SMB Strategic Markets Bulletin
Il briefing settimanale sui mercati, con un focus strategico.
N. 21 – 28 luglio 2025
Il quadro macroeconomico USA della settimana del 21 luglio 2025 in sintesi
Sintesi settimanale dei dati macro USA: crescita moderata, segnali di rallentamento e prudenza della Fed
La settimana dal 21 al 25 luglio 2025 ha visto una serie di dati macroeconomici statunitensi che delineano un quadro complessivamente misto ma con segnali di resilienza economica.
Martedì 22 luglio, il presidente della Fed Jerome Powell ha espresso una posizione prudente, sottolineando l’importanza di un sistema bancario solido e la necessità di valutare con attenzione i dati economici prima di decidere variazioni sui tassi, in un contesto di inflazione moderata attorno al 2.3% e disoccupazione stabile al 4.2%.
Powell ha evidenziato come i dazi influiscano sulle scelte di politica monetaria, complicando l’equilibrio tra stabilità dei prezzi e piena occupazione.
Mercoledì 23 luglio i dati sulle vendite di case esistenti in giugno hanno mostrato un calo al minimo da settembre 2024, con 3.93 milioni di unità vendute, sotto aspettative e precedenti, principalmente a causa dei tassi ipotecari elevati, pur con prezzi medi in crescita a 435300 dollari.
Giovedì 24 luglio, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese a 217000, segnalando un mercato del lavoro ancora robusto, nonostante un lieve aumento delle richieste continuative a circa 1955000.
La stessa giornata ha evidenziato attraverso il PMI Composite S&P Global di luglio un’espansione economica robusta con indice composito a 54.6 (massimo del 2025 e 30° mese consecutivo di crescita), trainata dal settore servizi a 55.2, mentre il manifatturiero è sceso sotto soglia a 49.5, indicando una possibile contrazione del settore industriale.
Nonostante ciò, la crescita generale dell’economia nel terzo trimestre è stimata al 2.3% annuo, superiore al trimestre precedente.
Sempre il 24 luglio, le vendite di case nuove di giugno hanno segnato una crescita modesta dello 0.6% a 627000 unità, sotto le previsioni, con forti differenze regionali e un aumento delle abitazioni invendute a 511000, livello più alto dal 2007.
Inoltre, il prezzo mediano di una nuova abitazione è sceso del 2.9% su base annua, attestandosi a 401800 dollari.
Infine, venerdì 25 luglio gli ordinativi di beni durevoli sono diminuiti del 9.3%, meno del previsto, con un forte calo nel settore trasporti (-22.4%), ma stabilità o lievi incrementi negli altri comparti.
Questo riflette cautela negli investimenti aziendali in un contesto di incertezza macroeconomica.
In sintesi, la settimana evidenzia un’economia USA ancora in crescita ma con segnali di rallentamento in settori chiave come la manifattura e il mercato immobiliare, mentre il mercato del lavoro mostra una tenuta positiva, con la Fed pronta a monitorare attentamente l’evoluzione dei dati prima di qualsiasi intervento sui tassi.
In merito alle fonti consultate per la redazione del quadro macro settimanale
Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.
Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.
Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.
Per approfondimenti in merito ai commenti ai vari dati qui pubblicati, invece, si rimanda alle fonti indicate sotto ad ogni sezione dell’articolo.
Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa
Lunedì 21 luglio
Nessun evento macro rilevante.
Martedì 22 luglio
Discorso del Presidente della Fed Jerome Powell
Martedì 22 luglio 2025, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha tenuto un discorso incentrato principalmente sulla revisione integrata del quadro patrimoniale per le grandi banche statunitensi, durante una conferenza alla Federal Reserve Board di Washington.
Powell ha sottolineato l’importanza di mantenere un sistema bancario sicuro, solido ed efficiente, evidenziando il lavoro approfondito e a tutto campo svolto dal personale della Fed per migliorare le normative sul capitale bancario.
Ha evidenziato la necessità di esaminare tutti gli elementi del quadro patrimoniale in modo coordinato e non isolato, per assicurare la resilienza del sistema finanziario.
In termini di economia più generali, Powell ha confermato una posizione prudente sulla politica monetaria, riflettendo su un quadro economico statunitense complessivamente in salute: l’inflazione complessiva si è attestata attorno al 2.3%, con l’inflazione core al 2.7%, e il tasso di disoccupazione stabile al 4.2%.
Questi indicatori vengono letti come segnali di una crescita moderata e sostenibile, con l’inflazione che si muove secondo le attese della Fed.
Tuttavia, Powell ha chiarito che, se non fosse stato per l’impatto delle tariffe doganali (dazi), la Fed avrebbe già potuto procedere a un taglio dei tassi nel 2025, sottolineando come i dazi abbiano creato una complessità aggiuntiva in termini di pressioni inflazionistiche e decisioni di politica monetaria.
Il presidente ha inoltre ribadito che la Fed rimane attenta e pronta a modificare la propria politica in base ai dati economici futuri e all’evoluzione delle condizioni macroeconomiche, senza ancora prendere una decisione definitiva sui tassi d’interesse.
Ha espresso cautela nel ridurre i tassi prematuramente, sottolineando che è fondamentale attendere ulteriori dati economici per valutare l’evoluzione di inflazione e crescita economica.
Il discorso ha suscitato un certo interesse tra gli investitori, anche perché Powell ha insistito sul fatto che la Fed sta bilanciando con attenzione due obiettivi fondamentali: la stabilità dei prezzi e la piena occupazione, decisione resa più complessa dalla presenza di fattori esterni come le tensioni commerciali e le tariffe che influenzano l’equilibrio tra inflazione e crescita.
In chiusura, Powell ha dedicato attenzione particolare alla regolamentazione bancaria e alla revisione dei requisiti patrimoniali delle grandi banche, confermando l’impegno per un sistema finanziario resiliente, che possa affrontare shock futuri senza mettere in pericolo l’economia reale.
In sintesi, il discorso di Powell del 22 luglio 2025 è stato un messaggio di prudenza e di attesa dati, con un riconoscimento della complessità della situazione economica attuale influenzata anche da fattori esterni come i dazi, e un forte richiamo alla stabilità del sistema finanziario come prerequisito per qualsiasi decisione futura sui tassi.
Mercoledì 23 luglio
Vendite di case esistenti – Mese di giugno
Il 23 luglio 2025 sono stati comunicati i dati sulle vendite di case esistenti negli Stati Uniti relativi a giugno, che hanno evidenziato un calo più marcato delle attese.
Le vendite annualizzate destagionalizzate sono scese a 3.93 milioni di unità, contro un precedente di 4.04 milioni, un consenso di 4.01 milioni e una previsione di 4 milioni.
Questo rappresenta un decremento del 2.7% su base mensile e segna il livello più basso da settembre 2024.
Il dato è risultato deludente rispetto alle aspettative di mercato, indicando un rallentamento nel mercato immobiliare residenziale.
Nonostante ciò, il prezzo medio delle case è salito a 435300 dollari, il valore più alto mai registrato per il mese di giugno e il 24° aumento consecutivo su base annua, a indicare una forte pressione sui costi abitativi.
La diminuzione delle vendite è stata generalizzata in diverse aree geografiche: nel Nord-est si è registrato un calo dell’8%, nel Midwest del 4% e nel Sud del 2.2%, mentre solo nell’Ovest si è avuto un leggero incremento dell’1.4%.
Le vendite di case unifamiliari sono diminuite del 3% a 3.57 milioni, mentre condomini e cooperative sono rimasti stabili a 360000 unità.
Questo scenario riflette la difficoltà del mercato immobiliare USA nel mantenere il ritmo, influenzato principalmente da tassi ipotecari ancora elevati che frenano la domanda, nonostante la tenuta dei prezzi che continuano a salire.
Nel complesso, i dati suggeriscono una fase di aggiustamento nel settore residenziale, con un mercato meno dinamico ma con prezzi ancora solidi, un segnale importante per la valutazione del contesto economico più ampio.
Giovedì 24 luglio
Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione
Giovedì 24 luglio 2025 sono state comunicate le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, riferite alla settimana terminata il 19 luglio.
Il dato effettivo è risultato pari a 217000 richieste, in diminuzione rispetto al precedente di 221000, e ben al di sotto sia del consenso di mercato, fissato a 227000, sia della previsione di 225000.
Si tratta del sesto calo consecutivo delle richieste iniziali, che rappresentano il livello più basso da aprile, a testimonianza di una certa robustezza nel mercato del lavoro USA nonostante alcune recenti preoccupazioni.
Questo dato suggerisce che la pressione sul mercato del lavoro rimane contenuta e che i datori di lavoro stanno gestendo con cautela le assunzioni e i licenziamenti, preferendo ridurre l’espansione occupazionale piuttosto che aumentare i licenziamenti in massa.
Tuttavia, è importante notare che le richieste continuative di sussidi di disoccupazione (coloro che continuano a ricevere l’indennità dopo la prima settimana) sono leggermente aumentate a circa 1955000, un livello comunque basso rispetto agli standard storici, ma indicativo di un rallentamento nella ripresa completa dell’occupazione.
In sintesi, il dato positivo sulle richieste iniziali di disoccupazione conferma una stabilità del mercato del lavoro USA, con indicazioni di un bilanciamento fra domanda e offerta di lavoro, mentre la lieve crescita delle richieste continuative segnala alcune difficoltà persistenti nel riassorbire i lavoratori licenziati.
Stima preliminare del PMI Composite e delle sue componenti principali
Sempre il 24 luglio 2025, è stata comunicata la stima preliminare del PMI Composite S&P Global per gli Stati Uniti di luglio, con i seguenti valori effettivi: 54.6 per il PMI composito, 49.5 per il PMI manifatturiero e 55.2 per il PMI dei servizi.
Questi dati si confrontano con i precedenti di 52.9 (composito), 52.0 (manifatturiero) e 52.9 (servizi) e superano nettamente le previsioni e i consensus, che indicavano rispettivamente per il composito 52.9, per il manifatturiero 52.7/52.6 e per i servizi 52.9/53.0.
L’aumento del PMI composito a 54.6 segna il ritmo di crescita più rapido nel 2025 e rappresenta il 30° mese consecutivo di espansione economica, trainato principalmente dal settore dei servizi che ha registrato un’accelerazione significativa, salendo a 55.2, il livello più alto da dicembre scorso.
Questo indica una forte domanda nei servizi e continua crescita dell’occupazione nel settore privato.
Al contrario, il PMI manifatturiero si è attestato a 49.5, scendendo sotto la soglia critica di 50 che distingue crescita da contrazione, segnalando un primo segnale di contrazione nel settore industriale dopo mesi di crescita moderata.
Il calo riflette una diminuzione sia della produzione che dei nuovi ordini, con un andamento divergente rispetto al comparto servizi.
Nonostante questa contrazione nella manifattura, l’attività complessiva dell’economia USA mostra una solidità migliorata nel terzo trimestre, con un’espansione che si stima attorno al 2.3% su base annua, superiore rispetto al 1.3% del secondo trimestre.
Tuttavia, la fiducia delle imprese si è ridotta in entrambi i settori, principalmente a causa di preoccupazioni legate ai tagli alla spesa federale e ai dazi, oltre a un’accelerazione dell’inflazione dei costi di produzione che le aziende stanno trasferendo sui clienti.
Questa dinamica è da tenere sotto osservazione per valutare gli effetti prolungati sul sistema economico.
In sintesi, il quadro del PMI di luglio 2025 riflette un’economia USA in crescita complessiva sostenuta, guidata dai servizi, ma con segnali di rallentamento nel manifatturiero che potrebbero influenzare il ritmo futuro dell’espansione.
Vendite di case esistenti – Mese di giugno
Infine, sono stati annunciati i dati sulle vendite di case nuove negli Stati Uniti per il mese di giugno.
Il dato effettivo ha registrato un aumento dello 0.6% su base mensile, salendo a 627000 unità, leggermente superiore al precedente 623000, ma ben al di sotto del consenso di 650000 e della previsione di 690000 unità.
Questo dato riflette una crescita moderata, soprattutto rispetto al calo significativo dell’11.6% registrato a maggio.
La performance inferiore alle attese indica che il mercato immobiliare continua a subire pressioni da fattori come i tassi ipotecari elevati e l’incertezza economica, che stanno ritardando le decisioni di acquisto da parte dei consumatori.
A livello regionale, le vendite sono aumentate significativamente nel Sud (+5.1% a 390000 unità) e nel Midwest (+6.3% a 85000), mentre sono diminuite drasticamente nel Nord-est (-27.6% a 21000) e nell’Ovest (-8.4% a 131000).
Il numero di abitazioni nuove invendute è salito a 511000, il livello più alto dal 2007, con un tempo stimato per vendere tutte le case invendute intorno a 9.8 mesi, leggermente superiore ai 9.7 mesi di maggio.
Inoltre, il prezzo mediano di una nuova abitazione è sceso del 2.9% su base annua, attestandosi a 401800 dollari.
Nel complesso, i dati indicano una ripresa contenuta e disomogenea nel mercato delle vendite di case nuove a giugno, con segnali di rallentamento legati a tassi di interesse elevati e una domanda trattenuta.
Questa dinamica suggerisce che il settore immobiliare americano affronta ancora sfide importanti nella fase di adattamento economico.
Venerdì 25 luglio
Ordinativi di beni durevoli
Venerdì 25 luglio 2025 sono stati comunicati gli ordinativi di beni durevoli negli Stati Uniti relativi a giugno, con un calo mensile effettivo del -9.3%, che segue un precedente aumento rivisto al rialzo del 16.5% di maggio.
Il dato ha superato le attese del mercato, che indicavano un calo più pesante del -10.8%, mentre la previsione era un calo del -9%.
Il forte decremento del 9.3% riflette una significativa inversione rispetto al mese precedente, ma è meno severo di quanto previsto.
Questo calo è stato trainato principalmente dalla componente degli ordinativi di attrezzature di trasporto, che ha registrato un calo del -22.4%, in particolare per aeromobili e parti non difensive (-51.8%).
Anche gli ordinativi di beni di capitale non difensivi sono diminuiti, del -22.2%.
Escludendo il settore dei trasporti, tuttavia, gli ordinativi sono aumentati leggermente dello 0.2%, con segnali positivi dai prodotti in metallo lavorato (+0.2%), macchinari (+0.4%), metalli primari (+0.6%) e computer ed elettronica (+0.6%).
Gli ordinativi di beni di capitale non difensivi, escludendo gli aeromobili, sono invece diminuiti dello 0.7%, riflettendo una certa cautela nelle spese aziendali.
In sintesi, il dato indica una flessione complessiva degli ordinativi di beni durevoli influenzata soprattutto dalla volatilità del settore dei trasporti, mentre il resto dell’economia presenta segnali di stabilità o lieve crescita.
Questo comportamento evidenzia una fase di incertezza nelle decisioni di investimento aziendale, probabilmente influenzata dal contesto macroeconomico e dai fattori esterni in evoluzione.
Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita
I mercati hanno mostrato un andamento coerente con le attese, caratterizzato da una fase di consolidamento laterale con bias rialzista.
Il contesto di breve termine è rimasto nel complesso stabile, senza significativi elementi di discontinuità.
VIX – In fase di accumulo
L’analisi quantitativa suggerisce l’emergere di segnali preliminari di tensione sul VIX.
Sebbene la volatilità implicita si sia mantenuta compressa, tale compressione potrebbe celare una fase di accumulo destinata a sfociare in un’espansione futura.
Le probabilità di un incremento della volatilità nel breve periodo sono salite al 76%, indicando un possibile cambio di regime a breve.
S&P – Struttura tecnica ancora costruttiva, ma attesi segnali di debolezza nel breve
Il quadro tecnico di breve periodo rimane favorevole, con conferma della struttura rialzista in atto.
Tuttavia, la permanenza dell’indice in area di ipercomprato apre a possibili prese di profitto.
Anche l’analisi di lungo termine si sta allineando a uno scenario costruttivo, delineando la possibilità di una nuova fase espansiva più strutturale.
Nel brevissimo, si mantiene valida l’ipotesi di una prosecuzione del movimento laterale-rialzista.
Il pattern stagionale per la prossima settimana non gioca a favore del mercato.
Le proiezioni storiche indicano un aumento della volatilità accompagnato da una maggiore probabilità di flessione dei principali indici azionari, in particolare dello S&P 500.
Calendario macroeconomico USA di questa settimana
Lunedì 28 luglio
Indice manifatturiero della Fed di Dallas
Lunedì 28 luglio 2025 alle 16:30 ora italiana verrà diffuso l’indice manifatturiero di Dallas Fed, un indicatore importante per misurare lo stato di salute dell’industria manifatturiera nel Texas, che rappresenta un segmento significativo dell’economia USA.
L’indice riflette la variazione mensile dell’attività manifatturiera, basata su un sondaggio che valuta output, occupazione, ordini, prezzi e altri fattori.
L’ultimo dato disponibile di giugno mostrava un valore di -12.7, indicativo di una fase di contrazione ma in miglioramento rispetto ai mesi precedenti.
La previsione per luglio è -8, segnalando un’attesa degli operatori per un ulteriore moderato miglioramento dell’attività manifatturiera, anche se ancora negativa.
Questo suggerisce una possibile attenuazione della debolezza nel settore industriale texano, che però non è ancora tornato a espandersi.
L’importanza di questo dato risiede nel suo ruolo di indicatore anticipatore per l’andamento del settore manifatturiero USA, spesso sensibile a cambiamenti della domanda interna ed estera, costi di produzione e condizioni finanziarie.
Un miglioramento significativo rispetto alle previsioni potrebbe rafforzare le aspettative di una ripresa industriale più solida e influenzare positivamente il sentiment degli investitori e delle imprese.
Al contrario, un dato peggiore delle attese potrebbe indicare persistenza di difficoltà produttive e pressioni economiche, rafforzando la prudenza nella politica monetaria della Fed e potenzialmente influenzando negativamente i mercati.
In sintesi, l’indice manifatturiero di Dallas Fed di oggi sarà un dato chiave da monitorare per valutare se il lieve miglioramento atteso si confermerà, contribuendo così a delineare le prospettive del settore industriale nel contesto di un’economia USA che ha mostrato segnali misti nei dati recenti.
Martedì 29 luglio
Offerte di lavoro JOLTs – Mese di giugno
Martedì 29 luglio 2025 alle 16:00 ora italiana saranno comunicate le offerte di lavoro JOLTs relative al mese di giugno.
Il dato precedente di maggio si è attestato a 7.769 milioni di posizioni aperte, un livello ancora molto elevato che indica una forte domanda di manodopera nel mercato del lavoro statunitense.
Per giugno, il consenso degli operatori è di 7.35 milioni, mentre la previsione è leggermente più bassa, a 7.3 milioni.
Queste attese evidenziano un possibile moderato calo rispetto al dato precedente, suggerendo un leggero allentamento della pressione sulla domanda di lavoro, pur mantenendo livelli che indicano un mercato ancora relativamente “tight” e competitivo dal punto di vista occupazionale.
Il dato JOLTs rappresenta un indicatore cruciale perché fornisce una fotografia chiave della domanda di lavoro, influenzando le aspettative sulle dinamiche salariali e sulle pressioni inflazionistiche.
Un risultato superiore alle attese potrebbe rafforzare la posizione della Federal Reserve nel mantenere una politica monetaria restrittiva al fine di controllare l’inflazione, mentre un dato inferiore o in linea con le previsioni potrebbe aprire margini per un eventuale rallentamento della stretta sui tassi d’interesse.
In sintesi, il report JOLTs di giugno sarà molto seguito dagli investitori e dagli analisti perché aiuterà a chiarire lo stato di salute del mercato del lavoro statunitense e le possibili implicazioni per la futura politica monetaria della Fed in un contesto economico che mostra una crescita moderata e segnali di rallentamento in alcuni settori.
Mercoledì 30 luglio
Stima preliminare del PIL americano del secondo trimestre
Mercoledì 30 luglio 2025 alle 14:30 ora italiana sarà diffusa la stima preliminare (flash) della crescita del PIL USA per il secondo trimestre del 2025.
Il dato precedente, relativo al primo trimestre, ha mostrato una contrazione dello 0.5%, una delusione rispetto alle stime iniziali e alle attese del mercato.
Le aspettative attuali per il secondo trimestre indicano una crescita robusta intorno al 2.5%, sia per il consensus sia per la previsione, segnalando un possibile significativo recupero dell’economia americana rispetto al trimestre precedente.
Questo miglioramento sarebbe sostenuto da incrementi nella domanda interna e da un contributo positivo delle esportazioni nette, sebbene vi siano segnali di rallentamento e incertezza in alcuni settori industriali.
L’importanza di questo dato risiede nel fatto che rappresenta un indicatore chiave dell’andamento economico generale e influenzerà le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve.
Una crescita a 2.5% confermerebbe un’economia in ripresa moderata, ma al contempo potrebbe rafforzare la posizione della Fed nel mantenere una politica monetaria cauta e possibilmente restrittiva per contenere le pressioni inflazionistiche.
Un dato significativamente diverso dalle attese potrebbe influenzare in modo rilevante i mercati finanziari e le strategie di investimento.
In sintesi, il dato del PIL flash del secondo trimestre sarà uno degli indicatori più attesi della settimana per capire la solidità della ripresa economica USA e le implicazioni sulle future scelte della Fed.
Decisione della Fed sui tassi di interesse
Mercoledì 30 luglio 2025, peraltro, sarà una giornata cruciale per i mercati finanziari, con l’attesa decisione della Federal Reserve sul tasso sui fondi federali, attualmente mantenuto nel range 4.25%-4.50% da mesi.
La Fed si trova in una fase di attesa cauta, monitorando attentamente l’evoluzione dei dati economici e i rischi legati all’inflazione, che rimane leggermente al di sopra dell’obiettivo del 2%.
Le aspettative prevalenti dei mercati segnalano la conferma dello status quo senza variazioni immediate sui tassi, in un contesto di crescita economica moderata ma con segnali di rallentamento in settori chiave come la manifattura e il mercato immobiliare, mentre il mercato del lavoro mostra ancora una certa solidità.
Jerome Powell e il FOMC sono tuttavia oggetto di pressioni contrastanti: da un lato permane la cautela per evitare un’inflazione più persistente dovuta a fattori come i dazi; dall’altro, alcune voci interne spingono per un possibile primo taglio dei tassi entro il 2025, anche se la maggioranza preferisce attendere ulteriori conferme nei dati economici.
La decisione manterrà probabilmente i tassi invariati, ma la conferenza stampa di Powell sarà fondamentale per cogliere il tono e le indicazioni sulla direzione futura della politica monetaria.
Qualsiasi segnale di apertura a un taglio o, al contrario, di ulteriore rigore influenzerà in modo significativo i mercati azionari, valutari e obbligazionari a livello globale.
In sintesi, il meeting del 30 luglio rappresenta un delicato equilibrio tra la necessità di sostenere la ripresa economica e quella di contenere le pressioni inflazionistiche, con il mercato attento a ogni sfumatura comunicata dalla Fed per capire le prossime mosse sui tassi d’interesse.
Giovedì 31 luglio
Nucleo dei prezzi PCE, redditi personali e spese personali
Giovedì 31 luglio 2025 saranno diffusi dati importanti per la valutazione dell’inflazione e della spesa dei consumatori negli USA, con particolare attenzione al nucleo di prezzi PCE (Personal Consumption Expenditures) su base annua per il mese di giugno, ai redditi personali e alle spese personali.
Il nucleo di prezzi PCE è l’indicatore preferito dalla Federal Reserve per misurare l’inflazione sottostante, escludendo prezzi alimentari ed energetici più volatili.
L’ultimo dato disponibile di maggio mostrava un aumento annuo contenuto, con il core PCE al 2.7% annuo, leggermente superiore alle attese, e un aumento mensile dello 0.2%.
Per giugno 2025, le aspettative sono per una crescita moderata e stabile del nucleo PCE su base annua, intorno a 2.3%-2.5%, indicativa di un’inflazione ancora sotto moderato controllo ma da monitorare con attenzione.
I dati sui redditi personali e le spese personali misurano rispettivamente quanto guadagnano e spendono i consumatori, elementi chiave per valutare la solidità della domanda interna, principale motore dell’economia USA.
Questi indicatori sono attesi come segnali fondamentali sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla capacità di sostenere la crescita economica.
Un aumento solido delle spese personali suggerirebbe consumi robusti, mentre un rallentamento potrebbe segnalare cautela o pressioni economiche sulle famiglie.
In sintesi, la pubblicazione del nucleo di prezzi PCE insieme a redditi e spese personali fornirà un quadro chiave sulle pressioni inflazionistiche persistenti e sul comportamento dei consumatori, informazioni essenziali per valutare l’orientamento futuro della politica monetaria Fed e le prospettive di crescita economica.
Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione settimanali
Giovedì 31 luglio 2025 saranno comunicate le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti relative alla settimana del 26 luglio.
Il dato precedente, riferito alla settimana terminata il 19 luglio, aveva registrato 217000 richieste, un valore in calo e migliore delle attese precedenti.
Per la settimana del 26 luglio, il consenso degli operatori e la previsione attuale sono entrambi attorno a 220000 richieste.
Questo indica una leggera attesa di aumento rispetto alla settimana precedente, ma comunque un livello contenuto confermando la solidità generale del mercato del lavoro USA.
Le richieste di sussidi di disoccupazione sono un indicatore settimanale tempestivo dello stato dell’occupazione e delle possibili pressioni al ribasso sul mercato lavorativo.
Un numero stabile o in lieve aumento come quello previsto suggerisce che, pur essendoci alcune difficoltà marginali, il mercato del lavoro rimane resilienti con una domanda di lavoro ancora robusta e controllata.
Se il dato effettivo sarà in linea o leggermente superiore alle previsioni, ciò potrebbe segnalare un leggero rallentamento nel ritmo delle assunzioni, ma non sostanziali segnali di deterioramento occupazionale.
In sintesi, il dato di giovedì sarà monitorato per cogliere eventuali segnali di cambiamento nella dinamica dell’occupazione in un contesto economico che mostra crescita moderata e incertezze in alcuni settori.
Venerdì 1 agosto
Non-farm Payrolls, mese di luglio
Venerdì 1 agosto 2025 saranno diffusi i dati sull’occupazione negli Stati Uniti, con particolare attenzione alla variazione dell’occupazione escluso il settore agricolo (Non-farm Payrolls) relativa al mese di luglio.
Il dato precedente di giugno ha mostrato un incremento di 147000 posti di lavoro, segnalando una crescita ancora positiva ma moderata del mercato del lavoro USA.
Per luglio, il consenso degli analisti è più prudente, con una stima di 102000 nuovi posti di lavoro, mentre la previsione ufficiale si attesta a 110000.
Entrambi i valori indicano un rallentamento rispetto al mese precedente, riflettendo un possibile raffreddamento nell’assunzione di nuovi dipendenti, coerente con i segnali di rallentamento osservati in alcuni settori economici.
Questo dato è di fondamentale importanza perché è uno degli indicatori chiave per valutare la salute del mercato del lavoro americano e le pressioni sui salari e sull’economia in generale.
Un dato più basso del consenso potrebbe alimentare aspettative di un approccio più accomodante da parte della Federal Reserve, mentre un risultato superiore potrebbe rinforzare la posizione restrittiva per contenere le pressioni inflazionistiche.
In sintesi, il report di venerdì 1 agosto verrà monitorato attentamente per capire se il mercato del lavoro continuerà a mostrare resilienza o se il rallentamento diventerà più marcato, con implicazioni importanti per le politiche monetarie future.
Tasso di disoccupazione, mese di luglio
Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, relativo al mese di luglio 2025, è atteso in leggero aumento al 4.2%, in linea sia con il consenso degli operatori sia con la previsione ufficiale.
Il dato precedente di giugno si era attestato al 4.1%, mostrando una lieve diminuzione rispetto a maggio e indicando una stabilità generale del mercato del lavoro, nonostante alcuni segnali di rallentamento in specifici segmenti.
L’aspettativa di un lieve aumento al 4.2% riflette una possibile moderata flessione nella forza lavoro o un piccolo aumento della disoccupazione, ma comunque in un contesto di mercato del lavoro ancora relativamente saldo e competitivo.
Questo dato sarà importante per valutare la direzione della politica monetaria della Federal Reserve, dato che un aumento della disoccupazione potrebbe attenuare le pressioni inflazionistiche e influenzare le decisioni sui tassi di interesse.
In sintesi, il tasso di disoccupazione a luglio sarà un indicatore chiave per monitorare la tenuta del mercato del lavoro USA in un periodo di crescita economica moderata e incertezze settoriali.
Indice PMI manifatturiero di ISM
L’ultimo dato disponibile, relativo a giugno 2025, si è attestato a 49.0, leggermente sopra la previsione di 48.8 e in miglioramento rispetto al precedente 48.5, ma comunque sotto la soglia di 50 che separa espansione e contrazione del settore manifatturiero.
L’indice ISM PMI manifatturiero misura la salute economica del settore industriale negli USA valutando ordini, produzione, occupazione, forniture e prezzi.
Un dato inferiore a 50 indica una contrazione dell’attività manifatturiera, un aspetto cruciale per l’economia dato il peso del settore industriale.
Per luglio 2025 le attese indicano un possibile livello simile o leggermente modificato, con il settore che continua a risentire delle incertezze legate a fattori interni e internazionali come la guerra commerciale e i costi di produzione elevati.
Un PMI sopra o sotto 50 avrà implicazioni importanti sulle aspettative di crescita economica e sulle decisioni della Fed in merito alla politica monetaria.
In sintesi, il dato ISM manifatturiero sarà un indicatore chiave per valutare se il settore industriale USA sta migliorando o continuando a contrarsi, influenzando così la percezione complessiva della salute economica americana.
Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere
Settimana di lieve miglioramento sul portafoglio del conto societario, diffuso in modo abbastanza uniforme su tutte le posizioni in essere.
Degno di nota soltanto il nuovo balzo rialzista di APYX, titolo di cui avevamo parlato nelle pagine dell’Academy diverse settimane fa, e sul quale sembravano esserci forti scommesse rialziste per il mese di agosto.
Non era facile posizionarsi, dato il basso prezzo del titolo e gli strike distanziati sullo standard dei 2.5$ l’uno dall’altro.
Noi abbiamo optato per un posizionamento molto aggressivo, fatto di short put 2.5 atto a finanziare importanti acquisti di call, sempre strike 2.5$.
Va da sé che la posizione è molto sensibile alle variazioni quotidiane del prezzo del titolo, e con esse si sposta in maniera rilevante anche il saldo complessivo del conto.
Si avvicina la scadenza, comunque!
Molto bene il conto test CFM, che si è riportato a livelli molto vicini ai massimi storici, riassorbendo completamente lo shock delle politiche di Trump.
Due operazioni chiuse in settimana sulla strategia STD SP500, entrambe chiuse in utile; soltanto la prima, però, computata nell’equity line, sempre per il discorso della coerenza con i parametri di backtest.
Abbiamo una posizione aperta per la strategia Triple-Class Mean Reversion e abbiamo aperto anche due nuove posizioni nell’ambito della strategia High Probability Naked Put Selling.
Per ora è tutto!
Il focus settoriale della settimana
Semiconduttori: tra forza strutturale e nuove incertezze cicliche
Con la stagione degli utili in pieno svolgimento e un quadro macroeconomico in progressiva definizione, il settore dei semiconduttori torna al centro dell’attenzione.
Alcuni dei principali player globali (come TSMC, ASML, AMD e NVIDIA) hanno già mostrato numeri solidi, confermando la resilienza strutturale della domanda in settori chiave come intelligenza artificiale, automotive, data center e infrastrutture cloud.
Tuttavia, iniziano a emergere segnali di normalizzazione in alcune nicchie del comparto: in particolare nei chip per dispositivi mobili e per l’elettronica di consumo tradizionale, dove i cicli di rinnovo sembrano più lenti rispetto ai picchi post-pandemia.
Alcuni fornitori di componentistica secondaria (come sensori, memorie o analogici) hanno rivisto al ribasso le guidance, citando un indebolimento nella domanda asiatica e l’accumulo di scorte.
La grande forza del settore resta però legata alla sua capacità di posizionarsi come infrastruttura abilitante di lungo periodo per le transizioni tecnologiche in corso: dall’AI generativa all’edge computing, dalla mobilità elettrica alla sicurezza militare, i semiconduttori sono diventati asset strategici per governi e imprese.
In questo senso, continuano a fluire massicci investimenti in ricerca e capacità produttiva, nonostante il contesto di tassi ancora elevati.
Dal punto di vista finanziario, la redditività dei big player resta elevata, con margini operativi sopra il 30% per aziende come NVIDIA o Broadcom.
Le valutazioni, pur storicamente elevate, sono tornate su livelli più ragionevoli per molti titoli secondari dopo i recenti storni.
In prospettiva, l’attenzione si sposta ora sui dati PMI e sugli ordini globali, oltre che sulle decisioni politiche in materia di export control e incentivi alla produzione (come il CHIPS Act USA o i fondi NextGen EU).
In sintesi:
il settore resta ciclico, ma la ciclicità è sempre più mitigata da una componente strutturale e geopolitica che ne sostiene la rilevanza.
Chi investe nei semiconduttori deve oggi soppesare l’equilibrio tra forti trend secolari e segnali di rallentamento tattico.
ETF settoriali liquidi e opzionabili:
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VanEck Semiconductor ETF (SMH)
Ampiamente utilizzato dagli investitori istituzionali per esporsi ai big del comparto (TSMC, NVIDIA, ASML, Broadcom). Opzionabile e molto liquido. -
iShares Semiconductor ETF (SOXX)
Include una selezione diversificata di titoli USA del settore. Tra i più seguiti per esposizione bilanciata e facilità di copertura.
Gli earnings principali di questa settimana
Lunedì 28 luglio
Dopo la chiusura
Amkor Technology (AMKR)
Le attese per il trimestre sono contenute: il consensus si attesta su un utile per azione di 0.16 dollari e ricavi intorno a 1.42 miliardi, in calo rispetto allo scorso anno.
La marginalità resta sotto pressione, con un lordo atteso tra l’11.5% e il 13.5%, ben al di sotto della media storica del gruppo.
Gli occhi del mercato saranno puntati sullo stato dell’investimento strategico in Arizona, un’espansione da oltre 850 milioni di dollari annui in capex (Capital Expenditures, ndr) che comincia a pesare sulla liquidità disponibile.
Nonostante una posizione di cassa solida, l’equilibrio tra investimenti e redditività è fragile.
Restano inoltre presenti criticità legate alla debolezza ciclica del settore packaging per semiconduttori e ai rischi geopolitici, con l’export verso la Cina che potrebbe subire nuove restrizioni.
In sintesi, Amkor arriva alla trimestrale in una fase di transizione complessa, tra margini compressi e forti impegni industriali.
Exelixis (EXEL)
Le attese per il trimestre sono in moderato calo: l’EPS è stimato a 0.63 dollari, con ricavi intorno ai 574.5 milioni.
Il business resta fortemente dipendente da Cabometyx, che da solo rappresenta oltre il 90 % dei ricavi.
La crescita delle prescrizioni è buona, ma l’esposizione a un singolo prodotto resta un elemento di vulnerabilità.
Il mercato guarda con attenzione alla pipeline, in particolare al candidato Zanzalintinib, su cui ci sono aspettative elevate dopo i dati incoraggianti nei tumori solidi.
Tuttavia, una recente revisione del disegno dello studio ha sollevato qualche perplessità sulla tempistica regolatoria.
La trimestrale sarà quindi un test cruciale non solo sul piano contabile, ma anche strategico.
National Oilwell Varco (NOV)
Le attese per questo trimestre riflettono una domanda in moderato rallentamento, specie nel Nord America, dove le attività onshore sono in calo da diversi mesi.
Gli analisti stimano ricavi intorno a 2.25 miliardi di dollari, con un utile per azione atteso stabile sui 0.26 dollari.
NOV resta ben posizionata nel segmento offshore e internazionale, che continua a mostrare dinamiche più robuste.
Tuttavia, i margini sono sotto pressione per via dell’inflazione dei costi e di un pricing meno favorevole su alcuni contratti legacy.
Gli investitori seguiranno con attenzione la dinamica del flusso di cassa e gli aggiornamenti sulla strategia di allocazione del capitale, in particolare il piano di buyback annunciato nei mesi scorsi.
Olin Corporation (OLN)
Le aspettative per il trimestre sono caute: gli analisti si attendono un EPS intorno a 0.78 dollari, in netto calo rispetto ai picchi degli ultimi anni, a conferma di una fase ciclica meno favorevole.
I ricavi sono stimati poco sopra i 1.7 miliardi di dollari, influenzati dal calo della domanda industriale globale.
Olin, attiva nei settori dei prodotti chimici di base e degli esplosivi industriali, sta affrontando una pressione combinata tra prezzi in discesa nei clorurati e volumi deboli nell’elettrochimica.
Il margine operativo resta sotto osservazione, così come la performance del segmento Winchester, che potrebbe offrire un contributo più stabile in un contesto debole.
Rambus (RMBS)
Le attese sono solide, con un EPS stimato attorno a 0.42 dollari e ricavi in lieve crescita, intorno a 127 milioni.
L’azienda beneficia del rinnovato interesse per le tecnologie legate alla memoria ad alte prestazioni, settore che resta ben supportato dalla domanda per AI, data center e semiconduttori avanzati.
Il focus del mercato sarà sulla voce royalty, che rappresenta il cuore del modello di business Rambus.
Da monitorare anche la dinamica dei costi legali e il potenziale impatto di cause in corso legate a brevetti storici, che possono influenzare in modo significativo l’utile netto in un singolo trimestre.
Two Harbors (TWO)
Gli analisti prevedono un trimestre interlocutorio per il REIT specializzato in MBS (Mortgage-Backed Securities).
L’EPS è stimato intorno a 0.23 dollari, con un focus particolare sulla book value per azione, che negli ultimi trimestri ha mostrato volatilità legata ai movimenti della curva dei tassi.
Il contesto di tassi elevati continua a comprimere i margini netti di interesse, anche se la duration più breve del portafoglio offre a TWO una certa flessibilità rispetto ai peer più esposti.
Resta alta l’attenzione sulla sostenibilità del dividendo, che rappresenta uno dei principali driver d’attrattività per gli investitori retail.
Martedì 29 luglio
Prima dell’apertura
Alkermes (ALKS)
Il trimestre si preannuncia solido, con un EPS atteso intorno a 0.78 dollari e ricavi vicini ai 370 milioni.
I riflettori restano puntati su Vivitrol e Lybalvi, i due principali asset nel portafoglio di farmaci per disturbi psichiatrici e dipendenze, che stanno mostrando buona trazione commerciale.
Tuttavia, gli investitori guardano con attenzione all’evoluzione del contenzioso legale in corso con Janssen sul pagamento di royalties legate alla tecnologia NanoCrystal, e ai possibili sviluppi nella pipeline oncologica, dove Alkermes punta a diversificare il business oltre la psichiatria.
La trimestrale sarà un termometro importante della transizione in corso.
Boeing (BA)
Le attese sul trimestre restano fragili, con un EPS che potrebbe tornare in negativo o restare vicino allo zero, mentre i ricavi sono stimati poco sotto i 17 miliardi di dollari.
L’attenzione del mercato non è tanto sui numeri quanto sul progresso operativo e regolatorio.
I problemi legati al 737 MAX continuano a pesare: le consegne sono rallentate da fermi produttivi e da una stretta più severa della FAA.
La fiducia del mercato resta legata alla capacità dell’azienda di dimostrare miglioramenti strutturali sulla qualità e sul rispetto delle tempistiche, soprattutto in vista della ripresa del flusso di cassa positivo nella seconda metà dell’anno.
Civeo (CVEO)
Le aspettative per il trimestre sono stabili, con un EPS previsto attorno a 0.31 dollari e ricavi in area 170 milioni.
L’azienda, che fornisce alloggi e servizi per lavoratori nei settori minerario ed energetico, beneficia di una domanda resiliente in Australia e Canada, ma resta esposta alla ciclicità delle commodity.
Il focus sarà sulla redditività operativa, data la stagionalità dei contratti e i margini sottili.
L’equilibrio tra utilizzo delle strutture, costi di manodopera e rotazione dei clienti resta un fattore chiave per sostenere la generazione di cassa, da cui dipende in buona parte la tenuta del piano di buyback.
Corning (GLW)
Il trimestre arriva in un momento delicato per l’azienda, con un EPS atteso intorno a 0.42 dollari e ricavi leggermente in flessione, attesi poco sotto i 3.5 miliardi.
Il mercato guarda con attenzione all’evoluzione della domanda nei segmenti display, fibra ottica e automotive, ancora condizionati da scorte elevate e investimenti contenuti da parte dei clienti.
L’attenzione sarà anche sul margine operativo, messo sotto pressione dall’aumento dei costi di produzione e dalla debolezza nel mercato dei pannelli LCD.
Tuttavia, alcuni segnali di ripresa dalla Cina e un’accelerazione nella domanda di soluzioni per data center potrebbero offrire un po’ di respiro, soprattutto nella seconda metà dell’anno.
Groupon (GRPN)
Le attese per il trimestre restano molto basse: l’EPS è visto ancora in negativo, con ricavi stimati attorno a 120 milioni di dollari, ben lontani dai livelli pre-pandemia.
L’azienda continua a lottare per trovare un modello sostenibile, in un contesto in cui il traffico organico è calato e l’efficacia del marketing resta incerta.
Il nuovo piano di ristrutturazione punta su una maggiore focalizzazione geografica e sul taglio dei costi, ma l’effetto su scala è ancora tutto da verificare.
Gli investitori guardano alla trimestrale soprattutto per capire se e come Groupon riesca a invertire la rotta sulla generazione di cassa, vera priorità per evitare ulteriori ricapitalizzazioni.
Incyte (INCY)
Il trimestre sarà un banco di prova per la tenuta del franchise su Jakafi, che continua a rappresentare oltre la metà del fatturato dell’azienda.
L’EPS è stimato intorno a 0.66 dollari, con ricavi in leggera crescita attesi in area 950 milioni.
Tuttavia, il focus del mercato è sempre più sulla diversificazione della pipeline, in particolare nei segmenti oncologico e dermatologico.
Le vendite di Opzelura crescono, ma non ancora a un ritmo tale da compensare la progressiva maturazione di Jakafi.
Il titolo resta sotto osservazione anche per le dinamiche di M&A nel settore biotech, dove Incyte è spesso considerata un potenziale target.
Procter & Gamble (PG)
Il trimestre è atteso solido ma senza particolari sorprese.
L’EPS è previsto intorno a 1.37 dollari, con ricavi stabili poco sopra i 20 miliardi, sostenuti soprattutto dalla forza dei brand premium e dal pricing power.
Tuttavia, la crescita dei volumi rimane modesta, segno di una domanda ancora prudente, specie nei mercati sviluppati.
Il mercato seguirà con attenzione le prospettive sui margini, dopo un periodo di pressione dovuta ai costi di input e alla normalizzazione delle supply chain.
L’azienda continua a beneficiare di una gestione disciplinata dei costi e di una domanda relativamente stabile nei segmenti casa, cura della persona e igiene, ma la crescita organica potrebbe rallentare nei prossimi trimestri.
PayPal (PYPL)
Le attese per il trimestre sono moderatamente positive: l’EPS è stimato attorno a 1.16 dollari, con ricavi previsti in area 7.8 miliardi, in crescita anno su anno.
Tuttavia, l’attenzione è tutta sul margine operativo, che negli ultimi trimestri ha deluso a causa di maggiori spese per marketing e innovazione.
Il mercato osserva con crescente cautela la transizione strategica in corso: da una parte, il lancio di nuove funzionalità basate su AI promette efficienza e personalizzazione; dall’altra, il calo dell’engagement degli utenti e la concorrenza crescente (da Apple Pay a Stripe) pesano sulla traiettoria di lungo periodo.
Gli investitori vogliono segnali chiari di stabilizzazione dei margini e di rilancio della crescita.
uniQure (QURE)
Le attese per il trimestre sono basse, come spesso accade nel settore biotech senza prodotti commerciali consolidati.
L’EPS è previsto ampiamente negativo, attorno a –1.15 dollari, con ricavi limitati e legati soprattutto a milestone e collaborazioni, in particolare con CSL Behring sul trattamento dell’emofilia B.
Il focus resta sulla pipeline, in particolare sul programma in Huntington e sulle fasi iniziali per altre malattie neurologiche rare.
Tuttavia, le risorse di cassa si stanno assottigliando, e gli investitori osservano con attenzione la sostenibilità finanziaria in assenza di nuovi accordi o finanziamenti.
Il rischio di diluizione resta sul tavolo.
Spotify (SPOT)
Le attese per il trimestre sono ambiziose: si prevede un EPS vicino alla parità (–0.02 dollari) e ricavi in crescita oltre i 3.8 miliardi, trainati dal segmento abbonamenti premium.
Il mercato guarda però soprattutto alla redditività operativa, dopo anni di espansione con margini sotto pressione.
La recente ristrutturazione, i tagli al personale e una gestione più selettiva dei contenuti originali (podcast in primis) puntano a migliorare il margine operativo lordo, che sarà uno dei dati chiave da monitorare.
Altro tema caldo: la crescita dei margini pubblicitari, ancora incerta ma potenzialmente decisiva per la sostenibilità a lungo termine.
UnitedHealth (UNH)
Dopo il warning operativo dello scorso trimestre legato all’aumento dei costi sanitari, l’attenzione resta alta.
L’EPS è atteso attorno a 6.75 dollari, con ricavi in crescita sopra i 98 miliardi, sostenuti dalla solidità di Optum, il braccio tecnologico e farmaceutico del gruppo.
Tuttavia, i riflettori sono puntati sul Medical Care Ratio (MCR), che misura la quota di premi assicurativi spesa per l’assistenza: un valore sopra le attese potrebbe riaccendere i timori sul controllo dei costi.
UNH resta un colosso difensivo, ma la volatilità nel comparto sanitario e la pressione normativa possono ancora creare incertezza a breve termine.
United Parcel Service (UPS)
Il trimestre arriva in un momento di transizione per il gruppo, con ricavi stimati intorno ai 22.1 miliardi e un EPS atteso vicino a 2.20 dollari.
La domanda logistica resta debole, soprattutto sul fronte domestico, penalizzata dal rallentamento dei consumi e dalla normalizzazione post-pandemia.
Il focus sarà sulla redditività per pacco e sull’efficacia delle iniziative di contenimento dei costi.
Il segmento internazionale e la logistica healthcare (in crescita) potrebbero offrire un parziale sostegno, ma il contesto competitivo resta agguerrito, soprattutto nei confronti di FedEx e Amazon.
Gli analisti vogliono vedere segnali concreti di miglioramento dei margini e gestione efficiente della capacità.
Dopo la chiusura
Boston Properties (BXP)
Il trimestre si preannuncia complesso, con un EPS atteso attorno a 1.75 dollari su ricavi stimati poco sopra i 790 milioni.
BXP, tra i maggiori REIT statunitensi focalizzati su uffici, continua a fare i conti con tassi di sfitto elevati e pressioni sui canoni, soprattutto nei centri urbani come San Francisco e New York.
Il mercato seguirà con attenzione le indicazioni su leasing e rinnovi, così come la traiettoria del Net Operating Income (NOI), messo sotto pressione da costi di rifinanziamento più alti e una domanda ancora debole per spazi tradizionali.
Il portafoglio premium e le partnership istituzionali restano i punti di forza, ma il ciclo di rialzo dei tassi non è ancora del tutto assorbito dal settore.
Cheesecake Factory (CAKE)
Le attese per il trimestre sono caute: l’EPS è previsto intorno a 0.83 dollari, con ricavi attesi in area 880 milioni.
Il traffico nei ristoranti è stabile, ma non brillante, e la società resta esposta alla pressione sui costi alimentari e del lavoro, che continuano a comprimere i margini operativi.
Il focus sarà su eventuali segnali di ripresa nei comps (vendite comparabili), soprattutto in relazione alla dinamica dei prezzi e delle promozioni.
L’espansione del brand North Italia e dei ristoranti fast-casual viene vista come una leva di crescita a lungo termine, ma il contesto macro resta sfidante per il segmento full-service dining.
Camping World (CWH)
Il trimestre arriva in un momento delicato per il gruppo, con un EPS atteso in negativo (intorno a –0.24 dollari) e ricavi previsti in calo, sotto i 1.7 miliardi.
La domanda di veicoli ricreazionali (RV) resta debole, penalizzata da tassi di interesse elevati e un consumatore più cauto nelle spese discrezionali.
Il focus sarà su scorte e margini lordi, dopo un 2024 difficile sul fronte della redditività.
Il management ha puntato su espansione della rete e diversificazione dei servizi post-vendita, ma il contesto ciclico pesa.
Gli analisti vogliono capire se la strategia difensiva sarà sufficiente a proteggere la generazione di cassa nel breve termine.
LendingClub (LC)
Le attese per il trimestre restano prudenti: l’EPS è previsto in lieve calo, attorno a 0.09 dollari, con ricavi stimati in area 195 milioni.
L’attività di originazione di prestiti personali continua a risentire del contesto di tassi elevati, che riduce sia la domanda sia la qualità del credito.
Il focus sarà sulla marginalità netta e sul costo del rischio, mentre gli analisti valutano l’efficacia della strategia di rifocalizzazione sul modello “marketplace” e sul rafforzamento della banca digitale.
La crescita dei depositi è un punto positivo, ma il mercato vuole segnali più chiari su ripresa dei volumi e contenimento delle sofferenze.
Logitech (LOGI)
Il trimestre si preannuncia solido, con un EPS atteso attorno a 0.55 dollari e ricavi stabili, poco sopra i 980 milioni.
L’azienda sta beneficiando di una ripresa graduale nella domanda di accessori per il lavoro ibrido, in particolare tastiere, webcam e cuffie, mentre le vendite legate al gaming restano più volatili.
Il margine operativo è in miglioramento, grazie a una gestione più efficiente della supply chain e a un mix prodotto più favorevole.
Tuttavia, il mercato guarda con attenzione alla domanda nei canali retail e B2B, e alla capacità di Logitech di mantenere il nuovo equilibrio tra crescita e contenimento dei costi.
Marathon Digital (MARA)
Il trimestre si preannuncia altamente influenzato dalla volatilità di Bitcoin, con un EPS previsto in negativo (attorno a –0.04 dollari) e ricavi legati alla quantità di BTC minati e al loro prezzo medio di vendita.
La recente debolezza del mercato crypto e l’impatto del halving di aprile hanno ridotto la redditività per hash rate.
Il focus degli analisti sarà su costi operativi per BTC prodotto, espansione della capacità installata e liquidità disponibile.
Il titolo resta molto sensibile alla traiettoria delle criptovalute, ma il mercato guarda anche alla capacità di MARA di migliorare l’efficienza energetica e di diversificare il modello di business.
Mondelez (MDLZ)
Per il trimestre si prevede una buona tenuta operativa, con EPS stimato intorno a 0.83 dollari e ricavi in crescita, attesi sopra i 9.3 miliardi.
La forza del portafoglio — da Oreo a Milka — continua a garantire pricing power, anche in un contesto di domanda leggermente più debole nei mercati maturi.
Il focus resta sui margini operativi, che beneficiano di minori pressioni sui costi delle materie prime rispetto al 2023.
Da monitorare l’andamento dei volumi in America Latina e Asia, due mercati chiave per la crescita organica.
L’approccio bilanciato tra crescita e contenimento costi rimane il punto di forza del gruppo.
Teladoc (TDOC)
Le aspettative per il trimestre restano deboli: l’EPS è previsto in rosso, attorno a –0.35 dollari, mentre i ricavi sono stimati poco sopra i 650 milioni.
La crescita dei nuovi utenti rallenta e la marginalità continua a soffrire, anche per l’elevato livello di spese operative legate all’acquisizione di Livongo.
Il focus sarà su Virtual Care e Chronic Care, le due aree chiave per il futuro della piattaforma.
Gli investitori cercano segnali di contenimento delle perdite e di maggiore efficienza nel modello ibrido.
Il titolo resta sotto pressione da tempo e ha bisogno di una svolta concreta sul piano della redditività per riconquistare fiducia.
Visa (V)
Le attese per il trimestre sono solide, con EPS previsto intorno a 2.41 dollari e ricavi in crescita sopra i 9.1 miliardi.
I volumi di spesa restano robusti, sia nei pagamenti domestici che nel transfrontaliero, dove il turismo estivo sta offrendo un buon supporto.
Il mercato guarda con attenzione all’andamento delle commissioni sulle transazioni internazionali e ai segnali di tenuta dei margini, in un contesto in cui i consumi rallentano solo marginalmente.
Visa continua a beneficiare della transizione strutturale verso i pagamenti digitali, con una base di business difensiva e scalabile che piace agli investitori.
Mercoledì 30 luglio
Prima dell’apertura
Check Point (CHKP)
Le attese per il trimestre sono stabili: EPS previsto intorno a 2.10 dollari, ricavi in area 620 milioni.
L’azienda continua a beneficiare della crescente domanda di cybersecurity perimetrale e cloud, ma la concorrenza nel settore resta intensa, soprattutto da parte di player più aggressivi come Palo Alto Networks e CrowdStrike.
Il focus sarà su margini operativi e crescita del segmento software-as-a-service (SaaS).
CHKP ha una struttura finanziaria molto solida e genera abbondante cassa, ma il mercato vuole vedere maggiore trazione commerciale e una spinta più decisa sull’innovazione dei prodotti, per non perdere terreno nella corsa alla sicurezza next-gen.
Criteo (CRTO)
Le aspettative per il trimestre sono caute: l’EPS è atteso intorno a 0.65 dollari, con ricavi in leggera contrazione attesi poco sotto i 230 milioni.
L’azienda sta ancora attraversando una fase di trasformazione strategica, passando da un modello basato sulla retargeting pubblicitario verso soluzioni più integrate e legate al retail media.
Gli investitori guarderanno con attenzione alla crescita del business Commerce Media Platform e all’evoluzione dei margini, in un contesto competitivo dominato da giganti come Google e Amazon.
Il rallentamento della spesa pubblicitaria digitale resta un fattore di rischio, ma Criteo mantiene una solida posizione finanziaria per sostenere l’innovazione e eventuali acquisizioni mirate.
Dana (DAN)
Le attese per il trimestre sono prudenti: EPS previsto intorno a 0.21 dollari e ricavi stimati in area 2.75 miliardi.
Il gruppo, attivo nella componentistica per veicoli leggeri, commerciali e off-highway, continua a risentire delle pressioni sui margini legate a costi elevati delle materie prime e volatilità nella produzione OEM.
Il focus sarà su crescita nei sistemi per veicoli elettrificati, una delle aree strategiche di investimento per il gruppo.
Tuttavia, la transizione verso l’e-mobility richiede ancora tempo per diventare un driver di redditività piena.
Gli analisti vogliono vedere segni di miglioramento dell’EBITDA e maggiore efficienza operativa per sostenere il sentiment sul titolo.
Fresh Del Monte (FDP)
Le attese per il trimestre sono caute: l’EPS è previsto intorno a 0.30 dollari, in calo rispetto allo scorso anno, mentre i ricavi dovrebbero aggirarsi sui 1.0–1.1 miliardi.
La società continua a fare i conti con margini compressi a causa dell’aumento dei costi logistici, dell’energia e delle materie prime agricole.
Il focus sarà sulla gestione delle scorte e sull’evoluzione dei prezzi nelle categorie principali come frutta fresca, confezionata e prodotti a valore aggiunto.
I margini restano sotto pressione anche per via della concorrenza elevata e di dinamiche meteorologiche sfavorevoli in alcuni mercati chiave.
Gli analisti si aspettano progressi nella razionalizzazione della supply chain e nella crescita del segmento ready-to-eat.
GlaxoSmithKline (GSK)
Le aspettative per il trimestre sono solide, con EPS previsto intorno a 0.92 dollari e ricavi in crescita sopra i 9.5 miliardi.
Il business farmaceutico beneficia del buon andamento di vaccini e farmaci respiratori, in particolare Shingrix e Trelegy.
Crescono anche le attese sulla pipeline oncologica e immunologica.
Il focus degli analisti sarà sul progresso dei nuovi lanci e sull’aggiornamento dei trial clinici, specie nel comparto HIV e malattie rare.
L’azienda è in una fase di riposizionamento post-scissione di Haleon (consumer health), puntando su crescita organica e razionalizzazione dei costi.
Gli investitori guardano anche all’evoluzione della posizione debitoria, in miglioramento.
Goodyear (GT)
Il trimestre si preannuncia complicato: EPS atteso ancora negativo, intorno a –0.15 dollari, e ricavi in leggero calo, stimati poco sotto i 4.8 miliardi.
L’azienda è ancora alle prese con una domanda debole nel settore auto, in particolare sul fronte OEM, e con margini compressi dalla concorrenza globale e dai costi dei materiali.
Il mercato guarda con attenzione al piano di ristrutturazione e riduzione della capacità produttiva, annunciato nei mesi scorsi, e alla dismissione di alcuni asset non core.
I progressi sul fronte della liquidità e dell’efficienza operativa saranno decisivi per riguadagnare fiducia, in un contesto ancora sfidante per il settore pneumatici.
Harley-Davidson (HOG)
Le aspettative per il trimestre sono deboli: EPS previsto in calo, intorno a 1.12 dollari, con ricavi stimati sotto i 1.4 miliardi.
La domanda resta fragile, soprattutto negli Stati Uniti, dove l’aumento dei tassi e l’inflazione hanno inciso sugli acquisti di beni discrezionali come le moto.
Gli analisti seguiranno da vicino la performance del segmento LiveWire (elettrico), ancora in fase di consolidamento, e i margini operativi, che risentono del rallentamento dei volumi.
Il focus resta anche sulla gestione dell’inventario e sulla capacità del gruppo di rilanciare la crescita senza sacrificare troppo la redditività.
Altria (MO)
Per il trimestre le attese sono stabili: EPS previsto intorno a 1.30 dollari, con ricavi netti poco sopra i 5.2 miliardi.
Il business delle sigarette tradizionali continua a mostrare erosione dei volumi, compensata solo in parte dalla capacità del gruppo di alzare i prezzi e difendere i margini.
Il mercato guarda con attenzione al segmento “reduced-risk”, dove Altria è ancora in ritardo rispetto ai competitor internazionali.
Resta sotto osservazione anche l’esposizione regolatoria, soprattutto dopo l’inasprimento dei controlli FDA su nicotina e sigarette elettroniche.
Il dividendo elevato resta il principale elemento di appeal per molti investitori, ma la sostenibilità a lungo termine richiede un’accelerazione nella diversificazione del portafoglio.
Sage Therapeutics (SAGE)
Le aspettative per il trimestre restano basse: EPS atteso in perdita, intorno a –1.85 dollari, e ricavi ancora limitati, intorno ai 5 milioni.
Il titolo è sotto pressione dopo la delusione legata a Zurzuvae, il farmaco per la depressione post-partum lanciato insieme a Biogen, che ha mostrato vendite iniziali inferiori alle attese.
Gli analisti seguiranno da vicino eventuali aggiornamenti sulla pipeline, in particolare nel campo della depressione maggiore e delle malattie neurologiche rare.
Il mercato si aspetta segnali concreti su strategie di rilancio commerciale o partnership, anche alla luce delle risorse finanziarie limitate e di una struttura di costi ancora pesante.
Scorpio Tankers (STNG)
Le attese per il trimestre sono solide: EPS previsto sopra i 2.30 dollari, con ricavi in leggera crescita grazie a noli ancora elevati nel segmento delle navi cisterna per prodotti raffinati.
Il mercato dei tanker resta sostenuto da una domanda stabile di carburanti e da rotte più lunghe legate ai flussi globali post-sanzioni.
Il focus sarà sull’evoluzione delle tariffe spot e sull’impiego della flotta, con margini ancora molto elevati rispetto alla media storica.
Attesa anche per eventuali aggiornamenti su dividendi straordinari o buyback, dato l’elevato cash flow operativo generato nel primo semestre.
Teva (TEVA)
Le aspettative sono in miglioramento: EPS previsto intorno a 0.55 dollari, ricavi attesi poco sopra i 3.8 miliardi.
Il gruppo israeliano mostra segnali di stabilizzazione dopo anni difficili, grazie a un mix di riduzione dell’indebitamento e miglioramento operativo.
Il focus sarà sulla crescita dei farmaci chiave come Austedo (disturbi del movimento) e Ajovy (emicrania), oltre che sulle prospettive della pipeline, ora più orientata al branded rispetto al generico.
Sotto i riflettori anche le vicende legali legate agli oppioidi: eventuali sviluppi rilevanti potrebbero influenzare il sentiment degli investitori.
Virtu Financial (VIRT)
Le attese per il trimestre sono prudenti: EPS stimato intorno a 0.40 dollari, con ricavi sotto pressione a circa 260 milioni.
L’attività di market making è stata penalizzata da una volatilità bassa e volumi ridotti, soprattutto nel segmento equity, che rappresenta il cuore del business.
Il focus sarà su eventuali segnali di ripresa nei volumi di scambio e nella redditività dell’attività core, oltre che sull’impatto della continua evoluzione regolatoria.
Attenzione anche al programma di buyback, spesso utilizzato da Virtu per sostenere il titolo nei momenti di debolezza operativa.
Durante la sessione
Costamare (CMRE)
Le aspettative per il trimestre sono stabili: EPS previsto intorno a 0.40 dollari e ricavi in area 320 milioni.
L’azienda, attiva nel trasporto containerizzato e nel dry bulk, beneficia ancora di contratti di noleggio a lungo termine stipulati in anni recenti a tariffe favorevoli.
Tuttavia, il mercato osserva con attenzione l’evoluzione delle tariffe spot, in calo rispetto ai picchi pandemici, e l’allocazione del capitale nel segmento bulk, più volatile.
Il focus degli investitori resta sulla distribuzione di dividendi e sull’impiego della liquidità, con attese per una gestione prudente in vista di una normalizzazione dei noli.
Dopo la chiusura
Agnico Eagle Mines (AEM)
Le attese per il trimestre sono solide: EPS previsto intorno a 0.55 dollari, con ricavi in leggera crescita a circa 1.7 miliardi.
Il produttore canadese di oro sta beneficiando di prezzi dell’oro elevati e di un buon controllo sui costi operativi, nonostante pressioni inflazionistiche in alcune aree.
Il mercato guarderà alla performance delle miniere chiave in Canada e Finlandia, oltre che agli aggiornamenti sull’integrazione degli asset ex-Kirkland Lake.
Attenzione anche a eventuali indicazioni su nuovi progetti o crescita delle riserve, dato l’interesse crescente per produttori con profili di lungo termine stabili e cash flow robusto.
Align Technology (ALGN)
Le attese per il trimestre sono deboli: EPS stimato in calo, intorno a 1.60 dollari, con ricavi poco sopra i 950 milioni.
Il rallentamento della domanda, soprattutto in Cina e America Latina, continua a pesare sulle vendite degli allineatori Invisalign.
Il mercato sarà concentrato sull’evoluzione dei volumi di nuovi pazienti e sulla capacità dell’azienda di difendere i margini in un contesto competitivo crescente, anche da parte di operatori low-cost.
Da seguire anche le iniziative di marketing e digitalizzazione, che restano cruciali per stimolare la ripresa della domanda nel secondo semestre.
Antero Resources (AR)
Per il trimestre ci si attende un calo dell’EPS, previsto intorno a 0.11 dollari, con ricavi in discesa rispetto all’anno precedente.
Il gruppo, tra i maggiori produttori indipendenti di gas naturale e NGL negli Stati Uniti, risente dei prezzi ancora deboli del gas e di una volatilità elevata sul fronte delle esportazioni.
Il focus sarà sull’efficienza operativa e sull’eventuale revisione del piano capex, alla luce di uno scenario di prezzi meno favorevole.
Attenzione anche ai dati sulla produzione per barile equivalente e sull’hedging, che incidono fortemente sui margini netti nel breve termine.
eBay (EBAY)
Le aspettative per il trimestre sono caute: EPS previsto intorno a 1.00 dollari, con ricavi stabili intorno ai 2.5 miliardi.
L’azienda continua a confrontarsi con una domanda debole nel commercio elettronico generalista, penalizzata dal contesto macro e dalla forte concorrenza di Amazon e marketplace verticali.
Gli investitori seguiranno da vicino l’andamento delle vendite lorde (GMV), l’evoluzione del business advertising e gli effetti delle iniziative di razionalizzazione dei costi.
Occhi puntati anche sull’allocazione del capitale, con eBay che ha storicamente fatto largo uso di buyback per sostenere il titolo.
Ford (F)
Le attese per il trimestre sono prudenti: EPS stimato intorno a 0.63 dollari, con ricavi attesi sopra i 40 miliardi.
Il gruppo continua a navigare tra buoni risultati nel comparto veicoli commerciali e pickup, e margini compressi nella divisione elettrica, che resta in perdita.
Gli analisti guarderanno con attenzione al cash flow operativo e all’evoluzione dei costi nella transizione verso l’elettrico.
Attenzione anche alla domanda in Nord America, dove gli incentivi fiscali e l’aumento dei tassi d’interesse stanno incidendo sulle vendite retail.
Robinhood (HOOD)
Le attese per il trimestre sono in leggero miglioramento: EPS atteso vicino alla parità (0.00–0.02 dollari), con ricavi in crescita sopra i 520 milioni.
Il gruppo beneficia del rimbalzo del trading in criptovalute e dell’aumento dell’interesse per i mercati azionari da parte della clientela retail.
Il focus sarà sull’attività di trading giornaliera media (DARTs) e sull’andamento del net interest revenue, voce ormai centrale per la redditività.
Attenzione anche ai progressi nell’ampliamento dell’offerta (reti bancarie, carte, opzioni avanzate), che potrebbero essere decisivi per attrarre utenti più stabili e meno ciclici.
Kinross Gold (KGC)
Le aspettative sono solide: EPS atteso intorno a 0.11 dollari, con ricavi previsti sopra 1.0 miliardi, sostenuti da prezzi dell’oro ancora elevati e una buona performance operativa delle miniere in Nevada e Brasile.
Il focus sarà sulla generazione di free cash flow e sul controllo dei costi, particolarmente importanti in un contesto inflazionato.
Gli investitori seguiranno anche eventuali aggiornamenti su progetti di espansione o acquisizioni, dato che Kinross ha rafforzato la sua posizione finanziaria negli ultimi trimestri.
Meta (META)
Le attese per il trimestre sono ambiziose: EPS previsto oltre i 4.80 dollari, ricavi stimati ben sopra i 36 miliardi, grazie a una ripresa solida del mercato pubblicitario e alla forte monetizzazione di Instagram e Reels.
L’efficienza operativa resta elevata, dopo i tagli di costi e personale avviati nel 2023.
Il mercato seguirà con attenzione i numeri su Reality Labs, ancora in perdita, e qualsiasi aggiornamento strategico sul fronte AI e metaverso.
Cruciale anche l’andamento della spesa in capex, in forte espansione, soprattutto per infrastrutture AI e data center.
MGM (MGM)
Le attese per il trimestre sono stabili: EPS previsto attorno a 0.67 dollari, ricavi in area 4.4 miliardi.
Il gruppo continua a beneficiare della forza del segmento Las Vegas, sostenuto da turismo e eventi, ma deve fare i conti con un rallentamento del business a Macao, dove i volumi restano inferiori alle attese.
Gli analisti si concentreranno sulla redditività operativa dei resort statunitensi e sull’evoluzione del segmento digitale (BetMGM), che resta strategico ma con margini ancora compressi.
Da monitorare anche eventuali aggiornamenti su piani di buyback o operazioni immobiliari.
Microsoft (MSFT)
Le aspettative sono elevate: EPS previsto oltre 2.90 dollari, con ricavi in crescita sopra i 63 miliardi.
Il cloud — in particolare Azure, atteso in crescita oltre il 22% — resta il principale driver.
Forte attenzione anche al contributo dell’intelligenza artificiale generativa, integrata su più prodotti tra cui Office e Copilot.
Gli analisti guarderanno ai margini operativi, che restano tra i più alti del settore, e all’evoluzione del segmento personal computing, ancora in normalizzazione dopo il boom pandemico.
Atteso anche un aggiornamento sul capex cloud/AI, in costante espansione.
Netgear (NTGR)
Le attese per il trimestre restano caute: EPS previsto in negativo (circa –0.15 dollari), con ricavi attesi in lieve calo sotto i 175 milioni.
Il gruppo, specializzato in soluzioni di networking domestico e aziendale, continua a scontare una domanda debole nel segmento consumer, con pressioni sui margini dovute alla concorrenza e all’eccesso di scorte in alcuni canali retail.
Il focus degli analisti sarà sulla redditività lorda e sull’evoluzione delle vendite nella fascia premium, che l’azienda sta cercando di spingere per difendere il valore del brand.
Attenzione anche ai segnali sul canale B2B e all’andamento delle vendite internazionali.
Qualcomm (QCOM)
Le attese sono positive: EPS previsto intorno a 2.25 dollari, con ricavi sopra i 9 miliardi.
Il core business legato ai chip per smartphone premium (soprattutto per Android e Apple) mostra segni di ripresa, grazie a un ciclo di ricostock delle scorte e alla domanda cinese in miglioramento.
Occhi puntati sulla crescita della divisione automotive e IoT, aree su cui Qualcomm sta diversificando per ridurre la dipendenza dal mobile.
Attesi aggiornamenti anche sull’evoluzione del margine operativo e sull’impatto dei progetti AI edge computing, sempre più centrali nella narrativa industriale.
Western Digital (WDC)
Le aspettative per il trimestre sono in miglioramento: EPS previsto vicino allo zero (–0.05 / +0.05 dollari), con ricavi attesi in crescita oltre i 3.3 miliardi.
Il settore dei chip di memoria NAND e HDD mostra segnali di ripresa, spinto dalla domanda di data center e AI.
Il focus sarà sull’evoluzione dei prezzi di vendita medi (ASP) e sui margini lordi, ancora compressi ma in recupero.
Attesa anche una conferma del progetto di scorporo delle attività NAND, in vista di una potenziale separazione da Kioxia, operazione strategica che resta sotto osservazione del mercato.
Giovedì 31 luglio
Prima dell’apertura
AbbVie (ABBV)
Le attese per il trimestre restano prudenti: EPS previsto intorno a 2.80 dollari, con ricavi stabili vicino ai 13 miliardi.
Il focus resta sull’evoluzione delle vendite di Skyrizi e Rinvoq, chiamati a compensare il calo strutturale di Humira, che continua a perdere quote per via della concorrenza dei biosimilari.
Gli analisti guarderanno con attenzione al margine operativo e agli aggiornamenti sul pipeline R&S, dove AbbVie punta a rafforzarsi in oncologia e neurologia.
Da seguire anche eventuali progressi nell’integrazione di ImmunoGen, acquisita per espandere il portafoglio anticancro.
AGCO (AGCO)
Le previsioni per il trimestre sono in lieve flessione: EPS atteso intorno a 3.00 dollari, con ricavi previsti in calo a circa 3.5 miliardi.
Il gruppo, specializzato in macchinari agricoli e attrezzature per la coltivazione, continua a risentire della domanda debole in Europa e della normalizzazione post-pandemica in Nord America.
Gli investitori osserveranno l’andamento degli ordini backlog, i margini lordi e l’eventuale impatto delle condizioni meteorologiche avverse in alcune aree agricole chiave.
Focus anche sul posizionamento competitivo rispetto a Deere, soprattutto nel segmento precision farming e soluzioni smart.
Aurinia (AUPH)
Le attese per il trimestre sono stabili: EPS previsto in lieve perdita (intorno a –0.12 dollari), con ricavi attesi in area 45 milioni.
Il principale driver resta Lupkynis, il farmaco per il trattamento del lupus nefritico, su cui ruotano le sorti finanziarie dell’azienda.
Il focus degli analisti sarà sui volumi prescrittivi negli Stati Uniti e sui progressi nell’espansione commerciale in Europa.
Eventuali novità sul fronte regolatorio o nuove indicazioni terapeutiche potrebbero influenzare il sentiment, in un contesto dove la pipeline resta ancora limitata.
Baxter (BAX)
Le attese per il trimestre sono caute: EPS previsto attorno a 0.58 dollari, con ricavi poco sopra i 3.7 miliardi.
L’azienda, attiva nella produzione di dispositivi medici e soluzioni ospedaliere, continua a confrontarsi con pressioni sui margini e un contesto operativo complicato, soprattutto per la divisione biopharma.
Gli analisti seguiranno da vicino i progressi sul piano di ristrutturazione e dismissioni (in particolare la separazione della business unit Renal Care), oltre alla dinamica dei prezzi nelle linee legacy.
Attenzione anche alla gestione del debito, su cui Baxter è al lavoro dopo un periodo di espansione aggressiva.
Peabody Energy (BTU)
Le attese per il trimestre sono in rallentamento: EPS previsto sotto 1.00 dollari, con ricavi stimati attorno a un miliardo.
Il calo riflette il rallentamento della domanda di carbone termico, soprattutto in Asia, e la discesa dei prezzi internazionali del carbone rispetto ai picchi del biennio scorso.
Il mercato guarderà alla redditività dei segmenti export e a eventuali aggiornamenti sulle strategie di contenimento dei costi.
In focus anche i flussi di cassa e il piano di buyback, che resta una delle leve principali per il ritorno di capitale agli azionisti.
Anheuser-Busch InBev (BUD)
Le attese per il trimestre sono prudenti: EPS previsto attorno a 0.75 dollari, con ricavi stabili sui 15.1 miliardi.
Il colosso della birra continua a fare i conti con volumi in calo negli Stati Uniti, dove il brand Bud Light fatica a riconquistare quota di mercato dopo le controversie del 2023.
Gli analisti si concentreranno su due aspetti: resilienza dei mercati emergenti (America Latina e Asia, in particolare) e variazione dei prezzi medi, che finora hanno sostenuto i margini.
Attesi aggiornamenti anche sulla leva finanziaria e sull’eventuale estensione del piano di riacquisto azioni.
Cenovus Energy (CVE)
Le previsioni indicano un trimestre stabile, con EPS atteso attorno a 0.58 dollari e ricavi previsti in area 11 miliardi.
Il gruppo canadese, attivo nell’upstream e raffinazione, beneficia di prezzi solidi per il greggio pesante e margini di raffinazione ancora favorevoli, specie in Nord America.
Focus su capex e produzione daily — in particolare nel segmento oil sands — e sull’andamento delle attività downstream integrate.
Gli analisti seguiranno con attenzione anche gli aggiornamenti sul programma di riduzione del debito e ritorno di capitale, due priorità strategiche per il management.
CVS Health (CVS)
Le attese per il trimestre sono miste: EPS previsto attorno a 1.75 dollari, con ricavi stabili in area 89–90 miliardi.
Il gruppo continua a gestire una fase di transizione complessa, tra la riorganizzazione delle attività retail e i costi legati all’espansione nei servizi sanitari integrati.
Gli analisti osserveranno con attenzione i margini della divisione Assicurativa (Aetna), l’efficacia del contenimento spese nel segmento farmacie e i primi effetti tangibili delle sinergie post-acquisizione di Oak Street Health e Signify Health.
Il sentiment resta cauto, ma migliorano le aspettative sul medio termine.
Canada Goose (GOOS)
Le attese per il trimestre sono deboli, con EPS previsto in lieve perdita (circa –0.56 dollari) e ricavi attesi intorno a 55 milioni.
Il trimestre estivo è storicamente il meno rilevante per il brand, ma resta utile per valutare le tendenze del canale diretto al consumatore (DTC) e le performance nei mercati asiatici.
Gli analisti seguiranno con attenzione i segnali sulla domanda in Cina e sulla strategia di espansione retail, così come l’andamento dell’inventario, che è stato fonte di preoccupazione nei trimestri precedenti.
Margini e guidance restano sotto pressione in un contesto macro ancora incerto per il lusso accessibile.
Kellanova (K)
Per il trimestre, gli analisti si aspettano un EPS attorno a 0.91 dollari e ricavi poco sopra i 3.4 miliardi.
Il gruppo, focalizzato ora su snack e alimenti ready-to-eat a livello globale, sta affrontando pressioni sui volumi negli Stati Uniti a causa di consumatori più selettivi e concorrenza nei prodotti a basso prezzo.
Tuttavia, margini in miglioramento e incrementi di prezzo selettivi dovrebbero sostenere la redditività.
Particolare attenzione sarà data alla performance in mercati emergenti e all’eventuale aggiornamento sulla strategia di gestione dell’inflazione dei costi input e della logistica.
Mastercard (MA)
Le attese per il trimestre sono solide: EPS previsto intorno a 3.23 dollari e ricavi in crescita oltre i 6.5 miliardi.
Il business continua a beneficiare di una domanda resiliente nei pagamenti digitali, in particolare nei segmenti viaggi, e-commerce e transazioni cross-border.
Gli analisti guarderanno a due aree chiave: la crescita dei volumi globali e l’andamento delle spese operativa in vista di nuove iniziative tech e di sicurezza.
Potenziali aggiornamenti sull’intelligenza artificiale nei servizi antifrode o su collaborazioni con fintech potrebbero offrire ulteriori spunti di crescita.
ArcelorMittal (MT)
Le aspettative per il trimestre sono contenute: EPS previsto attorno a 1.40 dollari, con ricavi in leggera flessione verso i 17 miliardi.
Il gruppo siderurgico globale continua a navigare un contesto di domanda debole in Europa e margini sotto pressione a causa dei prezzi più bassi dell’acciaio e dell’aumento dei costi energetici in alcune regioni.
Il mercato monitorerà attentamente l’utilizzo degli impianti e la tenuta della domanda nei settori automotive e costruzioni.
Da seguire anche i progressi su investimenti in decarbonizzazione e transizione “green steel”, tema strategico per la competitività di medio-lungo periodo.
Unilever (UL)
Le attese per il trimestre sono moderate: EPS previsto attorno a 0.70 dollari, con ricavi poco sopra i 16 miliardi.
Il colosso dei beni di consumo continua ad affrontare pressioni sui volumi, mentre i prezzi medi di vendita restano il principale driver di crescita.
L’attenzione sarà rivolta alla performance nei mercati emergenti e all’efficacia della nuova strategia del CEO Hein Schumacher, che punta a razionalizzare il portafoglio prodotti e migliorare l’efficienza operativa.
Sotto osservazione anche il comparto personal care, che ha dato segnali contrastanti negli ultimi trimestri.
Vale (VALE)
Le attese per il trimestre riflettono un contesto misto: EPS stimato intorno a 0.76 dollari, con ricavi previsti in area 10.5 miliardi.
Il colosso minerario brasiliano beneficia ancora di buoni volumi di esportazione di minerale di ferro, ma i margini restano vulnerabili alle oscillazioni dei prezzi globali delle commodity, in particolare verso la Cina.
Gli analisti seguiranno da vicino l’evoluzione dei costi operativi, la redditività nel segmento nickel e rame e qualsiasi aggiornamento sul fronte ESG e contenziosi ambientali.
Da monitorare anche eventuali sviluppi sul piano di spin-off delle attività di metalli critici.
Vanda Pharmaceuticals (VNDA)
Le attese per il trimestre sono basse, con EPS previsto in territorio negativo e ricavi stimati sotto i 45 milioni.
Il titolo resta sotto pressione a causa della debolezza commerciale del prodotto di punta, Hetlioz, e della limitata pipeline in fase avanzata.
Il mercato guarda con attenzione a qualsiasi aggiornamento regolatorio, in particolare sul fronte delle approvazioni internazionali di Hetlioz e su possibili sviluppi legati a licensing o acquisizioni.
La visibilità sulle prospettive di crescita resta ridotta, e il sentiment è cauto.
Xerox (XRX)
Le attese per il trimestre sono deboli: EPS previsto intorno a 0.38 dollari e ricavi in calo verso 1.6 miliardi.
L’azienda continua a subire l’effetto strutturale del calo della domanda per le soluzioni di stampa tradizionali, sia in ambito corporate che pubblico.
Gli analisti si concentreranno sull’evoluzione del piano di ristrutturazione operativa e taglio costi, annunciato a inizio anno, e su eventuali segnali di stabilizzazione nelle vendite di servizi digitali e IT.
La pressione resta alta anche sul fronte della generazione di cassa e sul debito.
Dopo la chiusura
Apple (AAPL)
Le attese per il trimestre sono prudenti: EPS previsto attorno a 1.33 dollari, con ricavi poco sopra gli 81 miliardi, in leggero calo anno su anno.
I riflettori sono puntati sul segmento iPhone, dove la domanda in Cina continua a mostrare segnali di debolezza, anche per effetto della concorrenza locale.
Il mercato guarda con particolare attenzione al comparto Servizi, ormai il principale driver di crescita e margini, e agli aggiornamenti sulla strategia AI, tema sul quale Apple ha finora mantenuto un profilo più riservato rispetto ai competitor.
Sotto osservazione anche l’evoluzione delle scorte e le guidance per il Q4.
AES (AES)
Le attese per il trimestre sono solide, con EPS previsto attorno a 0.34 dollari e ricavi in area 3.2 miliardi.
Il gruppo, attivo nella generazione e distribuzione di energia, è fortemente esposto alla transizione verso il rinnovabile, con investimenti crescenti in energia solare, eolica e storage.
Gli analisti si concentrano sull’esecuzione del piano di decarbonizzazione e dismissione degli asset fossili, oltre che sulla visibilità degli utili futuri in un contesto di tassi ancora restrittivi.
Occhi puntati anche sull’equilibrio tra capex e flussi di cassa operativi, dato l’alto fabbisogno di capitale.
Amazon (AMZN)
Le attese per il trimestre sono alte: EPS previsto attorno a 1.02 dollari, con ricavi in crescita oltre i 149 miliardi.
Il gruppo continua a beneficiare della forte espansione nel cloud (AWS) e di un consumo online ancora resiliente, soprattutto negli USA.
Il mercato guarderà con attenzione ai margini operativi, in particolare nel segmento e-commerce nordamericano, e ai segnali di stabilizzazione nei costi logistici.
Da seguire anche l’evoluzione del business pubblicitario e possibili aggiornamenti sull’integrazione dell’AI nei servizi AWS.
BJRI (BJ’s Restaurants)
Le attese per il trimestre sono caute: EPS previsto intorno a 0.28 dollari, con ricavi in area 340 milioni.
Il gruppo, attivo nella ristorazione casual dining, affronta una domanda più selettiva da parte dei consumatori e margini sotto pressione per via dell’aumento dei costi alimentari e del lavoro.
Gli analisti si concentrano sulla capacità di BJRI di gestire la leva operativa, rafforzare la fidelizzazione e rilanciare il traffico nei ristoranti, anche attraverso promozioni mirate.
Atteso anche un aggiornamento sul piano di espansione e rinnovamento del network.
Corcept Therapeutics (CORT)
Le aspettative per il trimestre restano moderate: EPS previsto attorno a 0.23 dollari e ricavi intorno ai 120 milioni.
Il farmaco di punta, Korlym (per la sindrome di Cushing), continua a generare buona parte del fatturato, ma il titolo è molto legato all’andamento della pipeline, ancora concentrata su indicazioni rare o oncologiche.
Gli investitori guardano con attenzione a eventuali progressi nei trial clinici (soprattutto GRACE e GRADIENT) e alla gestione della liquidità, in un contesto dove la visibilità sul lancio di nuovi prodotti è ancora limitata.
DXC Technology (DXC)
Le attese per il trimestre sono deboli: EPS previsto intorno a 0.63 dollari, con ricavi stimati sotto i 3.4 miliardi, in calo rispetto all’anno precedente.
Il gruppo IT continua a soffrire la pressione competitiva nei servizi legacy e una domanda meno dinamica nei contratti infrastrutturali.
Gli analisti sono focalizzati sulla capacità del management di accelerare la trasformazione verso servizi cloud e digitali, nonché sull’efficacia delle misure di contenimento costi.
Il titolo resta sotto osservazione anche per speculazioni su possibili operazioni straordinarie o dismissioni di asset.
Eldorado Gold (EGO)
Le attese per il trimestre sono solide, con EPS previsto attorno a 0.14 dollari e ricavi in crescita oltre i 270 milioni.
Il produttore canadese di oro beneficia di volumi in miglioramento e di un contesto di prezzi dell’oro elevati, che sostengono i margini operativi.
L’attenzione sarà rivolta agli aggiornamenti operativi su Skouries (Grecia), progetto chiave per la crescita futura, e alla gestione del debito in una fase ancora capital intensive.
Sotto osservazione anche i costi all-in sustaining (AISC), particolarmente rilevanti per la redditività nel breve periodo.
Edison International (EIX)
Le attese per il trimestre sono stabili, con EPS previsto attorno a 1.01 dollari e ricavi in area 4 miliardi.
La utility californiana continua a essere sostenuta da una base clienti regolata solida e da investimenti mirati nell’ammodernamento delle infrastrutture di rete.
Gli analisti restano concentrati sui rischi legati alla sicurezza anti-incendio e alla gestione del rischio climatico, oltre che sull’evoluzione delle richieste tariffarie presso la California Public Utilities Commission.
La crescita dell’utile dovrebbe restare contenuta, ma visibile.
First Solar (FSLR)
Le attese per il trimestre sono elevate: EPS previsto sopra i 2.30 dollari e ricavi vicini ai 950 milioni.
L’azienda, leader nel solare fotovoltaico a film sottile, sta beneficiando della forte domanda per impianti utility-scale negli USA e degli incentivi legati all’Inflation Reduction Act.
L’attenzione degli analisti è rivolta alla marginalità operativa, spinta da contratti a lungo termine firmati in condizioni favorevoli, e all’espansione della capacità produttiva, in particolare in Ohio e India.
Resta sotto osservazione la concorrenza asiatica sul fronte dei prezzi.
Huntsman (HUN)
Le attese per il trimestre sono deboli: EPS previsto intorno a 0.20 dollari, con ricavi stimati in calo a circa 1.5 miliardi.
Il produttore chimico continua a risentire di una domanda industriale fiacca, in particolare nei settori edilizia e automotive, e di pressioni sui prezzi in diverse linee di prodotto.
Il mercato guarda con attenzione alla capacità del gruppo di contenere i costi e di difendere i margini, oltre a eventuali aggiornamenti sul piano di razionalizzazione degli impianti.
Gli analisti seguono anche con interesse i segnali dal business dei poliuretani, core dell’attività di Huntsman.
MicroStrategy (MSTR)
Le attese per il trimestre sono secondarie rispetto al vero driver del titolo: la posizione strategica sul Bitcoin.
Con oltre 226000 BTC detenuti al 30 giugno 2025, l’andamento dei risultati finanziari è fortemente legato alla volatilità della criptovaluta.
L’attenzione del mercato è focalizzata su eventuali acquisti aggiuntivi di BTC, sulla gestione del debito (utilizzato per finanziare l’accumulo) e sulla sostenibilità della strategia.
Il business software tradizionale rimane marginale nel sentiment degli investitori, ma resta monitorato per segnali di tenuta.
Riot Platforms (RIOT)
Le attese per il trimestre dipendono quasi interamente dalla performance del mining di Bitcoin.
Con BTC che ha mantenuto livelli elevati per buona parte del trimestre, il mercato si aspetta ricavi in crescita e un miglioramento della redditività, grazie anche alla maggiore efficienza operativa.
Focus degli analisti su costi energetici e hashrate installato, oltre che sugli sviluppi legati al piano di espansione in Texas.
Qualsiasi aggiornamento su partenariati energetici o su tecnologie di raffreddamento sarà seguito con attenzione, in vista di ulteriori economie di scala.
Venerdì 1 agosto
Prima dell’apertura
AMC Entertainment (AMC)
Le attese per il trimestre sono caute: EPS previsto ancora in negativo, con ricavi attesi in area 1.2 miliardi.
Il secondo trimestre ha beneficiato di alcuni titoli forti al botteghino, ma la ripresa del traffico nelle sale resta incerta, e i costi operativi sono ancora elevati.
Gli analisti monitorano da vicino la liquidità disponibile e le strategie per contenere il debito, oltre alle iniziative alternative di monetizzazione (partnership, eventi speciali, merchandising).
Il sentiment resta fragile, legato anche alla volatilità retail del titolo.
AngloGold Ashanti (AU)
Le attese per il trimestre sono solide, sostenute dal contesto favorevole per l’oro.
EPS previsto in aumento, con ricavi stimati sopra i 1.1 miliardi. Il gruppo, con operazioni chiave in Africa, Australia e America Latina, beneficia di prezzi elevati del metallo giallo e di una produzione in recupero rispetto ai livelli 2024.
L’attenzione degli analisti è rivolta ai costi all-in sustaining (AISC), alla gestione geopolitica degli asset in aree sensibili e alla traiettoria della produzione per il secondo semestre.
La recente rilocalizzazione della sede in Regno Unito e la quotazione su NYSE sono visti come passi strategici per attrarre capitale.
Avantor (AVTR)
Le attese per il trimestre sono moderatamente positive, con EPS previsto intorno a 0.28 dollari e ricavi leggermente in crescita.
L’azienda, attiva nella fornitura di materiali e servizi per laboratori scientifici e farmaceutici, mostra segnali di stabilizzazione dopo un 2024 sottotono, soprattutto nel segmento biotech.
Gli analisti seguiranno con attenzione la domanda nei mercati finali farmaceutico e accademico, nonché i margini operativi, che restano sotto pressione per l’aumento dei costi logistici e di input.
Focus anche sul piano di ristrutturazione e su eventuali sviluppi M&A nel mid-market.
Berkshire Hathaway (BRK)
Il mercato si attende un trimestre solido, trainato dalla forza delle partecipazioni quotate – in particolare Apple – e da buoni risultati operativi nei settori assicurativo e ferroviario.
EPS e ricavi aggregati dovrebbero mostrare un miglioramento rispetto al trimestre precedente.
Gli analisti guardano con particolare attenzione alla posizione di cassa, storicamente sopra i 150 miliardi di dollari, e a eventuali segnali sulle intenzioni di allocazione del capitale da parte del management.
Possibili novità anche su buyback e investimenti nel settore energetico o industriale.
Colgate-Palmolive (CL)
Le attese per il trimestre sono stabili: EPS previsto intorno a 0.85 dollari, con ricavi in lieve crescita.
Il gruppo continua a beneficiare di pricing power nei mercati emergenti e di una forte presenza nei beni di consumo non discrezionali, in particolare nell’igiene orale.
Gli analisti guardano ai margini operativi, sostenuti da efficienze produttive e contenimento dei costi logistici, ma anche alla dinamica dei volumi, che resta debole in alcune aree.
Focus su eventuali aggiornamenti sul business in America Latina e su innovazioni di prodotto nella divisione personal care.
Chevron (CVX)
Le attese per il trimestre sono positive: EPS previsto in crescita grazie al rialzo dei prezzi del petrolio e del gas naturale rispetto al trimestre precedente.
I risultati dovrebbero beneficiare anche della solida performance dell’upstream, con volumi di produzione in lieve aumento.
Occhi puntati sulla chiusura dell’acquisizione di Hess, che potrebbe influenzare guidance e prospettive future, oltre che sui ritorni di capitale agli azionisti (dividendi e buyback).
Il downstream dovrebbe rimanere stabile, mentre gli analisti monitorano l’impatto dei margini di raffinazione e dei costi regolatori.
Kimberly-Clark (KMB)
Le attese per il trimestre sono caute: EPS previsto stabile intorno a 1.50 dollari, con ricavi in leggera crescita.
Il gruppo, noto per marchi come Huggies e Kleenex, continua a fare i conti con pressioni sui volumi, specialmente nei mercati maturi.
Il focus degli analisti è sui margini lordi, attesi in miglioramento grazie alla moderazione dei costi delle materie prime e a politiche di pricing selettivo.
Attenzione anche alla performance nelle aree emergenti e a eventuali segnali su ristrutturazioni o riallineamenti produttivi.
Liberty Global (LBTY)
Le attese per il trimestre sono prudenti: EPS previsto ancora in territorio negativo o vicino alla parità, con ricavi stabili o in lieve calo.
Il gruppo, attivo nelle telecomunicazioni via cavo in Europa (tra cui Regno Unito, Svizzera e Belgio), continua a navigare in un contesto di competizione intensa e consumi deboli.
Gli analisti seguiranno con attenzione l’evoluzione della strategia di dismissioni e joint venture, in particolare nei mercati più saturi.
Focus anche sulla leva finanziaria, ancora elevata, e sui piani di efficienza operativa, soprattutto nel Regno Unito.
Moderna (MRNA)
Le attese per il trimestre restano basse: EPS previsto in forte calo o negativo, con ricavi concentrati quasi esclusivamente nei contratti residui per il vaccino Covid-19.
La vera sfida per l’azienda è dimostrare di poter diversificare oltre il Covid, con pipeline mRNA ancora in fase sperimentale.
Gli analisti monitorano con attenzione gli sviluppi su candidati chiave, come i vaccini contro influenza stagionale, RSV e cancro.
Qualsiasi aggiornamento su tempistiche regolatorie o dati clinici potrebbe influenzare significativamente il titolo, ancora molto volatile.
Owens & Minor (OMI)
Le attese per il trimestre sono moderatamente caute: EPS previsto in leggero calo, con ricavi sostanzialmente stabili.
L’azienda, che fornisce prodotti e servizi per la supply chain sanitaria, continua ad affrontare pressioni sui margini legate all’inflazione dei costi e a una domanda ospedaliera ancora disomogenea.
Il focus è su efficienza operativa e contenimento del debito, dopo anni di acquisizioni rilevanti.
Gli analisti prestano attenzione alla stabilità del flusso di cassa e a eventuali revisioni della guidance 2025, in un contesto competitivo complicato.
ExxonMobil (XOM)
Le attese per il trimestre sono solide, con EPS previsto in aumento grazie alla ripresa dei prezzi energetici e a buoni margini nell’upstream.
La produzione dovrebbe restare stabile o in leggero aumento, con particolare attenzione alle attività in Guyana e nel Permian.
Gli analisti guardano anche al consolidamento dell’acquisizione di Pioneer Natural Resources, che potrebbe incidere sulle sinergie future.
Focus su dividendi, buyback e possibili aggiornamenti sulle strategie di decarbonizzazione, in un contesto geopolitico e regolatorio complesso ma favorevole.







