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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-08-10 01:09:432026-08-10 01:09:43Strategic Markets Bulletin del 10 agosto 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Questa settimana non sono state fatte operazioni di tipo Earning Trading, perché non abbiamo trovato segnali convincenti su nessuno dei titoli che avevamo elencato nella scorsa edizione dello Strategic Markets Bulletin.
Abbiamo gestito alcune delle posizioni aperte precedentemente, prendendo profitto a 5 centesimi, dove possibile, vista la turbolenza dei mercati di questi ultimi tempi.
Solitamente, infatti, lasciamo scadere le posizioni, quando ormai è ragionevole attendersi che tutto possa andare per il meglio, ma in casi come questi riteniamo più opportuno chiudere anticipatamente tutto quello che si può chiudere in profitto.
Alcune posizioni non potevano essere gestite e le abbiamo lasciate scadere con conseguente assegnazione dei sottostanti, che ora gestiremo come al solito.
Qui sotto, come sempre, il riepilogo delle operazioni scadute questo venerdì. Non ci sono operazioni aperte, al momento, al di là di quelle sui titoli assegnati in precedenza.
Qui, invece, l’elenco completo di tutte le operazioni discusse dal luglio 2025 ad oggi nelle pagine dell’Academy.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 16 marzo 2026 in sintesi
USA tra resilienza e frizioni: crescita solida, disinflazione irregolare
Il quadro macro della settimana del 16 marzo 2026 restituisce l’immagine di un’economia statunitense ancora resiliente ma caratterizzata da forti divergenze interne.
Il settore manifatturiero mostra infatti una dinamica disomogenea, con il Philadelphia Fed in forte espansione (18.1) a fronte di un Empire State tornato in contrazione (-0.20), segnalando un momentum industriale instabile e geograficamente frammentato.
Sul fronte dell’attività reale, la produzione industriale in crescita dello 0.2% conferma un trend positivo ma in rallentamento, coerente con una fase di normalizzazione ciclica.
Parallelamente, il comparto immobiliare evidenzia timidi segnali di stabilizzazione, con il NAHB in miglioramento a 38, pur restando su livelli depressi.
Il dato più rilevante arriva però dall’inflazione alla produzione: il PPI a 0.7% introduce un rischio al rialzo sulle pressioni inflattive, evidenziando come il processo disinflattivo sia irregolare e non lineare.
A fronte di ciò, il mercato del lavoro si conferma solido, con jobless claims in calo a 205K, rafforzando il quadro di una domanda interna ancora robusta.
In questo contesto, la Fed mantiene i tassi al 3.75%, adottando un approccio attendista e data-dependent.
Nel complesso emerge uno scenario di soft landing imperfetto, in cui crescita e occupazione tengono, ma con inflazione e industria che restano le principali variabili di incertezza.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 16 marzo
NY Empire State Manufacturing Index, dato di marzo
Il NY Empire State Manufacturing Index di marzo evidenzia un peggioramento significativo del sentiment manifatturiero regionale, con un dato sceso a -0.20 rispetto al 7.10 precedente e ben al di sotto di consensus (3.20) e previsione (3.00).
Il passaggio in territorio negativo segnala una contrazione marginale dell’attività industriale nello Stato di New York, interrompendo il tentativo di stabilizzazione osservato nei mesi precedenti e suggerendo un indebolimento del momentum ciclico nel comparto manifatturiero.
Dal punto di vista qualitativo, questo tipo di sorpresa negativa è coerente con un contesto in cui la domanda resta disomogenea e sensibile al livello dei tassi, con le imprese che continuano a mostrare cautela su nuovi ordini, produzione e occupazione.
In ottica macro più ampia, il dato contribuisce a rafforzare la narrativa di un’economia statunitense in fase di normalizzazione, in cui il settore manifatturiero rimane più fragile rispetto ai servizi, e aumenta la probabilità che i prossimi indicatori regionali (come Philadelphia Fed) possano confermare un raffreddamento diffuso ma non ancora recessivo.
Per approfondimenti:
NY Fed
Produzione industriale, mese su mese, dato di febbraio
La Industrial Production United States di febbraio mostra una crescita moderata ma inferiore alle attese più ottimistiche, con un dato pari a 0.2%, in rallentamento rispetto al 0.7% precedente e leggermente sopra il consensus (0.1%), ma sotto la previsione (0.3%).
Il dato segnala un raffreddamento fisiologico del ritmo produttivo, coerente con una fase di normalizzazione del ciclo industriale dopo la maggiore volatilità dei mesi precedenti. La dinamica resta comunque positiva, indicando che il settore manifatturiero e industriale continua a espandersi, seppur con un momentum meno brillante.
Dal punto di vista macro, questa lettura si inserisce in un contesto in cui la produzione è sostenuta ma non accelera, riflettendo una domanda ancora presente ma più selettiva e sensibile alle condizioni finanziarie.
Nel complesso, il dato non altera significativamente il quadro: contribuisce piuttosto a consolidare l’idea di una crescita economica più bilanciata e meno surriscaldata, con implicazioni neutre per la traiettoria di breve della politica monetaria.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
NAHB Housing Market Index, dato di marzo
Il NAHB Housing Market Index di marzo evidenzia un miglioramento inatteso del sentiment dei costruttori, con un dato pari a 38, superiore sia al precedente (37) sia a consensus (37) e previsione (36).
Il recupero, seppur marginale in termini assoluti, segnala una stabilizzazione del settore immobiliare residenziale, in un contesto ancora caratterizzato da tassi ipotecari elevati e condizioni finanziarie restrittive.
Il livello dell’indice resta comunque ben al di sotto della soglia neutrale di 50, indicando che il sentiment rimane strutturalmente debole.
Dal punto di vista macro, la sorpresa positiva suggerisce una tenuta migliore del previsto della domanda abitativa, probabilmente sostenuta da vincoli lato offerta e da una limitata disponibilità di immobili esistenti, che continua a favorire il nuovo costruito.
Nel complesso, il dato contribuisce a delineare un quadro in cui il real estate residenziale mostra segnali di stabilizzazione ciclica, pur rimanendo un comparto sensibile all’evoluzione dei tassi e quindi ancora fragile.
Per approfondimenti:
National Association of Home Builders
Martedì 17 marzo
Nessun dato significativo in programma
Mercoledì 18 marzo
Producer Price Index (PPI) di febbraio
Il Producer Price Index United States di febbraio evidenzia una sorpresa inflattiva significativa lato produzione, con un dato pari a 0.7%, ben superiore al precedente (0.5%) e nettamente sopra consensus e previsione (0.3%).
L’accelerazione del PPI segnala un rafforzamento delle pressioni sui prezzi a monte della filiera, suggerendo che i costi per le imprese stanno tornando a crescere a un ritmo più sostenuto.
Questo elemento è particolarmente rilevante perché può tradursi, con un certo lag, in pressioni inflattive sui prezzi al consumo.
Dal punto di vista macro, il dato rappresenta un segnale non coerente con un percorso lineare di disinflazione, indicando che il processo resta irregolare e soggetto a rimbalzi.
In questo contesto, la dinamica dei prezzi alla produzione rafforza la necessità per la Fed di mantenere un approccio prudente e data-dependent.
Nel complesso, il dato introduce un elemento di rischio al rialzo per l’inflazione, aumentando l’incertezza sulla velocità del rientro dei prezzi e complicando il quadro per eventuali allentamenti della politica monetaria nel breve termine.
Per approfondimenti:
Bureau of Labor Statistics
Decisione della Fed sul tasso di interesse
La decisione della Federal Reserve, nell’ambito del FOMC Meeting, conferma un’impostazione attendista e coerente con le attese, con i tassi di riferimento mantenuti invariati al 3.75%, in linea con consensus e previsione.
L’assenza di modifiche riflette una valutazione bilanciata del quadro macro, in cui convivono segnali di raffreddamento ciclico (soprattutto nel manifatturiero) e persistenza di pressioni inflattive (come evidenziato dal PPI).
In questo contesto, la Fed ribadisce un approccio data-dependent, evitando mosse premature.
Particolare attenzione va alle proiezioni macro (dot plot) e al tono della conferenza stampa, che rappresentano il vero driver per il mercato: eventuali revisioni al rialzo delle stime su inflazione o crescita implicano una maggiore permanenza dei tassi su livelli restrittivi, mentre segnali più accomodanti indicherebbero apertura a futuri tagli.
Nel complesso, la decisione consolida uno scenario di policy in pausa ma non ancora pivot, con la banca centrale che resta focalizzata su un percorso prudente di disinflazione, mantenendo elevata la dipendenza dai dati nei prossimi mesi.
Per approfondimenti:
Federal Reserve
Giovedì 19 marzo
Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione settimanali al 14/3
Le Initial Jobless Claims United States al 14 marzo evidenziano un miglioramento inatteso del mercato del lavoro, con un dato pari a 205K, in calo rispetto al precedente (213K) e inferiore sia a consensus (215K) sia a previsione (215K).
La discesa delle richieste iniziali segnala una tenuta robusta dell’occupazione, indicando che il numero di nuovi disoccupati rimane contenuto nonostante il contesto di politica monetaria restrittiva.
Il livello assoluto resta coerente con un mercato del lavoro ancora solido e lontano da segnali di deterioramento significativo.
Dal punto di vista macro, il dato rafforza la narrativa di un’economia in cui il mercato del lavoro continua a sostenere la crescita, rappresentando al contempo un elemento che può ritardare il processo di disinflazione, mantenendo pressione sui salari e sulla domanda interna.
Nel complesso, si tratta di un dato pro-ciclico, che conferma la resilienza dell’economia statunitense e contribuisce a mantenere la Fed in una posizione prudente e non accomodante nel breve termine.
Per approfondimenti:
Department of Labor
Philadelphia Fed Manufacturing Index, dato di marzo
Il Philadelphia Fed Manufacturing Index di marzo evidenzia una sorpresa positiva significativa, con un dato pari a 18.1, in aumento rispetto al 16.3 precedente e nettamente superiore a consensus (10) e previsione (11).
Il rafforzamento dell’indice segnala una accelerazione dell’attività manifatturiera regionale, in controtendenza rispetto ad altri indicatori (come l’Empire State), e suggerisce un quadro industriale meno uniforme ma ancora resiliente.
Il livello dell’indice, ampiamente sopra lo zero, indica una fase di espansione solida.
Dal punto di vista macro, il dato evidenzia come il settore manifatturiero statunitense sia caratterizzato da una forte dispersione geografica e settoriale, con alcune aree che mostrano dinamiche di crescita ancora robuste, probabilmente sostenute da domanda interna e ordini.
Nel complesso, questa lettura introduce un elemento di upside risk sulla crescita industriale, mitigando i segnali di debolezza emersi da altri survey e rafforzando la narrativa di un’economia eterogenea ma non in fase recessiva.
Per approfondimenti:
Philadelphia Fed
Venerdì 20 marzo
Nessun dato rilevante in programma
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
L’outlook previsionale della precedente ottava ha trovato puntuale conferma nelle dinamiche di prezzo.
Il VIX ha esaurito la spinta impulsiva intercettando gli estremi di deviazione standard ipotizzati, validando l’eccesso statistico propedeutico alla mean reversion.
Contestualmente, l’S&P 500 ha mantenuto un bias ribassista, violando i supporti volumetrici sotto la pressione delle liquidazioni forzate e dell’assenza di flussi di short covering.
Tale configurazione dell’order flow ha spinto le quotazioni verso i pivot inferiori, delineando ora un setup favorevole all’estrazione di valore tramite strategie di compressione dei premi (Vega-short).
VIX – Analisi del punto di flesso
Il picco registrato lo scorso 6 marzo si conferma un baluardo tecnico fondamentale, agendo da vertice asintotico per l’attuale regime di volatilità.
La tenuta di tale massimo avvalora l’ipotesi di esaurimento del momentum rialzista, suggerendo che l’indice abbia raggiunto livelli di deviazione standard difficilmente sostenibili nel medio termine senza un processo di de-rating.
Sotto il profilo della microstruttura, si osserva la formazione di una base per il ridimensionamento dei premi al rischio.
I modelli di convessità indicano l’imminenza di un punto di flesso; tuttavia, l’attuale criticità dei pivot impone il mantenimento di una rigorosa disciplina operativa, in attesa che la contrazione del Vega si stabilizzi e confermi il riassorbimento degli eccessi statistici.
S&P 500 – Supporti volumetrici e alpha operativo
Nonostante la permanenza dell’indice all’interno di un canale discendente, la microstruttura dei prezzi ha intercettato livelli di iper-venduto tali da prefigurare un imminente relief rally.
Questa fase di riequilibrio dell’order flow appare alimentata da prese di profitto sulle posizioni corte a seguito del raggiungimento di estremi tecnici di capitolazione.
Alpha operativo: le analisi proprietarie individuano una barriera volumetrica di elevata attendibilità in area 6000 punti.
Strategia: per gli operatori in opzioni, lo strike 6000 si configura come un perno di stabilità.
Tale livello rappresenta lo spartiacque ideale su cui strutturare strategie a credito o di vendita di volatilità, sfruttando la solidità del supporto statistico per la prossima ottava.
Stagionalità
L’analisi della ciclicità storica delinea un setup favorevole per l’imminente ottava, caratterizzata da un chiaro bias rialzista.
Le metriche proiettano una finestra temporale sostenuta dal ritorno dell’appetito per il rischio, con una progressione organica dei corsi azionari.
Elemento cardine sarà la correlazione inversa tra prezzi e volatilità: il recupero del benchmark sarà accompagnato da un fenomeno di vol-crush, segnalando il riassorbimento dei premi al rischio e l’allentamento della pressione speculativa.
Tale scenario rappresenta un contesto ottimale per il posizionamento long sul sottostante, beneficiando di flussi stagionali stabilizzanti.
Conclusioni operative
In sintesi, il mercato si trova in una fase di transizione tra un eccesso di panico statistico e una stabilizzazione tecnica.
La convergenza tra il supporto volumetrico a quota 6000, l’esaurimento della spinta del VIX e una stagionalità favorevole suggerisce un’asimmetria di rischio/rendimento propensa al recupero.
La priorità operativa per la prossima ottava risiede nell’estrazione di valore dalla contrazione della volatilità implicita, monitorando con estrema attenzione la tenuta dei minimi di periodo per confermare l’inversione della microstruttura.
Calendario eventi dal 16 al 20 marzo 2026
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo tre criteri primari:
- prezzo non superiore a 150$;
- efficienza delle chain delle opzioni;
- ottima situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall);
- valori ottimali dei rating proprietari del CFM Manager di QuantOptions;
Fanno eccezione i titoli “famosi”, che possono essere comunque di interesse generale, e che quindi vengono commentati a prescindere.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Soft landing o selezione naturale? Il mercato entra nella fase decisiva
La settimana del 23 marzo 2026 si inserisce in un contesto di progressiva normalizzazione del ciclo economico statunitense, in cui la crescita rimane positiva ma mostra segnali evidenti di rallentamento.
Gli indicatori anticipatori suggeriscono un’attività ancora sopra trend, ma i PMI in area 50 indicano una decelerazione sincronizzata tra manifattura e servizi, mentre la fiducia dei consumatori resta fragile e condizionata da condizioni finanziarie più restrittive, visibili anche nella dinamica dei tassi sui mutui.
Il mercato del lavoro continua a rappresentare un pilastro di stabilità, pur evidenziando un graduale raffreddamento.
Nel complesso, lo scenario resta coerente con un soft landing in costruzione, con rischi legati a una possibile ulteriore debolezza della domanda.
Sul fronte micro, la stagione di earning conferma una crescita sempre più selettiva e disomogenea, con forti divergenze tra settori e modelli di business.
Nei consumi emerge una polarizzazione marcata tra player orientati al prezzo, favoriti dal trade-down, e segmenti difensivi legati alla spesa ricorrente, mentre i beni discrezionali durevoli restano più esposti alla pressione di tassi e credito.
Parallelamente, il comparto industriale e infrastrutturale offre segnali sulla trasmissione reale degli investimenti pubblici, elemento chiave per la tenuta del ciclo.
Il quadro complessivo evidenzia un’economia ancora resiliente ma sempre più guidata da qualità della domanda, controllo dei costi e difesa dei margini.
Dati macro principali
Chicago Fed National Activity Index, dato di febbraio
Il Chicago Fed National Activity Index di febbraio è atteso in miglioramento a 0.27 rispetto al 0.18 precedente, segnalando una potenziale accelerazione dell’attività economica complessiva.
Trattandosi di un indice sintetico costruito su oltre 80 indicatori macro, un valore positivo e in crescita indicherebbe un’economia che continua a operare al di sopra del proprio trend di lungo periodo, rafforzando l’idea di una crescita ancora solida e diffusa tra i vari settori.
In un contesto in cui i dati recenti hanno mostrato segnali misti tra manifattura e servizi, un eventuale rafforzamento del CFNAI rappresenterebbe una conferma della resilienza del ciclo economico, attenuando i timori di rallentamento più marcato.
Dal punto di vista della politica monetaria, un dato in accelerazione contribuirebbe a mantenere la Fed in una posizione prudente, riducendo lo spazio per un rapido allentamento e rafforzando la narrativa di un’economia ancora sufficientemente robusta da sostenere tassi restrittivi più a lungo.
Earning sotto la lente (dopo la chiusura)
Non ci sono titoli interessanti da segnalare
Dati macro principali
S&P Global Composite PMI Flash, componenti Manufacturing e Services, dati di marzo
I dati flash di marzo del S&P Global Composite PMI United States sono attesi in rallentamento diffuso, con il composite visto a 50.5 dal 51.9 precedente, il manufacturing a 50.2 dal 51.6 e il services a 50.4 dal 51.7.
Il quadro prospettico indica una decelerazione sincronizzata tra industria e servizi, con tutti gli indici che si avvicinano alla soglia critica di 50, livello che separa espansione e contrazione.
Questo suggerisce un raffreddamento del ritmo di crescita, più che un vero deterioramento ciclico.
Particolarmente rilevante è il movimento del comparto servizi, che nelle ultime fasi ha rappresentato il principale driver della crescita, e che ora mostra segnali di normalizzazione della domanda.
Parallelamente, il manifatturiero resta strutturalmente più fragile, coerentemente con quanto emerso dai survey regionali.
Nel complesso, queste attese rafforzano la narrativa di un’economia in fase di rallentamento controllato, in cui la crescita si mantiene positiva ma perde slancio.
Un eventuale dato inferiore alle attese riporterebbe il tema di un harder landing, mentre sorprese al rialzo confermerebbero la resilienza del ciclo.
Earning sotto la lente
Gamestop (GME) – Dopo la chiusura
GameStop Corp. (GME) opera nel settore del retail di videogiochi e prodotti legati al gaming, con un modello in trasformazione tra vendite fisiche tradizionali e crescente esposizione all’e-commerce e al digitale.
Il contesto competitivo resta complesso, dominato da download digitali, marketplace online e produttori che disintermediano la distribuzione, comprimendo il traffico nei negozi fisici.
Tra gli elementi da monitorare, il mercato si concentra sulla sostenibilità del turnaround strategico, con attenzione alla gestione dei costi, alla redditività operativa e alla disciplina sul capitale.
Rilevante anche il livello di liquidità e struttura patrimoniale, in un contesto in cui la società ha ridimensionato ambizioni più speculative per concentrarsi su un modello più snello.
Permane inoltre una forte componente tecnica sul titolo, storicamente oggetto di dinamiche di trading retail e short interest elevato, che può amplificare la volatilità indipendentemente dai fondamentali.
In questo scenario, le indicazioni su trend delle vendite comparabili, traffico e mix fisico/digitale saranno determinanti per valutare la credibilità del percorso di stabilizzazione.
Dati macro principali
Tasso dei mutui trentennali al 20 marzo
Il 30-Year Fixed Mortgage Rate United States aggiornato al 20 marzo si inserisce in un contesto in cui i tassi sui mutui sono già in fase di risalita, dopo il passaggio da 6.17% a 6.3% nella settimana precedente.
L’attenzione, quindi, non è tanto sulla singola lettura, quanto sulla dinamica recente, che segnala un progressivo irrigidimento delle condizioni finanziarie nel comparto immobiliare.
Questo movimento è coerente con un contesto di rendimenti obbligazionari più elevati e con aspettative di politica monetaria ancora prudenziali.
Dal punto di vista macro, la prosecuzione di questa tendenza rappresenta un fattore di pressione sulla domanda abitativa, in particolare per quanto riguarda l’accessibilità al credito, mantenendo il settore in una condizione di equilibrio delicato.
Nel complesso, il dato va letto come conferma di un trend restrittivo già avviato, più che come un nuovo segnale direzionale, con implicazioni rilevanti per la trasmissione della politica monetaria al real estate.
Earning sotto la lente
Chewy (CHWY) – Prima dell’apertura
Chewy Inc. (CHWY) opera nel settore e-commerce pet, focalizzata su vendita online di cibo, farmaci e accessori per animali domestici, con un modello basato su ricavi ricorrenti tramite Autoship e forte fidelizzazione della clientela.
Il contesto competitivo resta intenso, con player generalisti e verticali che competono su prezzo, logistica e customer experience.
Tra gli highlight, il mercato monitora la tenuta della crescita dei clienti attivi e della spesa media per utente, oltre alla capacità di sostenere margini operativi in un contesto di pressione promozionale e costi logistici.
Centrale anche il contributo delle aree a maggiore valore aggiunto, come pet healthcare e servizi veterinari, che rappresentano una leva strategica per l’espansione dei margini.
Rilevante inoltre la dinamica del segmento Autoship, vero driver di visibilità sui ricavi, e l’evoluzione della redditività free cash flow, in un business che richiede continui investimenti in fulfillment e tecnologia.
Le indicazioni su retention, mix di prodotto e pricing power saranno determinanti per valutare la qualità della crescita nel breve periodo.
PDD Holdings (PDD) – Prima dell’apertura
PDD Holdings Inc. (PDD) è un operatore chiave nell’e-commerce globale, con un modello che combina marketplace domestico in Cina (Pinduoduo) e forte espansione internazionale tramite Temu, piattaforma orientata a pricing ultra-competitivo e supply chain diretta dai produttori.
Il contesto competitivo è estremamente intenso, sia sul mercato cinese, dominato da grandi piattaforme integrate, sia a livello globale, dove il gruppo sta guadagnando quote attraverso una strategia aggressiva.
Tra gli elementi da monitorare, il focus è sulla sostenibilità della crescita internazionale di Temu, in particolare in termini di costi di acquisizione clienti, spesa marketing e marginalità.
Rilevante anche la capacità di mantenere elevati livelli di engagement e conversione, in un modello basato su forte leva promozionale.
Sul fronte domestico, attenzione alla resilienza della domanda dei consumatori cinesi, in un contesto macro non uniforme, e alla tenuta del take rate e della monetizzazione dei merchant.
Le indicazioni su profittabilità complessiva, disciplina sui costi e traiettoria dei margini saranno centrali per valutare l’equilibrio tra crescita e sostenibilità nel medio termine.
Winnebago Industries (WGO) – Prima dell’apertura
Winnebago Industries (WGO) opera nel settore dei veicoli ricreazionali (RV), camper e barche, posizionandosi nel segmento leisure legato alla spesa discrezionale e ai cicli di fiducia del consumatore.
Il contesto competitivo è fortemente ciclico, influenzato da tassi di interesse, accesso al credito e dinamica del reddito disponibile, con una domanda che tende a normalizzarsi dopo i picchi registrati negli anni precedenti.
Tra gli highlight, il mercato osserva la dinamica degli ordini e il livello delle scorte presso i dealer, indicatori chiave per comprendere la fase del ciclo del settore.
Particolare attenzione anche alla politica di produzione e gestione dell’inventario, in un contesto in cui i produttori stanno adattando l’offerta a una domanda meno sostenuta.
Rilevante inoltre la tenuta dei margini operativi, sotto pressione per effetto di minori volumi e possibili incentivi commerciali.
Le indicazioni su pricing, mix di prodotto e visibilità sulla domanda futura saranno determinanti per valutare la profondità della fase di rallentamento e le tempistiche di un eventuale riequilibrio del settore.
Dati macro principali
Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione settimanali al 21 marzo
Le Initial Jobless Claims United States al 21 marzo sono attese in moderato aumento a 209K-210K, rispetto al 205K precedente, segnalando un possibile leggero allentamento delle condizioni del mercato del lavoro.
Il movimento previsto, pur in crescita, si mantiene su livelli storicamente contenuti, coerenti con un mercato del lavoro ancora solido e lontano da segnali di deterioramento strutturale.
Si tratterebbe quindi più di una normalizzazione fisiologica che di un cambio di regime.
Dal punto di vista macro, un dato in linea con le attese confermerebbe un quadro in cui l’occupazione resta resiliente, ma inizia a mostrare prime marginali crepe, coerenti con un contesto di politica monetaria restrittiva che agisce con lag.
Nel complesso, il dato rappresenta un indicatore chiave da monitorare: un’eventuale sorpresa al rialzo rafforzerebbe la narrativa di raffreddamento del mercato del lavoro, mentre una nuova sorpresa al ribasso confermerebbe la persistenza della forza occupazionale, con implicazioni per una Fed ancora prudente e non accomodante nel breve termine.
Earning sotto la lente
Commercial Metals Company (CMC) – Prima dell’apertura
Commercial Metals Company (CMC) opera nel settore steel e metal recycling, con un modello integrato che combina produzione di acciaio, lavorazione e distribuzione, fortemente esposto al ciclo delle costruzioni e agli investimenti infrastrutturali.
Il contesto competitivo è influenzato da dinamiche dei prezzi dell’acciaio, costo delle materie prime e livello dell’attività edilizia, con una componente significativa legata a progetti pubblici.
Tra gli highlight, il mercato monitora la tenuta della domanda nel segmento construction, in particolare infrastrutturale, e l’evoluzione degli spread tra prezzi di vendita e costi del rottame, determinanti per la redditività.
Rilevante anche la capacità della società di gestire la volatilità dei prezzi dell’acciaio e mantenere disciplina operativa in un contesto ciclico.
Attenzione inoltre alla pipeline di progetti e alla visibilità sui volumi, soprattutto alla luce degli investimenti pubblici negli Stati Uniti.
Le indicazioni su margini operativi, utilizzo della capacità produttiva e dinamica degli ordini saranno centrali per valutare la posizione della società nella fase attuale del ciclo industriale.
Dati macro principali
Michigan Consumer Sentiment Final, dato di marzo
Il Michigan Consumer Sentiment Index finale di marzo è atteso in lieve calo a 55.5, rispetto al 56.5 precedente, confermando un peggioramento marginale del sentiment dei consumatori.
Il livello dell’indice resta su valori relativamente bassi in termini storici, segnalando una fiducia ancora fragile, influenzata da fattori come inflazione percepita, costo del credito e incertezza economica.
La revisione finale, se confermata, consoliderebbe il quadro di una domanda interna meno dinamica sul piano psicologico.
Dal punto di vista macro, il dato suggerisce che, nonostante un mercato del lavoro solido, i consumatori mantengono un atteggiamento prudente, con possibili implicazioni sulla propensione alla spesa nei prossimi mesi.
Nel complesso, il sentiment rappresenta un elemento chiave: un ulteriore deterioramento rafforzerebbe la narrativa di raffreddamento della domanda, mentre eventuali revisioni al rialzo segnalerebbero una tenuta della fiducia più robusta del previsto.
Earning sotto la lente
Non ci sono titoli interessanti da segnalare
Dati macro principali
Ne parliamo la prossima settimana!
Earning sotto la lente (pre-market)
Non ci sono titoli interessanti da segnalare
Il focus settoriale della settimana
Il consumatore globale si divide: tra discount aggressivo e resilienza selettiva
Il quadro che emerge dagli earning della settimana evidenzia un consumatore globale sempre più polarizzato, in cui convivono segmenti resilienti e aree di evidente debolezza ciclica.
Da un lato, modelli come PDD con Temu intercettano una domanda sempre più orientata al prezzo e al value, sostenuta da un contesto macro in cui inflazione passata e tassi elevati continuano a comprimere il potere d’acquisto reale.
Dall’altro, realtà come Chewy mostrano una resilienza selettiva, grazie a componenti ricorrenti e a una spesa meno comprimibile legata al pet care.
Nel mezzo, emergono le difficoltà dei segmenti più ciclici. Winnebago riflette un rallentamento evidente nella domanda di beni durevoli discrezionali, fortemente sensibili al credito, mentre GameStop continua a operare in un contesto di disintermediazione strutturale verso il digitale, che limita la visibilità sul modello fisico tradizionale.
Il tema centrale diventa quindi la frammentazione del comportamento di consumo, con una crescente divergenza tra chi riduce la spesa e chi la rialloca in modo più efficiente.
In questo contesto, la sostenibilità dei modelli di business passa sempre più dalla capacità di gestire pricing, retention e struttura dei costi, più che dalla semplice crescita dei volumi.
Dal punto di vista operativo, il tema può essere intercettato tramite strumenti liquidi e opzionabili come Consumer Discretionary Select Sector SPDR Fund (XLY), che rappresenta un proxy diretto del ciclo del consumatore USA, e Amplify Online Retail ETF (IBUY), più esposto al trend globale dell’e-commerce e alla competizione basata sul prezzo.
La combinazione dei due consente di catturare sia la componente macro sia quella strutturale del fenomeno.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
-
Consumer Discretionary Select Sector SPDR Fund (XLY)
ETF altamente liquido che replica il consumo discrezionale USA, includendo e-commerce, retail, auto e leisure. È uno strumento molto efficiente per leggere il ciclo macro del consumatore, con forte sensibilità a dati come retail sales, occupazione e fiducia.
👉 Opzioni molto liquide, ideale per strategie direzionali e di volatilità. -
Amplify Online Retail ETF (IBUY)
ETF tematico focalizzato sull’e-commerce globale, con esposizione a modelli digitali e marketplace internazionali. Rappresenta in modo più diretto il tema della competizione basata su prezzo e crescita aggressiva, tipica di player come Temu.
👉 Più volatile e meno liquido, ma più puro sul tema disruption digitale.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Settimana “tosta” per il portafoglio di strategie di Erere, che ha subito un loss importante sulla strategia Triple-Class Mean Reversion.
Chiusa in loss anche la posizione sulla strategia Short Term Directional S&P500.
Tutto perfettamente in linea con i risultati in sample, comunque, per ora.
Qui sotto, trovate le equity line aggiornate per entrambe le strategie.
Prima nota positiva della settimana, le due operazioni di tipo High Probability Naked Put Selling su Best Buy e su Chipotle Mexican Grill, che si sono chiuse in profitto pieno.
Equity line aggiornata anche in questo caso.
In settimana, apriremo nuove posizioni sulla scadenza di giugno.
Bene anche la strategia Cash Flow Mensile, che regge l’urto di questa settimana molto volatile e va in contro-tendenza rispetto al benchmark.
Per ora è tutto!








