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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-08-10 01:09:432026-08-10 01:09:43Strategic Markets Bulletin del 10 agosto 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Due contenuti operativi pubblicati questa settimana:
Nello specifico, ci siamo occupati di due soli titoli, tra i ben pochi, del resto, elencati nelle Earnings Ideas dello scorso weekend: Gamestop (GME) e Commercial Metals (CMC).
Su Gamestop siamo stati assegnati, ma la posizione si trova appena sotto breakeven.
Si potrebbe accettare una piccola perdita e chiudere il trade, se non si desiderasse tenere il titolo in carico; noi opteremo per la gestione in covered call writing, coerentemente con quanto dichiarato nel video dedicato a questo titolo.
Su CMC ci troviamo invece a cavallo dello strike, ma con una scadenza al 17 di aprile, quindi ci tocca attendere, non avendo avuto l’occasione di chiudere il trade in profitto subito dopo gli earning.
Qui sotto, l’elenco puntuale dei trade della settimana appena conclusa.
Se volete vedere l’elenco completo di tutte le operazioni discusse dal luglio 2025 ad oggi nelle pagine dell’Academy, invece, fate clic sul link qui sopra.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 23 marzo 2026 in sintesi
Crescita resiliente ma segnali di raffreddamento: il ciclo USA perde momentum
Il quadro macro della settimana evidenzia una economia statunitense ancora in espansione ma con segnali crescenti di normalizzazione del ciclo.
Da un lato, gli indici PMI (Purchasing Managers’ Index) di S&P Global mostrano una attività economica ancora sopra la soglia di espansione, con un manifatturiero in rafforzamento e servizi in lieve rallentamento, delineando una rotazione interna del ciclo.
Dall’altro lato, indicatori più ampi come il Chicago Fed National Activity Index (CFNAI) segnalano un raffreddamento diffuso dell’attività, mentre il Michigan Consumer Sentiment evidenzia un peggioramento della fiducia dei consumatori, potenzialmente anticipatore di una domanda meno dinamica.
Sul fronte del lavoro, le Initial Jobless Claims restano su livelli contenuti, confermando un mercato del lavoro solido, mentre il rialzo del tasso dei mutui trentennali contribuisce a mantenere condizioni finanziarie restrittive, soprattutto nel comparto immobiliare.
Nel complesso, emerge un contesto di crescita ancora positiva ma meno brillante, in cui convivono resilienza ciclica e primi segnali di rallentamento, coerente con una fase avanzata del ciclo economico.
Per la Federal Reserve, questo mix di dati supporta una postura prudente, senza urgenza di interventi aggressivi ma con attenzione crescente ai segnali di indebolimento della domanda.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 23 marzo
Chicago Fed National Activity Index, dato di febbraio
Il Chicago Fed National Activity Index (CFNAI) di febbraio scende a -0.11, deludendo nettamente rispetto alla previsione di 0.27 e invertendo il segnale positivo del 0.20 precedente, indicando un ritorno sotto il livello di trend di crescita economica.
Trattandosi di un indice composito costruito su 85 indicatori macroeconomici, con soglia di equilibrio pari a 0, il passaggio in territorio negativo segnala un raffreddamento diffuso dell’attività economica, non limitato a singoli comparti ma potenzialmente trasversale a produzione, occupazione e consumi.
La dinamica suggerisce che la fase di espansione moderata osservata nei mesi precedenti sta perdendo momentum, in linea con altri segnali recenti di normalizzazione del ciclo macro USA, soprattutto sul lato industriale.
In ottica di policy, un dato di questo tipo può essere letto come coerente con un contesto meno surriscaldato, riducendo la pressione su Federal Reserve per mantenere una postura restrittiva nel breve termine, pur senza indicare un deterioramento marcato del quadro macro.
Per approfondimenti:
Chicago Fed
Martedì 24 marzo
S&P Global Composite PMI Flash, componenti Manufacturing e Services, dati di marzo
Lo S&P Global Composite PMI Flash di marzo si attesta a 51.4, in calo rispetto al 51.9 precedente ma nettamente sopra la previsione di 50.5, segnalando una crescita economica ancora in territorio espansivo, seppur con un ritmo più moderato.
Entrando nel dettaglio, il comparto Manufacturing PMI sorprende al rialzo con un dato di 52.4, superiore sia al 51.6 precedente sia alla previsione di 50.2, indicando una riaccelerazione dell’attività industriale e un miglioramento del momentum produttivo.
Al contrario, il Services PMI scende a 51.1 dal 51.7 precedente, pur restando sopra la soglia di 50 e sopra la previsione di 50.4, evidenziando un raffreddamento relativo della domanda nei servizi, che resta comunque in espansione.
Nel complesso, il quadro suggerisce una rotazione interna del ciclo, con maggiore contributo del manifatturiero e servizi in fase di normalizzazione, mantenendo però un profilo di crescita complessivamente solido.
In ottica macro, dati di questo tipo risultano coerenti con un’economia resiliente, potenzialmente in grado di sostenere una postura prudente da parte della Federal Reserve, senza segnali immediati di rallentamento marcato.
Per approfondimenti:
Trading Economics
Mercoledì 25 marzo
Tasso dei mutui trentennali al 20 marzo
Il tasso dei mutui trentennali sale al 6.43% dal 6.30% precedente, confermando una dinamica di risalita già in atto nelle settimane precedenti e segnalando un irrigidimento delle condizioni finanziarie nel comparto immobiliare.
Si tratta di un indicatore chiave per il ciclo macro statunitense, poiché incide direttamente su accessibilità al credito, domanda di abitazioni e attività edilizia, con effetti a cascata su consumi e investimenti.
Il ritorno verso livelli più elevati dei rendimenti sui mutui riflette un contesto di tassi di mercato ancora sostenuti, contribuendo a mantenere pressione su un settore immobiliare già sensibile al costo del finanziamento.
In termini prospettici, un trend di questo tipo tende a raffreddare la domanda housing, riducendo la velocità delle transazioni e potenzialmente incidendo sulla dinamica dei prezzi, in linea con un contesto macro di normalizzazione del ciclo.
Per la Federal Reserve, il mantenimento di condizioni finanziarie relativamente restrittive nel canale immobiliare rappresenta un elemento coerente con l’obiettivo di contenimento delle pressioni inflazionistiche.
Per approfondimenti:
Freddie Mac
Giovedì 26 marzo
Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione settimanali al 21 marzo
Le Initial Jobless Claims si attestano a 210K, in aumento rispetto al 205K precedente e perfettamente in linea con il consensus di 210K e la previsione di 209K, indicando una dinamica del mercato del lavoro sostanzialmente stabile.
Il dato si mantiene su livelli storicamente contenuti, coerenti con un mercato del lavoro ancora solido e resiliente, senza segnali evidenti di deterioramento nel breve termine.
L’incremento marginale rispetto alla settimana precedente suggerisce un lieve allentamento delle condizioni, ma non sufficiente a configurare un’inversione di tendenza, mantenendo il quadro complessivo in equilibrio.
Dal punto di vista macro, un livello di richieste attorno a 210K è compatibile con una crescita occupazionale moderata, in linea con una fase di normalizzazione del ciclo economico piuttosto che con un rallentamento brusco.
Per la Federal Reserve, dati di questo tipo continuano a supportare la narrativa di un mercato del lavoro ancora robusto, lasciando margine per mantenere un approccio prudente nella gestione della politica monetaria.
Per approfondimenti:
U.S. Department of Labor
Venerdì 27 marzo
Michigan Consumer Sentiment Final, dato di marzo
Il Michigan Consumer Sentiment Index di marzo scende a 53.3, al di sotto sia del 56.6 precedente sia del consensus di 54 e della previsione di 53.5, segnalando un peggioramento più marcato del sentiment dei consumatori.
Il dato si colloca su livelli storicamente depressi, evidenziando una percezione fragile delle condizioni economiche, verosimilmente influenzata da fattori come costo della vita, condizioni finanziarie e aspettative sui tassi.
Dal punto di vista macro, il deterioramento della fiducia rappresenta un segnale rilevante perché può tradursi in una minore propensione alla spesa, con impatti diretti sulla componente dei consumi, che rimane il principale driver del PIL statunitense.
La discesa sotto le attese rafforza l’idea di una domanda interna meno dinamica nel breve termine, in linea con altri segnali di raffreddamento graduale del ciclo.
Per la Federal Reserve, un indebolimento del sentiment può contribuire a ridurre le pressioni inflazionistiche lato domanda, pur in presenza di un mercato del lavoro ancora solido.
Per approfondimenti:
Trading Economics
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
L’outlook formulato nella precedente sessione ha trovato parziale conferma nelle dinamiche di prezzo osservate.
La proiezione ipotizzava una fase di consolidamento dei minimi relativi, scenario che si è scontrato con una persistente pressione in vendita.
Il raffronto tra il setup atteso e l’effettivo price action evidenzia come, nonostante il raggiungimento di livelli volumetrici critici, il mercato abbia privilegiato il mantenimento di un premio per il rischio elevato, ritardando l’auspicato movimento di inversione media.
VIX – Fase di riassorbimento in arrivo?
L’indice della volatilità implicita (VIX) ha recentemente fornito una prova della sua natura asimmetrica e convessa.
Dopo una fase di apparente compressione, l’indicatore ha registrato spike improvvisi, confermandosi una variabile esogena difficilmente imbrigliabile in modelli deterministici.
Tuttavia, da un punto di vista puramente statistico e strutturale, le letture attuali hanno raggiunto deviazioni standard significative rispetto alla media di lungo periodo.
Sebbene i picchi assoluti possano teoricamente estendersi ulteriormente, l’attuale architettura della volatilità suggerisce un eccesso di climax pronto per una fase di riassorbimento verso la base della propria banda di oscillazione.
S&P 500 – Livelli supportivi e canale discendente
Il principale indice azionario globale permane all’interno di un alveo correttivo ben definito.
Tuttavia, le quotazioni sono attualmente posizionate sulla fascia inferiore del canale ribassista, una zona di supporto statico e dinamico di estremo rilievo tecnico.
Tale area rappresenta un potenziale pivot per l’attivazione di rimbalzi tecnici guidati da ricoperture di posizioni corte (short squeezing).
Resta inteso che tale scenario di accumulo rimane subordinato all’evoluzione del quadro geopolitico e macroeconomico, la cui attuale effervescenza potrebbe innescare improvvise ricalibrazioni del rischio, invalidando i segnali grafici di ipervenduto.
Stagionalità – Prospettive cicliche
Il fattore stagionalità non offre, al momento, il consueto supporto statistico.
L’analisi dei cicli storici suggerisce la possibilità di un’ulteriore espansione della volatilità nel brevissimo termine, configurando una potenziale “tempesta perfetta” prima di una stabilizzazione strutturale.
La transizione verso un regime di mercato più costruttivo appare dunque posticipata; la “primavera finanziaria” sembra frenata da correnti macro contrarie che ne rallentano il consolidamento.
Conclusioni operative
In sintesi, ci troviamo in una fase di mercato caratterizzata da un’elevata fragilità tecnica ma anche da estremi statistici che preludono a possibili reazioni violente in senso opposto.
La prudenza operativa rimane il driver principale: è fondamentale monitorare la tenuta dei supporti sull’S&P 500 e il rientro del VIX sotto le soglie di allerta.
In questo contesto, la gestione dinamica del rischio e il monitoraggio costante dei livelli di leva finanziaria rappresentano gli unici presidi a tutela del capitale contro l’imprevedibilità degli eventi esogeni.
Calendario eventi dal 30 marzo al 3 aprile 2026
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo tre criteri primari:
- prezzo non superiore a 150$;
- efficienza delle chain delle opzioni;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Fanno eccezione i titoli “famosi”, che possono essere comunque di interesse generale, e che quindi vengono commentati a prescindere.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Soft landing sotto esame, earning in pausa: settimana di transizione per i mercati
La settimana del 30 marzo 2026 si configura come un passaggio chiave per valutare la tenuta del ciclo economico statunitense, in un contesto di crescita moderata e progressiva normalizzazione.
Sul fronte macro, gli indicatori manifatturieri restano attesi in territorio espansivo ma senza accelerazione, mentre il focus si sposta sulla domanda interna, con Retail Sales chiamate a confermare la resilienza dei consumi e una Consumer Confidence in calo che potrebbe segnalare maggiore cautela.
Il vero banco di prova sarà però il mercato del lavoro, con JOLTs, ADP e Non-Farm Payrolls decisivi per capire se il raffreddamento in atto resta ordinato; un tasso di disoccupazione atteso al 4.5% rafforzerebbe lo scenario di soft landing e influenzerebbe direttamente le prossime mosse della Federal Reserve.
Sul fronte micro, la settimana di earning si presenta estremamente leggera e poco direzionale, priva di catalizzatori significativi.
In assenza di nomi rilevanti, l’attenzione si sposta su indicazioni qualitative settoriali più che su operatività tattica, rendendo questa fase una settimana di transizione.
Il mercato resta quindi guidato prevalentemente dal flusso macro, in attesa di un calendario di risultati più denso e potenzialmente più generatore di opportunità nelle settimane successive.
Dati macro principali
Dallas Fed Manufacturing Index, dato di marzo
Il Dallas Fed Manufacturing Index è atteso a 0.7, in lieve miglioramento rispetto al 0.2 precedente, segnalando una attività manifatturiera regionale ancora in territorio espansivo ma con crescita marginale.
Trattandosi di un indicatore diffusion-based, con soglia di equilibrio a zero, un valore positivo indica espansione, ma livelli prossimi allo zero evidenziano un momentum ancora debole e fragile, coerente con una fase di normalizzazione del ciclo industriale.
Il modesto incremento atteso suggerisce che il comparto manifatturiero nel distretto del Texas potrebbe mostrare segnali di stabilizzazione più che di reale accelerazione, in un contesto macro in cui la domanda resta incerta e le condizioni finanziarie relativamente restrittive.
In ottica prospettica, un dato in linea o superiore alle attese rafforzerebbe l’idea di un settore industriale resiliente, mentre eventuali sorprese negative potrebbero confermare un raffreddamento più marcato dell’attività manifatturiera.
Per la Federal Reserve, questo indicatore rappresenta un segnale utile per valutare la tenuta del ciclo industriale regionale, in un contesto di monitoraggio attento dei segnali anticipatori.
Earning sotto la lente (dopo la chiusura)
Non ci sono titoli interessanti da segnalare
Dati macro principali
Chicago PMI, dato di marzo
Il Chicago PMI (Purchasing Managers’ Index) è atteso a 54, in calo rispetto al 57.7 precedente e al di sotto del consensus di 55.8, segnalando una moderazione dell’attività manifatturiera nell’area di Chicago.
Pur restando sopra la soglia di 50, che separa espansione e contrazione, il dato atteso indica un rallentamento del ritmo di crescita, coerente con un contesto di progressiva normalizzazione del ciclo industriale.
Il ridimensionamento rispetto ai livelli precedenti, particolarmente elevati, suggerisce che parte della forza osservata nei mesi scorsi potrebbe attenuarsi, anche in funzione di domanda più selettiva e condizioni finanziarie meno accomodanti.
In ottica prospettica, una lettura in linea con le attese confermerebbe un manifatturiero ancora resiliente ma meno dinamico, mentre eventuali sorprese al ribasso rafforzerebbero i segnali di raffreddamento dell’attività industriale.
Per la Federal Reserve, questo tipo di indicatore contribuisce a definire il quadro dei leading indicators regionali, utili per intercettare variazioni nel momentum economico.
JOLTs Job Openings, dato di febbraio
Le JOLTs Job Openings (Job Openings and Labor Turnover Survey) sono attese a 6.7M, in calo rispetto al 6.946M precedente e sotto il consensus di 6.87M, segnalando una progressiva riduzione della domanda di lavoro.
Il dato rappresenta uno degli indicatori chiave per valutare le tensioni nel mercato del lavoro, in quanto misura il numero di posizioni aperte e quindi il grado di mismatch tra domanda e offerta di lavoro.
La discesa attesa si inserisce in un trend già avviato nei mesi precedenti, suggerendo un raffreddamento graduale ma ordinato del mercato del lavoro, senza evidenze di deterioramento brusco.
In ottica macro, una contrazione delle posizioni aperte tende a ridurre la pressione sui salari, contribuendo a un allentamento delle pressioni inflazionistiche lato lavoro, pur mantenendo livelli ancora coerenti con un mercato relativamente solido.
In termini prospettici, un dato inferiore alle attese rafforzerebbe il quadro di normalizzazione del mercato del lavoro, mentre una sorpresa al rialzo indicherebbe una tenuta più marcata della domanda di lavoro.
Per la Federal Reserve, questo indicatore resta centrale per valutare l’equilibrio tra domanda e offerta nel mercato occupazionale.
CB Consumer Confidence, dato di marzo
Il Conference Board Consumer Confidence Index è atteso a 86, in calo rispetto al 91.2 precedente e sotto il consensus di 88, segnalando un indebolimento atteso della fiducia dei consumatori.
L’indice, elaborato dal The Conference Board, rappresenta un indicatore chiave della propensione alla spesa delle famiglie, con impatti diretti sulle dinamiche dei consumi e quindi sulla crescita economica.
La flessione attesa suggerisce un peggioramento delle aspettative economiche, probabilmente influenzato da condizioni finanziarie più restrittive, livelli dei tassi ancora elevati e percezione del potere d’acquisto.
In ottica prospettica, un dato in linea o inferiore alle attese rafforzerebbe lo scenario di domanda interna in progressivo raffreddamento, mentre eventuali sorprese al rialzo indicherebbero una maggiore resilienza del consumatore americano.
Per la Federal Reserve, questo indicatore è rilevante perché una fiducia più debole può tradursi in minori pressioni inflazionistiche lato domanda, contribuendo al processo di normalizzazione del ciclo.
Earning sotto la lente
Nike (NKE) – Dopo la chiusura
Nike opera come leader globale nel segmento athletic apparel e footwear, con un posizionamento dominante nel premium sportwear e una forte esposizione al consumatore discrezionale globale, in particolare Nord America, Cina ed EMEA (Europe, Middle-East and Africa), in un contesto competitivo sempre più intenso con player come Adidas e nuovi entranti nel segmento performance/lifestyle.
Negli ultimi trimestri il gruppo ha mostrato segnali contrastanti, con pressioni sulla domanda in Cina e un progressivo riequilibrio del canale wholesale a favore del direct-to-consumer (DTC), elemento chiave della strategia ma che implica anche maggiore volatilità operativa nel breve periodo.
Tra gli elementi da monitorare in ottica pre-earning, rilevano l’evoluzione delle scorte, la tenuta dei margini in un contesto di pressioni promozionali e l’impatto dei costi logistici e valutari.
L’attenzione del mercato resta inoltre focalizzata sulla capacità di rilanciare la crescita dei ricavi dopo una fase di normalizzazione post picchi precedenti e sul contributo delle nuove linee prodotto e collaborazioni strategiche.
Omeros Corporation (OMER) – Dopo la chiusura
Omeros è una biotech statunitense focalizzata su terapie innovative, in particolare nell’ambito delle malattie rare e immunologiche, con un modello fortemente dipendente dallo sviluppo clinico e dalla pipeline proprietaria, in un contesto competitivo altamente specializzato e regolato.
Il titolo è storicamente caratterizzato da una dinamica tipica del settore, con elevata sensibilità a eventi clinici e regolatori, più che a metriche tradizionali di ricavo, anche se la presenza di asset commerciali e programmi avanzati rappresenta un elemento di differenziazione rispetto a biotech early-stage.
In ottica pre-earning, l’attenzione del mercato si concentra meno sui numeri trimestrali e più su aggiornamenti sulla pipeline, stato degli studi clinici e possibili interazioni con le autorità regolatorie.
Rilevante anche la posizione di cassa, elemento cruciale per sostenere lo sviluppo dei programmi e limitare il rischio di diluizione.
Il titolo si inserisce quindi in un segmento in cui la creazione di valore è event-driven, con implicazioni operative molto diverse rispetto a società industriali o consumer.
Dati macro principali
ADP Employment Change, dato di marzo
L’ADP Employment Change è atteso a 40K, in calo rispetto al 63K precedente e leggermente sotto il consensus di 42K, segnalando una moderazione nella crescita dell’occupazione nel settore privato.
L’indicatore, elaborato da ADP, fornisce una misura anticipata dell’andamento del mercato del lavoro, pur con una correlazione non sempre lineare rispetto ai Non-Farm Payrolls.
La flessione attesa si inserisce in un contesto di raffreddamento graduale della domanda di lavoro, coerente con altri segnali recenti di normalizzazione, come la dinamica delle job openings e delle richieste di sussidi.
In ottica prospettica, un dato in linea con le attese confermerebbe un mercato del lavoro ancora in espansione ma meno dinamico, mentre una sorpresa al ribasso rafforzerebbe l’ipotesi di un raffreddamento più marcato dell’occupazione privata.
Per la Federal Reserve, questo tipo di evidenza contribuirebbe a supportare uno scenario di allentamento delle pressioni salariali, coerente con una fase avanzata del ciclo economico.
Vendite al dettaglio, mese su mese, dato di febbraio
Le Retail Sales (vendite al dettaglio) sono attese in crescita dello 0.3%, in miglioramento rispetto al -0.2% precedente, ma leggermente sotto il consensus di 0.4%, indicando una ripresa moderata dei consumi dopo la contrazione del mese precedente.
L’indicatore, pubblicato dal U.S. Census Bureau, rappresenta una misura diretta della spesa dei consumatori, componente chiave del PIL statunitense.
Il rimbalzo atteso suggerisce una tenuta della domanda interna, ma con un ritmo non particolarmente brillante, coerente con un contesto di condizioni finanziarie più restrittive e fiducia dei consumatori in progressivo indebolimento.
In ottica prospettica, un dato superiore alle attese rafforzerebbe lo scenario di consumatore resiliente, mentre una lettura più debole potrebbe segnalare un raffreddamento più marcato della domanda, con implicazioni dirette sulla crescita economica.
Per la Federal Reserve, l’evoluzione delle vendite al dettaglio resta centrale per valutare la dinamica della domanda e le pressioni inflazionistiche lato consumi.
ISM Manufacturing PMI, dato di marzo
L’ISM Manufacturing PMI (Institute for Supply Management) è atteso a 52, in lieve calo rispetto al 52.4 precedente e marginalmente sotto il consensus di 52.3, indicando una attività manifatturiera ancora in espansione ma con ritmo leggermente più moderato.
Il livello atteso resta comunque sopra la soglia chiave di 50, confermando un settore industriale ancora in crescita, seppur in una fase di progressiva normalizzazione del ciclo.
La lieve flessione suggerisce un raffreddamento del momentum produttivo, coerente con altri indicatori che segnalano una domanda più selettiva e condizioni finanziarie meno accomodanti.
In ottica prospettica, una lettura in linea con le attese rafforzerebbe lo scenario di manifatturiero resiliente ma senza accelerazioni, mentre eventuali sorprese al ribasso potrebbero indicare un indebolimento più marcato del ciclo industriale.
Per la Federal Reserve, questo indicatore rappresenta un riferimento chiave per valutare la tenuta del comparto manifatturiero e le pressioni sui prezzi lato produzione.
Earning sotto la lente
Lamb Weston Holdings Inc. (LW) – Prima dell’apertura
Lamb Weston è uno dei principali operatori globali nella trasformazione di patate surgelate, con forte esposizione al canale foodservice (ristorazione, QSR – quick service restaurants) e, in misura minore, al retail, in un contesto competitivo dominato da pochi grandi player e fortemente legato alla domanda dei consumi fuori casa.
Negli ultimi trimestri il gruppo ha beneficiato di pricing power e di una domanda ancora resiliente nel foodservice, ma il contesto resta caratterizzato da normalizzazione dei volumi e crescente sensibilità dei consumatori ai prezzi, soprattutto nei segmenti a più basso ticket medio.
In ottica pre-earning, il mercato monitora l’evoluzione dei volumi vs prezzi, la sostenibilità dei margini in presenza di costi agricoli ed energetici ancora volatili e l’andamento della domanda nel canale ristorazione.
Rilevante anche il tema delle scorte e della capacità produttiva, in un business dove la gestione della supply chain è centrale.
Il titolo rappresenta quindi un osservatorio interessante sulla tenuta del consumo fuori casa e sulla capacità dei produttori di difendere i margini in una fase di ciclo più maturo.
Dati macro principali
Non ci sono dati rilevanti a calendario
Earning sotto la lente
Acuity Brands Inc. (AYI) – Prima dell’apertura
Acuity Brands opera nel settore illuminazione e building management systems, con un’offerta che combina soluzioni lighting tradizionali e tecnologie digitali per l’efficienza energetica e l’automazione degli edifici, in un contesto esposto sia al ciclo delle costruzioni non residenziali sia agli investimenti in smart buildings.
Negli ultimi trimestri il gruppo ha mostrato una buona capacità di difesa dei margini grazie a pricing disciplinato e mix prodotto, ma con segnali di domanda più moderata legati al rallentamento del comparto construction, soprattutto negli Stati Uniti.
In ottica pre-earning, l’attenzione si concentra su andamento degli ordini e backlog, sulla resilienza dei margini in presenza di pressioni sui volumi e sul contributo delle soluzioni a maggiore valore aggiunto legate alla digitalizzazione degli edifici.
Rilevante anche il posizionamento rispetto ai trend di efficientamento energetico, che rappresentano un driver strutturale di medio periodo.
Il titolo si configura quindi come un indicatore interessante del ciclo construction e capex commerciale, con dinamiche più difensive rispetto ad altri industrial ma comunque sensibili al contesto macro.
Dati macro principali
Non-Farm Payrolls, dato di marzo
I Non-Farm Payrolls (NFP) sono attesi a 50K, in recupero rispetto al -92K precedente e sostanzialmente in linea con il consensus di 48K, segnalando un ritorno in territorio positivo della crescita occupazionale dopo la contrazione del mese precedente.
Il dato rappresenta il principale indicatore del mercato del lavoro statunitense, pubblicato dal U.S. Bureau of Labor Statistics, e riflette la dinamica delle nuove assunzioni nei settori non agricoli.
Il rimbalzo atteso suggerisce una normalizzazione dopo un dato anomalo negativo, più che un’accelerazione del ciclo occupazionale, mantenendo il quadro coerente con un mercato del lavoro ancora solido ma meno dinamico rispetto alle fasi precedenti.
In ottica prospettica, una lettura superiore alle attese rafforzerebbe la narrativa di resilienza dell’occupazione, mentre un dato deludente riaprirebbe il tema di un raffreddamento più marcato del mercato del lavoro.
Per la Federal Reserve, questo dato resta centrale per valutare il bilanciamento tra crescita economica e pressioni salariali, con implicazioni dirette per la politica monetaria.
Tasso di disoccupazione, dato di marzo
Il tasso di disoccupazione è atteso al 4.5%, in lieve aumento rispetto al 4.4% precedente e in linea con consensus e previsione, segnalando un graduale allentamento delle condizioni del mercato del lavoro.
L’indicatore, pubblicato dal U.S. Bureau of Labor Statistics, rappresenta una misura chiave dell’equilibrio tra domanda e offerta di lavoro.
Il marginale incremento atteso suggerisce una normalizzazione del mercato occupazionale, coerente con altri segnali di raffreddamento graduale, senza evidenze di deterioramento brusco.
Un livello al 4.5% resta comunque compatibile con un mercato del lavoro ancora relativamente solido, pur indicando una fase meno tirata rispetto ai mesi precedenti.
In ottica prospettica, una lettura superiore alle attese rafforzerebbe l’ipotesi di un raffreddamento più marcato dell’occupazione, mentre un dato stabile o inferiore indicherebbe una tenuta più resiliente del mercato del lavoro.
Per la Federal Reserve, l’evoluzione del tasso di disoccupazione è centrale per valutare le pressioni salariali e il grado di slack dell’economia.
Earning sotto la lente
Non ci sono titoli interessanti da segnalare
Dati macro principali
Ne parliamo la prossima settimana!
Earning sotto la lente (pre-market)
Non ci sono titoli interessanti da segnalare
Il focus settoriale della settimana
Cripto: correzione ancora in corso e prime ipotesi di accumulazione
Il comparto delle criptovalute sta attraversando una fase di correzione significativa dei prezzi, con Bitcoin e le principali altcoin in ritracciamento rispetto ai massimi recenti, in un contesto caratterizzato da minore liquidità e prese di profitto diffuse dopo la precedente gamba rialzista.
Dal punto di vista ciclico, queste fasi rappresentano spesso momenti in cui il mercato tende a ridimensionare gli eccessi speculativi, riportando le valutazioni su livelli più sostenibili e creando le condizioni per un successivo riassorbimento dell’offerta.
In questo contesto, alcuni operatori iniziano a valutare strategie di accumulazione progressiva, pur in presenza di una volatilità ancora elevata.
Resta tuttavia centrale il tema del timing, perché il comparto crypto è fortemente influenzato da variabili esogene come liquidità globale, politica monetaria e flussi sugli strumenti quotati, oltre che dal sentiment degli investitori retail e istituzionali.
In ottica operativa, il settore continua a distinguersi per una struttura altamente direzionale e volatile, che lo rende meno adatto a strategie neutre e più coerente con approcci graduali e scalati nel tempo.
La fase attuale si configura quindi come un possibile early stage di costruzione di posizione, più che come un punto di ingresso immediato e aggressivo.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
- iShares Bitcoin Trust
ETF spot su Bitcoin tra i più liquidi sul mercato, consente un’esposizione diretta al prezzo dell’asset sottostante con elevata profondità di mercato e crescente utilizzo anche in ottica istituzionale. - ProShares Bitcoin Strategy ETF
ETF basato su futures su Bitcoin, caratterizzato da elevata liquidità e opzionabilità, storicamente molto utilizzato per costruire strategie operative sul comparto crypto in ambiente regolamentato.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Partiamo innanzitutto dalle buone notizie: la strategia CFM continua a mostrare una certa resilienza alla situazione generale.
Piccolo recupero, infatti, nel Net Liquidation Value del conto pilota, che si mantiene in sovra-performance rispetto al benchmark di oltre tre punti percentuali.
La scorsa settimana ci siamo dimenticati di mettere il link alla pagina della strategia High Probability Naked Put Selling, nella quale trovate ora l’equity line In Sample e Out of Sample aggiornata con la scadenza di marzo 2026.
A metà settimana abbiamo sfiorato il profit sullo short strangle di aprile su IWM: venduto a 9.45 (tre pezzi per lato), con un target profit di 4.73, nella giornata di mercoledì si era avvicinato sensibilmente a quel target, senza però toccarlo.
Speriamo in un rimbalzo nei prossimi giorni, con conseguente riduzione della volatilità implicita.
Tra parentesi, si è acceso un nuovo segnale operativo, quindi, nella giornata di lunedì, provvederemo a inviare la comunicazione del caso.
Nuovamente in sofferenza la strategia Short Term Direcional SP500, con una posizione aperta che al primo step temporale non ha portato un profitto, quindi è rimasta in essere, in attesa del secondo step temporale, che sarà questo mercoledì.





