti, segnalando che permane una certa cautela sulle prospettive economiche.
Nel complesso, il dato si inserisce in un quadro coerente con gli altri indicatori pubblicati questa settimana: l’economia statunitense continua a mostrare una buona capacità di tenuta e il miglioramento della fiducia dei consumatori rappresenta un ulteriore elemento a sostegno della domanda interna nei prossimi mesi.
Per approfondimenti:
Surveys of Consumers
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
L’ottava conclusasi il 26 giugno 2026 ha offerto una severa validazione empirica delle fragilità strutturali evidenziate nel precedente outlook, smentendo la stagionalità rialzista bi-fasica a favore di una correzione lineare e costante.
L’S&P 500 ha registrato una contrazione cumulativa dell’1.95%, scivolando da 7500.58 a 7354.02 punti in cinque sedute consecutive di ribasso, confermando che la precedente stabilizzazione era un mero rimbalzo tecnico da short squeeze.
La reattività del comparto derivati si è manifestata con violente fiammate intraday: il VIX, pur mantenendo chiusure giornaliere comprese tra 17.28 e 19.49 punti, ha violato la soglia psicologica dei 20 punti in ben tre sessioni (toccando i massimi di 20.54 martedì, 20.34 mercoledì e stampando il picco di ottava a 20.72 venerdì).
Questa espansione riflessiva della volatilità spot ha confermato le pressioni sul tail risk hedging istituzionale prima di parziali riassorbimenti a fine giornata.
VIX – Struttura della curva e segnali di rischio imminente
Sotto il profilo microstrutturale, la conformazione della curva dei future sul VIX e il posizionamento asimmetrico delle opzioni evidenziano un’architettura precaria che accumula tensioni latenti sul premium pricing.
L’analisi della term structure mostra un progressivo appiattimento dei primi mesi e un irrigidimento della skew curve, come dimostrato dai ripetuti superamenti intraday della quota dei 20 punti nelle sessioni del 23, 24 e 26 giugno.
Storicamente, siffatte anomalie e la persistenza di flussi istituzionali orientati alla copertura costituiscono il terreno fertile per l’innesco, entro una finestra temporale ristretta di 2-3 settimane, di repentine espansioni di Gamma.
La compressione delle chiusure nominali (fissatasi a 18.41 punti venerdì) non deve ingannare: al primo cedimento dei supporti volumetrici del sottostante, il rischio di ricopertura forzata (flussi di vanna e charm) libererà l’energia cinetica latente, ridando centralità al nervosismo della “belva”.
S&P 500 – Divergenze volumetriche e azione dei prezzi
Sotto il profilo macro-strutturale e dell’analisi micro-quantitativa dei flussi, la dinamica espressa dall’S&P 500 palesa una marcata divergenza tra l’azione nominale dei prezzi e l’architettura interna del mercato.
Sebbene l’indice abbia stampato un massimo relativo a inizio giugno, il processo di deterioramento strutturale — avviato il 14 maggio — è rimasto pienamente operativo, sfociando nel drawdown dell’1.95% dell’ultima ottava con la rottura dei livelli di stabilità precedenti.
Considerando l’ipervenduto tecnico di breve periodo dopo cinque sessioni consecutive in rosso, l’apertura della nuova settimana potrebbe configurare le condizioni per un leggero recupero tecnico da ricopertura short (dead cat bounce).
Tuttavia, in assenza di una decisa spinta propulsiva sul Delta complessivo capace di scardinare le resistenze superiori, tale rimbalzo rimarrà confinato nell’alveo di uno scarico tecnico effimero, mantenendo il benchmark intrappolato nelle dinamiche ribassiste.
Stagionalità – Proiezioni cicliche vs regimi di volatilità
Sotto il profilo dei pattern ciclici, l’analisi della stagionalità storica per la prossima ottava proietterebbe teoricamente un setup evolutivo costruttivo e favorevole al rischio (risk-on), caratterizzato da un mercato azionario in crescita e da una volatilità stazionaria.
Nello scenario teorico, la stabilità del VIX e il contestuale sgonfiamento della skew curve dovrebbero agire da cuscinetto monetario, disinnescando le pressioni asimmetriche sui derivati e supportando l’espansione dell’indice.
Tuttavia, l’evidenza empirica dell’ottava appena trascorsa — in cui la stagionalità è stata completamente negata dalla durezza dei flussi reali e dalle fiammate del VIX sopra quota 20 — impone estrema cautela: l’allineamento operativo deve basarsi sulla validazione dei flussi monetari reali sul book e non sulla mera ripetitività dei modelli storici.
Conclusioni operative
Il quadro complessivo delinea una delicata transizione asimmetrica in cui la forza teorica della stagionalità ciclica si scontra frontalmente con l’evidenza distributiva dei flussi reali.
Il cedimento dell’S&P 500 sotto i 7400 punti e le ripetute escursioni intraday del VIX oltre la soglia dei 20 punti confermano la fragilità microstrutturale del comparto derivati.
In questo scenario speculativo complesso, l’allineamento strategico impone il mantenimento della rigorosa neutralità e la preservazione del capitale rispetto alle scommesse direzionali massive.
Il superamento dell’incertezza richiederà il consolidamento volumetrico sui minimi correnti e un definitivo sgonfiamento della skew curve; fino ad allora, la prudenza operativa e il monitoraggio dei flussi di vanna e charm rimangono i soli presidi in grado di garantire l’efficienza reale del portafoglio.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 29 giugno al 3 luglio 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Lavoro sotto i riflettori: una settimana decisiva per capire la prossima mossa della Fed
Dopo una settimana che ha confermato la sorprendente solidità dell’economia statunitense, l’attenzione dei mercati si sposta ora sul mercato del lavoro, vero ago della bilancia per le prossime decisioni della Federal Reserve.
I primi segnali arriveranno già tra lunedì e martedì con l’indice manifatturiero della Fed di Dallas, il Chicago PMI, le offerte di lavoro JOLTs e la fiducia dei consumatori del Conference Board.
Nel complesso, le attese sono orientate verso una moderata normalizzazione dell’attività economica e del mercato del lavoro, senza però indicare un vero deterioramento del quadro macro.
Mercoledì sarà la volta dell’ISM Manifatturiero, chiamato a confermare se il settore industriale continuerà a espandersi dopo i recenti dati positivi dei PMI S&P Global.
Nella stessa giornata saranno pubblicati anche gli occupati ADP, tradizionale anticipatore del report governativo sull’occupazione, mentre il mercato seguirà con attenzione il discorso del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, alla ricerca di indicazioni sul futuro orientamento della politica monetaria.
Il momento più atteso arriverà però giovedì con il Job Report di giugno.
Il consensus prevede un rallentamento delle Non Farm Payrolls a circa 114 mila nuovi occupati, rispetto ai 172 mila del mese precedente, mentre il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4.3%.
Un mercato del lavoro ancora robusto rafforzerebbe ulteriormente lo scenario di tassi elevati più a lungo, mentre segnali di raffreddamento superiori alle attese potrebbero riaprire il dibattito su un futuro allentamento della politica monetaria.
Con inflazione ancora persistente e crescita economica superiore alle aspettative, questa settimana potrebbe fornire gli elementi più importanti delle ultime settimane per valutare se l’economia americana stia finalmente rallentando oppure continui a sorprendere per resilienza.
Dati macro principali
Indice manifatturiero della Fed di Dallas, giugno
Dato precedente 0.4 | Previsione 2.0
Top picks per Earning Trading
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Chicago PMI, giugno
Dato precedente 62.7 | Consensus 60.0 | Previsione 61.0
JOLTs Job Openings, maggio
Dato precedente 7.618M | Consensus 7.28M | Previsione 7.4M
Fiducia dei consumatori secondo CB, giugno
Dato precedente 93.1 | Consensus 94.2 | Previsione 94.0
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Discorso del Presidente della FED Warsh
ISM Manifatturiero PMI, giugno
Dato precedente 54.0 | Consensus 53.7 | Previsione 53.6
Variazione degli occupati di ADP, giugno
Dato precedente 122K | Consensus 118K | Previsione 105K
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Non Farm Payrolls, giugno
Precedente 172K | Consensus 114K | Previsione 110K
Tasso di disoccupazione, giugno
Dato precedente 4.3% | Consensus 4.3% | Previsione 4.3%
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Mercati chiusi per festività (Indipendenza)
Top picks per Earning Trading
Mercati chiusi per festività (Indipendenza)
Dati macro principali
Ne parliamo nel prossimo numero!
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo supera tutti i nostri criteri di filtraggio
Il focus settoriale della settimana
La manifattura americana è davvero ripartita?
Per molti mesi il settore manifatturiero è stato considerato l’anello debole dell’economia statunitense, penalizzato dall’aumento dei tassi di interesse, dal rallentamento della domanda globale e dalla normalizzazione delle scorte dopo il boom post-pandemico.
Negli ultimi mesi, però, il quadro sta iniziando a cambiare.
I dati pubblicati nelle ultime settimane raccontano una storia diversa.
I PMI S&P Global continuano a segnalare un’attività manifatturiera in espansione, mentre gli ordini di beni durevoli, al netto della componente trasporti, mostrano una crescita superiore alle attese.
Se anche l’ISM Manifatturiero confermerà questa tendenza, il mercato potrebbe iniziare a prezzare una ripresa più strutturale del comparto industriale americano.
Un’industria in rafforzamento rappresenta un segnale importante non solo per la crescita economica, ma anche per gli utili aziendali.
Maggiori investimenti in impianti, automazione e tecnologie produttive tendono infatti a favorire numerosi settori, dai macchinari industriali ai componenti elettronici, fino ai produttori di software per l’automazione e la digitalizzazione dei processi.
Resta naturalmente da capire se si tratti dell’inizio di un nuovo ciclo espansivo o soltanto di un rimbalzo temporaneo dopo la debolezza osservata nel 2025.
I dati in uscita questa settimana offriranno indicazioni preziose per rispondere a questa domanda e potrebbero contribuire a orientare le aspettative degli investitori anche sulle prossime decisioni della Federal Reserve.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
- Industrial Select Sector SPDR Fund (XLI) – Replica le principali società industriali dell’S&P 500, con esposizione a conglomerati industriali, macchinari, trasporti e servizi per le imprese. È il principale ETF di riferimento per il settore industriale statunitense.
- Global X Robotics & Artificial Intelligence ETF (BOTZ) – Offre esposizione alle aziende leader nella robotica, nell’automazione industriale e nell’intelligenza artificiale applicata alla produzione, beneficiando dell’aumento degli investimenti in efficienza e innovazione tecnologica.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Nulla di particolarmente rilevante da segnalare in merito alla settimana appena conclusa.
Abbiamo aperto nuove posizioni secondo la strategia High Probability Naked Put Selling, per la scadenza di settembre.
Unico fattore degno di nota: la strategia CMF Cash Flow Mensile continua a macinare nuovi massimi storici, nonostante l’incertezza sui mercati.
Si muove bene anche la posizione su TLT aperta qualche settimana fa nell’ambito della strategia Triple Class Mean Reversion.
Per il momento è tutto!




