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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-06-08 00:25:402026-06-08 00:25:40Strategic Markets Bulletin del 8 giugno 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Settimana abbastanza fiacca, quella appena conclusa.
Avevamo pochi titoli in lista per il nostro consueto earning trading e alla fine solo uno ha superato tutte le nostre barriere: Hims & Hers Health.
Che poi ci ha parecchio deluso, mettendo a segno un -15% circa, completamente contro le nostre aspettative.
Abbiamo discusso diverse short put nel video dedicato, la maggior parte delle quali si sono comunque concluse con profitto.
Soltanto quella più aggressiva ha comportato un esercizio, che può comunque essere gestito agevolmente con la vendita di call coperte, come di consueto.
Qui sotto, il riepilogo delle operazioni discusse nel video di cui sopra, con indicazione del relativo esito.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 11 maggio 2026 in sintesi
USA: inflazione rigida, economia resiliente e Fed sempre più sotto pressione
La settimana macroeconomica del 11 maggio 2026 ha restituito un messaggio piuttosto chiaro: l’economia statunitense continua a rallentare solo gradualmente, ma le pressioni inflattive restano ancora troppo elevate per consentire alla Federal Reserve (Fed) di adottare una linea realmente accomodante nel breve periodo.
Il focus principale è stato naturalmente sull’inflazione. Sia il Consumer Price Index (CPI) sia il Producer Price Index (PPI) hanno sorpreso al rialzo, evidenziando una dinamica dei prezzi ancora problematica, soprattutto nelle componenti più strutturali.
In particolare, il forte incremento del PPI suggerisce che le pressioni sui costi produttivi restano molto elevate e potrebbero continuare a trasmettersi, almeno in parte, anche ai consumatori nei prossimi mesi.
Allo stesso tempo, però, l’economia USA non mostra segnali evidenti di rottura del ciclo.
Le vendite al dettaglio rallentano, ma restano positive; il mercato immobiliare continua a muoversi in una fase di debole stabilizzazione nonostante mutui ancora vicini al 6.5%; il mercato del lavoro perde lentamente tensione, ma senza deterioramenti improvvisi; infine, il forte recupero dell’Empire State Manufacturing Index conferma che alcuni segmenti dell’attività industriale restano sorprendentemente resilienti.
Per i mercati finanziari, il problema diventa quindi sempre più evidente: la crescita rallenta abbastanza da frenare l’entusiasmo macroeconomico, ma non abbastanza da garantire un rapido ritorno dell’inflazione verso il target del 2%.
In altre parole, lo scenario che emerge è quello di una economia ancora solida, ma con condizioni monetarie probabilmente destinate a restare restrittive più a lungo del previsto.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 11 maggio
Vendite di case esistenti (Existing Home Sales), aprile
Precedente 4.01M (rettificato da 3.98M) | Consensus 4.05M | Previsione 4.06M | Dato ufficiale 4.02M
Variazione MoM: precedente -2.9% (rettificato da -3.6%) | Previsione +2.1% | Dato ufficiale 0.2%
Il mercato immobiliare residenziale statunitense continua a muoversi in un contesto di forte rigidità.
Il dato di aprile suggerisce una fase di temporanea stabilizzazione dopo la debolezza del mese precedente, ma senza evidenze concrete di una vera ripartenza della domanda.
Le vendite di case esistenti hanno sostanzialmente deluso le attese del mercato, fermandosi a 4.02 milioni di unità annualizzate contro un consensus di 4.05M, ma il rallentamento è stato molto meno marcato rispetto a quanto si poteva temere dopo il calo di marzo.
Particolarmente importante la revisione del dato precedente: il passaggio da 3.98M a 4.01M e da -3.6% a -2.9% sul dato mensile suggerisce che la frenata del comparto immobiliare fosse stata inizialmente sovrastimata.
Anche il modesto +0.2% MoM, pur lontanissimo dal +2.1% previsto, interrompe comunque la dinamica negativa delle ultime rilevazioni.
Il vero problema resta però quello dei tassi ipotecari ancora elevati, che continuano a comprimere l’accessibilità economica per una larga parte degli acquirenti.
In questo contesto, il mercato immobiliare USA appare bloccato in una fase di equilibrio fragile: l’offerta resta relativamente contenuta, evitando un deterioramento violento dei prezzi, ma la domanda fatica a riprendere slancio in modo convincente.
Dal punto di vista macroeconomico, il dato conferma un quadro coerente con un’economia che rallenta gradualmente senza però entrare in una vera fase recessiva.
Per la Federal Reserve (Fed), il settore immobiliare continua quindi a rappresentare un indicatore importante della trasmissione restrittiva della politica monetaria all’economia reale.
Per approfondimenti:
National Association of Realtors
Martedì 12 maggio
Inflazione USA (CPI), aprile – Core e Headline
Core CPI
MoM: precedente 0.2% | Consensus 0.3% (rettificato da 0.4%) | Previsione 0.3% | Dato ufficiale 0.4%
YoY: precedente 2.6% | Consensus 2.7% | Previsione 2.6% | Dato ufficiale 2.8%
Headline CPI
MoM: precedente 0.9% | Consensus 0.6% | Previsione 0.5% | Dato ufficiale 0.6%
YoY: precedente 3.3% | Consensus 3.7% (rettificato da 3.4%) | Previsione 3.6% | Dato ufficiale 3.8%
Il dato sull’inflazione di aprile rappresenta un chiaro elemento di pressione per il mercato e per la Federal Reserve (Fed).
La componente Core, cioè quella depurata da energia e alimentari, ha mostrato una riaccelerazione più marcata delle attese sia su base mensile sia annuale: il +0.4% MoM e il +2.8% YoY indicano infatti che le componenti più strutturali dell’inflazione restano ancora lontane da una dinamica realmente compatibile con il target del 2%.
Anche il dato Headline conferma un quadro ancora problematico.
Il +3.8% annuale supera sia le attese sia il dato precedente, segnalando che la fase di disinflazione osservata nei mesi scorsi sta diventando meno lineare e più instabile.
Sul dato mensile pesa anche il confronto con il +0.9% precedente, ma il +0.6% resta comunque elevato in termini assoluti per una banca centrale che continua a mantenere un’impostazione restrittiva.
L’aspetto più importante, tuttavia, è probabilmente un altro: il mercato si era progressivamente posizionato per uno scenario di raffreddamento inflattivo relativamente ordinato nel corso del 2026.
Un dato di questo tipo rischia invece di riaprire il tema di una Fed costretta a mantenere tassi elevati più a lungo del previsto, soprattutto se nei prossimi mesi dovessero emergere ulteriori segnali di rigidità nei servizi e nel mercato del lavoro.
Per i mercati azionari, il messaggio è quindi potenzialmente delicato: la crescita economica USA continua a rallentare solo gradualmente, ma la discesa dell’inflazione appare ancora troppo lenta per consentire un rapido allentamento delle condizioni monetarie.
Per approfondimenti:
Bureau of Labor Statistics
Mercoledì 13 maggio
Tasso dei mutui trentennali USA, rilevazione dell’8 maggio
Ultimo rilevamento 6.45% | Range a 12 settimane 6.09%-6.57% | Dato ufficiale 6.46%
Il mercato dei mutui statunitensi continua a muoversi su livelli molto elevati in termini storici recenti.
Il tasso medio sui mutui trentennali si mantiene infatti al 6.46%, vicino alla parte alta del range osservato nelle ultime dodici settimane e ben distante dai livelli che avevano sostenuto il boom immobiliare post-2020.
L’elemento più interessante, tuttavia, non è tanto il singolo dato settimanale, quanto la difficoltà del mercato obbligazionario nel consolidare un vero trend di discesa dei rendimenti a lungo termine.
Dopo il temporaneo raffreddamento osservato ad aprile, i tassi ipotecari hanno rapidamente ripreso quota, riflettendo le persistenti incertezze sull’inflazione e sulle future mosse della Federal Reserve (Fed).
Per il settore immobiliare, questo contesto continua a rappresentare un forte vincolo strutturale.
Con tassi stabilmente sopra il 6%, l’accessibilità economica resta particolarmente penalizzante soprattutto per i nuovi acquirenti, comprimendo la domanda e rallentando la fluidità del mercato residenziale.
Va però evidenziato anche un secondo aspetto: nonostante il livello elevato dei mutui, il mercato immobiliare USA non sta mostrando un deterioramento disordinato.
La scarsità relativa di offerta continua infatti a sostenere i prezzi delle abitazioni, impedendo per ora una vera correzione del comparto.
Nel complesso, il dato conferma quindi uno scenario di equilibrio fragile: il mercato immobiliare resiste, ma continua a dipendere in modo molto sensibile dall’evoluzione dell’inflazione e dalla traiettoria futura dei tassi di interesse USA.
Per approfondimenti:
Freddie Mac
Producer Price Index (PPI), aprile – inflazione alla produzione
PPI Headline MoM
Precedente 0.7% (rettificato da 0.5%) | Consensus 0.5% (rettificato da 0.4%) | Previsione 0.4% | Dato ufficiale 1.4%
PPI Core MoM
Precedente 0.2% (rettificato da 0.1%) | Consensus 0.3% | Previsione 0.2% | Dato ufficiale 1.0%
Il dato sui prezzi alla produzione di aprile rappresenta probabilmente una delle principali sorprese inflattive delle ultime settimane.
Sia il PPI headline sia il PPI Core hanno infatti registrato accelerazioni nettamente superiori alle attese, segnalando un ritorno di forti pressioni a monte della filiera produttiva statunitense.
Il +1.4% mensile del dato headline è particolarmente rilevante non soltanto perché supera ampiamente consensus e previsioni, ma anche perché si innesta su una revisione al rialzo del mese precedente.
Ancora più delicato, tuttavia, è il comportamento della componente Core, salita dell’1% MoM contro attese comprese tra 0.2% e 0.3%.
Un dato di questo tipo tende inevitabilmente a riaccendere le preoccupazioni del mercato sulla possibilità che le pressioni inflattive possano tornare a trasferirsi, almeno in parte, anche sui prezzi al consumo nei prossimi mesi.
Non esiste infatti una trasmissione automatica tra PPI e Consumer Price Index (CPI), ma movimenti così ampi nella dinamica dei costi produttivi difficilmente passano inosservati nelle valutazioni della Federal Reserve (Fed).
Dal punto di vista macroeconomico, il quadro che emerge diventa quindi più complesso: l’economia USA continua a mostrare una crescita moderatamente resiliente, ma contemporaneamente l’inflazione sembra faticare a normalizzarsi in modo stabile.
Per i mercati finanziari, questo significa una probabile revisione delle aspettative sui futuri tagli dei tassi, con il rischio di un contesto monetario restrittivo più lungo del previsto.
Per approfondimenti:
Bureau of Labor Statistics
Giovedì 14 maggio
Vendite al dettaglio (Retail Sales), aprile
Precedente 1.6% (rettificato da 1.7%) | Consensus 0.5% (rettificato da 0.6%) | Previsione 0.4% | Dato ufficiale 0.5%
Il dato sulle vendite al dettaglio di aprile conferma un progressivo rallentamento dei consumi statunitensi, ma senza evidenziare per ora un vero deterioramento della domanda interna.
Dopo il forte +1.6% del mese precedente, le Retail Sales si sono allineate al consensus con un incremento dello 0.5% mensile, coerente con uno scenario di normalizzazione della spesa delle famiglie.
L’aspetto più importante è probabilmente proprio questo: il consumatore americano continua a spendere, ma con un ritmo decisamente meno aggressivo rispetto ai mesi precedenti.
Considerando il livello ancora elevato dei tassi di interesse, l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione e il progressivo irrigidimento delle condizioni di credito, un rallentamento dei consumi era ampiamente atteso dal mercato.
Allo stesso tempo, però, il dato non suggerisce un’improvvisa frenata recessiva.
Un +0.5% mensile resta infatti compatibile con un’economia che continua a crescere, seppur in modo più moderato e selettivo.
Questo contribuisce a spiegare perché la Federal Reserve (Fed) continui a trovarsi in una posizione complessa: la crescita rallenta gradualmente, ma non abbastanza da generare un rapido raffreddamento delle pressioni inflattive.
Per i mercati finanziari, il messaggio resta quindi ambiguo.
Da un lato emerge una domanda interna meno espansiva; dall’altro, la resilienza dei consumi continua a ridurre la probabilità di un deterioramento macroeconomico rapido nel breve periodo.
Per approfondimenti:
U.S. Census Bureau
Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione (Initial Jobless Claims), settimana del 9 maggio
Precedente 199K (rettificato da 200K) | Consensus 205K | Previsione 209K | Dato ufficiale 211K
Range ultime 12 settimane: 190K-218K
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione tornano a salire sopra quota 210K, confermando un graduale raffreddamento del mercato del lavoro statunitense.
Il dato di 211K supera sia il consensus sia la rilevazione precedente, pur restando pienamente all’interno del range osservato nelle ultime settimane.
Il messaggio più importante, infatti, non è tanto il singolo incremento settimanale, quanto la progressiva perdita di tensione di un mercato del lavoro che per molti trimestri aveva mostrato una resilienza eccezionale.
Le richieste restano ancora storicamente contenute e incompatibili con uno scenario recessivo imminente, ma il trend appare meno solido rispetto alla seconda metà del 2025.
Va però mantenuta una certa cautela interpretativa.
Le Initial Jobless Claims sono un indicatore ad alta volatilità e possono essere influenzate da fattori temporanei o stagionali.
Per questo motivo, il mercato tende a concentrarsi maggiormente sulla tendenza media di più settimane piuttosto che sul singolo dato isolato.
Dal punto di vista macroeconomico, il quadro continua comunque a essere coerente con un rallentamento ordinato dell’economia USA.
La Federal Reserve (Fed) osserva con particolare attenzione proprio questo equilibrio: un raffreddamento sufficiente a contenere le pressioni salariali e inflattive, ma non tale da generare un deterioramento improvviso dell’occupazione.
Per i mercati finanziari, il dato non modifica radicalmente lo scenario, ma contribuisce a rafforzare l’idea di un’economia ancora resiliente, seppur progressivamente meno dinamica rispetto ai trimestri precedenti.
Per approfondimenti:
U.S. Department of Labor
Venerdì 15 maggio
Empire State Manufacturing Index, maggio
Precedente 11.0 | Consensus 7.5 (rettificato da 8.1) | Previsione 7.0 | Dato ufficiale 19.6
Il dato manifatturiero della Federal Reserve di New York sorprende nettamente al rialzo e segnala un’accelerazione dell’attività industriale molto più robusta delle attese.
L’Empire State Manufacturing Index balza infatti a 19.6 punti, quasi il triplo rispetto alle previsioni del mercato e ben sopra l’11.0 del mese precedente.
Si tratta di un dato particolarmente interessante perché arriva in una fase in cui molti investitori continuano a interrogarsi sulla reale tenuta del ciclo economico statunitense.
Un valore così elevato suggerisce infatti che, almeno in alcune aree del comparto manifatturiero, la domanda e l’attività produttiva restano significativamente più solide del previsto.
Va però ricordato che l’Empire State è un indicatore regionale e tende storicamente a mostrare una volatilità elevata.
Per questo motivo, il mercato tende a utilizzarlo soprattutto come segnale anticipatore del sentiment industriale, più che come fotografia definitiva dello stato del manifatturiero USA nel suo complesso.
Detto questo, il dato si inserisce comunque in un quadro macroeconomico coerente con un’economia che continua a rallentare solo gradualmente, senza evidenze concrete di una brusca contrazione dell’attività.
Ed è proprio questo equilibrio a complicare il lavoro della Federal Reserve (Fed): una crescita ancora resiliente rende infatti più difficile ottenere un rapido raffreddamento dell’inflazione senza mantenere condizioni monetarie restrittive più a lungo.
Per i mercati finanziari, il messaggio è quindi duplice: da un lato la solidità dell’attività economica resta un supporto per gli utili aziendali; dall’altro, dati macro così forti rischiano di ridurre ulteriormente le aspettative di tagli rapidi dei tassi.
Per approfondimenti:
New York Fed
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
L’ultima settimana ha confermato un quadro pienamente coerente con lo scenario delineato in precedenza.
La progressiva compressione del VIX ha continuato a sostenere il trend rialzista dello S&P 500, favorendo un contesto di premi al rischio contenuti e volatilità strutturalmente ordinata.
La price action del benchmark americano ha mantenuto un’impostazione costruttiva, alternando fasi di avanzamento a brevi consolidamenti tecnici fisiologici.
Questi movimenti laterali hanno permesso di assorbire temporanei squilibri di breve periodo senza compromettere la struttura primaria del mercato, che continua a beneficiare di flussi di liquidità stabili e di una partecipazione istituzionale ancora evidente.
VIX – Compressione della volatilità e stabilità del mercato
Dal picco di volatilità registrato a fine marzo, il VIX ha progressivamente normalizzato la propria struttura, confermando il classico processo di riassorbimento successivo alle fasi di stress.
Questo “volatility crush” continua a rappresentare uno dei principali elementi di supporto al trend azionario, grazie alla riduzione dei premi al rischio impliciti e al mantenimento di una struttura di gamma favorevole.
Resta comunque importante monitorare la natura intrinsecamente asimmetrica della volatilità.
Anche in un contesto apparentemente stabile, il rischio di improvvise accelerazioni del VVIX o di brevi shock convessi non può essere escluso.
Al momento, tuttavia, l’assenza di tensioni rilevanti sullo skew suggerisce che il mercato possa continuare a muoversi all’interno di una fase di consolidamento ordinato e privo di eccessi evidenti.
S&P 500 – Trend rialzista più lineare e meno speculativo
Lo S&P 500 continua a mostrare una struttura rialzista tecnicamente solida, con una dinamica dei prezzi progressivamente più composta rispetto alle fasi precedenti del recupero.
La volatilità intraday si è ridotta e il mercato sta sviluppando un trend più lineare, caratterizzato da drawdown contenuti e rapide capacità di assorbimento delle prese di profitto.
I flussi di acquisto continuano a emergere con regolarità in prossimità delle aree di supporto, segnale di una domanda ancora presente e di una microstruttura che, almeno per ora, non evidenzia deterioramenti significativi.
In assenza di rotture tecniche rilevanti o di un peggioramento evidente dei volumi e della partecipazione al rialzo, il momentum primario rimane orientato positivamente.
Stagionalità
Anche il contesto stagionale continua a offrire supporto al mercato azionario.
Le statistiche cicliche e la struttura intermarket mantengono un’impostazione favorevole al rischio, contribuendo a sostenere la prosecuzione del movimento rialzista.
Dal punto di vista tecnico, la price action continua inoltre a svilupparsi in un’area relativamente scarica di resistenze volumetriche significative.
Questa condizione favorisce la prosecuzione del trend in assenza di particolari attriti strutturali.
Parallelamente, la struttura a termine del VIX e dei futures sulla volatilità resta coerente con uno scenario di stabilità, confermando che il mercato non sta ancora prezzando tensioni sistemiche di rilievo.
Conclusioni operative
Nel complesso, il quadro tecnico e intermarket continua a favorire la prosecuzione del trend primario rialzista.
La combinazione tra volatilità compressa, flussi istituzionali ancora presenti e contesto stagionale favorevole mantiene l’asimmetria del mercato orientata al rischio.
Pur restando necessario monitorare eventuali improvvisi cambiamenti nella struttura della volatilità o segnali di deterioramento microstrutturale, l’attuale configurazione continua a suggerire che le fasi di debolezza rimangano, almeno per ora, semplici movimenti di consolidamento all’interno di un trend ancora costruttivo.
Cosa tenere d’occhio nella settimana dal 18 al 22 maggio 2026: principali dati macro e top picks per Earning Trading
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo quattro criteri primari:
- prezzo non superiore a 200$;
- efficienza delle chain delle opzioni: devono esserci strike poco distanziati in termini relativi, e opzioni settimanali, per minimizzare il tempo di esposizione;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Nota bene
In questa rubrica vengono considerati esclusivamente i titoli sui quali è ragionevole poter impostare una operatività condivisibile sulle pagine dell’Academy. Saranno pertanto ignorati tutti i titoli che non rispecchiano i requisiti di cui sopra, a prescindere dalla loro “notorietà”.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
USA: housing, consumi e Fed al centro di una settimana molto densa
La settimana del 18 maggio 2026 ruoterà attorno a tre temi principali: mercato immobiliare, tenuta dei consumi e interpretazione della politica monetaria della Federal Reserve (Fed).
I dati immobiliari saranno particolarmente osservati, perché arrivano in una fase in cui i tassi dei mutui restano elevati, pur relativamente lontani dai recenti massimi.
L’indice NAHB (National Association of Home Builders), le vendite di case esistenti, i permessi di costruire e gli housing starts contribuiranno a chiarire se il settore stia semplicemente rallentando o se stiano emergendo segnali di deterioramento più strutturale.
Grande attenzione anche alle minute del Federal Open Market Committee (FOMC), che potrebbero fornire indicazioni importanti sull’equilibrio interno alla Fed tra prudenza inflattiva e timori di rallentamento economico.
In questo contesto, i PMI preliminari di maggio e il dato della Fed di Philadelphia saranno fondamentali per capire se il manifatturiero stia davvero perdendo slancio o se la debolezza resti confinata ad alcune aree specifiche.
Sul fronte earning, il focus sarà inevitabilmente su Nvidia, che continua a rappresentare il principale termometro del ciclo AI e della spesa infrastrutturale tecnologica globale.
Ma la settimana offrirà anche una lettura molto interessante dei consumi americani attraverso i numeri di Target, TJX Companies, Walmart e Deckers Outdoor.
In particolare, il confronto tra discount retail, consumi discrezionali e fascia medio-alta potrebbe offrire indicazioni molto utili sulla qualità della domanda interna statunitense.
Dal punto di vista operativo, resta una settimana estremamente interessante per l’earning trading: volatilità implicita ancora sostenuta, calendario ricco di nomi liquidi e diversi titoli compatibili con strategie a rischio controllato basate sulla vendita di premio.
Dati macro principali
Indice del mercato immobiliare della NAHB (National Association of Home Builders)
Dato precedente 34 | Consensus 34 | Previsione 35
Top picks per Earning Trading
Dopo la chiusura del mercato
XP Inc. (XP)
Dati macro principali
Vendite di case esistenti, variazione MoM e YoY, aprile
MoM: precedente 1.5% | Consensus 1.6% | Previsione 1.8%
YoY: precedente -1.1% | Previsione -0.5%
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Bilibili Inc. (BILI)
Dati macro principali
Tasso dei mutui trentennali al 15 maggio 2026
Precedente: 6.46% | Range delle ultime 12 settimane: 6.09%-6.57%
Minute del FOMC
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Target Corp. (TGT)
TJX Companies (TJX)
V.F. Corporation (VFC)
Dopo la chiusura del mercato
Nvidia (NVDA)
Urban Outfitters (URBN)
Dati macro principali
Permessi di costruire, dato preliminare di aprile
Precedente 1.363M | Consensus 1.38M | Previsione 1.37M
Avviamento di nuovi cantieri, dato di aprile
Precedente 1.502M | Consensus 1.42M | Previsione 1.45M
Indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, maggio
Precedente 26.7 | Consensus 15.5 | Previsione 19.0
S&P Global PMI Flah, maggio
Composite: precedente 51.7 | Previsione 51.5
Manufacturing: precedente 54.5 | Consensus 53.8 | Previsione 53.0
Services: precedente 51.0 | Consensus 51.3 | Previsione 51.1
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Advance Auto Parts (AAP)
WalMart (WMT)
Dopo la chiusura del mercato
Deckers Outdoor Corporation (DECK)
Zoom Video Communications (ZM)
Workday Inc. (WDAY)
Dati macro principali
Michigan Consumer Sentiment, dato finale di maggio
Precedente 49.8 | Consensus 48.2 | Previsione 48.2
Top picks per Earning Trading
Nessun titolo soddisfa i nostri criteri di screening
Dati macro principali
Ne parliamo nel prossimo numero!
Top picks per Earning Trading
Prima dell’apertura del mercato / Durante la sessione / Orario non fornito o non confermato
Nessun titolo soddisfa i nostri criteri di screening
Il focus settoriale della settimana
Retail USA: il consumatore americano regge davvero?
La settimana del 18 maggio 2026 potrebbe offrire una delle letture più complete degli ultimi mesi sullo stato reale del consumatore statunitense.
Non tanto per un singolo dato macro o per un singolo earning, ma per la combinazione di elementi che arriveranno nell’arco di pochi giorni.
Da un lato, il mercato monitorerà housing, fiducia dei consumatori e servizi: vendite di case esistenti, tassi dei mutui, PMI Services e Michigan Consumer Sentiment sono tutti indicatori strettamente collegati alla capacità e alla volontà di spesa delle famiglie americane.
Dall’altro, diverse società retail molto diverse tra loro pubblicheranno i risultati trimestrali, permettendo di osservare il comportamento del consumatore in fasce di reddito differenti.
I numeri di Walmart e TJX Companies saranno particolarmente importanti per capire se il fenomeno del “trade down” resti dominante, con i consumatori ancora orientati verso discount e convenienza.
Al contrario, Target rappresenta un test interessante per la spesa discrezionale più tradizionale, mentre Deckers Outdoor e Urban Outfitters offriranno indicazioni sulla fascia lifestyle e sui consumi meno essenziali.
In parallelo, Advance Auto Parts potrebbe aiutare a capire se i consumatori continuino a privilegiare manutenzione e riparazione rispetto alla sostituzione dei veicoli, tema strettamente legato al costo del credito e ai tassi elevati.
Più che una settimana di singoli titoli, quindi, potrebbe essere una settimana utile per capire se il consumatore USA stia semplicemente rallentando oppure iniziando davvero a comprimere la spesa in modo più strutturale.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
- XLY → ETF focalizzato sui consumi discrezionali USA, molto esposto ai grandi nomi retail e consumer.
- XRT → ETF retail più ampio e diversificato, spesso interessante anche per volatilità e operatività in opzioni.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Settimana di correzione per il portafoglio CFM, che mette a segno una gamba di discesa dopo aver infranto i massimi storici per diverse settimane consecutive.
Fa parte del gioco, ovviamente, e comunque la discesa è stata accompagnata da una correzione generalizzata sul mercato di riferimento, quindi è tutto assolutamente normale.
Venerdì 15 abbiamo visto le scadenze di alcune posizioni in essere sulle varie strategie.
In particolare, si è conclusa l’operazione di tipo short strangle su IWM, aperta il 3 marzo scorso.
Dopo aver mancato di poco il target, poche settimane fa, prima che partisse il trend direzionale rialzista, alla fine abbiamo tratto giovamento dalla correzione proprio dell’ultimo giorno, grazie alla quale il trade si è concluso con un profitto di 684$.
Qui sotto, trovate il grafico In Sample + Out of Sample aggiornato.
Sempre venerdì 15, sono scadute due posizioni di tipo High Probability Naked Put Selling.
Queste due operazioni hanno portato un profitto complessivo di 638$ e un nuovo massimo storico dell’equity (vedi grafico qui sotto).
Lunedì apriremo nuove posizioni di tipo naked put per la scadenza di agosto e un nuovo short strangle/straddle su IWM.






