Azioni da comprare oggi

Twitter: la soap opera entra davvero nel vivo!

Una azione da comprare oggi parrebbe essere Twitter, a rigor di logica, ma in realtà in questo articolo cercherò di spiegarvi perché secondo me Twitter è una azione da NON comprare oggi.

Assolutamente.

Perché Twitter non è una azione da comprare oggi, nonostante l’opa a 54.2$ confermata da Elon Musk?

Semplice: chi ci dice che Elon non stia bluffando, di nuovo, e questa volta in via definitiva?

C’è in effetti una possibilità, più che concreta, che Musk si tiri ancora indietro, e questa volta per sempre.

azioni da comprare oggi twitter grafico

Twitter: ripercorriamo la storia recente

Guardate il grafico qui sopra, dal primo gennaio 2022 ad oggi, e leggete qui sotto la descrizione dei fatti salienti occorsi in questi sei mesi.

È il primo aprile 2022 e Musk annuncia di aver acqusitato un pacchetto di poco più di 73 milioni di azioni Twitter, diventandone così primo azionista, con una quota del 9% e rotti.

Sembra il proverbiale pesce d’aprile, ma il lunedì successivo Elon annuncia di voler comprare l’azienda, per 44 miliardi di dollari, cioè circa 54$ per azione.

Passano alcuni giorni e il titolo scende verso i 45$, ben al di sotto del prezzo di OPA: il mercato non crede a Musk.

E fa bene, perché improvvisamente Musk comincia a lamentarsi di essere stato ingannato da Twitter in relazione al numero di account fantasma.

I proverbiali BOT, ossia account falsi, usati per diffondere falsa informazione e condizionare le opinioni delle masse su argomenti caldi, come la politica, soprattutto.

Azioni da (non) comprare

In effetti, non si capisce se Musk sia in malafede o semplicemente stupido.

In qualità di primo azionista, potrebbe scoprire tutto di Twitter dall’interno prima di lanciare l’OPA totalitaria sul titolo.

Ma nella sua proverbiale impulsività fa un all-in al buio, fidandosi delle dichiarazioni dei vertici dell’azienda, che affermano come gli account BOT siano meno del 5% del totale.

L’accordo di OPA prevede per Musk una penale di un miliardo di dollari nel caso decida di tirarsi indietro per qualsiasi motivo.

Ad un certo punto, Musk decide di non proseguire con l’acquisto di Twitter.

Le azioni scivolano fino a 32.52$ l’una, minimo di luglio.

Quando Twitter era praticamente un arbitraggio

Nelle settimane successive al lancio dell’OPA da parte di Elon, con il titolo scivolato ben al di sotto del suo prezzo teorico, sembra che si possano fare arbitraggi piuttosto interessanti.

Io stesso, seppure scettico, come scrivo prontamente in un mio articolo pubblicato su queste pagine, mi lancio in una operazione di presunto arbitraggio.

Compro una call strike 40 e scadenza agosto 2022, contro la quale vendo allo scoperto una call 55 (oltre il prezzo di OPA) scadenza gennario 2024, che inspiegabilmente quota 1.43$ denaro, 1.72$ lettera.

In teoria, ho fatto un arbitraggio, come spiegato in questo articolo: https://quantoptions.it/2022/04/26/strategie-di-trading-in-opzioni-su-twitter/

Azioni da comprare: Twitter si rivela un boomerang

Nel momento in cui Elon si tira indietro dall’accordo, il titolo scivola e io rimango con il proverbiale cerino in mano.

Twitter fa causa a Musk, per obbligarlo ad onorare l’accordo.

Passa ancora qualche settimana, il titolo rimbalza, e alla scadenza di agosto vengo esercitato sulla call comprata, quindi divento “felice” possessore di 100 azioni Twitter a 40 dollari l’una, ma è come se le avessi pagate 51.21, visto il premio pagato sulla call.

Chiudo in profitto di circa 100$ la call con scadenza gennaio 2024 e decido di provare a recuperare almeno una parte della perdita potenziale senza dover aspettare troppo tempo: vendo una call 45 scadenza ottobre 2022, a 2.05$ per azione.

Se il titolo rimane stabile o scende, almeno recupero 200 dollari, se risale e supera lo strike, una perdita potenziale di oltre 1100 dollari si riduce a circa 320, perché nella cessione delle mie azioni a 45$ l’una incasso un premio di 2$, quindi è come se le vendessi a 47$.

E ho 100$ cash incassati dalla prima call venduta.

Twitter Vs Musk: le speculazioni si sprecano

Comincia la battaglia tra Twitter e Musk.

Pare che Twitter possa vincere quasi facile, ma ad un certo punto Musk tira fuori il proverbiale asso dalla manica: un delatore, ex dipendente di Twitter, conferma pubblicamente che gli account fantasma di Twitter sarebbero molti di più di quelli dichiarati dalla compagnia.

E Musk, inspiegabilmente, dice che ritorna sui suoi passi, e conferma l’acquisto di Twitter a 54.2$ per azione.

E quindi mi frega di nuovo.

Ad ormai soltanto una settimana dalla scadenza della mia call venduta, sono  rassegnato all’idea di cedere le mie azioni a 45$.

Ma a dirla tutta non vedo l’ora di liberarmene.

Perché nonostante l’OPA confermata a 54.2$ per azione il titolo fatica a superare stabilmente i 50$.

E come mai?

Azioni da non compare oggi

Semplice: nessuno crede più a Musk.

Azzardo una teoria, e la scrivo così che rimanga agli atti per i posteri, e faccia da monito a chi si fida di personaggi come Musk.

Segnalo, a margine di tutto, che per chi si comporta come lui, negli Stati Uniti d’America, c’è il carcere per diversi anni, e di solito la SEC non guarda in faccia nessuno.

Proprio stamattina, non a caso, ho letto che Musk sarebbe indagato dai federali per il suo comportamento nell’affare Twitter.

Molto bene.

E con la massima onestà io spero che gli diano dieci anni di galera, perché se avessi fatto io quello che ha fatto lui avrebbero già buttato via la chiave della mia cella.

Sfogo a parte, ecco perché non mi fiderei nemmeno questa volta di Elon.

Possiede ancora il 9% dell’azienda.

Parliamo di tre miliardi di dollari.

Secondo me, Musk non se la vuole comprare Twitter.

Ma prima di liberarsene definitivamente deve sganciare il suo pacchetto azionario.

Quindi che fa?

Dice che se la compra, così il prezzo risale.

Scarica il suo pacchetto azionario un po’ alla volta, peraltro in ottimo profitto, perché quelle azioni le ha pagate poco più di 40$ l’una.

Poi sfodera il suo vero asso nella manica, il motivo vero per cui può sfilarsi dall’accordo senza pagare la penale.

E lascia Twitter letteralmente in mutande.

Sempre che nel frattempo non finisca in gabbia.

Che è ciò che si meriterebbe, e non certo per avermi fatto perdere 300$.

Domenico Dall’Olio