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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-07-19 23:23:022026-07-19 23:23:02Strategic Markets Bulletin del 20 luglio 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Non abbiamo fatto operazioni nella settimana del 8 giugno.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 8 giugno 2026 in sintesi
USA: inflazione ostinata, consumatori più fiduciosi e immobiliare in ripresa
La settimana macroeconomica conferma un tema che domina ormai da mesi il panorama statunitense: l’economia continua a mostrare una notevole resilienza, mentre l’inflazione resta sufficientemente elevata da impedire alla Federal Reserve di dichiarare conclusa la battaglia contro il caro prezzi.
I dati sulla crescita sorprendono ancora una volta in positivo.
Le vendite di case esistenti salgono oltre le attese, segnalando che il mercato immobiliare riesce ad assorbire tassi ipotecari ancora elevati meglio di quanto molti osservatori si aspettino.
Anche il Michigan Consumer Sentiment migliora sensibilmente, suggerendo che le famiglie americane guardano al contesto economico con un livello di fiducia superiore rispetto ai mesi precedenti.
Sul fronte inflazionistico emergono invece segnali contrastanti.
L’inflazione headline accelera al 4.2% su base annua, evidenziando come il processo di disinflazione proceda in modo discontinuo.
Al contrario, l’inflazione core mostra un incremento mensile inferiore alle attese, indicando che le pressioni sottostanti sui prezzi continuano gradualmente a ridursi.
A mantenere alta l’attenzione della banca centrale contribuisce il Producer Price Index (PPI), che rimane ben al di sopra delle aspettative e segnala costi di produzione ancora sostenuti lungo la filiera economica.
Nel complesso, i dati descrivono un’economia che continua a crescere, consumatori che mantengono una buona capacità di spesa e un mercato immobiliare che non cede sotto il peso dei tassi elevati.
Proprio questa forza dell’attività economica rende però più difficile un rapido ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%, lasciando la Federal Reserve in una posizione di prudente attesa.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 8 giugno
Nessun dato rilevante a calendario.
Martedì 9 giugno
Vendite di case esistenti, maggio
Dato precedente: 4.04M (rivisto da 4.02M) | Consensus: 4.07M | Previsione: 4.04M
Dato ufficiale: 4.17M
Le vendite di case esistenti hanno sorpreso positivamente, attestandosi a 4.17 milioni di unità annualizzate contro attese ferme a 4.07 milioni.
Il dato suggerisce che il mercato immobiliare statunitense stia mostrando una capacità di tenuta superiore a quanto molti analisti si aspettassero, nonostante il livello ancora elevato dei tassi sui mutui.
La lettura appare particolarmente interessante perché arriva in una fase in cui il consenso continua a considerare il comparto immobiliare uno dei principali punti di debolezza dell’economia americana.
Al contrario, la crescita delle compravendite indica che la domanda abitativa rimane presente, probabilmente sostenuta da un mercato del lavoro ancora solido e da condizioni finanziarie che, pur restrittive, vengono progressivamente assorbite dagli operatori.
Dal punto di vista macroeconomico si tratta di un dato moderatamente positivo per la crescita economica, poiché il settore immobiliare genera effetti indiretti su consumi, credito e servizi collegati all’abitazione.
Pur non essendo sufficiente per parlare di una vera ripartenza del comparto, il dato contribuisce a rafforzare l’idea di un’economia statunitense che continua a mostrare resilienza nonostante tassi elevati e condizioni monetarie restrittive.
Per approfondimenti:
National Association of Realtors
Mercoledì 10 giugno
Tasso di inflazione Headline, maggio, MoM e YoY
MoM: precedente 0.6% | Consensus 0.5% | Previsione 0.4% | Dato ufficiale 0.5%
YoY: precedente 3.8% | Consensus 4.2% | Previsione 4.0% (rivista da 3.9%) | Dato ufficiale 4.2%
L’inflazione headline di maggio conferma che il percorso verso l’obiettivo del 2% della Federal Reserve rimane tutt’altro che lineare.
Su base mensile, il dato si è attestato allo 0.5%, in rallentamento rispetto al mese precedente ma comunque superiore alle previsioni più ottimistiche del mercato.
Su base annuale, invece, l’indice è accelerato fino al 4.2%, tornando sui livelli attesi dal consenso ma segnando comunque un deciso incremento rispetto al 3.8% di aprile.
Il messaggio principale è che le pressioni inflazionistiche non sono scomparse.
Una parte dell’aumento riflette il confronto con basi statistiche favorevoli dello scorso anno, ma il dato conferma anche che la domanda interna continua a mantenersi sufficientemente robusta da impedire una più rapida discesa dei prezzi.
Per la Federal Reserve si tratta di una lettura che difficilmente potrà essere interpretata come un segnale di allentamento delle tensioni inflazionistiche.
Al contrario, il ritorno dell’inflazione sopra il 4% rafforza l’idea che i tassi potrebbero rimanere elevati più a lungo del previsto, soprattutto in un contesto in cui crescita economica e mercato del lavoro continuano a mostrare una notevole capacità di tenuta.
Per approfondimenti:
US Bureau of Labor Statistics
Tasso di inflazione Core, maggio, MoM e YoY
MoM: precedente 0.4% | Consensus 0.3% | Previsione 0.3% | Dato ufficiale 0.2%
YoY: precedente 2.8% | Consensus 2.9% | Previsione 2.9% (rivista da 2.8%) | Dato ufficiale 2.9%
Se il dato headline ha mostrato una certa riaccelerazione, il quadro offerto dall’inflazione core appare decisamente più equilibrato.
Su base mensile, infatti, l’indice depurato dalle componenti più volatili di energia e alimentari è cresciuto soltanto dello 0.2%, al di sotto sia delle attese degli analisti sia del dato registrato nel mese precedente.
Si tratta di un segnale importante perché la Federal Reserve tende a monitorare con particolare attenzione proprio l’inflazione core, ritenendola una misura più affidabile delle pressioni inflazionistiche sottostanti.
Il rallentamento mensile suggerisce che le dinamiche di fondo dei prezzi continuano a muoversi nella direzione desiderata dalla banca centrale, pur senza offrire ancora garanzie definitive.
Su base annuale, il dato è salito marginalmente al 2.9%, in linea con le aspettative.
L’incremento rispetto al 2.8% precedente appare contenuto e non modifica sostanzialmente il quadro generale, che continua a indicare un’inflazione ancora superiore all’obiettivo del 2%, ma lontana dai livelli di preoccupazione osservati negli anni precedenti.
Nel complesso, il dato core attenua in parte il messaggio più aggressivo proveniente dall’inflazione headline e supporta l’ipotesi di una graduale normalizzazione delle pressioni inflazionistiche, anche se la Federal Reserve avrà probabilmente bisogno di ulteriori conferme prima di modificare in modo significativo il proprio orientamento monetario.
Per approfondimenti:
US Bureau of Labor Statistics
Giovedì 11 giugno
PPI, mese su mese, maggio
Dato precedente: 1.1% (rivisto da 1.4%) | Consensus: 0.7% | Previsione: 0.7% (rivista da 0.3%) | Dato ufficiale: 1.1%
L’indice dei prezzi alla produzione ha rappresentato una delle principali sorprese negative della settimana.
Il dato di maggio si è attestato all’1.1% su base mensile, ben al di sopra delle attese del mercato e perfettamente in linea con il dato del mese precedente, nonostante la revisione al ribasso di quest’ultimo.
La lettura suggerisce che le pressioni inflazionistiche lungo la filiera produttiva restano elevate.
Il PPI misura infatti l’andamento dei prezzi pagati e ricevuti dalle imprese nelle fasi precedenti alla vendita al consumatore finale e viene spesso considerato un indicatore anticipatore delle future dinamiche inflazionistiche.
Particolarmente rilevante è il fatto che il dato abbia superato nettamente sia il consensus sia le previsioni più recenti formulate dagli analisti.
Questo indica che le imprese continuano a confrontarsi con costi di produzione in aumento, una situazione che potrebbe tradursi, almeno in parte, in ulteriori pressioni sui prezzi al consumo nei prossimi mesi.
Dal punto di vista della Federal Reserve, il dato non rappresenta certamente una buona notizia.
Sebbene il rallentamento osservato nell’inflazione core al consumo offra qualche elemento di conforto, un PPI così elevato suggerisce che il processo di disinflazione potrebbe essere più lento e irregolare del previsto, rafforzando la necessità di mantenere un atteggiamento prudente sul fronte della politica monetaria.
Per approfondimenti:
US Bureau of Labor Statistics
Venerdì 12 giugno
Michigan Consumer Sentiment, preliminare, giugno
Dato precedente 44.8 | Previsione 46.0
Dato precedente: 44.8 | Consensus: 46.0 | Previsione: 46.0 | Dato ufficiale: 48.9
L’indice preliminare di fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan ha registrato un netto miglioramento nel mese di giugno, salendo a 48.9 punti dai 44.8 di maggio e superando ampiamente le aspettative del mercato.
Pur rimanendo su livelli storicamente contenuti, il recupero dell’indicatore suggerisce che le famiglie americane stanno iniziando a percepire un contesto economico meno sfavorevole rispetto ai mesi precedenti.
La crescita dell’occupazione, la tenuta dei redditi e la resilienza dell’economia statunitense sembrano continuare a sostenere il sentiment dei consumatori, nonostante il livello ancora elevato dei prezzi e dei tassi di interesse.
Il dato assume particolare rilevanza perché la fiducia dei consumatori rappresenta uno dei principali indicatori anticipatori dell’andamento della spesa privata, componente che da sola costituisce circa il 70% del PIL statunitense.
Un miglioramento del sentiment tende quindi a essere interpretato come un segnale favorevole per la crescita economica dei trimestri successivi.
La lettura di giugno appare inoltre coerente con altri dati pubblicati nelle ultime settimane, che continuano a descrivere un’economia capace di assorbire condizioni finanziarie restrittive senza mostrare evidenti segnali di deterioramento della domanda interna.
Nel complesso, il dato rafforza l’immagine di un consumatore americano ancora prudente, ma decisamente più resiliente di quanto i livelli assoluti dell’indice potrebbero far pensare.
Per approfondimenti:
Surveys of Consumers
Il punto su mercati, volatilità implicita e stagionalità
L’ultima ottava finanziaria ha sancito una transizione microstrutturale speculare alle dinamiche di compressione precedentemente paventate, evidenziando il passaggio da un regime di tail event a una fase di stabilizzazione e consolidamento monetario.
L’indice S&P 500, dopo aver saggiato le resistenze in area 7610 e subìto il violento sell-off descritto, ha avviato una traiettoria di progressivo assorbimento delle pressioni ribassiste, muovendosi all’interno di un canale di lateralizzazione che ha parzialmente ricomposto l’architettura tecnica di breve termine senza inficiare il trend primario.
Parallelamente, il VIX, che aveva registrato un’espansione cinematica eccezionale fino a 21.51 punti a causa delle repentine coperture dei venditori di volatilità (gamma squeeze), ha mostrato un graduale riassorbimento della convessità e una contrazione del premio per il rischio, convergendo verso livelli di equilibrio più sostenibili.
Questo riallineamento dei flussi volumetrici e la contestuale decelerazione della volatilità implicita hanno validato l’approccio di attesa strategica raccomandato, confermando che il temporaneo shock sistemico è stato strutturalmente riassorbito all’interno di una fisiologica dinamica di consolidamento dei supporti monetari, propedeutica alla configurazione di nuovi edge operativi asimmetrici.
VIX – Struttura di rischio e anelasticità del premio
La parziale distensione del VIX registrata nelle ultime due sessioni — speculare al rimbalzo tecnico del mercato azionario dopo la lateralizzazione di inizio ottava — non deve trarre in inganno.
Sotto il profilo microstrutturale, ci troviamo tuttora all’interno di una configurazione asimmetrica altamente rischiosa, dalla quale il sistema non è strutturalmente emerso.
La contrazione dell’indice è risultata infatti fortemente anelastica, evidenziando una discesa meno che proporzionale rispetto al recupero del sottostante.
Questa riluttanza del VIX a capitolare testimonia la persistente rigidità della skew curve e il mantenimento dei presidi protettivi (tail risk hedging) da parte degli istituzionali.
La microstruttura del comparto derivati conserva così un’elevata reattività latente: i supporti monetari non sono ancora consolidati e la stabilità del regime di volatilità rimane precaria, imponendo il massimo rigore nella gestione del rischio.
S&P 500 – Compressione laterale e vulnerabilità strutturale
Sotto il profilo microstrutturale, l’S&P 500 evidenzia una prolungata fase di consolidamento laterale, con i prezzi ancorati ai medesimi livelli monetari di metà maggio e inseriti in un canale correttivo di breve termine da inizio giugno.
Questa apparente stabilità nominale cela in realtà una struttura distributiva ad alto rischio asimmetrico.
La compressione dei range operativi e l’assottigliamento dei supporti volumetrici espongono il mercato a improvvisi vuoti di liquidità e a falsi breakout.
In questo contesto di incertezza direzionale, l’assenza di un piano di trading rigidamente strutturato azzera l’efficienza del capitale, esponendo i portafogli al logorio operativo (churning) o a subire passivamente la prossima espansione di volatilità.
Stagionalità – Bias stagionale di metà giugno
Sotto il profilo dell’analisi ciclica, la prossima ottava si inserisce in una finestra temporale storicamente caratterizzata da un bias stagionale debole, votato a un’incertezza distributiva con moderata inclinazione ribassista.
Questo pattern, tipico delle settimane centrali di giugno, riflette una fisiologica spossatezza dei flussi in acquisto (buying exhaustion) e il riposizionamento tecnico sui derivati.
Attualmente, questa debolezza statistica si innesta su un mercato azionario reduce da livelli elevati e con un VIX ampiamente compresso, amplificando la vulnerabilità della struttura.
La rarefazione della liquidità sul book e l’assenza di momentum direzionale aumentano il rischio di test dei supporti di breve termine, imponendo la massima disciplina operativa e il rinvio di ingressi anticipatari.
Conclusioni operative
Sintesi del quadro intermarket: la convergenza tra l’anelasticità del VIX, la compressione distributiva dell’S&P 500 e l’insorgenza del bias stagionale sfavorevole configura un contesto operativo ad alto rischio asimmetrico, mascherato da una temporanea e fragile stabilità dei prezzi.
L’imperativo strategico per la prossima ottava rigetta qualsiasi logica di anticipazione direzionale o inseguimento dei prezzi (fomo).
Il mancato allineamento tra il recupero azionario e la discesa del premio per il rischio sui derivati suggerisce che la struttura monetaria sottostante è vulnerabile e priva di una solida base volumetrica.
La condotta ottimale impone il rigoroso mantenimento di una postura difensiva e l’astensione dall’operatività impulsiva.
L’obiettivo primario deve essere la preservazione del capitale dal logorio operativo (churning) generato dai falsi segnali intraday.
È necessario attendere che la stagionalità debole sfoghi le pressioni in lettera e che il mercato convalidi aree di supporto strutturali e volumetricamente dense.
Solo allora si verificheranno le condizioni di asimmetria positiva necessarie per implementare nuove posizioni con un reale edge statistico.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 15 al 19 giugno 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Fed sotto i riflettori: una settimana che vale più di cento earnings
La settimana del 15 giugno si presenta come una delle più importanti dell’intero mese sul fronte macroeconomico, nonostante un calendario earnings quasi deserto.
In assenza di opportunità particolarmente interessanti per l’Earning Trading, l’attenzione degli operatori sarà inevitabilmente concentrata sulla Federal Reserve e sui segnali che emergeranno dallo stato di salute dell’economia americana.
I primi indizi arriveranno già lunedì con l’Empire State Manufacturing Index, la produzione industriale e il NAHB Housing Market Index, tre indicatori utili per misurare la tenuta del settore manifatturiero e del mercato immobiliare.
Martedì sarà invece la volta di permessi di costruire e nuove abitazioni avviate, dati che contribuiranno a chiarire se il comparto residenziale stia riuscendo a convivere con tassi dei mutui ancora elevati.
Il momento centrale della settimana sarà però mercoledì.
Le vendite al dettaglio offriranno una fotografia aggiornata della forza del consumatore americano, mentre la riunione della Fed rappresenterà il principale catalizzatore per azioni, obbligazioni e dollaro.
Il mercato non si aspetta modifiche ai tassi, ma saranno le nuove proiezioni economiche del FOMC e soprattutto le parole di Kevin Warsh a determinare eventuali cambiamenti nelle aspettative sui futuri movimenti dei tassi..
Giovedì l’attenzione si sposterà sull’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, mentre sul fronte societario l’unico appuntamento realmente degno di nota sarà quello con Accenture (ACN), spesso considerata un indicatore anticipatore della spesa aziendale in consulenza, trasformazione digitale e servizi tecnologici.
Con i mercati chiusi venerdì per il Juneteenth, la sensazione è che l’intera settimana si giochi in poche ore: quelle che separano la pubblicazione delle vendite al dettaglio dalla conferenza stampa della Fed.
In un contesto caratterizzato da pochi spunti societari, saranno ancora una volta macroeconomia e politica monetaria a guidare la direzione dei mercati.
Dati macro principali
NY Empire State Manufacturing Index, giugno
Precedente 19.6 | Consensus 13.2 | Previsione 12.0
Produzione industriale, mese su mese, maggio
Precedente 0.7% | Consensus 0.2% | Previsione 0.3%
NAHB Housing Market Index, maggio
Precedente 37 | Consensus 37 | Previsione 36
Top picks per Earning Trading
Dopo la chiusura del mercato
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Dati macro principali
Permessi di costruire, preliminare, maggio
Precedente 1.423M | Consensus 1.41M | Previsione 1.41M
Avviamenti di nuove case, maggio
Precedente 1.465M | Consensus 1.44M | Previsione 1.44M
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
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Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Vendite al dettaglio, mese su mese, maggio
Precedente 0.5% | Consensus 0.5% | Previsione 0.6%
Tassi dei mutui trentennali al 12.06
Dato precedente 6.6% | Range degli ultimi 12 mesi 6.09%-6.93%
Decisione della Fed sui tassi di interesse. A seguire, conferenza stampa della Fed e proiezioni del FOMC
Dato precedente 3.75% | Consensus 3.75% | Previsione 3.75%
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
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Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Indice manifatturiero della Fed di Philadelphia
Dato precedente -0.4% | Consensus 10 | Previsione 9
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Accenture (ACN)
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Mercati chiusi per festività (Juneteenth)
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa i nostri criteri di filtraggio
Dopo la chiusura del mercato
Nessun titolo soddisfa i nostri criteri di filtraggio
Dati macro principali
Ne parliamo nel prossimo numero!
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa i nostri criteri di filtraggio
Il focus settoriale della settimana
Difesa, spazio e nuovi equilibri geopolitici: il settore che non conosce recessione?
Mentre gli investitori continuano a interrogarsi sull’evoluzione dei tassi d’interesse e sulla tenuta della crescita economica, uno dei settori che catalizza l’attenzione degli operatori è quello della difesa e dell’aerospazio.
La spesa militare globale è in aumento in gran parte delle economie sviluppate e il settore aerospaziale sta beneficiando di una crescente domanda di tecnologie legate alla difesa, ai satelliti e alle infrastrutture spaziali.
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, la prosecuzione del conflitto in Ucraina e l’impegno dei Paesi NATO ad aumentare la spesa militare stanno infatti creando una domanda strutturale per armamenti, sistemi di difesa, tecnologie satellitari e infrastrutture aerospaziali.
A questo quadro si aggiunge la crescente attenzione verso la space economy.
Lo spazio non rappresenta più soltanto una frontiera tecnologica, ma un mercato sempre più strategico per telecomunicazioni, osservazione terrestre, navigazione satellitare e sicurezza nazionale.
L’interesse degli investitori verso le operazioni che coinvolgono SpaceX testimonia come il mercato stia iniziando a considerare l’economia spaziale come un possibile tema di crescita di lungo periodo.
Dal punto di vista operativo, il settore continua a beneficiare di flussi in ingresso sostenuti e di prospettive di crescita relativamente indipendenti dal ciclo economico tradizionale.
Per questo motivo molti gestori stanno aumentando l’esposizione verso aziende attive nella difesa, nell’aerospazio e nei servizi satellitari.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
- ITA – esposizione ai principali contractor della difesa statunitense.
- XAR – approccio più diversificato e maggior peso alle società di medie dimensioni del comparto.
Il tema da seguire nelle prossime settimane sarà capire se il mercato stia prezzando soltanto l’attuale fase geopolitica oppure l’inizio di un ciclo pluriennale di investimenti in difesa e infrastrutture spaziali.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Settimana contrastata per il portafoglio di strategie di Erere.
Procede sempre molto bene la strategia CFM Cash Flow Mensile, che marca un nuovo massimo storico e mantiene un buon distacco dal benchmark.
Alla fine della settimana entrante si concluderà il quarto anno di operatività sul conto test.
Male lo straddle su IWM di giugno, che si appresta ormai ad arrivare a scadenza in perdita, e potrebbe addirittura toccare il livello di stop loss.
Non entusiasma la strategia STD Short Term Directional S&P500, con una posizione aperta in lieve loss.
Venerdì 12 è stata raggiunta la prima finestra temporale di chiusura, ma essendo il trade in negativo, non abbiamo fatto nulla.
Ora si passa alla seconda finestra, che sarà giovedì 18.06.
Benino, invece, la posizione su TLT aperta venerdì 12 giugno con la strategia TCMR Triple Class Mean Reverting, in frazionale guadagno alla chiusura.
Il prossimo giovedì (venerdì i mercati saranno chiusi per festività) avremo anche la scadenza delle posizioni High Probability Naked Put Selling di questo mese.



