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Redazione QuantOptions
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Redazione QuantOptions2026-03-08 19:58:392026-03-08 19:58:39Strategic Markets Bulletin del 9 marzo 2026: il settimanale di QuantOptions AcademyThe Trading Brief
Il recap settimanale dei contenuti firmati QuantOptions Academy
Settimana di grande volatilità, ma anche una settimana ricca di opportunità operative.
Pur con prudenza, visto anche il warning lanciato – in modo relativamente velato – da Interactive Brokers con un (preannunciato) aumento dei margini sulle posizioni scoperte a partire da martedì sera, abbiamo deciso di commentare tutte le operazioni potenzialmente valide della settimana.
Così, alla fine, ci siamo trovati con una ventina di operazioni commentate, che ritrovate nella tabella qui sotto, aggiornata alla chiusura di venerdì 6 febbraio.
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 2 febbraio 2026 in sintesi
Riallineamento in corso: manifattura rinasce, lavoro si raffredda, consumi tengono
La settimana macro del 2 febbraio 2026 ha restituito un quadro più coerente e leggibile rispetto ai mesi precedenti, con segnali incrociati che rafforzano la narrativa di soft landing senza eliminare del tutto le aree di fragilità.
Il dato più eclatante è arrivato dall’ISM Manufacturing PMI, tornato in territorio espansivo a 52.6 dopo un lungo periodo sotto quota 50.
Il rimbalzo segnala una stabilizzazione avanzata del ciclo industriale, sostenuta da nuovi ordini e produzione, anche se non ancora accompagnata da una piena ripresa dell’occupazione manifatturiera.
Sul fronte dei servizi, l’ISM Services PMI si è mantenuto stabile a 53.8, confermando un settore che continua a fungere da ancora di resilienza dell’economia USA, ma senza segnali di accelerazione.
La crescita resta presente, ma più difensiva che dinamica, coerente con un contesto di domanda selettiva e condizioni finanziarie ancora restrittive.
Il vero elemento di raffreddamento è emerso dal mercato del lavoro.
Il JOLTS Job Openings di dicembre ha registrato un calo più marcato del previsto, scendendo a 6.542 milioni, ben sotto le attese.
Il dato rafforza l’evidenza di una normalizzazione della domanda di lavoro, con minori tensioni sul fronte delle assunzioni e potenzialmente sulle pressioni salariali, senza però segnalare un deterioramento brusco.
A completare il quadro, il Michigan Consumer Sentiment preliminare di febbraio ha sorpreso positivamente, salendo a 57.3.
Il miglioramento del morale dei consumatori suggerisce che, nonostante tassi elevati e crescita moderata, il consumatore americano resta più resiliente del previsto, beneficiando di un’inflazione percepita in rallentamento.
Nel complesso, la settimana ha rafforzato uno scenario di riallineamento macro ordinato: crescita meno sbilanciata, mercato del lavoro in raffreddamento graduale e fiducia dei consumatori che tiene.
Non un quadro da euforia, ma sempre meno da allarme.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 2 febbraio
ISM Manifatturiero PMI, mese di gennaio
L’ISM Manufacturing PMI di gennaio 2026 ha sorpreso nettamente al rialzo, attestandosi a 52.6, in forte recupero rispetto al 47.9 di dicembre e ben al di sopra sia del consensus (48.5) sia della previsione (48.2).
Il ritorno sopra la soglia dei 50 segnala un passaggio dalla contrazione all’espansione dell’attività manifatturiera, evento che non si osservava da circa un anno.
Il miglioramento è risultato piuttosto diffuso, con una ripresa significativa dei nuovi ordini e della produzione, a indicare una domanda più solida e una normalizzazione del ciclo di inventari.
Tuttavia, il dato va letto con una certa cautela.
Alcune componenti più strutturali, come l’occupazione, restano in territorio di contrazione, suggerendo che le imprese stanno ancora privilegiando efficienza e controllo dei costi rispetto a un’espansione della forza lavoro.
Inoltre, una parte del rimbalzo potrebbe riflettere fattori stagionali e un rientro da livelli eccessivamente depressi di fine 2025.
Nel complesso, il dato rafforza l’idea di una manifattura statunitense in fase di stabilizzazione avanzata, più che di una ripartenza ciclica pienamente consolidata.
Per il mercato, la sorpresa positiva sostiene lo scenario di crescita resiliente senza riaccendere in modo automatico timori inflazionistici, ma sposta l’attenzione sulla conferma di questa dinamica nei prossimi mesi, soprattutto alla luce delle condizioni finanziarie ancora restrittive.
Per approfondimenti:
ISM World
Martedì 3 febbraio
Nessun dato importante in programma
N.B.: la scorsa settimana avevamo indicato il dato Jolts Job Openings di dicembre per oggi, ma è stato rilasciato giovedì 5.
Mercoledì 4 febbraio
ISM Servizi PMI
L’ISM Services PMI di gennaio 2026 si è attestato a 53.8, invariato rispetto a dicembre, leggermente sopra il consensus di 53.5 ma sotto la previsione di 54.3.
Il dato conferma un settore dei servizi in espansione stabile, senza segnali di accelerazione ma neppure di deterioramento.
La tenuta dell’indice suggerisce una domanda ancora solida, coerente con un contesto macro caratterizzato da crescita moderata e condizioni finanziarie restrittive ma gestibili.
La stabilità del PMI, dopo diversi mesi sopra quota 50, rafforza l’idea che il settore dei servizi continui a fungere da ancora di resilienza dell’economia USA, soprattutto a fronte di una manifattura solo recentemente rientrata in territorio espansivo.
Al tempo stesso, l’assenza di un’accelerazione rispetto al mese precedente segnala che la crescita resta più difensiva che dinamica, compatibile con un graduale raffreddamento dell’economia piuttosto che con una fase di surriscaldamento.
Per il mercato, il dato è neutral-positivo: conferma lo scenario di soft landing, senza introdurre nuove pressioni sul fronte inflattivo o sul timing della politica monetaria.
Per approfondimenti:
ISM World
Giovedì 5 febbraio
JOLTs Job Openings, dato di dicembre
Il JOLTS Job Openings di dicembre 2025, pubblicato giovedì 5 febbraio, ha mostrato un dato pari a 6.542 milioni, in netto calo rispetto ai 6.928 milioni precedenti e significativamente inferiore sia al consensus di 7.2 milioni sia alla previsione di 7.0 milioni.
La contrazione delle posizioni aperte segnala un raffreddamento più marcato del previsto della domanda di lavoro, portando il livello delle job openings sui minimi dal 2020.
Il dato rafforza l’evidenza di una normalizzazione del mercato del lavoro dopo gli eccessi post-pandemici.
La riduzione delle posizioni aperte è coerente con una strategia delle imprese orientata a maggiore cautela su nuove assunzioni, in un contesto di crescita ancora positiva ma meno dinamica.
Pur non indicando una recessione imminente, il report suggerisce che la tensione tra domanda e offerta di lavoro continua ad allentarsi, elemento rilevante anche in ottica di pressioni salariali e inflazione dei servizi.
Per il mercato, la sorpresa negativa rispetto alle attese rafforza la narrativa di raffreddamento graduale e ordinato del mercato del lavoro, coerente con uno scenario di soft landing e potenzialmente favorevole a un allentamento monetario più avanti nel 2026, se confermato dai prossimi dati.
Per approfondimenti:
Bureau of Labor Statistics
Venerdì 6 febbraio
Michigan Consumer Sentiment, dato preliminare di febbraio
Il Michigan Consumer Sentiment preliminare di febbraio 2026, pubblicato venerdì 6 febbraio, è salito a 57.3, migliorando rispetto al 56.4 di gennaio e sorprendendo nettamente al rialzo sia il consensus (55) sia la previsione (53).
Il dato segnala un rafforzamento del morale dei consumatori, in controtendenza rispetto alle attese di un peggioramento legato al rallentamento della crescita e al livello ancora elevato dei tassi di interesse.
Il miglioramento riflette soprattutto una percezione più favorevole delle condizioni economiche attuali, mentre le aspettative restano prudenti ma meno deteriorate del previsto.
Un elemento chiave è il contributo del rallentamento dell’inflazione percepita, che continua ad alleviare la pressione sul potere d’acquisto, anche se il sentiment rimane storicamente depresso rispetto agli standard pre-pandemici.
Nel complesso, il dato suggerisce che il consumatore statunitense mantiene una capacità di tenuta superiore alle attese, coerente con uno scenario di crescita moderata ma non recessiva.
Per i mercati, la sorpresa positiva rafforza la narrativa di soft landing, pur senza alterare in modo sostanziale le aspettative sulla politica monetaria nel breve termine.
Per approfondimenti:
Surveys of Consumers
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
L’ultima ottava ha fornito una conferma empirica della nostra tesi di investimento.
Il mercato si è mosso in perfetta aderenza ai parametri previsionali:
- Target Price: la soglia dei 7000 punti si è rivelata una barriera insormontabile, innescando lo storno tecnico ipotizzato.
- Volatility Check: lo spike del VIX sopra quota 23 ha validato lo stato di preallarme sulla term structure.
- Price Action: il test dell’area 6780 ha confermato l’esaurimento del momentum istituzionale e la vulnerabilità dei supporti.
- Sentiment: il mix tra incertezza macro e stagionalità ha prodotto l’andamento erratico previsto, culminato nel rally tecnico di venerdì.
VIX – La volatilità torna a ruggire
Il ritorno della volatilità direzionale impone la transizione verso un regime di difesa attiva.
In questa fase di instabilità, la priorità assoluta è la resilienza del portafoglio: è necessaria una rigorosa ricalibrazione delle esposizioni short gamma per neutralizzare potenziali spike intraday.
L’operatività deve privilegiare la riduzione tattica del beta e l’efficientamento delle riserve di liquidità, pilastri necessari per assorbire eventuali risoluzioni ribassiste paraboliche.
Ogni nuova esposizione resta subordinata a una reale stabilizzazione della struttura dei premi per il rischio.
S&P 500 – La prudenza come driver strategico
In un contesto di marcata ambiguità, la prudenza deve tradursi in una gestione millimetrica dell’esposizione netta.
La navigazione di questa fase di transizione richiede una disciplina ferrea: è essenziale evitare l’operatività impulsiva, privilegiando ingressi basati esclusivamente su conferme strutturali.
Il processo di price discovery è ancora in corso; pertanto, la conservazione del capitale resta l’obiettivo primario in attesa di una direzione univoca e sostenibile del benchmark.
Stagionalità – Il momento non è favorevole
Per l’ottava entrante, si prospetta un pattern distributivo bipartito:
- Fase iniziale (Lunedì-Mercoledì): avvio moderatamente laterale-rialzista, sostenuto da una temporanea compressione del rischio.
- Fase finale (Giovedì-Venerdì): inversione ribassista con il VIX pronto a riflettere specularmente il calo dei prezzi. Questa dinamica impone una gestione rigorosa delle posizioni, mantenendo alta la guardia contro la “forza oscura” che continua a respingere i tentativi di consolidamento sopra i livelli chiave.
Conclusioni operative
In sintesi, ci troviamo in un delicato equilibrio tra necessità di rimbalzo tecnico e pressioni strutturali ribassiste.
La chiave del successo per la settimana entrante risiederà nella capacità di non anticipare il mercato: attendere la validazione dei supporti e sfruttare la finestra di stabilità iniziale per ottimizzare il rischio.
Solo una ferrea aderenza ai protocolli di drawdown management permetterà di trasformare l’attuale incertezza in un vantaggio tattico di lungo periodo.
Calendario eventi dal 9 al 13 febbraio 2026
Earning trading
Per la selezione dei titoli da inserire nel nostro calendario settimanale, adottiamo tre criteri primari:
- prezzo non superiore a 150$;
- efficienza delle chain delle opzioni;
- situazione generale di bilancio (valutata attraverso lo snowflake di SimplyWall) promettente, così da evitare di segnalare titoli che potrebbero provocare perdite rilevanti su operazioni di tipo naked, come quelle di cui parliamo spesso negli articoli operativi di QuantOptions Academy Pro.
Fanno eccezione alla prima regola i titoli “famosi”, che possono essere comunque di interesse generale, e che quindi vengono commentati a prescindere.
Quadro macro della settimana entrante
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
La settimana che ci aspetta in sintesi
Mercato sotto esame: execution micro e coerenza macro come bussola del 2026
La settimana in corso si configura come un test di solidità più che di entusiasmo, in cui il mercato incrocia la lettura micro degli earning con un quadro macro chiamato a confermare la narrativa di atterraggio morbido.
Sul fronte societario, il filo conduttore è la selettività: vengono premiati modelli di business capaci di difendere margini, generare cassa e offrire visibilità credibile sul 2026, mentre perde rilevanza la crescita nominale non supportata da execution.
Nei settori technology e software l’attenzione si sposta su qualità dei ricavi ricorrenti, retention, ARPU e disciplina dei costi, con cloud, cybersecurity e digital advertising letti come barometri della spesa IT e marketing.
Nel consumer e nei servizi emerge una chiara biforcazione: resilienza per i modelli difensivi e cash-generative, pressione selettiva su quelli più esposti alla spesa discrezionale, valutati su traffico, unit economics e pricing power.
Healthcare e biotech separano nettamente i player maturi, giudicati su cash flow e allocazione del capitale, dai nomi a maggiore optionality clinica, dove contano pipeline, liquidità e credibilità del percorso.
Industrials ed energy, infine, vengono letti in chiave ciclica e prospettica, più sulla capacità di attraversare fasi meno favorevoli che sul singolo trimestre.
Questo approccio micro si innesta su un contesto macro che chiede coerenza: vendite al dettaglio, mercato del lavoro e inflazione dovranno confermare un rallentamento ordinato, compatibile con crescita positiva e disinflazione graduale.
Non è una settimana da sorprese, ma da conferme incrociate: chi regge a questo doppio esame rafforza la propria credibilità, chi dipende ancora da condizioni esterne favorevoli rischia di restare indietro.
Dati macro principali
Nessun dato rilevante a calendario
Earning sotto la lente (dopo la chiusura)
Amkor Technology (AMKR)
Amkor Technology (AMKR) è uno dei principali player globali nell’OSAT (outsourced semiconductor assembly and test), segmento cruciale ma ciclico della filiera dei semiconduttori.
Il suo business è fortemente esposto ai volumi di smartphone, automotive ed electronics consumer, oltre che – in misura crescente – ai chip per AI edge e data center, dove il packaging avanzato sta diventando un fattore competitivo.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla dinamica degli ordini e al mix di prodotto, più che ai ricavi headline.
La domanda resta disomogenea: automotive e industrial mostrano una discreta tenuta, mentre il consumer continua a essere volatile.
Gli analisti si aspettano indicazioni utili sulla capacità di assorbire la pressione sui prezzi e sul livello di utilizzo degli impianti, ancora sotto la media storica.
Attenzione anche ai capex futuri, indicativi della fiducia del management sul ciclo 2026.
On Semiconductor (ON)
ON Semiconductor (ON) è un player chiave nei semiconduttori di potenza e sensori analogici, con un’esposizione particolarmente elevata a automotive ed industrial, due mercati strutturalmente più stabili rispetto al consumer.
Il posizionamento su power management, SiC e ADAS ha consentito negli ultimi anni un significativo miglioramento del mix di margine e della qualità dei ricavi.
In vista degli earning, l’attenzione del mercato non è tanto sui numeri trimestrali quanto sulla tenuta della domanda automotive, soprattutto EV, in una fase di rallentamento selettivo degli investimenti.
Gli analisti monitorano anche l’evoluzione dei lead time e il livello delle scorte dei clienti, elementi chiave per valutare la visibilità del secondo semestre.
Centrale sarà il messaggio sulla disciplina dei prezzi e sulla capacità di difendere i margini operativi in un contesto competitivo più normalizzato.
Dati macro principali
Vendite al dettaglio, mese su mese, dato di dicembre
Il dato sulle vendite al dettaglio mese su mese (MoM) di dicembre rappresenta un passaggio chiave per valutare la tenuta della domanda interna dopo un trimestre segnato da crescita resiliente ma sempre più selettiva.
Un rallentamento atteso da 0.6% a 0.4% suggerisce normalizzazione dei consumi, coerente con condizioni finanziarie tuttora restrittive e con un consumatore meno incline ad assorbire ulteriori pressioni sui prezzi.
Se il dato dovesse sorprendere al rialzo rispetto al consensus 0.5%, il messaggio sarebbe di domanda ancora solida, con implicazioni potenzialmente meno accomodanti per le aspettative di politica monetaria.
Al contrario, una lettura più debole rafforzerebbe la narrativa di raffreddamento ciclico ordinato, favorevole a un progressivo allentamento delle condizioni finanziarie.
Il punto cruciale non è il numero in sé, ma la qualità della spesa, tra beni discrezionali e consumi difensivi, che continuerà a guidare la lettura prospettica della crescita.
Earning sotto la lente
American International Group (AIG) – Dopo la chiusura
American International Group (AIG) arriva agli earning in una fase di transizione strategica avanzata, dopo anni di semplificazione del perimetro e di focalizzazione sul core business assicurativo.
Il gruppo è oggi maggiormente esposto al segmento commercial P&C, con un profilo di rischio più leggibile e una minore volatilità rispetto al passato.
Il mercato guarda soprattutto alla redditività tecnica, in particolare al combined ratio, e alla capacità di mantenere pricing discipline in un contesto competitivo che resta razionale ma meno favorevole rispetto al biennio precedente.
Attenzione anche al contributo dell’investment income, che beneficia ancora di tassi elevati, pur con una dinamica di reinvestimento più graduale.
Gli analisti si attendono indicazioni sulla sostenibilità del miglioramento operativo e sulla traiettoria di ritorno di capitale, elemento chiave per la tesi equity nel medio periodo.
Arvinas (ARVN) – Prima dell’apertura
Arvinas (ARVN) è una biotech focalizzata sulle terapie basate su PROTAC, una tecnologia innovativa che mira a degradare selettivamente proteine patologiche invece di inibirle.
Il valore del titolo è quindi fortemente legato all’evoluzione della pipeline clinica, più che a metriche finanziarie tradizionali, dato l’assenza di ricavi commerciali significativi.
In vista degli earning, l’attenzione del mercato è concentrata sugli aggiornamenti clinici e sullo stato dei programmi chiave, in particolare nel cancro al seno e nelle patologie oncologiche avanzate, oltre che sulla qualità delle partnership strategiche.
Gli investitori monitorano con attenzione la posizione di cassa e il cash burn, elementi cruciali per valutare l’autonomia finanziaria nei prossimi trimestri.
Eventuali commenti del management sulla tempistica dei trial e sul dialogo regolatorio possono avere un impatto rilevante sulle aspettative.
BlackLine (BL) – Dopo la chiusura
BlackLine (BL) opera nel segmento del financial close e account reconciliation software, una nicchia del software enterprise caratterizzata da ricavi ricorrenti, alta retention e cicli di vendita lunghi.
La piattaforma è integrata nei processi core di chiusura contabile e compliance, rendendo il prodotto mission-critical per grandi aziende e multinazionali.
In vista degli earning, il focus del mercato è sulla dinamica della crescita organica e sulla capacità di mantenere tassi di espansione coerenti in un contesto di IT spending più selettivo.
Gli analisti osservano con attenzione l’evoluzione del net revenue retention e il contributo dei clienti enterprise, oltre al percorso verso una maggiore leva operativa.
Centrale anche il messaggio sulla domanda pipeline per il 2026: BlackLine resta un nome di qualità, ma la narrativa richiede execution disciplinata più che promesse di accelerazione.
Crispr Therapeutics (CRSP) – Prima dell’apertura
CRISPR Therapeutics (CRSP) è uno dei nomi più rappresentativi nel campo della gene editing basata su CRISPR/Cas9, con una pipeline che combina programmi proprietari e partnership strategiche.
Il profilo resta tipicamente biotech: elevata optionalità clinica e visibilità finanziaria ancora limitata, ma con potenziale di lungo periodo significativo.
In vista degli earning, l’attenzione del mercato è concentrata sugli aggiornamenti regolatori e clinici, in particolare sui programmi più avanzati in ambito ematologico e immunologico.
Gli investitori guardano anche alla gestione della cassa e alla capacità di sostenere lo sviluppo clinico senza diluizioni aggressive.
Gli analisti non si aspettano sorprese sul conto economico, ma valutano con attenzione il tono del management su tempistiche, priorità di pipeline e strategia di commercializzazione futura.
In questo contesto, la narrativa conta quanto i dati, soprattutto in assenza di catalizzatori immediati.
Datadog (DDOG) – Prima dell’apertura
Datadog (DDOG) è uno dei principali player nel monitoring e observability per ambienti cloud-native, con una piattaforma sempre più ampia che copre infrastructure, application performance, log management e sicurezza.
Il modello a consumo lega strettamente i ricavi all’attività dei workload dei clienti, rendendo il titolo molto sensibile ai cicli di ottimizzazione della spesa cloud.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla riaccelerazione dell’uso dei servizi, più che ai nuovi clienti, dopo una fase di contenimento dei consumi da parte delle grandi aziende.
Gli analisti monitorano con attenzione la crescita dei clienti ad alto valore e l’adozione dei moduli più avanzati, inclusi quelli legati all’AI observability.
Centrale sarà il messaggio sulla visibilità della domanda per il 2026 e sulla capacità di coniugare crescita e disciplina sui margini in un contesto competitivo affollato.
Exelixis (EXEL) – Dopo la chiusura
Exelixis (EXEL) è una biotech focalizzata sull’oncologia, con un profilo relativamente più maturo rispetto a molte peer grazie a ricavi commerciali consolidati derivanti da Cabometyx, farmaco di riferimento in diverse indicazioni tumorali.
Questo garantisce una base di cassa solida e una maggiore flessibilità nello sviluppo della pipeline.
In vista degli earning, il mercato non si aspetta sorprese sul fronte dei ricavi core, quanto piuttosto indicazioni sulla sostenibilità della crescita di Cabometyx e sul contributo delle royalty dalle partnership.
L’attenzione è però sempre più rivolta alla pipeline di nuova generazione, chiamata a ridurre la dipendenza da un singolo asset nel medio periodo.
Gli analisti monitorano con attenzione spese R&D, timing dei trial clinici e commenti del management sulla strategia di allocazione del capitale, elementi chiave per valutare il profilo rischio-rendimento del titolo.
Ford Motor (F) – Dopo la chiusura
Ford Motor Company (F) arriva agli earning in una fase di transizione complessa, con il gruppo impegnato a bilanciare profittabilità del business tradizionale e investimenti nella strategia EV e software-defined vehicles.
Il core Ford Blue resta il principale generatore di cassa, sostenuto da pickup e commercial vehicles, mentre Model e continua a pesare sui margini.
In vista della trimestrale, il mercato guarda soprattutto alla dinamica dei margini e alla capacità di contenere le perdite nella divisione elettrica, in un contesto di domanda EV più selettiva e concorrenza intensa.
Attenzione anche al business Ford Pro, considerato l’asset di maggiore qualità per visibilità e ritorni sul capitale.
Sullo sfondo restano i rischi legati a costi del lavoro, pricing discipline e potenziali dazi USA, fattori che potrebbero influenzare guidance e sentiment più dei numeri headline.
Gilead Sciences (GILD) – Dopo la chiusura
Gilead Sciences (GILD) è una big pharma con un profilo cash-generative e una pipeline in evoluzione, storicamente ancorata al business HIV, ma sempre più orientata a oncologia e immunologia.
La solidità del portafoglio HIV garantisce flussi di cassa stabili, elemento centrale per sostenere acquisizioni, R&D e ritorni agli azionisti.
In vista degli earning, il mercato guarda alla tenuta delle vendite HIV, in particolare alla transizione verso regimi più recenti, e alla performance dell’area oncologica, dove le aspettative restano elevate ma la visibilità è ancora in costruzione.
Gli analisti osservano anche l’impatto delle recenti operazioni di M&A sulla struttura dei costi e sulla crescita di medio periodo.
Centrale sarà il messaggio del management sulla allocazione del capitale e sulla capacità di bilanciare dividendo, buyback e investimenti in pipeline.
Incyte (INCY) – Prima dell’apertura
Incyte (INCY) è una biotech con un profilo ibrido tra crescita e generazione di cassa, grazie al successo commerciale di Jakafi, che continua a rappresentare la principale fonte di ricavi.
Il business è quindi caratterizzato da forte concentrazione su un singolo asset, bilanciata però da una pipeline ampia in oncologia e immunologia.
In vista degli earning, l’attenzione del mercato è focalizzata sulla tenuta delle vendite di Jakafi e sulla capacità di compensare nel tempo il rischio di erosione competitiva.
Gli analisti guardano con interesse agli aggiornamenti sulla pipeline late-stage, chiamata a costruire la prossima gamba di crescita.
Centrale anche la lettura delle spese R&D e del cash flow operativo, elementi chiave per valutare la sostenibilità della strategia.
In questo contesto, la credibilità del percorso di diversificazione pesa più del dato trimestrale in sé.
InMode (INMD) – Prima dell’apertura
InMode (INMD) opera nel segmento dei dispositivi medicali per l’estetica minimamente invasiva, con una focalizzazione su tecnologie a radiofrequenza utilizzate in dermatologia, chirurgia plastica e ginecologia.
Il modello di business combina vendita di piattaforme e consumabili, con margini storicamente elevati e una struttura finanziaria molto solida, priva di debito rilevante.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla dinamica della domanda finale, che resta sensibile al ciclo economico e alla propensione alla spesa discrezionale dei consumatori.
Gli analisti monitorano con attenzione la crescita internazionale, la stabilità dei prezzi medi di vendita e l’evoluzione delle scorte presso i distributori, dopo una fase di normalizzazione post-accelerazione.
Centrale sarà anche il messaggio sulla visibilità del 2026: InMode resta un business di qualità, ma la narrativa richiede ritmi di crescita credibili più che marginalità già nota.
Jumia Tchnologies (JMIA) – Prima dell’apertura
Jumia Technologies (JMIA) arriva agli earning con un profilo ancora fortemente turnaround-driven, più legato alla disciplina finanziaria che alla crescita pura. Il gruppo resta il principale player di e-commerce pan-africano, ma negli ultimi trimestri ha chiaramente ridimensionato le ambizioni, concentrandosi su riduzione delle perdite, ottimizzazione dei costi e miglioramento del cash burn.
In vista della trimestrale, il mercato guarda meno ai GMV e più alla traiettoria verso il break-even, con particolare attenzione a margini, efficienza logistica e contributo di JumiaPay. Gli analisti osservano se il focus su mercati core e categorie a maggiore redditività stia producendo risultati strutturali, senza sacrificare eccessivamente la base clienti. Centrale sarà anche il messaggio sulla liquidità disponibile e sulla sostenibilità operativa nel 2026, dato che la tesi equity resta altamente sensibile alla visibilità finanziaria più che alla narrativa di crescita.
Coca Cola (KO) – Prima dell’apertura
The Coca-Cola Company (KO) arriva agli earning con il tipico profilo difensivo e cash-generative, sostenuto da un portafoglio globale di brand e da una struttura asset-light dopo la rifranchizzazione dell’imbottigliamento.
Il business resta fortemente ancorato alla pricing power, elemento chiave negli ultimi anni per compensare pressioni su volumi e costi.
In vista della trimestrale, il mercato guarda soprattutto all’equilibrio tra prezzi e volumi, in un contesto di consumatore più selettivo e di normalizzazione dell’inflazione.
Gli analisti osservano con attenzione la performance nei mercati emergenti e la crescita delle categorie zero sugar e premium, centrali per il mix.
Attenzione anche ai costi delle materie prime e al contributo del FX, che possono influenzare i margini.
Più che il dato trimestrale, conta la tenuta della guidance e la visibilità dei flussi di cassa.
Lyft (LYFT) – Dopo la chiusura
Lyft (LYFT) arriva agli earning in una fase di riassetto operativo, con il management concentrato su redditività e generazione di free cash flow più che sull’espansione aggressiva della quota di mercato.
Il business resta fortemente domestico, con esposizione quasi esclusiva al mercato nordamericano del ride-hailing, in un contesto competitivo dominato da pochi grandi player.
In vista della trimestrale, il mercato guarda alla stabilità della domanda e alla capacità di mantenere take rate sostenibili senza ricorrere a incentivi eccessivi per driver e utenti.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione dei costi assicurativi e operativi, elementi strutturalmente critici per i margini.
Centrale sarà anche il messaggio sulla visibilità del 2026, in particolare sulla capacità di consolidare i progressi di profittabilità in un contesto macro ancora selettivo e con pressioni competitive persistenti.
Mattel (MAT) – Dopo la chiusura
Mattel (MAT) si presenta agli earning in una fase di riposizionamento strategico, in cui il focus si è spostato dalla pura stagionalità del toy business alla valorizzazione delle IP e all’estensione dei brand su più piattaforme.
Barbie, Hot Wheels e Fisher-Price restano asset centrali, ma la crescita passa sempre più da licensing, entertainment e digital.
In vista della trimestrale, il mercato guarda alla tenuta dei volumi nel core toy, in un contesto di domanda discrezionale ancora selettiva, e alla capacità di mantenere pricing discipline senza penalizzare le vendite.
Gli analisti monitorano anche i progressi sul fronte della riduzione dei costi e del miglioramento dei margini, oltre alla generazione di free cash flow.
Centrale sarà il tono del management sulla visibilità del 2026, soprattutto dopo l’effetto trainante – non strutturale – dei successi media degli ultimi anni.
Oscar Health (OSCR) – Prima dell’apertura
Oscar Health (OSCR) si avvicina agli earning con un profilo ancora polarizzante, tipico degli insurer focalizzati sull’ACA marketplace.
Il modello resta centrato su una proposta digitally native, con forte utilizzo di dati e tecnologia per la gestione dei costi sanitari, ma la variabile chiave continua a essere l’execution assicurativa, non la piattaforma.
In vista della trimestrale, il mercato guarda soprattutto alla qualità del medical loss ratio e alla capacità di mantenere disciplina sul pricing dopo le espansioni selettive degli ultimi cicli di enrollment.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione dei membership mix, la stabilità dei risk adjustment e la sostenibilità dei progressi sulla profittabilità adjusted.
Centrale sarà anche il messaggio sulla guidance 2026, in un contesto regolatorio stabile ma competitivo, dove Oscar deve dimostrare che la scala raggiunta può tradursi in margini strutturali, non solo in miglioramenti tattici trimestre su trimestre.
Pegasystems (PEGA) – Dopo la chiusura
Pegasystems (PEGA) arriva agli earning in una fase di transizione ancora in corso, con il business sempre più orientato verso subscription e cloud rispetto al modello legacy di licenze perpetue.
La piattaforma Pega resta ben posizionata su BPM, CRM e AI decisioning, con una base clienti enterprise spesso mission-critical, ma con cicli di vendita lunghi e visibilità non sempre lineare.
In vista della trimestrale, il mercato guarda soprattutto alla qualità della crescita ricorrente, più che ai ricavi totali, e alla dinamica di bookings e pipeline, indicatori chiave per il 2026.
Gli analisti monitorano con attenzione il percorso di miglioramento dei margini, sostenuto dal mix cloud e dalla disciplina sui costi, oltre all’esposizione al settore pubblico e regulated, storicamente rilevante per PEGA.
Centrale sarà il tono del management sulla domanda enterprise, in un contesto di IT spending ancora selettivo ma meno difensivo rispetto al 2025.
Dati macro principali
Non Farm Payrolls di gennaio
Il dato sui Non-Farm Payrolls (NFP) di gennaio è centrale per capire se il raffreddamento del mercato del lavoro stia procedendo in modo ordinato o stia accelerando oltre le attese.
Il confronto tra precedente 50K, consensus 70K e previsione 40K evidenzia una incertezza elevata sulla traiettoria occupazionale, segnale che la fase di riequilibrio è tutt’altro che lineare.
Una lettura superiore al consensus rafforzerebbe l’idea di domanda di lavoro ancora resiliente, riducendo lo spazio per un allentamento rapido della politica monetaria.
Al contrario, un dato in area 40K o inferiore alimenterebbe timori di indebolimento ciclico più marcato, con implicazioni favorevoli per le aspettative di taglio dei tassi.
Il punto chiave resta la coerenza con salari e partecipazione, perché è lì che si gioca la credibilità del segnale macro.
Tasso di disoccupazione, dato di gennaio
Il tasso di disoccupazione di gennaio completa il quadro del mercato del lavoro, offrendo una lettura strutturale che va oltre la volatilità dei flussi occupazionali mensili.
Una previsione in lieve aumento al 4.5%, dopo il 4.4% precedente e in linea con un consensus stabile, suggerisce un allentamento graduale delle tensioni sul lato dell’offerta di lavoro.
Un dato invariato rafforzerebbe l’idea di mercato ancora rigido, coerente con una dinamica salariale resiliente e quindi meno favorevole a un cambio di passo rapido della politica monetaria.
Al contrario, un incremento più marcato del previsto sarebbe letto come segnale di deterioramento ciclico, potenzialmente in grado di ridimensionare le aspettative di crescita ma anche di alleggerire la pressione sui prezzi dei servizi.
Il mercato guarderà alla direzione, più che al livello assoluto.
Earning sotto la lente
Alkermes plc (ALKS) – Prima dell’apertura
Alkermes (ALKS) è una biopharma specializzata in neuroscienze, con focus su disturbi psichiatrici e dipendenze, e un modello che combina farmaci commerciali proprietari e royalty da partnership.
Il core business ruota attorno a Vivitrol e Lybalvi, inseriti in mercati regolati ma con barriere all’ingresso elevate.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla traiettoria di crescita di Lybalvi, considerato il principale driver di valore di medio periodo, e alla stabilità dei ricavi di Vivitrol, sensibili a dinamiche di rimborso e policy sanitarie.
Gli analisti monitorano con attenzione il profilo di marginalità, dopo la semplificazione della pipeline R&D, e la generazione di free cash flow, elemento chiave per una possibile allocazione di capitale più aggressiva.
Centrale sarà anche il tono del management sulla visibilità del 2026, in un contesto competitivo che premia execution e focus più che espansione indiscriminata.
Antero Resources (AR) – Dopo la chiusura
Antero Resources (AR) è un produttore upstream di gas naturale e NGL, con asset concentrati nell’Appalachian Basin (Marcellus e Utica) e un modello fortemente orientato all’efficienza operativa e alla gestione del bilancio.
Il business è quindi direttamente esposto all’andamento dei prezzi del gas USA, oltre che ai differenziali di realizzo e alla capacità di accesso ai mercati finali.
In vista degli earning, il mercato guarda meno ai volumi e più alla disciplina sul capitale, in un contesto di prezzi del gas ancora compressi e volatilità elevata.
Gli analisti monitorano con attenzione il livello di hedging, la generazione di free cash flow e la sostenibilità del deleveraging, elementi centrali per la tesi equity nel 2026.
Rilevante anche il dialogo con Antero Midstream sul fronte delle fee e dell’infrastruttura, che incide direttamente sulla competitività dei margini.
Più che i numeri trimestrali, conta la capacità di attraversare il ciclo senza sacrificare optionality futura.
Cisco Systems (CSCO) – Dopo la chiusura
Cisco Systems (CSCO) opera nel settore delle infrastrutture di rete e cybersecurity, con un modello che combina hardware networking, software e servizi a ricavi ricorrenti, rivolto principalmente a grandi enterprise, service provider e settore pubblico.
Il gruppo è quindi un barometro diretto della spesa IT infrastrutturale globale.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla dinamica degli ordini e alla visibilità della domanda enterprise, dopo una fase di normalizzazione seguita al ciclo di backlog eccezionale degli anni precedenti.
Gli analisti monitorano con attenzione la crescita delle aree software, subscription e security, considerate centrali per stabilizzare margini e ridurre la ciclicità dell’hardware.
Rilevante anche il contributo dell’AI infrastructure, più come fattore di posizionamento strategico che come driver immediato di ricavi.
Più dei numeri trimestrali, conta la credibilità della guidance e il messaggio sulla qualità della crescita nel 2026.
CoreCivic (CXW) – Dopo la chiusura
CoreCivic (CXW) opera nel settore delle strutture di detenzione private, fornendo servizi di gestione carceraria e detention facilities prevalentemente a livello federale e statale negli Stati Uniti.
Il business è altamente regolato e politicamente sensibile, con ricavi legati a contratti di lungo periodo e tassi di occupazione delle strutture.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla stabilità dei contratti federali, in particolare quelli con ICE e US Marshals, e al livello di occupancy, fattore chiave per la leva operativa.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione del deleveraging e della struttura del capitale, dopo anni di pressione reputazionale e accesso limitato ai mercati finanziari.
Centrale sarà anche il messaggio sulla visibilità dei flussi di cassa nel 2026, in un contesto politico che resta incerto ma che, nei fatti, continua a sostenere la domanda di capacità detentiva.
Kraft Heinz (KHC) – Prima dell’apertura
Kraft Heinz (KHC) opera nel settore dei beni alimentari confezionati, con un portafoglio di brand storici fortemente esposto al mercato nordamericano e a categorie mature come condimenti, salse, formaggi e ready meals.
Il business è quindi difensivo, ma caratterizzato da crescita strutturalmente limitata e forte dipendenza dalla pricing power.
In vista degli earning, il mercato guarda all’equilibrio tra prezzi e volumi, dopo diversi trimestri in cui l’inflazione è stata compensata soprattutto tramite aumenti di prezzo.
Gli analisti monitorano con attenzione la tenuta dei volumi e i segnali di trade-down del consumatore, oltre alla capacità di contenere i costi delle materie prime.
Centrale sarà anche il messaggio sulla marginalità nel 2026 e sulla sostenibilità del free cash flow, elemento chiave per dividendi e deleveraging in un contesto competitivo che premia innovazione e execution, più che semplice difesa del pricing.
Mc Donald’s (MCD) – Prima dell’apertura
McDonald’s (MCD) opera nel settore della ristorazione veloce QSR, con un modello fortemente franchised che privilegia royalty, affitti e cash flow ricorrenti più che la gestione diretta dei ristoranti.
Il business è esposto alla spesa discrezionale, ma beneficia di scala globale, brand strength e capacità di adattamento dei prezzi.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto all’andamento delle vendite comparabili, con particolare attenzione al traffico nei mercati sviluppati, dove il consumatore resta più selettivo.
Gli analisti monitorano la tenuta della pricing power e l’efficacia delle iniziative di value menu, cruciali per difendere i volumi senza comprimere i margini dei franchisee.
Centrale sarà anche il contributo dei mercati internazionali e l’impatto dei costi del lavoro.
Più dei numeri trimestrali, conta la visibilità della crescita nel 2026 e la capacità del modello di restare resiliente in uno scenario macro meno indulgente.
Paycom Software (PAYC) – Dopo la chiusura
Paycom (PAYC) opera nel settore del software HCM per paghe, gestione del personale e compliance, con una piattaforma integrata rivolta principalmente a PMI e mid-market negli Stati Uniti.
Il modello SaaS a ricavi ricorrenti offre alta visibilità, ma rende la crescita sensibile al ciclo dell’occupazione e alle decisioni di spesa delle aziende clienti.
In vista degli earning, il mercato guarda alla dinamica delle nuove sottoscrizioni e alla capacità di sostenere tassi di crescita coerenti in un contesto di hiring più selettivo.
Gli analisti monitorano con attenzione il net revenue retention e l’evoluzione dei margini operativi, storicamente elevati ma sotto pressione per investimenti commerciali e di prodotto.
Centrale sarà il messaggio sulla visibilità della domanda nel 2026 e sulla capacità di difendere il posizionamento competitivo in un segmento HCM sempre più affollato.
Pilgirm’s Pride Corporation (PPC) – Dopo la chiusura
Pilgrim’s Pride (PPC) opera nel settore della produzione e trasformazione di carne avicola, con una forte esposizione al pollo fresco e a valore aggiunto per retail e foodservice, prevalentemente in Nord America.
Il business è ciclico e commodity-driven, ma negli ultimi anni ha beneficiato di un migliore mix di prodotto e di maggiore disciplina operativa.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla dinamica dei margini, influenzata da prezzi del pollo, costi dei mangimi e capacità di trasferire l’inflazione lungo la filiera.
Gli analisti monitorano con attenzione la domanda foodservice, più volatile, e la tenuta dei volumi retail, oltre all’evoluzione del capex dopo una fase di investimenti mirati.
Centrale sarà anche il messaggio sulla visibilità del 2026, in un contesto di offerta più razionale ma ancora sensibile a shock sui costi e alla normalizzazione dei prezzi rispetto ai picchi recenti.
Shopify (SHOP) – Prima dell’apertura
Shopify (SHOP) opera nel settore delle piattaforme e-commerce SaaS, fornendo a merchant di ogni dimensione strumenti per vendita online, pagamenti, logistica e marketing, con un modello a ricavi ricorrenti e componenti legate ai volumi transati.
Il business è quindi esposto sia alla digitalizzazione del retail sia alla salute dei consumi discrezionali.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla qualità della crescita, più che al top line, dopo il profondo riposizionamento degli ultimi anni verso margini e free cash flow.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione del merchant solutions take rate, la crescita dei GMV e il contributo delle iniziative legate a AI e automazione per migliorare conversione e retention.
Centrale sarà anche il messaggio sulla domanda nel 2026, in un contesto competitivo intenso ma più razionale, dove Shopify deve dimostrare che la scala raggiunta può tradursi in crescita sostenibile e disciplina finanziaria.
Tower Semiconductor (TSEM) – Prima dell’apertura
Tower Semiconductor (TSEM) opera come fonderia indipendente specializzata, focalizzata su processi analogici, RF, power management e sensori, servendo clienti industrial, automotive e consumer avanzato.
Il modello è distinto dalle mega-foundry: meno volumi di punta, ma relazioni di lungo periodo e barriere tecnologiche di nicchia.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla dinamica degli ordini nei segmenti industrial e automotive, dopo una fase di normalizzazione delle scorte lungo la filiera dei semiconduttori.
Gli analisti monitorano con attenzione il livello di utilizzo degli impianti e la capacità di difendere i margini in un contesto competitivo più equilibrato.
Rilevanti anche eventuali commenti su capex e partnership strategiche, considerati segnali della fiducia del management nel ciclo 2026.
Più dei numeri trimestrali, conta la visibilità della domanda e la tenuta del posizionamento specialty rispetto ai player generalisti.
The Trade Desk (TTD) – Durante la giornata
The Trade Desk (TTD) opera nel settore della pubblicità digitale programmatica, fornendo una piattaforma buy-side indipendente per l’acquisto di spazi pubblicitari su open internet, CTV, mobile e display.
Il modello è asset-light, legato ai volumi pubblicitari gestiti, e beneficia del trend strutturale verso connected TV e data-driven advertising.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla dinamica della spesa CTV e alla capacità di intercettare budget in un contesto macro ancora selettivo per l’advertising.
Gli analisti monitorano con attenzione l’adozione di UID2 e l’impatto delle soluzioni di identity e measurement, considerate leve competitive chiave in un mondo post-cookie.
Centrale sarà anche il messaggio sulla visibilità del 2026, in particolare sulla capacità di mantenere crescita superiore al mercato senza sacrificare margini in un settore sempre più affollato ma in fase di razionalizzazione.
Unity Software (U) – Prima dell’apertura
Unity Software (U) opera nel settore del software real-time 3D, fornendo strumenti per sviluppo di videogame, contenuti interattivi e applicazioni industriali, con un modello che combina subscription e monetizzazione pubblicitaria.
Il business è quindi esposto sia alla spesa degli sviluppatori sia ai cicli del digital advertising, con una struttura in fase di riorganizzazione.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla stabilità della base developer e ai progressi nel ripristino della fiducia dopo le tensioni strategiche degli ultimi anni.
Gli analisti monitorano con attenzione la traiettoria di riduzione dei costi, la visibilità del free cash flow e l’evoluzione del segmento Operate, più volatile ma rilevante per i ricavi.
Centrale sarà il messaggio sulla strategia 2026, in particolare sulla capacità di semplificare il modello e difendere il posizionamento competitivo in un ecosistema sempre più affollato e sensibile al pricing.
Dati macro principali
Vendite di case esistenti, mese di gennaio
Il dato sulle vendite di case esistenti di gennaio è un indicatore sensibile dell’impatto dei tassi elevati sul ciclo immobiliare, settore chiave per la trasmissione della politica monetaria all’economia reale.
Il calo atteso da 4.35 a 4.20M, sotto un consensus a 4.25M, riflette accessibilità ancora compressa e una domanda frenata da costi di finanziamento persistenti.
Una sorpresa al rialzo segnalerebbe resilienza della domanda abitativa, suggerendo che il mercato stia assorbendo il livello dei tassi senza ulteriori fratture, con implicazioni meno favorevoli a un allentamento rapido delle condizioni finanziarie.
Al contrario, una debolezza più accentuata rafforzerebbe la lettura di raffreddamento strutturale del real estate, con effetti potenzialmente disinflazionistici sui servizi legati all’abitazione.
Il focus resterà sulla dinamica sequenziale, non sul livello assoluto.
Earning sotto la lente
Airbnb (ABNB) – Dopo la chiusura
Airbnb (ABNB) opera nel settore delle piattaforme di affitti brevi e travel marketplace, mettendo in contatto host e viaggiatori con un modello asset-light basato su commissioni.
Il business è globale, sensibile ai flussi turistici e alla spesa discrezionale, ma supportato da un brand forte e da un’offerta sempre più ampia oltre il lodging tradizionale.
In vista degli earning, il mercato guarda alla dinamica delle notti prenotate e alla tenuta della pricing power, soprattutto nei mercati maturi dove la crescita è più selettiva.
Gli analisti monitorano l’impatto delle regolamentazioni locali sull’offerta urbana e la capacità di compensare con esperienze, soggiorni di lungo periodo e mercati alternativi.
Centrale sarà anche il messaggio sulla marginalità e sul free cash flow nel 2026, dopo anni di forte disciplina sui costi, e sulla visibilità della domanda in un contesto macro meno indulgente.
Arista Networks (ANET) – Dopo la chiusura
Arista Networks (ANET) opera nel settore delle infrastrutture di rete per data center e cloud, con un posizionamento di fascia alta su switch Ethernet ad alte prestazioni destinati a hyperscaler, AI cluster ed enterprise avanzate.
Il business è fortemente esposto agli investimenti in data center, con una base clienti concentrata ma di qualità molto elevata.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla dinamica degli ordini e alla visibilità della spesa cloud e AI-related, più che ai ricavi del trimestre.
Gli analisti monitorano con attenzione il contributo dei workload AI, la sostenibilità della pricing power e l’evoluzione del mix clienti, dato il rischio di concentrazione sugli hyperscaler.
Centrale sarà anche il messaggio sulla normalizzazione dei margini dopo i picchi recenti e sulla capacità di sostenere crescita a doppia cifra nel 2026 senza dipendere esclusivamente da pochi grandi contratti.
Dutch Bros (BROS) – Dopo la chiusura
Dutch Bros (BROS) opera nel settore della coffee QSR (Quick Service Restaurant), con un modello distintivo basato quasi esclusivamente su drive-thru ad alta rotazione, forte standardizzazione operativa e un’offerta orientata a bevande personalizzate e ad alto contenuto zuccherino.
Il business è domestic-centric e punta su nuove aperture come principale leva di crescita.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla tenuta delle vendite comparabili e alla capacità di mantenere traffico in un contesto di consumatore più selettivo.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione dei margini a livello di store, sensibili a costi del lavoro e delle materie prime, e l’execution sul pipeline di nuove unità.
Centrale sarà anche il messaggio sulla scalabilità del modello nel 2026, in particolare sulla capacità di crescere senza diluire la cultura operativa e senza compromettere la unit economics, vero perno della tesi di investimento.
Check Point Software (CHKP) – Prima dell’apertura
Check Point Software Technologies (CHKP) opera nel settore della cybersecurity, con una forte specializzazione su network security, firewall e threat prevention, servendo prevalentemente clienti enterprise e istituzionali.
Il modello è storicamente orientato a licenze e maintenance ad alta marginalità, con una transizione graduale verso subscription e cloud security.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla crescita delle subscription e alla capacità di riaccelerare il top line senza compromettere i margini, da sempre punto di forza del gruppo.
Gli analisti monitorano con attenzione la competitività dell’offerta cloud e SASE, in un contesto dominato da player più aggressivi sul fronte commerciale.
Centrale sarà anche il messaggio sulla domanda enterprise nel 2026 e sull’evoluzione del mix di ricavi, per capire se Check Point può coniugare stabilità finanziaria ed execution commerciale in un settore in rapido cambiamento.
Coinbase Global (COIN) – Dopo la chiusura
Coinbase (COIN) opera nel settore delle piattaforme di trading e custodia di asset digitali, con un modello di business legato principalmente alle commissioni sulle transazioni di criptovalute, oltre a servizi di custody, staking e infrastruttura per clienti retail e istituzionali.
Il business è quindi fortemente ciclico e correlato alla volatilità dei crypto asset.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto ai volumi di trading e al contributo dei ricavi non-transactional, considerati cruciali per ridurre la dipendenza dai cicli di mercato.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione della base utenti attivi, la disciplina sui costi operativi e l’impatto del contesto regolatorio USA, ancora in evoluzione.
Centrale sarà anche il messaggio sulla sostenibilità della redditività nel 2026, soprattutto in uno scenario di prezzi delle criptovalute più stabili, dove execution e diversificazione dei ricavi contano più dell’effetto leva del ciclo.
DexCom (DXCM) – Dopo la chiusura
DexCom (DXCM) opera nel settore dei dispositivi medicali per il monitoraggio continuo del glucosio (CGM), con sistemi indossabili utilizzati da pazienti diabetici di tipo 1 e 2 e un modello basato su vendite ricorrenti di sensori.
Il business beneficia di trend strutturali favorevoli, legati a diagnosi precoce, aderenza terapeutica e rimborso assicurativo.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla dinamica dei volumi e alla capacità di sostenere la crescita negli Stati Uniti, dove la penetrazione nei pazienti type 2 resta un driver chiave.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione del mix di prodotto, l’adozione delle piattaforme più recenti e la tenuta dei margini, dopo investimenti significativi in produzione e R&D.
Centrale sarà anche il messaggio sulla visibilità del 2026, in un contesto competitivo più affollato ma ancora favorevole per i leader tecnologici del CGM.
Expedia Group (EXPE) – Dopo la chiusura
Expedia Group (EXPE) opera nel settore delle piattaforme di prenotazione viaggi online, con un portafoglio che include OTA, metasearch e soluzioni B2B, rivolte a hotel, compagnie aeree e viaggiatori leisure.
Il modello è asset-light, basato su commissioni e advertising, ed è fortemente esposto ai flussi turistici globali.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla tenuta della domanda leisure, in particolare nei mercati nordamericani ed europei, dopo una normalizzazione dei trend di viaggio.
Gli analisti monitorano con attenzione i progressi sul fronte dell’integrazione tecnologica e dell’efficienza della piattaforma, aree su cui il gruppo ha investito per migliorare conversione e margini.
Centrale sarà anche la dinamica del B2B e delle partnership, considerate leve di crescita più stabili.
Più dei numeri trimestrali, conta il messaggio sulla visibilità del 2026 e sulla capacità di coniugare scala, execution e disciplina sui costi in un contesto competitivo intenso.
JFrog (FROG) – Dopo la chiusura
JFrog (FROG) opera nel settore del DevOps e software supply chain, fornendo una piattaforma per gestione di artifact, package e pipeline di distribuzione utilizzata da sviluppatori e team IT enterprise.
Il modello è SaaS a ricavi ricorrenti, con forte esposizione a clienti tecnologicamente avanzati e workload mission-critical.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla qualità della crescita, più che al ritmo assoluto, in un contesto di spesa IT ancora selettiva.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione del net revenue retention, l’adozione dei moduli di security e DevSecOps e la capacità di espandere l’uso della piattaforma presso i clienti esistenti.
Centrale sarà anche il messaggio sulla leva operativa e sul percorso verso una redditività più strutturale, dopo una fase di investimenti mirati.
Più dei numeri trimestrali, conta la visibilità della domanda nel 2026 e la solidità del posizionamento nella software supply chain.
Global Payments Inc. (GPN) – Prima dell’apertura
Global Payments (GPN) opera nel settore dei pagamenti elettronici e merchant acquiring, fornendo soluzioni di processing, software e servizi a commercianti, PMI e grandi retailer, con un modello basato su volumi di transazioni e ricavi ricorrenti.
Il business è direttamente esposto alla spesa dei consumatori e all’adozione dei pagamenti digitali.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla crescita organica dei volumi e alla tenuta dei margini, in un contesto di consumi più selettivi e competizione intensa nel merchant services.
Gli analisti monitorano con attenzione l’andamento del software embedded e delle soluzioni verticali, considerate leve chiave per differenziare l’offerta e sostenere la pricing power.
Centrale sarà anche il messaggio sulla integrazione delle acquisizioni e sulla visibilità del 2026, con particolare attenzione alla disciplina sui costi e alla generazione di free cash flow in un settore in progressiva razionalizzazione.
Gates Industrial (GTES) – Prima dell’apertura
Gates Industrial (GTES) opera nel settore dei componenti industriali per power transmission e fluid power, producendo cinghie, tubi e sistemi idraulici destinati a mercati automotive, industrial e off-highway.
Il modello combina una forte presenza aftermarket con relazioni OEM, offrendo ricavi ricorrenti e buona visibilità ciclica.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla tenuta della domanda industriale, in un contesto macro caratterizzato da crescita selettiva e normalizzazione degli ordini.
Gli analisti monitorano con attenzione la dinamica dei margini, influenzata da prezzi delle materie prime e costi logistici, e la capacità di mantenere pricing discipline senza penalizzare i volumi.
Centrale sarà anche il messaggio sulla generazione di free cash flow nel 2026 e sul percorso di deleveraging, elementi chiave per valutare la resilienza del modello in una fase di ciclo meno favorevole.
Pinterest (PINS) – Prima dell’apertura
Pinterest (PINS) opera nel settore delle piattaforme di visual discovery e digital advertising, con un modello basato quasi interamente sulla monetizzazione pubblicitaria di utenti attivi alla ricerca di ispirazione per acquisti e progetti.
Il posizionamento è distinto dai social tradizionali, con utenti in fase intent-driven piuttosto che di intrattenimento.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla crescita dell’ARPU, in particolare fuori dagli Stati Uniti, dove il gap di monetizzazione resta ampio.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione dell’engagement e l’efficacia delle iniziative di shopping e performance advertising, considerate cruciali per sostenere il mix di ricavi.
Centrale sarà anche il messaggio sulla domanda pubblicitaria nel 2026, in un contesto macro ancora selettivo, e sulla capacità di tradurre il traffico in monetizzazione strutturale senza compromettere l’esperienza utente.
Rivian Automotive (RIVN) – Dopo la chiusura
Rivian Automotive (RIVN) opera nel settore dei veicoli elettrici, con focus su pickup, SUV e veicoli commerciali, e un modello ancora in fase di ramp-up industriale.
Il business è fortemente capital intensive, con una struttura dei costi che riflette volumi ancora lontani dalla scala efficiente e una domanda EV più selettiva rispetto alle attese iniziali.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto al cash burn e alla traiettoria verso il break-even, più che ai ricavi del trimestre.
Gli analisti monitorano con attenzione la disciplina sui costi, l’evoluzione dei margini per veicolo e l’impatto delle iniziative di semplificazione produttiva.
Centrale sarà anche il messaggio sulla liquidità disponibile e sulla visibilità del 2026, in un contesto competitivo intenso e con pressioni su prezzi e incentivi, dove la credibilità dell’execution pesa più della crescita nominale.
Roku (ROKU) – Dopo la chiusura
Roku (ROKU) opera nel settore delle piattaforme di streaming e connected TV, con un modello che combina hardware a basso margine e un business platform basato su advertising e revenue share sui contenuti.
Il valore del gruppo è quindi legato alla monetizzazione dell’audience CTV, più che alla vendita dei dispositivi.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla dinamica dell’advertising CTV, in un contesto di budget pubblicitari ancora selettivi ma in progressivo riequilibrio.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione dell’ARPU, il livello di engagement degli utenti e la capacità di contenere i costi operativi dopo le recenti razionalizzazioni.
Centrale sarà anche il messaggio sulla visibilità del 2026, in particolare sulla capacità di tornare a crescita profittevole man mano che il mercato pubblicitario si normalizza e la piattaforma consolida il proprio ruolo nell’ecosistema streaming.
Toast (TOST) – Dopo la chiusura
Toast (TOST) opera nel settore del software e dei pagamenti per la ristorazione, offrendo una piattaforma integrata che combina POS cloud, gestione operativa e payment processing per ristoranti indipendenti e catene.
Il modello è esposto alla salute del settore foodservice, con ricavi legati sia a subscription sia ai volumi transati.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla crescita dei clienti attivi e alla qualità della monetizzazione per location, dopo una fase di forte espansione della base installata.
Gli analisti monitorano con attenzione la leva operativa e il percorso verso redditività strutturale, oltre alla dinamica dei volumi di pagamento, sensibili alla spesa discrezionale.
Centrale sarà anche il messaggio sulla resilienza della domanda nel 2026, in un contesto di ristorazione più selettivo, dove Toast deve dimostrare di poter crescere mantenendo disciplina sui costi ed execution commerciale.
Tripadvisor (TRIP) – Prima dell’apertura
Tripadvisor (TRIP) opera nel settore delle piattaforme di recensioni e prenotazione viaggi, con un modello che combina advertising, referral e subscription rivolte a hotel, ristoranti e operatori turistici.
Il business è esposto ai flussi leisure globali, ma soffre una posizione competitiva meno difendibile rispetto alle OTA integrate.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla tenuta dei ricavi core da advertising e ai progressi delle attività non-core, in particolare Viator ed Esperiences, considerate le principali leve di crescita strutturale.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione dei margini, dopo le iniziative di razionalizzazione dei costi, e la capacità di migliorare la conversione del traffico in un contesto di competizione intensa e di crescente disintermediazione.
Centrale sarà il messaggio sulla strategia 2026, più orientata a valorizzare gli asset a maggiore crescita che a difendere un modello storico sotto pressione.
Twilio (TWLO) – Dopo la chiusura
Twilio (TWLO) opera nel settore delle cloud communications, fornendo API per messaggistica, voce, email e customer engagement utilizzate da sviluppatori e aziende per integrare comunicazioni nei propri prodotti digitali.
Il modello usage-based lega i ricavi ai volumi dei clienti, rendendo il business sensibile ai cicli di ottimizzazione della spesa.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla stabilizzazione dei volumi e ai progressi sul fronte della redditività, dopo una fase di profonda ristrutturazione focalizzata su costi, margini e free cash flow.
Gli analisti monitorano con attenzione la performance del segmento Customer Data & Engagement e la capacità di migliorare il mix di clienti, privilegiando qualità e retention rispetto alla crescita headline.
Centrale sarà anche il messaggio sulla visibilità del 2026, per capire se il nuovo equilibrio tra crescita ed execution può tradursi in profittabilità sostenibile in un contesto competitivo ancora intenso.
Yelp (YELP) – Dopo la chiusura
Yelp (YELP) opera nel settore delle piattaforme di recensioni e advertising locale, mettendo in contatto consumatori e PMI locali tramite contenuti user-generated e soluzioni pubblicitarie.
Il modello è fortemente esposto alla spesa promozionale delle piccole imprese, segmento ciclicamente sensibile al contesto macro.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla stabilità dei ricavi advertising e alla capacità di mantenere margini elevati, storicamente uno dei punti di forza del gruppo.
Gli analisti monitorano con attenzione l’evoluzione della base inserzionisti, la retention delle PMI e l’impatto delle iniziative di product improvement e AI-driven tools sulla monetizzazione.
Centrale sarà anche il messaggio sulla allocazione del capitale nel 2026, in particolare tra buyback, investimenti e disciplina sui costi, in un contesto competitivo che resta strutturalmente sfidante.
Dati macro principali
Tasso di inflazione Headline e Core, dati mensili e annuali, a gennaio
Il dato sull’inflazione di gennaio, misurata dall’indice dei prezzi al consumo (CPI), rappresenta uno snodo cruciale per valutare la credibilità del percorso disinflazionistico dopo mesi di progressi irregolari.
La headline mensile attesa in rallentamento a 0.1%, dopo 0.3%, indicherebbe una attenuazione delle pressioni di breve periodo, rafforzata da una discesa dell’annuale verso 2.4%.
Una conferma o una sorpresa al ribasso rafforzerebbero l’idea di inflazione in convergenza strutturale, favorendo aspettative di politica monetaria più flessibili.
Al contrario, una lettura più alta riaprirebbe il tema della persistenza delle componenti cicliche, soprattutto nei servizi.
Sul fronte core, la stabilità mensile a 0.2% e il lieve calo annuale a 2.5% sarebbero coerenti con una disinflazione lenta ma ordinata, mentre un’accelerazione metterebbe in discussione la sostenibilità del quadro attuale.
Earning sotto la lente
Cameco (CCJ) – Prima dell’apertura
Cameco (CCJ) opera nel settore dell’estrazione e fornitura di uranio, con asset di alta qualità in Canada e Kazakhstan e una presenza integrata anche nel fuel services per il nucleare.
Il business è direttamente esposto al ciclo dell’uranio e alla dinamica dei contratti di lungo termine con le utility elettriche.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto all’execution operativa e alla capacità di convertire il contesto favorevole del nucleare in ricavi contrattualizzati, più che ai prezzi spot.
Gli analisti monitorano con attenzione il mix tra vendite spot e long-term, l’evoluzione dei costi di produzione e il contributo delle joint venture.
Centrale sarà anche il messaggio sulla pipeline contrattuale per il 2026, in un contesto in cui il rinnovato interesse per il nucleare supporta la domanda strutturale, ma richiede disciplina commerciale per evitare eccessi ciclici.
Dati macro principali
Ne parliamo la prossima settimana!
Earning sotto la lente (pre-market)
Medtronic (MDT)
Medtronic (MDT) opera nel settore dei dispositivi medicali, con un portafoglio molto diversificato che copre cardiologia, diabetes, surgical e neuroscienze, servendo ospedali e sistemi sanitari a livello globale.
Il modello è difensivo, con ricavi ricorrenti e forte esposizione ai trend demografici di lungo periodo.
In vista degli earning, il mercato guarda soprattutto alla ripresa dei volumi procedurali e alla capacità di sostenere crescita organica in un contesto di budget ospedalieri ancora sotto pressione.
Gli analisti monitorano con attenzione l’andamento del segmento Diabetes, dove l’intensità competitiva resta elevata, e i progressi nel cardiovascular, chiave per il mix di margine.
Centrale sarà anche il messaggio sulla normalizzazione della supply chain, sulla disciplina dei costi operativi e sulla visibilità del 2026, con particolare attenzione alla capacità del gruppo di tradurre innovazione di prodotto in accelerazione commerciale credibile.
Il focus settoriale della settimana
Consumer services e piattaforme asset-light: resilienza sotto stress nel 2026
Il settore che merita un focus questa settimana è quello dei consumer services asset-light, in particolare piattaforme digitali e modelli franchised esposti alla spesa discrezionale ma con strutture di costo flessibili.
Titoli come McDonald’s, Airbnb, Expedia, Tripadvisor, Lyft, Pinterest, Yelp, Dutch Bros e Toast raccontano un tema comune: il consumatore non è in crisi, ma è molto più selettivo, e questo cambia radicalmente le metriche di valutazione.
Il mercato nel 2026 non sta più premiando la crescita dei volumi in sé, ma la capacità di difendere traffico, monetizzazione e unit economics in uno scenario di domanda normalizzata.
Le piattaforme digitali vedono utenti ancora attivi, ma budget più razionalizzati; i modelli franchised e QSR beneficiano di scala e pricing power, ma devono gestire costi del lavoro e sensibilità al valore.
In questo contesto, il vero discrimine è la flessibilità del modello: chi ha asset leggeri, costi variabili e capacità di adattare pricing e offerta regge meglio la fase.
Dagli earning emerge chiaramente che il rischio non è un crollo della domanda, bensì una compressione graduale della monetizzazione marginale.
Per questo il focus degli investitori si sposta su ARPU, take rate, conversione e marginalità incrementale, più che su metriche headline.
Anche il travel online mostra questa dinamica: i viaggi continuano, ma la competizione per intercettare la spesa è più intensa e premia chi ha brand, dati e distribuzione efficiente.
In sintesi, il consumer services nel 2026 non è un tema direzionale, ma selettivo.
Non vince chi cresce di più, ma chi assorbe la volatilità della domanda senza distruggere valore, mantenendo visibilità sui flussi di cassa e capacità di adattamento operativo.
Due ETF da tenere d’occhio
ETF tematici (liquidi e opzionabili)
- Consumer Discretionary Select Sector SPDR Fund (XLY)
Espone ai principali player della spesa discrezionale USA, includendo QSR, travel, media e piattaforme consumer. Utile per una lettura macro del comportamento del consumatore americano. - Invesco Dynamic Leisure and Entertainment ETF (PEJ)
Più mirato su travel, leisure, ristorazione e servizi, cattura in modo diretto il tema della domanda esperienziale e della sua resilienza in contesti macro meno espansivi.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Poco o nulla da segnalare questa settimana.
Non abbiamo avuto nuovi segnali dalle strategie di brevissimo e abbiamo ancora posizioni aperte sulle strategie di medio, in attesa di eventi.
Nuovo massimo storico per la strategia CFM, che ha resistito agli scossoni dei giorni scorsi. Unico neo: il sorpasso del benchmark sulla performance della strategia, che ultimamente non trova lo slancio per staccare l’indice di riferimento in modo netto.
Per il momento è tutto!




