Il delta hedging è davvero una tecnica efficace?

Il delta hedging come strategia perfetta di copertura

Se conoscete il mondo delle opzioni, vi sarà capitato, almeno una volta, di sentir parlare di delta hedging.

In parole povere, il delta hedging è un meccanismo di copertura dei rischi di posizioni short. Esso prevede l’attivazione di una protezione variabile sul sottostante quando le cose non vanno per il verso sperato.

La dinamicità della protezione è legata alla probabilità che le cose possano effettivamente andare male.

È un po’ come un paracadute che si apre soltanto se si precipita, e con un grado di apertura proporzionale alla velocità di caduta, diciamo così.

Una strategia apparentemente perfetta, ma…

Un meccanismo molto sofisticato, da un certo punto di vista, ma che presta il fianco a critiche da due diverse angolazioni:

  1. l’approccio probabilistico alla base del delta trae origine da un modello distributivo dei rendimenti. Una approssimazione della realtà dei fatti, quindi è un po’ una contraddizione in termini il voler applicare un meccanismo tanto sofisticato sulla base di un modello approssimativo;
  2. la dinamicità del meccanismo è il suo principale limite. Esso costringe chi lo applica a fare scelte in termini delle soglie di attivazione, con il rischio di applicare in modo errato un meccanismo teoricamente corretto. L’alternativa è quella di attivare e disattivare in continuo una copertura di dimensione variabile, con costi operativi insostenibili per chiunque, sia dal punto di vista monetario che psicologico, a meno di non automatizzare il processo (senza però risolvere il problema dei costi).

Quali alternative ci sono?

C’è però anche un’altra strada, ed è quella della copertura statica, cioè la copertura di dimensione fissa.

Che poi non è statica nemmeno quella, perché deve attivarsi se serve, come anche disattivarsi se non serve.

Esiste una scelta “giusta”, dunque?

Questa è la domanda sulla quale ho scritto l’articolo principale del numero di gennaio dell’Academy.

Un articolo di una decina abbondante di pagine, nel quale, con l’ausilio della piattaforma Option Net Explorer, perfetta per questo genere di analisi, vado a sviscerare tutti i pro e i contro delle due alternative, con qualche sorpresa.

La mia è una analisi parziale, ovviamente, poiché le alternative gestionali sono molteplici, sia con le coperture statiche che con quelle dinamiche.

Ma con l’aiuto di un semplice esempio sul titolo Facebook ho potuto sviscerare tutti i problemi che possono insorgere nel tentativo di applicare la meccanica “perfetta” del delta hedging, che alla fine pare non essere così efficiente come vorrebbe sembrare.

Se volete saperne di più, leggete QuantOptions Academy.