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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-07-19 23:23:022026-07-19 23:23:02Strategic Markets Bulletin del 20 luglio 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
In questo periodo non ci sono molte aziende che rilasciano gli earning, il che rende molto difficile trovare occasioni operative in questo senso.
Nella settimana entrante, cercheremo di sfruttare algoritmi di screening di natura diversa, per quanto possa essere difficile trovare opportunità davvero interessanti laddove non c’è volatilità implicita tale da generare premi interessanti sulle opzioni.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 15 giugno 2026 in sintesi
Consumi forti, Fed prudente e manifattura in ripresa: l’economia USA continua a sorprendere
La settimana macroeconomica restituisce l’immagine di un’economia statunitense che continua a crescere, pur mostrando andamenti differenti tra i vari comparti.
Il dato più significativo arriva dalle vendite al dettaglio, che accelerano a 0.9% contro attese pari a 0.5%, confermando che il consumatore americano resta il principale motore della crescita.
In un contesto di tassi ancora elevati, la capacità di spesa delle famiglie continua infatti a sostenere l’attività economica ben oltre quanto previsto dagli analisti.
Sul fronte monetario, la Federal Reserve mantiene invariato il tasso di riferimento al 3.75%, confermando un approccio attendista.
Le nuove proiezioni del FOMC evidenziano una banca centrale ancora focalizzata sull’evoluzione dei dati macroeconomici prima di intraprendere nuove mosse di politica monetaria.
I segnali provenienti dal comparto industriale risultano contrastanti.
La produzione industriale rallenta a 0.1%, mentre l’Empire State Manufacturing Index scende bruscamente a 5.7.
In senso opposto, l’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia rimbalza a 10.3, suggerendo che la debolezza osservata nell’area di New York non sia necessariamente rappresentativa dell’intero settore.
Il quadro immobiliare appare più fragile.
I permessi di costruire restano sostanzialmente stabili, ma gli avviamenti di nuove abitazioni crollano a 1.177 milioni di unità annualizzate, ben al di sotto delle attese.
Anche il NAHB Housing Market Index continua a segnalare un sentiment depresso tra i costruttori.
Nel complesso emerge un’economia che continua a mostrare resilienza, sostenuta dalla forza dei consumi e da un mercato del lavoro ancora solido, mentre i settori più sensibili ai tassi di interesse evidenziano segnali di raffreddamento coerenti con gli obiettivi della politica monetaria della Fed.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 15 giugno
NY Empire State Manufacturing Index, giugno
Precedente 19.6 | Consensus 14 (rivisto da 13.2) | Previsione 12.0 | Dato ufficiale 5.7
L’indice manifatturiero della Federal Reserve di New York registra un netto rallentamento nel mese di giugno, scendendo a 5.7 da 19.6 del mese precedente e risultando ampiamente inferiore alle attese degli analisti.
Pur restando in territorio positivo, e quindi coerente con una fase di espansione dell’attività economica, il dato suggerisce una significativa perdita di slancio del comparto manifatturiero nell’area di New York.
La distanza rispetto al consensus indica inoltre che il raffreddamento è stato più marcato di quanto il mercato si aspettasse.
Il risultato si inserisce in un contesto in cui le imprese continuano a confrontarsi con condizioni finanziarie restrittive e con una domanda che appare meno dinamica rispetto ai mesi precedenti.
Allo stesso tempo, il dato non segnala una contrazione dell’attività, ma piuttosto una crescita più moderata.
Per la Federal Reserve si tratta di un’indicazione che va nella direzione di un graduale riequilibrio dell’economia, anche se un singolo indicatore regionale non è sufficiente per modificare la lettura complessiva di un quadro macroeconomico che continua a mostrare segnali di resilienza in diversi settori.
Per approfondimenti:
Federal Reserve Bank of N.Y.
Produzione industriale, mese su mese, maggio
Precedente 0.9% (rivisto da 0.7%) | Consensus 0.3% (rivisto da 0.2%) | Previsione 0.3% | Dato ufficiale 0.1%
La produzione industriale statunitense continua a crescere nel mese di maggio, ma a un ritmo decisamente più contenuto rispetto ad aprile.
Il dato ufficiale si attesta a 0.1%, al di sotto sia delle attese degli analisti sia del dato precedente, che è stato peraltro rivisto al rialzo a 0.9%.
Il rallentamento suggerisce che il settore industriale stia attraversando una fase di normalizzazione dopo la forte accelerazione osservata nel mese precedente.
Pur non indicando una contrazione dell’attività produttiva, il dato conferma che la crescita del comparto manifatturiero e industriale procede con maggiore cautela.
Dal punto di vista macroeconomico, il risultato contribuisce a rafforzare l’idea di un’economia che continua a espandersi ma con un ritmo meno sostenuto in alcuni segmenti ciclici.
Per la Federal Reserve si tratta di un segnale coerente con l’obiettivo di raffreddare gradualmente la domanda senza provocare un brusco deterioramento dell’attività economica.
La revisione al rialzo del dato di aprile attenua in parte la debolezza della rilevazione di maggio, lasciando emergere un quadro in cui la produzione industriale mantiene comunque una traiettoria di crescita moderata, pur evidenziando una perdita di slancio nel breve termine.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
NAHB Housing Market Index, maggio
Precedente 37 | Consensus 36 (rivisto da 37) | Previsione 36 | Dato ufficiale 35
Il NAHB Housing Market Index, che misura il sentiment dei costruttori di abitazioni negli Stati Uniti, scende a 35 nel mese di giugno, risultando inferiore sia al dato precedente sia alle aspettative del mercato.
La lettura conferma che il settore residenziale continua a operare in un contesto complesso, caratterizzato da tassi ipotecari ancora elevati e da costi di finanziamento che limitano l’accessibilità al mercato immobiliare per una parte della domanda.
Un valore pari a 35 rimane inoltre ben al di sotto della soglia di 50, tradizionalmente associata a una percezione positiva delle condizioni di mercato da parte dei costruttori.
Il dato suggerisce che gli operatori del settore restano prudenti riguardo alle prospettive di vendita nei prossimi mesi, nonostante alcuni recenti segnali di resilienza provenienti da altre aree del comparto immobiliare.
La debolezza dell’indice evidenzia come il mercato delle nuove costruzioni sia ancora uno dei segmenti più sensibili alla politica monetaria restrittiva della Federal Reserve.
Dal punto di vista macroeconomico, la rilevazione rappresenta un elemento di raffreddamento dell’attività economica, coerente con un graduale rallentamento della domanda interna, senza tuttavia indicare un deterioramento improvviso delle condizioni del settore.
Per approfondimenti:
National Association of Home Builders
Martedì 16 giugno
Permessi di costruire, preliminare, maggio
Precedente 1.423M | Consensus 1.42M (rivisto da 1.41M) | Previsione 1.41M | Dato ufficiale 1.413M
I permessi di costruire rilasciati negli Stati Uniti mostrano una lieve flessione nel mese di maggio, attestandosi a 1.413 milioni di unità annualizzate contro 1.423 milioni del mese precedente.
Il dato risulta sostanzialmente in linea con le aspettative del mercato e conferma una fase di stabilizzazione dell’attività edilizia.
Poiché i permessi rappresentano uno degli indicatori più anticipatori del settore immobiliare, la tenuta dei livelli attuali suggerisce che i costruttori continuano a pianificare nuovi progetti nonostante il contesto di tassi di interesse ancora elevati.
L’assenza di un calo significativo indica che la domanda abitativa rimane sufficientemente solida da sostenere nuovi investimenti nel comparto residenziale.
La dinamica osservata nelle ultime rilevazioni evidenzia un mercato immobiliare che procede senza particolari accelerazioni ma che, al tempo stesso, non mostra segnali di deterioramento marcato.
Questo andamento appare coerente con un’economia che continua a crescere a ritmi moderati e con condizioni finanziarie che limitano gli eccessi senza bloccare completamente l’attività.
Nel complesso, il dato fornisce un’indicazione di stabilità per il settore delle costruzioni, confermando una resilienza che continua a sorprendere rispetto alle attese formulate durante le fasi più restrittive della politica monetaria.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Avviamenti di nuove case, maggio
Precedente 1.392M (rivisto da 1.465M) | Consensus 1.43M (rivisto da 1.44M) | Previsione 1.44M | Dato ufficiale 1.177M
Gli avviamenti di nuove abitazioni registrano una brusca frenata nel mese di maggio, scendendo a 1.177 milioni di unità annualizzate rispetto agli 1.392 milioni del mese precedente e collocandosi nettamente al di sotto delle aspettative del mercato.
Il dato rappresenta uno dei segnali più deboli provenienti dal comparto immobiliare negli ultimi mesi e suggerisce che i costruttori stiano adottando un approccio più prudente di fronte a costi di finanziamento ancora elevati e a una domanda che appare meno dinamica rispetto all’inizio dell’anno.
La revisione al ribasso del dato precedente rafforza ulteriormente il messaggio di rallentamento del settore.
La divergenza rispetto ai permessi di costruire pubblicati nella stessa giornata è particolarmente interessante.
Mentre le autorizzazioni restano relativamente stabili, l’effettivo avvio dei cantieri evidenzia una maggiore cautela operativa da parte delle imprese, che potrebbero preferire rinviare l’inizio dei progetti in attesa di condizioni di mercato più favorevoli.
Dal punto di vista macroeconomico, il dato costituisce un chiaro elemento di debolezza per il settore residenziale e suggerisce che l’impatto della politica monetaria restrittiva continua a manifestarsi nelle componenti più sensibili ai tassi di interesse.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Mercoledì 17 giugno
Vendite al dettaglio, mese su mese, maggio
Precedente 0.4% (rivisto da 0.5%) | Consensus 0.5% | Previsione 0.6% | Dato ufficiale 0.9%
Le vendite al dettaglio accelerano nel mese di maggio, registrando una crescita dello 0.9% e superando nettamente sia le aspettative del mercato sia il dato del mese precedente.
La rilevazione conferma la notevole solidità dei consumi negli Stati Uniti, un elemento particolarmente importante considerando che la spesa delle famiglie rappresenta la componente principale del PIL americano.
Nonostante tassi di interesse ancora elevati e condizioni finanziarie meno accomodanti rispetto agli anni precedenti, i consumatori continuano a sostenere la crescita economica attraverso livelli di spesa superiori alle attese.
Il dato assume ulteriore rilevanza perché arriva in una settimana caratterizzata da segnali contrastanti provenienti dal settore immobiliare e manifatturiero.
La forza delle vendite al dettaglio suggerisce che la domanda interna rimane un importante fattore di supporto per l’economia statunitense e contribuisce a spiegare perché l’attività economica continui a mostrare una buona capacità di tenuta.
Per la Federal Reserve, una dinamica dei consumi così robusta rappresenta un elemento da monitorare attentamente.
Una domanda ancora molto vivace potrebbe infatti rendere più difficile un rapido ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo di lungo termine, soprattutto nei comparti maggiormente legati alla spesa discrezionale delle famiglie.
Per approfondimenti:
U.S. Census
Tassi dei mutui trentennali al 12.06
Dato precedente 6.6% | Range degli ultimi 12 mesi 6.09%-6.93% | Dato ufficiale 6.6%
I tassi medi sui mutui trentennali restano invariati al 6.6%, confermandosi su livelli elevati rispetto agli standard storici ma all’interno dell’intervallo osservato negli ultimi dodici mesi.
La stabilità del dato suggerisce che il mercato immobiliare continua a confrontarsi con condizioni di finanziamento restrittive, senza tuttavia subire un ulteriore deterioramento legato al costo del credito.
Per le famiglie americane, tassi prossimi al 7% continuano a rappresentare un ostacolo significativo all’acquisto di nuove abitazioni, soprattutto nelle fasce di mercato più sensibili all’accessibilità economica.
Allo stesso tempo, il mantenimento dei tassi su questi livelli contribuisce a spiegare alcune delle recenti divergenze osservate nei dati immobiliari.
Se da un lato i permessi di costruire mostrano una sostanziale tenuta, dall’altro gli avviamenti di nuove abitazioni evidenziano una maggiore cautela da parte dei costruttori, che devono confrontarsi con una domanda potenzialmente limitata dal costo dei finanziamenti.
Dal punto di vista macroeconomico, il dato conferma che il settore residenziale continua a operare sotto la pressione di una politica monetaria ancora restrittiva.
Tuttavia, la mancata risalita dei tassi rappresenta un elemento di relativa stabilità per un comparto che negli ultimi anni ha dimostrato una notevole capacità di adattamento.
Per approfondimenti:
Freddie Mac
Decisione della Fed sui tassi di interesse. A seguire, conferenza stampa della Fed e proiezioni del FOMC
Dato precedente 3.75% | Consensus 3.75% | Previsione 3.75% | Dato ufficiale 3.75%
La Federal Reserve lascia invariato il tasso di riferimento al 3.75%, in linea con le aspettative del mercato.
La decisione conferma l’approccio prudente adottato dalla banca centrale in una fase in cui l’economia statunitense continua a mostrare una buona capacità di tenuta, mentre l’inflazione rimane superiore all’obiettivo di lungo termine.
Più che la decisione in sé, ampiamente attesa dagli operatori, l’attenzione dei mercati si concentra sulle nuove proiezioni economiche del Federal Open Market Committee (FOMC) e sulle indicazioni fornite dal presidente della Fed durante la conferenza stampa.
Le stime aggiornate rappresentano infatti uno strumento fondamentale per comprendere come i membri del Comitato valutino l’evoluzione di crescita economica, occupazione e inflazione nei prossimi trimestri.
La scelta di mantenere invariati i tassi suggerisce che la Fed ritenga opportuno attendere ulteriori evidenze prima di modificare l’orientamento della politica monetaria.
I recenti dati macroeconomici mostrano infatti un quadro misto: consumi ancora robusti, mercato del lavoro resiliente e alcuni segnali di moderazione provenienti da manifattura e settore immobiliare.
Nel complesso, il messaggio che emerge è quello di una banca centrale che continua a privilegiare un approccio data dependent, mantenendo aperte tutte le opzioni future senza impegnarsi preventivamente su un percorso specifico dei tassi.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Giovedì 18 giugno
Indice manifatturiero della Fed di Philadelphia
Dato precedente -0.4% | Consensus 10 | Previsione 9 | Dato ufficiale 10.3
L’indice manifatturiero della Federal Reserve di Philadelphia torna decisamente in territorio positivo nel mese di giugno, passando da -0.4 a 10.3 e superando leggermente le aspettative del mercato.
La rilevazione segnala un netto miglioramento delle condizioni operative nel settore manifatturiero dell’area medio-atlantica degli Stati Uniti, una delle regioni industrialmente più rilevanti del Paese.
Dopo la sostanziale stagnazione osservata nel mese precedente, il dato suggerisce una ripresa dell’attività produttiva e della domanda, contribuendo a rafforzare il quadro di resilienza dell’economia americana.
Particolarmente interessante è il contrasto con l’Empire State Manufacturing Index pubblicato a inizio settimana, che aveva mostrato un marcato rallentamento nell’area di New York.
La divergenza tra i due indicatori regionali conferma come l’andamento del comparto manifatturiero continui a presentare differenze significative a livello geografico, rendendo necessario attendere ulteriori dati nazionali per ottenere una valutazione più completa del settore.
Dal punto di vista macroeconomico, il ritorno dell’indice sopra quota 10 rappresenta un segnale di rafforzamento dell’attività industriale e contribuisce a sostenere l’ipotesi di una crescita economica ancora solida, nonostante il contesto di politica monetaria restrittiva e i persistenti fattori di incertezza.
Per approfondimenti:
Philadelphia Fed
Venerdì 19 giugno
Mercati chiusi per festività (Juneteenth)
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
L’analisi microstrutturale dell’ultima ottava evidenzia un’evoluzione dei flussi che ha parzialmente superato le cautele espresse nella previsione, traghettando l’S&P 500 fuori dalla fase di compressione laterale grazie a un progresso complessivo di circa l’1%, culminato a 7500.58 punti.
Quello che appariva come un canale correttivo ad alto rischio distributivo si è tradotto in un consolidamento costruttivo: nonostante il timing abbia registrato una sessione di scarico fisiologico il 17 giugno (-1.21%), la reattività dei supporti volumetrici ha permesso un immediato riassorbimento nella sessione successiva (+1.08%).
Sul fronte della volatilità, la persistente rigidità della skew curve e il presidio del tail risk paventati hanno lasciato spazio a una progressiva distensione del VIX, che si è stabilizzato su livelli compressi; questo allentamento della pressione protettiva istituzionale ha ridotto l’anelasticità del premio, trasformando il contesto di precarietà latente in una temporanea finestra di stabilità operativa che ha mitigato il rischio di logorio nei portafogli.
VIX – Attenzione ai facili entusiasmi
Sotto il profilo microstrutturale, la parziale distensione della volatilità spot non deve indurre a un prematuro allentamento dei presidi di rischio.
Nonostante il VIX registri una temporanea fase di compressione e apparente tregua frazionale, l’architettura profonda del comparto derivati rimane incastrata in una configurazione asimmetrica che, storicamente, precede le più violente espansioni di gamma.
Ci troviamo dinanzi a una dinamica tipica di calma prima della tempesta: la compressione artificiale del premio al rischio e la temporanea capitolazione della volatilità implicita breve creano un effetto di fittizia stabilizzazione nominale.
In realtà, la persistente rigidità della skew curve e il mantenimento dei presidi protettivi di coda (tail risk hedging) da parte degli istituzionali testimoniano come il sistema stia accumulando energia cinetica latente.
Questa compressione dei range operativi, associata a un’elevata anelasticità della volatilità a scendere, solleva il concreto rischio di un improvviso volatility spike.
Al primo cedimento dei supporti volumetrici del sottostante, l’effetto di ricopertura forzata dei venditori di opzioni (attivazione dei flussi di vanna e charm) potrebbe innescare una transizione geometrica del VIX, trasformando l’attuale e fragile stabilità in un repentino shock distributivo e in un vuoto di liquidità sistemico.
S&P 500 – Il contesto è ancora molto incerto
Sotto il profilo macro-strutturale, l’andamento espresso dall’S&P 500 nell’ampio intervallo temporale compreso tra il 14 maggio e il 10 giugno ha chiaramente palesato una latente spinta all’inversione di tendenza, caratterizzata da pressioni distributive e da una progressiva erosione dei supporti volumetrici chiave.
La parziale stabilizzazione registrata esclusivamente nelle ultime sedute della scorsa ottava configura un mero rimbalzo tecnico da ricopertura (short squeeze) e non risulta strutturalmente sufficiente a scongiurare il rischio di una riattivazione della gamba ribassista profonda.
Dal punto di vista della microstruttura dei flussi, permane un’elevata incertezza direzionale: il setup grafico attuale non consente di determinare con assoluta certezza se il recente massimo relativo rappresenti l’apice esaustivo del movimento di controtendenza (dead cat bounce) o se vi sia spazio per ulteriori estensioni frazionali.
In un simile contesto di precarietà dei supporti monetari e di asimmetria del rischio, l’approccio operativo più efficiente impone la massima prudenza.
Diventa imperativo congelare le esposizioni direzionali aggressive e attendere il manifestarsi di solide conferme macrostrutturali — quali il consolidamento dei volumi sui livelli di breakout o una decisa distensione della skew di volatilità — prima di incrementare il delta complessivo di portafoglio.
Stagionalità
Sotto il profilo dei pattern ciclici, l’analisi della stagionalità storica per la prossima ottava suggerisce un setup evolutivo bifasico, supportato da una progressiva compressione del premio al rischio.
La prima parte della settimana potrebbe manifestare una fisiologica pressione in vendita, traducendosi in un drawdown frazionale e in un test dei supporti volumetrici inferiori; tale contrazione temporanea configurerà un mero scarico tecnico, propedeutico all’attivazione dei flussi in acquisto nella seconda metà dell’ottava.
Il successivo riassorbimento della lettera guiderà il benchmark verso un’inversione a U, finalizzata a siglare una chiusura d’ottava in territorio positivo.
Questa dinamica troverà perfetta convergenza nel comparto derivati, dove il VIX è atteso muoversi in un regime di costante e graduale decrescita, confermando la distensione della skew curve e l’assenza di pressioni protettive istituzionali.
Conclusioni operative
Il quadro complessivo delinea una delicata transizione asimmetrica, in cui la forza nominale dell’indice si scontra con la fragilità sotterranea dei derivati.
La divergenza strutturale tra l’espansione rialzista di breve periodo dell’S&P 500 e la latente rigidità del comparto volatilità impone una rigorosa gestione asettica del rischio.
Sebbene la stagionalità storica tracci un sentiero costruttivo nel medio termine (prevedendo una correzione iniziale seguita da un recupero a U), la persistenza delle coperture istituzionali sul tail risk e il posizionamento instabile dei canali monetari non permettono di escludere repentine accelerazioni di Gamma.
In questo scenario speculativo complesso, l’allineamento operativo deve favorire la neutralità e la preservazione del capitale rispetto alle scommesse direzionali massive.
Il superamento dell’incertezza microstrutturale richiederà la validazione dei supporti volumetrici inferiori durante la prossima finestra ciclica; fino a quando tale base monetaria non si sarà consolidata in concomitanza di un definitivo sgonfiamento della skew curve, la prudenza strategica e il monitoraggio dei flussi di vanna e charm rimangono i soli presidi in grado di garantire l’efficienza reale del portafoglio.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 22 al 26 giugno 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Inflazione e consumi sotto la lente: settimana decisiva per valutare la tenuta dell’economia USA
Dopo una settimana dominata dalla riunione della Federal Reserve, l’attenzione degli investitori si sposta su una serie di dati macroeconomici che potrebbero contribuire a definire le aspettative sui prossimi passi della banca centrale.
Il primo appuntamento rilevante è previsto per martedì con gli indici S&P Global PMI Flash di giugno.
Il consensus prevede un lieve rallentamento del comparto manifatturiero e una sostanziale stabilità dei servizi.
Gli operatori cercheranno conferme sulla capacità dell’economia americana di mantenere un ritmo di crescita compatibile con l’attuale livello dei tassi.
Mercoledì sarà la volta delle vendite di nuove case, un indicatore importante per valutare la salute del settore immobiliare dopo i recenti segnali di debolezza emersi dagli avviamenti di nuove abitazioni.
La giornata cruciale sarà però giovedì. Il mercato attende il Core PCE Price Index, la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve.
Un dato in linea o inferiore alle attese potrebbe rafforzare l’idea di una graduale normalizzazione delle pressioni sui prezzi.
Nello stesso giorno arriveranno anche i dati su redditi personali, spese personali, ordini di beni durevoli e la lettura finale del PIL del primo trimestre, offrendo una fotografia estremamente completa dello stato dell’economia statunitense.
La settimana si concluderà con il dato finale sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.
Dopo il forte miglioramento registrato nella lettura preliminare, il mercato cercherà conferme sulla solidità del sentiment delle famiglie.
In assenza di opportunità particolarmente interessanti sul fronte dell’earning trading, l’interesse degli investitori sarà interamente concentrato sul quadro macroeconomico.
La combinazione tra inflazione, consumi e crescita potrebbe infatti fornire indicazioni decisive sulla traiettoria dell’economia americana nella seconda metà del 2026.
Dati macro principali
Non ci sono dati importanti in arrivo
Top picks per Earning Trading
Dopo la chiusura del mercato
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Dati macro principali
S&P Global PMI Flash, giugno
Composite
Dato precedente 51.5 | Previsione 50.8
Manufacturing
Dato precedente 55.1 | Consensus 54.7 | Previsione 54.5
Services
Dato precedente 50.7 | Consensus 51.0 | Previsione 50.9
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
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Dati macro principali
Vendite di nuove case, maggio
Dato precedente 0.622M | Consensus 0.64M | Previsione 0.64M
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
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Dopo la chiusura del mercato
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Dati macro principali
Core PCE Price Index, mese su mese, maggio
Dato precedente 0.2% | Consensus 0.3% | Previsione 0.2%
Ordini di beni durevoli, mese su mese, maggio
Dato precedente 7.9% | Consensus -4.7% | Previsione -3.2%
Crescita del PIL nel primo trimestre, dato finale
Dato precedente 0.5% | Consensus 1.6% | Previsione 1.6%
Redditi personali, mese su mese, maggio
Dato precedente 0.0% | Consensus 0.4% | Previsione 0.3%
Spese personali, mese su mese, maggio
Dato precedente 0.5% | Consensus 0.6% | Previsione 0.7%
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
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Dopo la chiusura del mercato
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Dati macro principali
Michigan Consumer Sentiment Index, dato finale, giugno
Dato precedente 44.8 | Consensus 48.9 | Previsione 48.9
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
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Dopo la chiusura del mercato
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Dati macro principali
Ne parliamo nel prossimo numero!
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa i nostri criteri di filtraggio
Il focus settoriale della settimana
Consumi discrezionali USA: il vero test per la crescita americana
Se c’è un settore che questa settimana merita particolare attenzione, è quello dei consumi discrezionali.
In assenza di appuntamenti rilevanti sul fronte degli utili societari, saranno infatti i dati macroeconomici a guidare il sentiment degli investitori, e gran parte di essi ruota attorno alla capacità di spesa delle famiglie americane.
Giovedì verranno pubblicati i dati su redditi personali, spese personali e Core PCE, l’indicatore dell’inflazione maggiormente monitorato dalla Federal Reserve.
Venerdì arriverà invece la lettura finale dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.
Nel loro insieme, questi indicatori permetteranno di capire se il consumatore statunitense continua a sostenere la crescita economica oppure se iniziano a emergere segnali di rallentamento.
Il tema è particolarmente importante perché i consumi rappresentano circa due terzi dell’economia americana.
Le recenti vendite al dettaglio hanno mostrato una domanda ancora sorprendentemente robusta, contribuendo a mantenere elevata la resilienza dell’economia nonostante il livello dei tassi di interesse.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
- XLY: replica il comparto dei consumi discrezionali dell’S&P 500 e include alcune delle più importanti aziende americane legate alla spesa non essenziale delle famiglie. Il fondo è fortemente influenzato dall’andamento dei grandi nomi dell’e-commerce, dell’automotive, dell’intrattenimento e dei beni di consumo durevoli, risultando uno degli strumenti più utilizzati per monitorare la forza del consumatore statunitense.
- XRT è invece focalizzato sul settore retail e adotta una struttura più equilibrata tra le varie partecipazioni. A differenza di XLY, che è dominato dai colossi a maggiore capitalizzazione, XRT offre una maggiore esposizione a catene di negozi, distributori specializzati e retailer di medie dimensioni, risultando spesso più sensibile ai cambiamenti nelle abitudini di spesa dei consumatori.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Settimana di bilanci, quella appena conclusa, con due strategie che chiudono un nuovo anno completo di operatività:
- la High Probability Naked Put Selling, che chiude il primo anno di operatività Out of Sample, con una performance di tutto rispetto: +12.3%. Nettamente al di sopra delle aspettative basate sul backtest. Del resto, avevamo buone ragioni per attenderci numeri migliori del previsto, dato il grande lavoro fatto per estendere l’efficacia dei segnali e aumentare l’efficienza nell’uso del capitale; qui sotto, trovate sia l’equity In Sample + Out of Sample che quella solo Out of Sample;
- la CFM Cash Flow Mensile, che chiude il quarto anno di operatività su conto simulato, con una performance complessiva del 61.4%, pari ad un 15.35% medio annuo, senza capitalizzazione, in linea con la parte bassa della forchetta previsionale di rendimento; parliamo di saldo in termini di Net Liquidation Value, ossia di valore vero del conto, comprensivo anche dei saldi teorici di tutte le posizioni aperte; aumenta il distacco nei confronti del benchmark.
Nella giornata di giovedì, si è chiusa, con un piccolo profitto (110$), la quindicesima operazione basata sulla strategia STD Short Term Directional S&P500, nata dopo un insolito periodo di inattività per questa strategia, che non era mai stata ferma per così tanto tempo in backtest.
Questo periodo di fermo ha verosimilmente compromesso il risultato annuale, che a questo punto va marcato all’operazione conclusa il giorno 1 aprile 2026, con un saldo complessivo del +5.0%.
Non entusiasmante, ma almeno positivo, pienamente in linea con i risultati del backtest, seppur sotto tono.
Bene, per ora, la posizione di tipo credit put spread aperta su TLT nell’ambito della strategia TCMR Triple Class Mean Reverting.
Si è conclusa anche la terza operazione di tipo short straddle/strangle su IWM, con un loss importante, che ha quasi azzerato i profitti delle prime due operazioni Out of Sample.
Rientra tutto perfettamente nelle logiche di backtest, ovviamente, anche se non fa molto piacere!









