Earning Alcoa Q1: analisi e scenari per il titolo

Alluminio bollente: Alcoa pronta a stupire Wall Street?

Alcoa Corporation è una delle aziende leader nella produzione di alluminio e bauxite, fondata nel lontano 1888 a Pittsburgh, in Pennsylvania.

Alcoa si occupa dell’intera catena produttiva dell’alluminio: dall’estrazione della bauxite alla raffinazione dell’allumina, fino ad arrivare alla fusione dell’alluminio primario.

Dopo la scissione dal gruppo madre Alcoa Inc. nel 2016 (che ha dato origine anche ad Arconic), Alcoa Corporation ha proseguito come entità indipendente focalizzandosi sulla produzione di metalli primari, adottando un modello industriale snello e sostenibile.

Attualmente il titolo è quotato al New York Stock Exchange con il ticker AA.

L’azienda è presente in oltre dieci Paesi e opera con un modello di integrazione verticale, che la rende resiliente agli shock della catena di approvvigionamento e ai cambiamenti dei prezzi delle materie prime.

Oltre al business tradizionale, Alcoa sviluppa anche tecnologie a basso impatto ambientale, come Elysis, un processo innovativo di produzione di alluminio senza emissioni di CO₂, sviluppato in collaborazione con Rio Tinto e supportato da colossi come Apple.

Alcoa grafico barre 5 anni

In figura qui sopra (fonte: Yahoo!Finance) possiamo vedere il grafico a barre settimanali degli ultimi 5 anni.

Ciò che risalta subito agli occhi è che Alcoa si trova sui minimi degli ultimi quattro anni circa, e se si allarga il grafico alla sua intera storia si può osservare che ai valori attuali ha messo a segno importanti rimbalzi in diverse occasioni.

Ma si nota anche che la successiva area supportiva passa in zona 15$ circa, anche qualcosa in meno.

Questa sera, dopo la chiusura del mercato, l’azienda annuncerà gli utili del primo trimestre 2025.

Cosa aspettarsi?

La prima e più grande incognita è come l’azienda possa reagire ai dazi di Trump.

Per poter fare una analisi corretta, in questo senso, giova ripercorrere la storia del primo mandato di Trump, e dei dazi già introdotti nell’ormai lontano 2018.

Trump, i dazi, e l’impatto sull’industria dell’acciaio

Alcoa ha sempre avuto un rapporto complesso con la politica dei dazi statunitensi sull’alluminio.

Già nel 2018, con l’introduzione delle tariffe del 10% volute dall’amministrazione Trump sulla base della Section 232, l’azienda si è trovata divisa tra un vantaggio competitivo di breve termine e un aumento dei costi operativi.

Pur beneficiando inizialmente dell’aumento dei prezzi interni, Alcoa ha risentito negativamente del fatto che una parte rilevante della propria produzione proviene da impianti canadesi, storicamente integrati nella supply chain nordamericana.

L’azienda ha infatti richiesto più volte esenzioni, sottolineando come i dazi penalizzassero un modello produttivo globale, piuttosto che proteggere davvero l’industria statunitense.

Nel 2025, con la reintroduzione di dazi ben più pesanti — pari al 25% sulle importazioni di alluminio — Alcoa si trova ad affrontare una sfida ancora più severa.

L’amministratore delegato William Oplinger ha lanciato un allarme sugli effetti collaterali delle misure: secondo lui, l’impatto per i consumatori americani potrebbe tradursi in costi aggiuntivi fino a 2 miliardi di dollari all’anno, oltre a gravi conseguenze occupazionali, con la perdita stimata di oltre 100000 posti di lavoro diretti e indiretti nel settore.

Inoltre, Oplinger ha chiarito che questi dazi, da soli, non rendono economicamente sostenibile la riapertura degli impianti statunitensi chiusi, a meno che non vengano garantiti costi energetici competitivi e a lungo termine.

Per rispondere alla nuova stretta commerciale, Alcoa sta valutando un riequilibrio della propria supply chain globale, dirottando parte della produzione canadese verso l’Europa e aumentando le esportazioni dagli impianti australiani.

Tuttavia, questa strategia comporta rischi logistici e pressioni sui prezzi globali.

In questo contesto di forte incertezza, nelle ultime settimane Trump ha annunciato una sospensione temporanea di 90 giorni dei dazi per alcuni Paesi alleati, Canada incluso.

Una misura che offre solo un margine di respiro, ma che non risolve le criticità strutturali con cui Alcoa è costretta a fare i conti.

Uno sguardo al management e alle principali partecipazioni di Alcoa

Al vertice dell’azienda troviamo William (Bill) Oplinger, nominato CEO nel 2023, dopo anni di esperienza all’interno della società, soprattutto come CFO.

Il management sta spingendo su tre leve strategiche: sostenibilità, digitalizzazione e semplificazione operativa.

Il consiglio di amministrazione include figure di rilievo con esperienze nel settore energetico e minerario; negli ultimi anni è stato messo in atto un piano di ristrutturazione per migliorare i margini e ridurre i costi fissi.

Tra gli azionisti principali troviamo importanti istituzioni finanziarie: BlackRock detiene una partecipazione pari all’11% del capitale, Vanguard Group possiede circa il 9% delle azioni.

Altri istituti, come State Street, Dimensional Fund Advisors e JPMorgan Investment Management risultano tra i primi dieci proprietari istituzionali.

Dando uno sguardo ai pesi del titolo Alcoa nei portafogli dei principali investitori (ultima colonna a destra nella figura qui a fianco, fonte Simply Wall), si nota come questo titolo abbia un peso marginale all’interno di tali portafogli.

Sebbene questo possa apparire come un punto a sfavore, in realtà gioca a favore laddove si manifestino reazioni avverse ad annunci societari che non piacciono al mercato: è difficile, infatti, che qualche istituzionale possa trovarsi “costretto” a liquidare le proprie posizioni per ridurre l’esposizione al titolo.

principali azionisti Alcoa

Alcoa: posizione finanziaria e rapporto prezzo/utili

salute finanziaria AA
PE di Alcoa rispetto ai competitor

Secondo i dati di Simply Wall, la posizione finanziaria di Alcoa è buona, anche se il tasso netto di indebitamento è in aumento relativo nel tempo.

Osservando le curve in figura qui a fianco (sopra), infatti, si vede chiaramente come il debito sia sostanzialmente stabile nel tempo, mentre il cash si trova in progressiva lieve diminuzione e lo stesso vale per l’equity.

Al 31 dicembre 2024 Alcoa, comunque, presentava un rapporto debito/patrimonio netto del 50%, un valore non bassissimo ma sostenibile: è ben coperto dal flusso di cassa operativo e gli interessi su quel debito sono molto ben coperti dall’EBIT.

L’immagine qui a fianco (sotto), poi, ci mostra il rapporto prezzo/utili di Alcoa, in contrapposizione con quello dei principali competitor.

Stando ai dati di questo portale, il rapporto per Alcoa sarebbe davvero molto alto, oltre 115.

Un rapporto insostenibile, nel lungo andare, se non fosse che tutto dipende da come esso venga calcolato.

Il sito Barchart, per esempio, indica il valore di 26.05, ad oggi, per quel rapporto; una differenza assolutamente non trascurabile.

Come mai tanta differenza?

La risposta è che dipende da quali utili vengano considerati nel calcolo, cioè, in altri termini, è tutto nell’occhio dell’analista.

La reattività storica di Alcoa al rilascio degli earning

Può essere interessante, a questo punto, fare valutazioni di altra natura, più strettamente statistica.

Cominciamo dalla reattività storica del titolo Alcoa ai rilasci delle comunicazioni degli utili, osservando le variazioni di prezzo nella seduta di Borsa aperta immediatamente successiva, negli ultimi cinque anni circa.

Come si vede in figura qui a fianco (fonte: Trade AI), i movimenti percentuali successivi ai rilasci degli earning sono per lo più a singola cifra percentuale, anche se capitano quelli a doppia cifra.

Notevole il fatto che per tutti gli ultimi dieci trimestri la reazione del mercato sia stata negativa, con una manifestazione peggiore del -8.6%.

Un altro elemento interessante da considerare è l’analisi dell’option sentiment rate, rappresentato dagli istogrammi centrali nella figura sottostante (fonte: Trade AI), che indicano una lettura “strong sell” (vedi pop-up, prima riga).

Ciò è dovuto al valore particolarmente elevato del put/call implied volatility ratio, pari a 2.9: ciò significa che gli operatori attribuiscono un rischio quasi triplo alla discesa del titolo rispetto alla salita.

Per nostra esperienza, il mercato raramente azzecca la direzione del sottostante in queste situazioni, ma il valore di cui sopra non può essere ignorato.

Earning report Alcoa
Option Sentiment Alcoa

Quali idee operative in opzioni su Alcoa?

Difficile, in tutta onestà, prendere un qualsiasi posizionamento in opzioni su questo titolo in modo sereno.

Ci sono molti elementi di attenzione, nell’analisi tracciata qui sopra.

La negatività non durerà per sempre, ovviamente, ma io stesso fatico a muovermi nel mio terreno usuale, quello delle naked put, con la necessaria tranquillità.

Mi limito a riportarvi le principali proposte operative formulate dagli algoritmi della piattaforma Trade AI, segnalandovi, però, che nessuna di quelle proposte ha un expected profit and loss positivo su tutti i modelli impiegati dalla piattaforma.

In particolare, le probabilità stress test sono quasi sempre avverse.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Idee di trading su Alcoa