Crisi dell’acciaio e dell’industria

La crisi dell’acciaio è oggi uno dei principali problemi per l’economia.

Ormai è palese che la carenza di materiali per l’industria ostacolerà ancora a lungo la ripresa economica.

L’inflazione è dimostrazione di come, in tutti i Paesi, vi sia uno squilibrio tra domanda e offerta.

Le industrie stanno cercando di ripartire, ma la carenza di materie prime grezze e semilavorate ostacola il percorso di ripresa.

Tutto ciò riguarda anche il settore dei metalli, non escluso dall’ondata di rincari che sta avvenendo.

Complice anche l’impennata nella domanda di metalli giunta dal comparto delle auto elettriche, le prospettive non sono rosee.

Anche la crisi dell’acciaio ne è una dimostrazione.

Litio, nichel e cobalto, ad esempio, sono materiali fondamentali per la costruzione di motori elettrici.

Secondo Yahoo! Finance, si stima una crescita dei prezzi di suddetti metalli dal 16 al 70%.

La crisi dell’acciaio, inoltre, continua a colpire le industrie.

Le batterie elettriche saranno sempre più utilizzate nel settore auto, ma non soltanto in quello.

Il prezzo del greggio sta  salendo per le note tensioni geopolitiche.

La volontà dell’Unione Europea in questo senso è di accelerare il processo di indipendenza energetica dalla Russia.

Quali opportunità nella crisi dell’acciaio?

Dati i motivi appena elencati, ci sono delle industrie che soddisfano bene le esigenze del momento.

Non è  un segreto che le società a forte impronta ESG stanno performando bene.

In questo momento, puntare su aziende che potrebbero rappresentare delle soluzioni ai problemi appena elencati potrebbe essere un vero affare (vedi anche l’articolo Investire in energie rinnovabili).

Il settore del riciclaggio dei metalli si addice benissimo a ciò.

La capacità di dare nuova vita a metalli e semilavorati è uno dei cardini della transizione ecologica.

Questo dovrebbe permettere, oltre ad aumentare l’offerta di metalli, di abbassare i prezzi dei materiali grezzi.

Una manna dal cielo per l’industria che vuole uscire ad esempio dalla crisi dell’acciaio.

Schnitzer Steel Industries Inc. risponde bene alla descrizione appena fornita.

Questa azienda, con base a Portland, in Oregon, si occupa dal 1906 di riciclare metalli ferrosi e non ferrosi.

Da tempo, l’azienda, in origine produttrice di acciaio, sta sempre di più trasformando il riciclaggio dei metalli nel suo core business.

Riciclaggio dei metalli e crisi dell’acciaio: Schnitzer Steel Industries

Oggi, 11 maggio l’azione quota sul NASDAQ poco sopra i 36 dollari in pre-market, vicina al suo minimo annuale (35.34 USD).

Siamo quindi forse di fronte ad una opportunità di tipo ‘’buy the dip’’?

Nonostante l’azione stia andando male per i motivi elencati sopra, i fondamentali lasciano ben sperare anche in virtù della crisi dell’acciaio.

Il grafico a barre in figura qui sotto, del resto, evidenzia una certa ciclicità delle quotazioni, il che potrebbe portare quindi ad una nuova fase rialzista.

crisi acciaio grafico a basse Schintzer Steel Industries

Ci sono comunque altri fattori da considerare.

Innanzitutto, la volatilità dell’azienda è del 8.4%, non bassa ma inferiore rispetto alla media di settore (10.1%).

La situazione del Price Earnings Ratio inoltre è molto interessante.

Schnitzer sembra sottovalutata, il suo PE è di 5.8x.

Il dato è ottimo sia in confronto al PE medio di mercato (16x) sia rispetto ai suoi peers (8.2x).

Secondo le stime SimplyWallStreet possiamo inoltre affermare che Schnitzer è un titolo difensivo rispetto al settore metallurgico americano.

Le stime per il settore sono in decrescita sia per quanto riguarda il fatturato (-2.3%) si per quanto riguarda gli utili (-8.9%).

In questo profondo rosso le attese per Schnitzer sono comunque buone: si stima una crescita del 11.3% per gli utili e del 3.9% del fatturato (vedi grafico a fondo pagina, fonte SimplyWallStreet).

In una strategia che coinvolga il settore metalli USA ecco che la società presa in esame può rappresentare un ottimo strumento di diversificazione.

In un settore stimato in crisi, grazie alla vocazione verso il riutilizzo dei metalli, Schnitzer può portare soddisfazione agli investitori.

Il ROE è in linea con quello dell’industria di riferimento, 21.5 %.

A prova della resistenza di questo titolo, non si segnalano vendite da parte degli insiders nel 2022, fatta eccezione per il 7 maggio in cui c’è stata una vendita di 52000 USD, una cifra trascurabile.

La situazione finanziaria è buona, gli asset di breve periodo sono in grado di coprire i debiti sia di lungo che di breve termine.

Il 78% dei debiti è coperto dal cash flow operativo.

Idee operative di trading su Schnitzer Steel Industries

Passiamo ora ad un contesto operativo, e vediamo quali idee di trading si possano prendere in considerazione sul titolo in oggetto.

Come abbiamo visto, il titolo Schnitzer Steel Industries ha un andamento piuttosto ciclico, cioè è un titolo di tipo “mean reverting”.

Bene, dunque, le strategie sia di tipo non direzionale che anche direzionale.

Non disdegnerei, ad esempio, strategie di tipo covered call writing, o poor man’s covered call.

Delle due, forse la prima, che permette di tenersi un cuscinetto di sicurezza verso il basso in caso di ulteriori flessioni prima della ripresa (attesa).

Un esempio può essere quello in figura seguente, basato sui prezzi alla chiusura di ieri sera: long stock a 37.27$, associato a short call 35, scadenza giugno 2022.

Con un premio incassato di 4.5$ per azione, è come vendere il titolo a 39.5$, quindi con un profitto atteso netto di 2.13$ per azione in 38 giorni di calendario.

In caso di ulteriori discese, il profitto è assicurato fino ad un limite inferiore di 32.77$, sotto il quale il premio della call venduta non è più in grado di compensare la discesa del titolo.

crisi acciaio covered call writing