Calendar spread: sette domande che richiedono una risposta

La guida definitiva ai calendar spread

Nel numero di febbraio di QuantOptions Academy ho aperto un dossier sui calendar spread.

Una analisi profonda sugli spread orizzontali e gli spread diagonali, una indagine completa di queste strategie in opzioni tanto affascinanti quanto complesse.

Con l’aiuto della piattaforma Option Net Explorer, nei prossimi mesi effettuerò decine e decine di analisi, simulazioni e studi sui calendar spread, per indagarne al massimo livello possibile di dettaglio i comportamenti.

Analisi che serviranno a chiarire come si comportino queste strategie durante la loro vita in funzione dei parametri di mercato, sia in origine che in corso d’opera.

Come si presenta un calendar spread?

Calendar spread payoff a scadenza

In figura qui sopra si può vedere il payoff tipico di uno spread orizzontale.

In questo caso, sono state combinate due opzioni su indice S&P500, la prima scadenza a circa due settimane dal momento di osservazione, la seconda scadenza distanziata circa un mese dalla prima.

Strike at the money in entrambi i casi, solo opzioni put coinvolte.

Struttura a termine della volatilità implicita: completamente piatta.

Nessun contango, nessuna backwardation.

Quali le implicazioni di questa situazione? Questa è una delle tante domande a cui bisogna dare risposta per esplorare davvero a fondo il tema dei calendar spread.

Sono sette, in realtà, le grandi domande a cui intendo dare risposta.

Sette domande fondamentali

  1. la forma del payoff in figura è standard o piuttosto il risultato delle condizioni contingenti di mercato? Quali variabili incidono maggiormente sulla forma del payoff del calendar? In particolare, quali condizioni di volatilità implicita possono essere ideali per la costruzione di un calendar spread?
  2. È meglio fare spread orizzontali o diagonali? Che vantaggi e svantaggi presentano le due diverse configurazioni?
  3. È meglio fare calendar di call o di put?
  4. Cosa cambia considerando scadenze più vicine o più lontane? E se si riduce o si amplia la distanza tra le scadenze coinvolte?
  5. Su quali sottostanti può essere più efficace una strategia di tipo calendar?
  6. Come evolve la reattività del calendar in funzione di delta, vega e theta al passaggio del tempo e a fronte di movimenti di prezzo del sottostante? Una domanda importante qui, tra le tante, è se il calendar spread nasca theta e vega positivo e si mantenga tale anche durante la sua vita.
  7. Come si può gestire in corsa un calendar spread? È possibile fare aggiustamenti? È opportuno stabilire soglie di take profit?

Se vuoi conoscere le risposte a tutte queste domande e imparare tutto quello che si può imparare sugli spread orizzontali e diagonali, leggi l’Academy.