SMB Strategic Markets Bulletin di QuantOptions Academy

SMB Strategic Markets Bulletin

Il briefing settimanale sui mercati, con un focus strategico.

N. 18 – 7 luglio 2025

Il quadro macroeconomico USA della settimana del 30 giugno 2025 in sintesi

Stati Uniti: mercato del lavoro più forte del previsto, ma segnali macro ancora misti

La settimana dal 30 giugno al 4 luglio 2025 ha confermato la natura ambigua dell’attuale fase economica americana.

I dati macro pubblicati hanno mostrato un’economia che alterna segnali di tenuta a indizi di rallentamento, lasciando la Federal Reserve in una posizione ancora attendista.

Martedì, l’ISM manifatturiero si è attestato a 49, migliorando lievemente ma restando sotto la soglia espansiva.

Sempre martedì, il dato JOLTs sulle offerte di lavoro è salito a 7.769 milioni, ben oltre le attese, segnalando un mercato del lavoro ancora caldo.

Giovedì, è arrivata una raffica di dati sul lavoro.

Gli stipendi privati (147k) e il tasso di disoccupazione (4.1%) hanno entrambi battuto le aspettative, confermando la resilienza occupazionale.

A chiudere la giornata, l’ISM servizi ha sorpreso positivamente tornando sopra quota 50 (a 50.8), suggerendo una rinnovata forza del settore terziario.

Nel complesso, l’impressione è quella di un’economia ancora in equilibrio instabile, con una domanda interna che rallenta gradualmente, ma un mercato del lavoro che continua a sorprendere in positivo.

La Fed resta in modalità “wait and see”, con i mercati che posticipano le attese di un primo taglio dei tassi più avanti nel secondo semestre.

In merito alle fonti consultate per la redazione del quadro macro settimanale

Il calendario dei dati macro-economici della settimana è tratto dal sito Trading Economics, nel quale è possibile filtrare i dati per importanza e per periodo temporale.

Qui si riportano soltanto i dati a maggiore impatto sui mercati, ma ogni giorno ci sono variabili macro economiche che entrano in gioco sui mercati.

Se desiderate avere un quadro più completo dei dati rilasciati ogni giorno, visitate il sito citato poco sopra.

Per approfondimenti in merito ai commenti ai vari dati qui pubblicati, invece, si rimanda alle fonti indicate sotto ad ogni sezione dell’articolo.

Una analisi puntuale dei principali indicatori macro-economici della settimana scorsa

Lunedì 30 giugno

Non sono stati comunicati dati rilevanti.

Martedì 1 luglio

Indice PMI manifatturiero di ISM per il mese di giugno

Il dato ISM manifatturiero di giugno, comunicato martedì 1 luglio, si è attestato a 49, segnando un lieve miglioramento rispetto al 48.5 di maggio, ma rimanendo sotto la soglia critica dei 50 punti, che separa contrazione ed espansione del settore.

Il valore si colloca a metà strada tra il consensus (48.8) e la previsione più ottimista (49.2), confermando un quadro ancora debole ma in lenta stabilizzazione.

Tra le componenti più osservate, i nuovi ordini hanno mostrato segnali di timido recupero, mentre l’indice “prezzi pagati” ha evidenziato una certa moderazione, suggerendo che le pressioni inflattive sui costi industriali potrebbero essersi attenuate, almeno in parte.

Il dato conferma una fase di transizione per il comparto manifatturiero: non si osserva una vera ripartenza, ma neanche un peggioramento marcato.

Questo tipo di lettura è coerente con il messaggio più ampio che arriva dagli altri indicatori macro, che descrivono un’economia in equilibrio precario, con domanda interna in rallentamento ma ancora resiliente in alcuni segmenti.

Per la Federal Reserve, si tratta di un altro tassello che giustifica l’approccio prudente adottato negli ultimi mesi: il settore produttivo non è in caduta libera, ma nemmeno in ripresa, e l’inflazione, seppur ostinata, sembra meno alimentata dalla dinamica dei costi industriali.

Offerte di lavoro di JOLTs – Mese di maggio

JOLTs maggio: rimbalzo sorprendente delle offerte di lavoro, il mercato del lavoro USA resta teso

Il report JOLTs pubblicato martedì 1 luglio ha mostrato un inatteso aumento delle offerte di lavoro, salite a 7.769 milioni nel mese di maggio, in netto rialzo rispetto al dato precedente (7.395 milioni) e ben sopra il consensus degli analisti (7.3 milioni) e le previsioni più caute (7.1 milioni).

Si tratta di una sorpresa significativa, soprattutto alla luce dei segnali recenti di raffreddamento della domanda aggregata.

Il dato evidenzia invece un mercato del lavoro che resta storicamente caldo, con un numero di posti vacanti ancora ben al di sopra della media pre-pandemia.

L’aumento interessa diversi settori, ma secondo le prime analisi, gran parte della variazione positiva è attribuibile ai comparti sanitario, ospitalità e servizi professionali, dove la carenza strutturale di manodopera resta evidente.

Questo risultato rischia di complicare i piani della Federal Reserve, che monitora da vicino i dati JOLTs come indicatore indiretto delle pressioni sui salari.

Un mercato del lavoro ancora così “teso” potrebbe mantenere viva l’inflazione salariale, rallentando il percorso di disinflazione auspicato dalla banca centrale.

In sintesi: l’aumento delle offerte di lavoro è un segnale di resilienza occupazionale, ma potrebbe ritardare le aspettative di un allentamento della politica monetaria, rafforzando il posizionamento prudente della Fed.

Mercoledì 2 luglio

Non sono stati comunicati dati rilevanti.

Giovedì 3 luglio

Stipendi privati giugno: il mercato del lavoro sorprende ancora, oltre le attese

Il report sugli stipendi del settore privato non agricolo (Nonfarm Private Payrolls), pubblicato giovedì 3 luglio 2025, ha registrato 147000 nuovi posti di lavoro nel mese di giugno.

Il dato ha sorpreso positivamente rispetto al consensus (110k) e alle previsioni più caute (100k), oltre che in rialzo rispetto al mese precedente (144k).

Questo risultato si inserisce in un contesto in cui molti analisti si attendevano un rallentamento più marcato della dinamica occupazionale, in linea con i segnali di moderazione arrivati da altri indicatori macro.

Invece, il mercato del lavoro USA continua a mostrare una resilienza inattesa, complicando ulteriormente il quadro per la Federal Reserve.

Se da un lato il dato rafforza la narrativa di una domanda di lavoro ancora solida, dall’altro rischia di rinvigorire le pressioni inflazionistiche legate ai salari, frenando le attese per un imminente allentamento monetario.

In sintesi: l’ennesima sorpresa positiva sul fronte occupazionale conferma che l’economia americana, pur in fase di rallentamento selettivo, non è ancora pronta per una politica monetaria più accomodante.

Tasso di disoccupazione USA in calo a giugno: sorpresa positiva, ma da interpretare con cautela

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso inaspettatamente al 4.1% nel mese di giugno 2025, migliorando rispetto al 4.2% di maggio e battendo sia il consensus degli analisti (4.3%) che le previsioni base (anch’esse al 4.2%).

Il calo ha sorpreso i mercati, soprattutto alla luce del recente rallentamento della crescita e di altri segnali contrastanti sulla solidità del mercato del lavoro.

Tuttavia, gli analisti invitano alla prudenza: un tasso di disoccupazione in calo non necessariamente implica un miglioramento sostanziale dell’occupazione.

Due fattori chiave da considerare:

  • il tasso potrebbe riflettere un ritiro dalla forza lavoro piuttosto che una reale crescita occupazionale;
  • la composizione settoriale dei nuovi impieghi e la qualità dei contratti offerti (temporanei o part-time) andranno analizzate nei prossimi giorni per valutare l’effettiva salute del mercato.

Per la Federal Reserve, il dato rappresenta un ulteriore elemento di complessità: da un lato sostiene la narrativa di un’economia ancora robusta; dall’altro, potrebbe ritardare ulteriormente qualsiasi decisione di taglio dei tassi, soprattutto se accompagnato da dati salariali resilienti.

ISM Servizi torna in espansione a giugno: segnale di resilienza per il settore terziario

Giovedì 3 luglio 2025 è stato pubblicato l’ISM Services PMI relativo al mese di giugno, che ha sorpreso positivamente attestandosi a 50.8, in rialzo rispetto al 49.9 di maggio e sopra sia al consensus degli analisti (50.5) che alla previsione base (49.7).

Il dato rappresenta un ritorno sopra la soglia dei 50 punti, che separa la contrazione dall’espansione dell’attività economica nel comparto dei servizi.

Si tratta di un segnale incoraggiante, soprattutto in un contesto in cui altri indicatori macro hanno mostrato debolezza o volatilità.

Tra le componenti chiave dell’indice:

  • nuovi ordini in moderata ripresa, indicano una domanda in stabilizzazione;
  • occupazione ancora debole, ma senza ulteriori peggioramenti;
  • prezzi pagati in lieve decelerazione, un segnale potenzialmente favorevole per la dinamica inflattiva.

Questo dato rafforza la percezione di una resilienza selettiva dell’economia USA, con il terziario che mostra maggiore tenuta rispetto al manifatturiero.

Per la Federal Reserve, il superamento della soglia di 50 non è decisivo, ma si somma a una serie di segnali misti che giustificano una linea attendista: la crescita non è uniforme, ma non sta nemmeno crollando.

Venerdì 4 luglio

Mercati chiusi per festività.

Il punto sui mercati e sulla volatilità implicita

La settimana appena conclusa ha sostanzialmente confermato lo scenario delineato nelle precedenti analisi, offrendo opportunità operative interessanti per chi ha saputo posizionarsi in linea con le indicazioni fornite.

VIX

La volatilità di mercato, misurata attraverso il VIX, si presenta in una fase di sostanziale equilibrio, quasi cristallizzata, in attesa di nuovi driver direzionali.

Per la settimana entrante, ci attendiamo un proseguimento di questa stabilità, con possibili oscillazioni di modesta entità.

S&P

L’indice americano ha ulteriormente rafforzato la propria struttura rialzista sia sul breve che sul medio termine, beneficiando di un rinnovato slancio.

Particolarmente significativo il consolidamento del supporto dinamico, rimasto intatto per oltre 25 anni, che ora si attesta in area 5800 punti.

Le prospettive per i prossimi giorni indicano una volatilità contenuta e un’impostazione orientata al rialzo.

Il contesto stagionale conferma la probabilità di una settimana favorevole alla prosecuzione di movimenti ascensionali, con un’ulteriore stabilizzazione, o addirittura contrazione, dei livelli di volatilità.

Calendario macroeconomico USA di questa settimana

Lunedì 7 luglio

Non ci sono dati rilevanti in programma per oggi.

Martedì 8 luglio

Non ci sono dati rilevanti in programma per oggi.

Mercoledì 9 luglio

Verbali di riunione del FOMC del 12 giugno: riflettori puntati su inflazione, lavoro e tempistiche dei tagli

Mercoledì 9 luglio saranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione del FOMC (Federal Open Market Committee), tenutasi il 12 giugno.

Si tratta di uno degli appuntamenti più attesi della settimana per gli operatori di mercato, perché offre uno sguardo approfondito sul dibattito interno alla Fed in merito a crescita economica, inflazione, mercato del lavoro e, soprattutto, alla tempistica di eventuali tagli dei tassi.

Durante quella riunione, la Fed aveva lasciato invariati i tassi d’interesse nel range 5.25%-5.50%, ma aveva rivisto al rialzo le proiezioni sull’inflazione core e ridotto le aspettative sui tagli previsti per l’anno in corso, indicando solo un possibile taglio entro fine 2025, contro i due previsti a marzo.

I verbali saranno analizzati parola per parola alla ricerca di segnali su:

  • le preoccupazioni dominanti tra i membri del board (persistenza dell’inflazione, rigidità del mercato del lavoro, timori per la crescita?),
  • l’orientamento delle diverse “fazioni” interne (falchi vs colombe),
  • le condizioni ritenute necessarie per avviare un ciclo di tagli, già a partire da settembre.

Un tono più accomodante del previsto potrebbe rafforzare le attese di un taglio autunnale, mentre verbali più rigidi potrebbero confermare la linea attendista, costringendo i mercati a rivedere al rialzo le probabilità di un rinvio al Q4 o addirittura al 2026.

In un contesto in cui i dati macro continuano a offrire segnali misti, i verbali rappresentano una guida chiave per decifrare le vere intenzioni della Fed e valutare la coerenza tra parole, proiezioni e azioni.

Giovedì 10 luglio

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione al 5 luglio

Giovedì 10 luglio, alle 14:30 italiane, verrà pubblicato il dato settimanale sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, relativo alla settimana conclusa il 5 luglio.

Si tratta di un indicatore ad alta frequenza, molto seguito dagli operatori perché offre un aggiornamento tempestivo sullo stato del mercato del lavoro.

In particolare, il numero di nuove richieste fornisce una misura indiretta della solidità occupazionale: valori in crescita segnalano un possibile rallentamento del mercato, mentre letture contenute indicano stabilità o resilienza.

Il dato precedente si era attestato a 233 mila richieste, già in leggero aumento rispetto alla media recente.
Per la settimana corrente, il consensus degli analisti si attesta a 235 mila, con una previsione più cauta che indica 245 mila richieste, suggerendo possibili segnali di indebolimento.

Se il dato dovesse avvicinarsi alla parte alta del range atteso, potrebbe alimentare l’idea che il mercato del lavoro stia iniziando a raffreddarsi più rapidamente del previsto.

Al contrario, una sorpresa al ribasso rafforzerebbe l’ipotesi di resilienza occupazionale, complicando ulteriormente il percorso della Federal Reserve, che sta cercando un equilibrio tra controllo dell’inflazione e evitare un indebolimento eccessivo del mercato del lavoro.

Questo dato, pur parziale, potrebbe influenzare le aspettative sui tassi, specialmente se in forte discontinuità rispetto ai trend recenti.

Venerdì 11 luglio

Dichiarazione mensile del bilancio

Venerdì 11 luglio, alle 20:00 italiane, è prevista la pubblicazione della Dichiarazione mensile del bilancio federale USA, relativa al mese di giugno 2025.

Questo report, rilasciato dal Dipartimento del Tesoro, offre un aggiornamento cruciale sulle entrate fiscali e le spese pubbliche del governo federale, nonché sull’andamento del deficit mensile.

Nel mese precedente, maggio 2025, il deficit si era attestato a –316 miliardi di dollari, segnando una delle letture mensili più ampie dell’anno.

Per giugno, la previsione si attesta a –350 miliardi, suggerendo un ulteriore ampliamento del disavanzo.

Un dato più elevato del previsto potrebbe accentuare i timori sul deterioramento della posizione fiscale degli Stati Uniti, in un contesto di tassi d’interesse ancora elevati e crescente spesa per interessi sul debito.

Al contrario, un risultato meno negativo potrebbe offrire un segnale positivo sulla sostenibilità fiscale a breve termine e attenuare le pressioni sul Treasury market.

Pur non essendo un market mover immediato come inflazione o occupazione, la dichiarazione del bilancio federale è osservata con attenzione da analisti e investitori istituzionali, specialmente in relazione a:

  • necessità di emissione netta di debito nei mesi successivi;
  • possibili effetti sul dollaro e sui tassi a lungo termine;
  • il contesto politico legato a spese discrezionali e tetto del debito.

In sintesi, un dato che può contribuire a formare il sentiment di medio periodo, soprattutto tra gli operatori obbligazionari.

Trading operativo: il portafoglio delle strategie di Erere

Si è conclusa una buona settimana per le strategie di Erere, con miglioramenti sparsi un po’ su tutti i portafogli, con una sola eccezione (vedi oltre).

Bene il conto societario, che ha beneficiato ancora una volta della forza del titolo APYX, ancora orientato al rialzo, dopo alcuni giorni di consolidamento.

Sono state aperte due nuove posizioni di tipo PMCC: una sul titolo SMCI, una sul titolo AA.

Ottimo recupero sul conto test CFM, che si sta riavvicinando prepotentemente ai massimi storici.

Settimana interlocutoria, invece, per la strategia TCMR, sulla quale va bene la posizione su TLT e meno bene la posizione su GLD.

Il saldo, al momento, è sul filo della parità; le due posizioni verranno entrambe chiuse al raggiungimento della soglia temporale dei 30DTE, quindi il giorno 16 luglio, a ridosso della chiusura.

Nessuna novità sul fronte Short Term Directional SP500, siamo in attesa di nuovi segnali operativi.

Il focus settoriale della settimana

Biotech & Pharma: stagione calda tra FDA, M&A e ritorno dell’interesse speculativo

Il settore biotech torna sotto i riflettori in questa fase di mercato, complici alcuni driver stagionali, un contesto macro più favorevole e una rinnovata attività sul fronte delle approvazioni regolatorie e delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A).

Perché parlarne adesso?

1. Luglio è un mese denso di eventi FDA.
La Food and Drug Administration è attesa a pronunciarsi su numerose richieste di approvazione (PDUFA dates) nei prossimi 30-60 giorni.

Molte small-cap biotech dipendono da queste decisioni per la sopravvivenza finanziaria o per il salto dimensionale.

Il mercato lo sa, e il flusso speculativo inizia a muoversi.

2. Le Big Pharma hanno liquidità e bisogno di pipeline.
Dopo anni di ricavi record (soprattutto post-COVID), le major del pharma stanno cercando target da integrare.

I grandi nomi (Pfizer, Merck, AbbVie, J&J) sono in fase di razionalizzazione dei portafogli e potrebbero tornare attive sul fronte M&A, puntando su innovazioni in oncologia, neurologia e RNA.

3. Il contesto macro è meno ostile.
Con i tassi ormai vicini al picco e una Fed attendista, il biotech — tradizionalmente sensibile ai costi del capitale — sta tornando appetibile anche per i gestori generalisti.

Le valutazioni di molte mid e small cap restano depresse rispetto ai picchi 2021, ma con fondamentali in miglioramento.

Temi caldi nel breve:

  • Neurologia & Alzheimer: Biogen, Eli Lilly e Acadia su tutti.
  • Oncologia mirata e terapie geniche: focus su Crispr Therapeutics, Iovance Biotherapeutics, Verve Therapeutics.
  • Malattie rare e RNA therapeutics: attenzione a Ionis, Arrowhead, Sarepta.
  • Diagnostics & test genetici: Guardant, Exact Sciences e Illumina tra le più seguite.

Due ETF da tenere d’occhio

XBI – SPDR S&P Biotech ETF
Replica un indice equal-weighted di biotech USA, quindi molto esposto alle mid e small cap. È l’ETF preferito per chi cerca beta elevato, volatilità e possibilità di operatività opzionistica. Liquido, ampiamente tradato.

IBB – iShares Biotechnology ETF
Più concentrato su large cap e big pharma biotech (come Amgen, Gilead, Regeneron), meno volatile ma più “solido” nei drawdown. Buon compromesso tra crescita e stabilità.

Gli earnings principali di questa settimana

Lunedì 7 luglio

Nulla di particolare da segnalare.

Martedì 8 luglio

Dopo la chiusura

AEHR Test Systems rilascerà i risultati trimestrali martedì 8 luglio 2025 dopo la chiusura di Wall Street, in un contesto di grande attenzione da parte degli investitori tech e semiconduttori.

Ecco i principali punti da monitorare:

  • domanda per i test su wafer di silicio per veicoli elettrici: AEHR è posizionata in un segmento chiave della supply chain per chip SiC (carburo di silicio), molto utilizzati nei veicoli elettrici. La crescita di ordini da parte di OEM e fonderie sarà il vero driver da osservare.
  • Livello degli ordini backlog e nuove guidance: il titolo è estremamente reattivo alle indicazioni prospettiche. La società ha mostrato storicamente una forte correlazione tra crescita degli ordini e rally azionario.
  • Margini operativi e tenuta dei costi: data l’elevata leva operativa, anche variazioni contenute sul fronte ricavi possono avere effetti amplificati sulla bottom line.

Gli analisti si aspettano una crescita YoY a doppia cifra, ma con margini sotto pressione per via dell’aumento dei costi di produzione e investimenti R&D.

Un eventuale aggiornamento positivo della guidance annuale o nuove partnership nel settore EV/automotive potrebbero dare ulteriore slancio al titolo, che rimane molto volatile e sensibile a notizie specifiche di settore.

Mercoledì 9 luglio

Nulla di particolare da segnalare.

Giovedì 10 luglio

Prima dell’apertura

Delta Air Lines (DAL) pubblicherà i risultati trimestrali giovedì 10 luglio 2025, prima dell’apertura dei mercati. Ecco i punti salienti da monitorare:

  • domanda leisure e pricing power: il focus sarà sui dati di traffico estivo e sulla capacità di Delta di mantenere tariffe elevate nonostante segnali di rallentamento economico. Il load factor resta elevato, ma gli analisti vogliono conferme sulla tenuta della domanda domestica e transatlantica.
  • Costi operativi e carburante: la gestione dei costi, in particolare del jet fuel, sarà cruciale. Delta ha una delle esposizioni più efficienti tra i vettori USA, ma eventuali pressioni sui margini saranno analizzate con attenzione.
  • Guida per la seconda metà del 2025: il mercato si aspetta un outlook prudente ma solido. Delta ha storicamente offerto previsioni conservative, quindi un eventuale miglioramento potrebbe essere catalizzatore per il titolo.

Le aspettative di EPS sono solide, con una crescita a doppia cifra YoY attesa, ma il vero driver sarà la guidance su ricavi unitari e margini operativi per il Q3, tradizionalmente il più redditizio dell’anno.

Helen of Troy (HELE) rilascerà i risultati trimestrali giovedì 10 luglio 2025 prima dell’apertura. Ecco gli aspetti principali da tenere d’occhio:

  • domanda retail e pricing: il gruppo, attivo nel personal care e nei prodotti per la casa (marchi come OXO, Hydro Flask, Vicks), è esposto a una domanda retail in rallentamento. Il focus sarà su eventuali segnali di ripresa nei consumi discrezionali e sulla capacità di mantenere pricing power in un contesto ancora inflazionato.
  • Margini e razionalizzazione dell’inventario: HELE è in una fase di ristrutturazione operativa, con iniziative volte a snellire la supply chain e ridurre l’inventario. I margini lordi e operativi saranno sotto osservazione per valutare l’efficacia di queste misure.
  • Outlook FY26: l’aggiornamento sulla guidance annuale sarà centrale. Il mercato si aspetta cautela, ma sarà importante capire se l’azienda prevede un miglioramento nel secondo semestre, in linea con un eventuale rimbalzo dei consumi USA.

Gli analisti stimano un EPS in lieve calo YoY, ma con potenziale upside se la strategia di contenimento costi avrà dato frutti nel trimestre.

Levi Strauss & Co. (LEVI) pubblicherà i risultati trimestrali giovedì 10 luglio 2025 dopo la chiusura. Il gruppo, simbolo globale del denim, arriva a questo appuntamento in un momento delicato per il settore apparel. Ecco i principali fattori da monitorare:

  • pressione sui margini: tra costi elevati lungo la filiera e scontistica promozionale nei canali wholesale, gli analisti si aspettano margini ancora compressi. Focus su come Levi sta gestendo la transizione verso un modello più diretto al consumatore (DTC), strategia che dovrebbe migliorare i margini nel medio termine.

  • Vendite internazionali: l’attenzione sarà alta sulle performance in Europa e Asia, aree che negli ultimi trimestri hanno mostrato maggiore volatilità. La resilienza del brand a livello globale sarà cruciale per compensare la debolezza nel retail nordamericano.

  • Prospettive FY26 e inventario: la guidance aggiornata e la gestione dell’inventario saranno due elementi chiave. Gli analisti vogliono capire se l’azienda prevede un miglioramento nella seconda metà dell’anno o se i venti contrari sui consumi resteranno dominanti.

Il consensus si aspetta un EPS in leggero calo e ricavi piatti o in lieve contrazione, ma una sorpresa positiva sul fronte dei margini o dell’ottimizzazione dei costi potrebbe cambiare il tono del trimestre.

Venerdì 11 luglio

Nulla di particolare da segnalare.